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Archivio mensile:gennaio 2018

°°Cappotti con Pelliccia di Procione: La Risposta di RIFLE°°

Cari followers, a pochi giorni dall’inizio della campagna di sensibilizzazione nei confronti di 3 marchi di abbigliamento complici della mattanza animale, ho ricevuto un riscontro positivo da parte di uno dei tre destinatari delle nostre mail.

Si tratta del brand RIFLE. Con il presente articolo rendo pubblico il contenuto del messaggio solo ed esclusivamente a titolo informativo nei confronti di chi si è unito alla richiesta di stop definitivo della vendita di cappotti con bordo in pelliccia di procione e imbottitura di piume.

Gentile Carmen,

la ringraziamo della sua segnalazione e di aver riportato alla nostra attenzione un tema che è già fortemente presente nelle direttive di sviluppo dell’azienda.

La responsabilità sociale è uno dei valori fondanti nella storia di Rifle, e siamo consapevoli che il rispetto degli animali è oggi un principio imprescindibile e presente nella vita di molti.

Le assicuriamo che stiamo attuando politiche di produzione che andranno sempre più in questa direzione e a breve interverremo anche sulle nostre modalità di approvvigionamento di materie prime per rispettare uno dei valori del brand, il rispetto per l’ambiente e per gli animali.

Abbiamo in previsione nel prossimo futuro di annunciare una nostra posizione ancora più netta in materia di rispetto per gli animali, e di portare così il nostro contributo a un mondo della moda sempre più etico per tutti.

Grazie e non esiti a ricontattarci per ulteriori segnalazioni o informazioni.

Cordialmente,

il team Rifle”.

Una risposta che lascia ben sperare per tutti gli animali che al momento finiscono per riempire o adornare i cappotti Rifle.

Mi auguro che l’azienda, che ringrazio per la gentile risposta, mantenga la sua promessa e che i tempi di attesa siano più brevi possibile.

Colgo l’occasione anche per ringraziare quanti si sono uniti per difendere gli animali coinvolti nella moda.

Carmen.

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°°Alimenti Vegetali per Cani & Gatti: Perché no?°°

In questo nuovo articolo voglio parlarvi di un tema molto importante, e delicato, che merita di essere trattato con le giuste attenzioni e argomentato in modo esaustivo.

Come suggerito dal titolo, l’argomento è l’alimentazione vegetale per cani e gatti.

Prima di iniziare a leggere quanto voglio esprimere, il mio invito è quello di abbandonare ogni preconcetto, tenendo per un attimo, giusto il tempo della lettura, la propria opinione in disparte, se discordante.

In Italia circa una famiglia su due ha un cane. Il gatto è il secondo animale più diffuso nelle famiglie, seguito dal coniglio, altri piccoli roditori e uccellini.
Cani e gatti sono da millenni animali domestici, abituati a stare a contatto con gli umani.
Pensate, nell‘Antico Egitto abitavano nelle case di persone importanti, veniva dato loro un nome e spesso anche degna sepoltura accanto agli umani con cui avevano condiviso la vita.

Molto legato il cane, decisamente più indipendente il gatto, questi animali si differenziano dagli altri sopra menzionati per due aspetti:
– godono finalmente di diritti. Per le leggi italiane, ma anche quelle Europee e in altri Paesi nel mondo, non sono più “beni materiali” ma esseri senzienti.
– sono animali onnivori/carnivori.

Collegandomi all’ultimo punto, ecco che introduco il tema principale di questo articolo, ossia l’alimentazione vegetale per cani e gatti.
Quando parlo di alimentazione vegetale, intendo una dieta prevalentemente vegetale per gatti (carnivori stretti) e volendo anche esclusivamente per cani (onnivori).

murder

  • Perché, a mio avviso, alimenti vegetali per cani e gatti
    non sono “contro natura”?

    Sebbene il gesto di alimentare cani e gatti con cibi vegetali possa apparire di primo impatto contro natura, dobbiamo ricordare che il primo gesto che veramente va contro la natura di questi animali è tenerli in casa subordinando la loro vita alla nostra. Il termine “domestico”, nell’altra faccia della medaglia che non ci piace molto vedere, indica un animale che ha lentamente perso le sue caratteristiche originarie, e la possibilità di vivere in un habitat idoneo, per doversi adattare a ritmi e stile di vita umani. In natura sia un gatto che un cane dovrebbero provvedere autonomamente a procacciarsi il cibo cacciando prede o cercando avanzi di animali predati da altri carnivori. In una vita a contatto con gli umani l’importante necessità di auto-alimentarsi non esiste più. Sono le persone infatti che forniscono agli animali il cibo di cui hanno bisogno, permettendo loro di astenersi dalla propria funzione naturale, ossia quella di contenere il numero di piccoli animali erbivori presenti nell’ambiente.
    Intromettendoci fra i due anelli di questa catena alimentare, oggettivamente diamo la nostra preferenza agli animali carnivori a discapito di quelli erbivori.
    Se in natura un animale-preda ha la possibilità di salvarsi affidandosi al suo intuito, alla sua capacità di mimetizzarsi e alla sua velocità nello scappare, con l’intromissione degli umani questo non accade: i predatori domestici vincono sempre la sfida della vita.
    Dal momento che fornire cibo a predatori che dovrebbero svolgere una funzione ben precisa in natura è di per sé un gesto innaturale, è giusto fare in modo che questo gesto comporti il minor impatto possibile di vite.
  • Alimentare prevalentemente in modo vegetale cani e gatti è etico?

    Secondo la mia opinione, sì, lo è. Decidendo di dar come cibo alimenti realizzati con ingredienti vegetali ai carnivori di casa permettiamo loro di nutrirsi lo stesso e permettiamo a noi di non gravare sugli animali erbivori.
    Qualsiasi sia la motivazione che ci ha permesso di accogliere in casa un gatto o un cane, è doveroso da parte nostra ricordare che esso non è né più importante né meno importante di altri animali.

  • I croccantini classici a base di carni e derivati  sono l’unica alternativa?

    I croccantini industriali penso siano nati a seguito della forte presenza di cani e gatti nelle famiglie. Un po’ come la lettiera igienica, inventata in America per le famiglie che non avevano il giardino e non sapevano come far fare i bisogni ai gatti in appartamento. Con la richiesta di soddisfare l’appetito di questi piccoli carnivori domestici è andata creandosi un’industria specializzata, strettamente collegata a quella alimentare umana. Non a caso nei croccantini per gatti e cani troviamo gli stessi animali erbivori che finiscono nei reparti macelleria: galline, galli, conigli, maiali, tacchini, vitelli, agnelli, cavalli ecc.
    Animali che in natura non morirebbero sicuramente a causa di un gatto.
    Avete mai visto un felino cacciare un maiale?
    Di per sé il croccantino è un alimento innaturale. In natura gli animali mangiano le prede per intero, o le loro interiora, e non i loro resti ridotti a materia secca.
    Se dunque i croccantini sono un alimento innaturale, adattato alle esigenze industriali umane e quelle alimentari degli animali da rifocillare, possiamo anche preferire la versione vegetale.

  • I croccantini vegetali sono dannosi per la salute di cani e gatti?

    Come tutte le cose, ci vuole tempo per saperlo ed è necessario che individui provino sul proprio organismo gli effetti. Al momento, a seguito di un controllo da parte dei miei veterinari di fiducia, posso dirvi che gli alimenti vegetali che in fondo all’articolo menzionerò sono formulati in modo da essere ben bilanciati. Contengono tutti i nutrienti necessari per il completo sviluppo di gatti e cani e per il loro mantenimento nel tempo.
    Ricordiamoci che gli animali carnivori mangiano quelli erbivori perché non hanno la capacità di digerire correttamente gli alimenti vegetali.

  • Il cibo vegetale per gatti è carente di taurina?

    No, il cibo vegetale per gatti non è carente di taurina. Ne contiene giuste quantità di derivazione di sintesi. E’ stato controllato dai miei veterinari.

  • Cosa mi ha spinto a credere che i croccantini vegetali
    siano ottimi per cani e gatti?

    Tengo ad informarvi che all’inizio ero scettica anche io. Consapevole che gatti e cani in natura mangiano altri animali, non credevo molto concreta la possibilità che potessero mangiare cibi processati di origine vegetale. Ciò che mi ha spinto a provare le alternative vegetali ai croccantini classici è stato il continuo star male del mio gatto. Nonostante comprassi alimenti di marchi molto costosi (di cui non farò il nome), evitando quelli a mio avviso scadenti contenenti “carni e derivati”, il mio gatto Russell spesso aveva attacchi di diarrea. Questa situazione, unita alla forte attrazione del micio per i cibi vegetali da me preparati per la mia alimentazione, mi ha spinto a chiedermi: perché non provare?
    Chi mi segue da anni sa che la prima volta che ho somministrato cibo vegetale al mio gatto risale al 2013. Proprio perché era un esperimento, proprio perché non sapevo come sarebbe andata a finire, scrissi una sorta di diario di bordo su questo blog annotando di volta in volta le novità (trovate tutto QUI). Quello che iniziò come un semplice esperimento si è evoluto in alimentazione definitiva per il mio gatto e per le decine di gatti che ho salvato dall’abbandono. Ad oggi, 30 Gennaio 2018, sono 5 anni che acquisto croccantini vegetali per Russell e per i piccoli ospiti in stallo.
    Croccantini vegetali (80%) uniti a scatolette di cibo umido contenente carne o pesce (20%). Russell è in perfetta salute.

  • Quanto costano i croccantini vegetali?

    Il prezzo degli alimenti vegetali per cani e gatti varia da marchio a marchio, e da negozio dove si acquistano. Personalmente mi rifornisco dall’e-store veganobio, dove ho spedizioni gratuite e sconti vantaggiosi.
    Ciò che dobbiamo ricordare è che per i croccantini il prezzo più alto lo pagano gli animali in essi contenuti. Scegliendo i cibi vegetali diminuiremo il numero di vite uccise per alimentare gli animali “di serie A”.

  • Come iniziare a somministrare i croccantini vegetali?

    Come per qualsiasi altro alimento, i croccantini devono essere cambiati in 7 giorni, seguendo questo schema:
    – I primi due giorno nella ciotola devono esserci 3/4 del vecchio alimento + 1/4 del nuovo.
    – Il terzo e quarto giorno la ciotola deve contenere metà e metà dei due alimenti.
    – Il quinto e sesto giorno la ciotola deve contenere 1/4 del vecchio alimento + 3/4 di quello nuovo
    – A partire dal settimo giorno si può somministrare tranquillamente il nuovo alimento.

  • E se il cibo vegetale al cane o al gatto non piace?

    Beh, ciascuno ha i suoi gusti e anche i nostri animali domestici hanno i loro. Se non dovessero piacere i croccantini vegetali, nessuno deve obbligarli.
    Se invece (solitamente è così) piacciono, avremo la possibilità di mantenerli in vita e in salute senza gravare su altre specie.

    Se ai vostri animali domestici piacciono molto i vegetali, se volete provare anche voi le alternative ai croccantini a base di carne, se volete limitare il numero di animali uccisi dall’industria alimentare, allora vi consiglio Ami Pet Food.
    E’ proprio questo il marchio del cibo che offro al mio Russell.

    Lo trovate al miglior prezzo in assoluto sul sito etico Veganobio.it.
    Potrete acquistarlo con uno sconto esclusivo del 5% inserendo “CARMEN” nello spazio apposito per i coupon al momento del pagamento.
    Inoltre, acquistando questi croccantini, parteciperete attivamente alla raccolta di cibo che sto avviando per alimentare animali randagi.

    Con un solo gesto vi prenderete cura dei vostri animali, di quelli a cui risparmierete la vita e di quelli che ancora non hanno una casa.

    Per scoprire la gamma completa di alimenti Ami Pet Food per cani e gatti cliccare QUI.

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°°[Ricetta] Farinata di Ceci Gustosissima°°

Dopo aver cercato la ricetta in rete per preparare in casa la farinata di ceci (o torta di ceci) ed essermi imbattuta in un sito che mi ha fatto combinare un pasticcio sprecando tempo e ingredienti, ho deciso di pubblicare la ricetta giusta trovata grazie ai consigli di decine di amici su Facebook.

Ingredienti per una teglia (4 spicchi):

• 100 g di farina di ceci

• 300 ml di acqua naturale

• 1 cucchiaino di sale

• 2 cucchiai di olio di oliva

Procedimento:

In un contenitore mettete la farina di ceci e il sale. Versate poi lentamente l’acqua mescolando bene con una frusta da cucina. Una volta formata la pastella, versate i due cucchiai di olio d’oliva, continuando a mescolare bene.

Lasciate l’impasto fluido e liscio a riposo per almeno 4 ore.

Trascorse le ore, versate il fluido in una teglia dal diametro ampio unta abbondantemente di olio. Lo strato deve raggiungere almeno 1 cm di altezza. Infornate in forno pre-riscaldato alla massima potenza (250°) e fate cuocere per 15 minuti su una grata collocata nella parte più alta del forno. Poi, fate cuocere altri 2 minuti sul fondo del forno.

Sfornate e aggiungete pepe a piacere.

Ecco il risultato che otterrete! 🙂

Una farinata di ceci morbida, dai bordi croccanti, ottima per farcire un panino o una schiacciata.

E buon appetito! 🙂

°°Mailbombing – BASTA Cappotti con Pelliccia Vera!°°

Stamattina, mentre facevo un giro tra i negozi di Barberino Designer Outlet, ho osservato molto attentamente le vetrine e la tipologia di abbigliamento proposte dalle decine di brand presenti nel villaggio.

Il risultato, è il seguente:

Se da una parte le pellicce integrali si sono drasticamente ridotte, sono purtroppo aumentati sul mercato i capi con bordi in pelliccia vera. La sensibilità circa i diritti animali si è estesa ad un numero vasto di persone, ma sono ancora tanti i marchi che disegnano, producono e vendono abbigliamento con inserti di origine animale.

Promosso a pieni voti il brand Guess, che all’interno del proprio punto vendita aveva solo abbigliamento in similpelle e bordi in pelliccia finta.

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I capi d’abbigliamento firmati Guess

Bocciati all’esame di etica e rispetto per gli animali invece i brand Gas, Rifle e Marina Militare.

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La vetrina di Marina Militare

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I cappotti con piuma e pelliccia vera di RIFLE

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I cappotti firmati GAS

Alcuni cappotti erano realizzati con imbottitura in piuma. Tutti quelli fotografati, delle tre marche, avevano bordo in pelliccia uguale, pertanto appartenente allo stesso tipo di animale. Controllando bene le etichette all’interno di un capo specifico, ossia quello RIFLE, ecco quanto ho potuto leggere:

50% piuma di anatra bianca
50% piuma (forse gallina?)
Contiene parti non tessili di origine animale
Pelliccia di procione
Ottenimento pelliccia: allevamento in branco

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Per chi non si fosse mai chiesto quale aspetto abbia un procione, mostro volentieri un’immagine esemplificativa.

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Credo che il vocabolario umano non sia abbastanza vasto per poter esprimere la mia disapprovazione nei confronti della barbara pratica di allevare, stordire e scuoiare questi bellissimi animali. Animali non molto diversi dai cani che la gente porta a spasso col guinzaglio. Ci avete mai pensato? Ne vedo molte di persone portare in giro il cane al parco col procione sul collo.

E’ vergognoso, deplorevole e turpe il fatto che delle aziende decidano volontariamente di pagare gli allevamenti per ottenere materia totalmente INUTILE e tranquillamente SOSTITUIBILE con altro che non abbia comportato né sofferenza né morte a qualcuno.
I bordi in pelliccia vera non sono necessari. Sono un puro vezzo, e permettetemelo, anche di pessimo gusto. Tutti questi peli che si muovono ad ogni passo compiuto da chi li indossa fa alquanto schifo. Stessa cosa per le piume, spesso strappate ai pennuti mentre sono ancora coscienti.

Gli animali, lo ripeteremo fino alla conquista dei loro diritti, non sono accessori. Non sono merce. Non sono materia vivente da rendere inanimata! 

Per questo motivo ho deciso di scrivere una mail a tutte e 3 le aziende, e invito anche voi a fare lo stesso per schierarvi dalla parte di chi è stato ammazzato per cedere le proprie parti corporee al genere (dis)umano.

Spett.le azienda,
entrando in un vostro punto vendita ho avuto modo di notare che avete ancora in commercio abbigliamento che presenta parti non tessili di origine animale.
Più specificatamente, mi riferisco ai cappotti con bordo in pelliccia di procione (e imbottitura in piuma).
Trovo che sia vergognosa la vostra scelta di continuare a disegnare, produrre e vendere capi d’abbigliamento contenenti resti di animali fatti nascere col solo fine di essere uccisi per servire a qualcosa. Per stare al caldo non è necessario indossare un cappotto contenente delle piume, per esempio. Le piume fungono da isolante termico per gli animali sui quali si sviluppano le penne. Siamo forse pennuti? No. La natura non ci ha regalato questa caratteristica. Stessa cosa per la pelliccia: essa appartiene ai legittimi proprietari, ossia gli animali ricoperti di peluria. Nessuna specie detiene individui appartenenti al genere umano con il solo scopo di ammazzarli per ottenere pellami e peli. Per quale motivo ci avvaliamo del diritto di ammazzarli? Uccidere non è un diritto. Uccidere non è un dovere. Uccidere è un gesto condannabile moralmente, e ben presto lo sarà anche dal punto di vista legale, perché seppure in tempi geologici l’umanità sta comprendendo l’importanza di lasciare stare gli animali.
Le altre specie non sono presenti sulla Terra per diventare un comodo, un’utilità per noi.
Esattamente come anatre e galline non nascono per riempire dei piumini, i procioni non esistono per adornare coi loro resti il cappuccio di un cappotto miserabile.
Ma avete una minima idea di cosa si provi ad essere scuoiati o spennati vivi?
Se non lo aveste ancora fatto, vi invito a rivedere la vostra etica aziendale nei confronti degli animali. Da parte mia, non c’è nessuna volontà di sostenere economicamente aziende coinvolte nella mattanza animale, pertanto mi asterrò dal comprare qualsiasi tipo di prodotto con la vostra firma, e inviterò a fare lo stesso amici e conoscenti.
Preferirò brand che hanno dimostrato un adeguamento alla sensibilità dei clienti e attenzione ai diritti animali.
Al mondo non c’è più spazio per la crudeltà gratuita.

Saluti
Nome, Cognome, Città

Da inviare a: info@iccab.it, info@rifle.it, info@gasjeans.it

 

Grazie a nome di tutti gli animali che non esistono più, e di quelli che sono prossimi a morire.

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