Archivio mensile:gennaio 2018

°°Mailbombing – BASTA Cappotti con Pelliccia Vera!°°

Stamattina, mentre facevo un giro tra i negozi di Barberino Designer Outlet, ho osservato molto attentamente le vetrine e la tipologia di abbigliamento proposte dalle decine di brand presenti nel villaggio.

Il risultato, è il seguente:

Se da una parte le pellicce integrali si sono drasticamente ridotte, sono purtroppo aumentati sul mercato i capi con bordi in pelliccia vera. La sensibilità circa i diritti animali si è estesa ad un numero vasto di persone, ma sono ancora tanti i marchi che disegnano, producono e vendono abbigliamento con inserti di origine animale.

Promosso a pieni voti il brand Guess, che all’interno del proprio punto vendita aveva solo abbigliamento in similpelle e bordi in pelliccia finta.

guess

I capi d’abbigliamento firmati Guess

Bocciati all’esame di etica e rispetto per gli animali invece i brand Gas, Rifle e Marina Militare.

Marina militare pelliccia.jpg

La vetrina di Marina Militare

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I cappotti con piuma e pelliccia vera di RIFLE

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I cappotti firmati GAS

Alcuni cappotti erano realizzati con imbottitura in piuma. Tutti quelli fotografati, delle tre marche, avevano bordo in pelliccia uguale, pertanto appartenente allo stesso tipo di animale. Controllando bene le etichette all’interno di un capo specifico, ossia quello RIFLE, ecco quanto ho potuto leggere:

50% piuma di anatra bianca
50% piuma (forse gallina?)
Contiene parti non tessili di origine animale
Pelliccia di procione
Ottenimento pelliccia: allevamento in branco

etichetta piumino.jpg

Per chi non si fosse mai chiesto quale aspetto abbia un procione, mostro volentieri un’immagine esemplificativa.

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Credo che il vocabolario umano non sia abbastanza vasto per poter esprimere la mia disapprovazione nei confronti della barbara pratica di allevare, stordire e scuoiare questi bellissimi animali. Animali non molto diversi dai cani che la gente porta a spasso col guinzaglio. Ci avete mai pensato? Ne vedo molte di persone portare in giro il cane al parco col procione sul collo.

E’ vergognoso, deplorevole e turpe il fatto che delle aziende decidano volontariamente di pagare gli allevamenti per ottenere materia totalmente INUTILE e tranquillamente SOSTITUIBILE con altro che non abbia comportato né sofferenza né morte a qualcuno.
I bordi in pelliccia vera non sono necessari. Sono un puro vezzo, e permettetemelo, anche di pessimo gusto. Tutti questi peli che si muovono ad ogni passo compiuto da chi li indossa fa alquanto schifo. Stessa cosa per le piume, spesso strappate ai pennuti mentre sono ancora coscienti.

Gli animali, lo ripeteremo fino alla conquista dei loro diritti, non sono accessori. Non sono merce. Non sono materia vivente da rendere inanimata! 

Per questo motivo ho deciso di scrivere una mail a tutte e 3 le aziende, e invito anche voi a fare lo stesso per schierarvi dalla parte di chi è stato ammazzato per cedere le proprie parti corporee al genere (dis)umano.

Spett.le azienda,
entrando in un vostro punto vendita ho avuto modo di notare che avete ancora in commercio abbigliamento che presenta parti non tessili di origine animale.
Più specificatamente, mi riferisco ai cappotti con bordo in pelliccia di procione (e imbottitura in piuma).
Trovo che sia vergognosa la vostra scelta di continuare a disegnare, produrre e vendere capi d’abbigliamento contenenti resti di animali fatti nascere col solo fine di essere uccisi per servire a qualcosa. Per stare al caldo non è necessario indossare un cappotto contenente delle piume, per esempio. Le piume fungono da isolante termico per gli animali sui quali si sviluppano le penne. Siamo forse pennuti? No. La natura non ci ha regalato questa caratteristica. Stessa cosa per la pelliccia: essa appartiene ai legittimi proprietari, ossia gli animali ricoperti di peluria. Nessuna specie detiene individui appartenenti al genere umano con il solo scopo di ammazzarli per ottenere pellami e peli. Per quale motivo ci avvaliamo del diritto di ammazzarli? Uccidere non è un diritto. Uccidere non è un dovere. Uccidere è un gesto condannabile moralmente, e ben presto lo sarà anche dal punto di vista legale, perché seppure in tempi geologici l’umanità sta comprendendo l’importanza di lasciare stare gli animali.
Le altre specie non sono presenti sulla Terra per diventare un comodo, un’utilità per noi.
Esattamente come anatre e galline non nascono per riempire dei piumini, i procioni non esistono per adornare coi loro resti il cappuccio di un cappotto miserabile.
Ma avete una minima idea di cosa si provi ad essere scuoiati o spennati vivi?
Se non lo aveste ancora fatto, vi invito a rivedere la vostra etica aziendale nei confronti degli animali. Da parte mia, non c’è nessuna volontà di sostenere economicamente aziende coinvolte nella mattanza animale, pertanto mi asterrò dal comprare qualsiasi tipo di prodotto con la vostra firma, e inviterò a fare lo stesso amici e conoscenti.
Preferirò brand che hanno dimostrato un adeguamento alla sensibilità dei clienti e attenzione ai diritti animali.
Al mondo non c’è più spazio per la crudeltà gratuita.

Saluti
Nome, Cognome, Città

Da inviare a: info@iccab.it, info@rifle.it, info@gasjeans.it

 

Grazie a nome di tutti gli animali che non esistono più, e di quelli che sono prossimi a morire.

°°Oriculì – Pulirsi le Orecchie senza Sporcare il Mondo°°

Qualche tempo fa navigando in rete mi sono imbattuta in una foto che mi ha davvero fatto stringere il cuore.

Un cavalluccio marino immortalato nell’atto di portarsi dietro con sé un cotton-fioc.

Come accade spesso per le immagini che diventano virali, non so con esattezza chi sia l’autore dello scatto, e nemmeno se sia stato ritoccato. Veritiera oppure artistica, la foto ha mostrato al mondo una realtà che spesso viene dimenticata, ossia che gli animali sono le prime vittime dell’inquinamento umano.

Ciascuna specie animale durante tutto l’arco della propria esistenza non lascia nessuna traccia indelebile del suo passaggio sulla terra. Si può dire lo stesso delle persone? Purtroppo no.

Tra i rifiuti più inquinanti al mondo troviamo proprio i cotton-fioc. Utilizzati quotidianamente per la pulizia delle orecchie, questi strumenti sono per la maggior parte realizzati ancora in plastica. Nuove normative all’orizzonte ne imporranno la messa in commercio nella variante in cotone biodegradabile, ma l’impatto ambientale rimane lo stesso.

Moltiplicate il numero di cotton-fioc usati da una persona per i giorni di un anno intero, e poi moltiplicate il risultato per il numero di individui che ne fanmo uso. La quantità di rifiuti raggiunge livelli impressionanti.

Come pensare allora all’igiene della propria persona venendo meno al generare continui materiali di scarto?

Lamazuna, brand francese di cosmesi etica vegan, ha ideato ORICULÌ, uno speciale bastoncino di materiale organico capace di asportare via il cerume in modo delicato ed efficace.

Una volta utilizzato si sciacqua ed è riutilizzabile infinite volte! Se sfortunatamente dovesse rompersi, si getta nei rifiuti organici.

L’utilizzo costante di Oriculì non solo risparmia all’ambiente tantissimi rifiuti da smaltire, ma permette anche di risparmiare soldi dal momento che dura anni ed anni. Un bastoncino costa 5.50 euro. Tante confezioni di cotton-fioc all’anno costano molto di più.

Da moltissimo tempo non uso più i cotton-fioc per la pulizia delle orecchie. Ho sostituito questi strumenti inquinanti proprio col bastoncino sopra indicato. Oltre ad aver ridotto drasticamente il numero di rifiuti da me prodotto, ho notato anche un livello di pulizia nettamente superiore. Non c’è paragone.

Dove si compra Oriculì?

Oriculì si può acquistare nei negozi rivenditori Lamazuna, oppure online cliccando qui.

Provatelo e non lo cambierete più.

Carmen.

°°Pelliccia Vera Sugli Occhiali Yves Saint Laurent°°

Il mondo della moda che tira in ballo gli animali non smette mai di stupire con le sue trovate spesso e volentieri raccapriccianti.

Dopo le cover per Iphone e i portachiavi realizzati con pelliccia vera di animali scuoiati, oggi ho il dispiacere di mostrarvi gli occhiali YVES SAINT LAURENT adornati con vero pelo sulle astine.

A cosa serva la pelliccia ai lati delle lenti modello aviator solo YSL può saperlo.

Foto di Sal Giaquinto

Trovati in vendita in un negozio Salmoiraghi & Viganò da un attivista di Milano, gli occhiali sono tutt’ora acquistabili online su qualche sito specializzato. Ed è proprio sui siti dei rivenditori che è stato possibile appurare la natura della pelliccia: visone, oppure coniglio, come indicato per esempio da Farfetch.

È assolutamente inaccettabile che gli animali vengano visti, e ancor peggio utilizzati, come esseri da cui trarre materiali per la realizzazione di accessori costosissimi. Pensate, il paio di occhiali nella foto sopra indicata scontato ha un costo di ben 306 euro. Il prezzo pieno invece, online, supera il mezzo migliaio d’euro.

Purtroppo, chi paga il prezzo più alto sono sempre le creature che perdono la loro vita in nome del lusso folle umano. Come se la loro esistenza non valesse niente.

Con il presente articolo esprimo pubblicamente il mio dissenso nei confronti di tale insulto alla vita ad opera di questo marchio. Dovrebbero certamente essere condannati mortalmente sia coloro che ideano tali oggetti, sia coloro che li acquistano. Business e possibilità economica non dovrebbero dare l’opportunità di generare morte e crudeltà.

Se è anche vostra premura ribadire a Yves Saint Laurent che gli animali non sono merce, potete inviare una mail compilando il form sul sito ufficiale. Cliccate qui.

Messaggio tipo:

Gentile azienda YSL, ho avuto modo di scoprire che il vostro marchio ha realizzato e messo in vendita occhiali da sole modello aviator con pelliccia vera sulle astine. Da parte mia sento il dovere di ricordarvi, in caso vi fosse sfuggito il dettaglio, che gli animali non nascono al mondo per soddisfare ogni sorta di capriccio umano. Non ha alcun senso collocare su delle astine pelliccia di coniglio o di visone. La pelliccia appartiene ai legittimi proprietari, gli animali, e dal momento che nessuno di essi si diletta a scuoiare le persone per vezzo e lusso, dovremmo avere lo stesso atteggiamento nei loro confronti. Trovo la vostra creazione davvero brutta, vergognosa e l’uso delle pelli animali improprio e senza utilità. Vi invito a rivedere la vostra etica in ambito di materiali, perché fino a quando venderete capi e accessori contenenti parti animali mi asterrò dal comprarli e inviterò amici, parenti e conoscenti a fare lo stesso.

Saluti

Nome, cognome, città

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