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Archivio mensile:giugno 2019

°°[Review] Opzioni Vegane @ SENSO Cocktail Caffè – Empoli°°

Passate da Empoli e non sapete dove fare colazione o pausa pranzo?
Provate Senso Cocktail Caffè!

Situato al numero 40 di via Emilio Bardini a Empoli (vicinissimo al centro, e anche all’area del mercato del giovedì mattina) Senso Cocktail Caffè è un bar classico con la più vasta scelta di opzioni vegetali che abbia mai visto in Toscana.

La vetrina al mattino è colma di saccottini, brioche e crossant di ogni tipo e gusto: ripieno alla nocciola, alla mela, alla crema (!) e cioccolato fondente ecc.
I pezzi dolci si possono abbinare a spremute, estratti di frutta oppure cappuccini.
Anche per il latte vegetale c’è l’imbarazzo della scelta: riso e nocciola, mandorle, soia, avena, cocco.

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Ho assaggiato il saccotino alla nocciola, quello al cioccolato fondente e il croissant alla crema: tutti buonissimi, ma quest’ultimo è un qualcosa di incredibile! E’ piaciuto tanto anche a casa, visto che ne ho preso qualche pezzo da asporto.

Il personale del Senso Cocktail Caffè è molto gentile e disponibile, e questo è un motivo in più per passare dal carinissimo bar.

<<A pranzo prepariamo anche panini farciti completamente vegetali>> mi ha spiegato la ragazza al bancone mentre sceglievo cosa accompagnare al cappuccino con riso e nocciola.

Per gustare ciò che si è ordinato si può usufruire dei tavolini interni oppure di quelli esterni. E fra una bevanda e un dolce, è possibile sfogliare le pagine dei libri messi a disposizione dal bar.

La sera invece Senso Cocktail Caffè propone un aperitivo con drink e stuzzichini.
<<La maggior parte delle opzioni è vegetale, da non perdere>> mi ha suggerito un amico vegano che lo ha provato.

Alla prossima review!

Carmen

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°° Sant’Anna Beauty: L’Acqua col Collagene Bovino°°

Mi giunge da Paola B. una segnalazione che lascia senza parole.

Il marchio di acqua imbottigliata Sant’Anna, di proprietà della società Fonti di Vinadio, ha fatto spazio ad una nuova bevanda dedicata alla bellezza: “Sant’Anna Beauty”.
Fra gli ingredienti delle acque aromatizzate con fiori, frutti e spezie che promettono di aiutare a preservare la bellezza del nostro organismo troviamo al secondo posto il collagene idrolizzato.
Questo ingrediente, come indicato sull’etichetta fotografata dalla segnalante,
è di origine animale. Con più esattezza di provenienza bovina.

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La foto degli ingredienti sta facendo il giro del web.
L’indignazione che sta generando è tanta, ed è ben comprensibile.

Personalmente, mi chiedo quanto sconfinato possa essere il livello di antropocentrismo degli ideatori di tale bevanda per arrivare a parlare di bellezza  da sostenere e vitalizzare con un elemento organico di altri animali.

Interessante sapere che pessime abitudini, uno stile di vita scorretto, l’avanzare dell’età e i fattori inquinanti possono distruggere il livello di collagene presente nella nostra pelle, portandola quindi alla comparsa delle rughe, ma le nostre fisime sull’estetica non dovrebbero ricadere sulle altre specie.
E non importa se quel collagene sia magari un sottoprodotto dell’industria alimentare: il numero di persone che non mangiano bovini (né tutti gli altri animali) è in costante crescita. Non li vogliamo nei piatti, e nemmeno nelle bevande.

Questo pretendere dagli animali il prestarsi ad ogni necessità umana, anche la più frivola, mi disgusta.

Desideriamo una pelle più tonica e compatta perché l’avanzare del tempo ci spaventa?
Una delle migliori soluzioni da adottare è l’alienarsi dalla demonizzazione della vecchiaia alla quale ci inizia la società odierna sin da giovani.
Realizziamo che le catene culturali sono troppo strette per potercene liberare?
Prendiamoci cura di noi, ma senza compromessi non etici. Le soluzioni vegetali sono tante a nostra disposizione per contrastare o prevenire le rughe.
Che poi, male che vada, meglio delle naturalissime linee sul volto che delle macchie indelebili sulla coscienza.

All’azienda titolare del marchio Sant’Anna sento di dire che questo è un vero buco nell’acqua per quanto riguarda il rispetto per l’esistenza degli animali.
Se prima capitava di acquistare qualche bevanda di tale azienda, adesso mi terrò a debita distanza dal farlo.

Coloro che condividono il mio stesso pensiero e volessero esternarlo a Fonti di Vinadio srl possono farlo inviando una mail all’azienda, senza usare parole offensive, perché la bellezza di una critica costruttiva risiede anche nel linguaggio utilizzato.

Messaggio tipo:

Gentile azienda Fonti di Vinadio,
vi scrivo questo messaggio a seguito della scoperta della vostra novità, le acque di bellezza “Sant’Anna Beauty”. Con molto orrore e straripante disgusto ho notato che secondo ingrediente delle bevande che tanto esaltate è collagene idrolizzato di origine animale. Non so con esattezza cosa pensiate dell’importanza della vita dei bovini.
Da attuale o futuro possibile cliente penso che mai mi abbasserei a comprare una bottiglietta in plastica contenente dell’acqua aromatizzata addizionata con un elemento organico di origine animale.
Risulta arduo credere che sul vostro sito parliate tanto di bellezza e poi vi sfugga quanto siano belle queste creature. Come tutti gli animali, del resto.
Premettendovi che non è di mio interesse sentir rispondere che i bovini dai quali attingete collagene siano allevati per fini alimentari, vi informo che non acquisterò mai questo vostro prodotto.
Con la speranza che possiate presto trovare un ingrediente alternativo per non finanziare la distruzione della bellezza dei bovini,
porgo distinti saluti.

Nome, Cognome, Città

Da inviare a
info@santanna.it
santanna@pec.santanna.it

°°[Ricetta] Bastoncini di Tofu alla Marinara°°

Il tofu è un alimento ricco di proteine molto versatile in cucina. Può diventare la base di tanti gustosi piatti, se cucinato in modo sapiente.

In questo articolo vi propongo la versione ‘bastoncini’ alla marinara: decisamente da provare!

Ingredienti per 2 porzioni

• 1 panetto di tofu al naturale

• 1 cucchiaino di Spezie Marinara (aglio, scorza di limone, rosmarino, prezzemolo, origano)

• 1 cucchiaino di Paprika dolce

• mix di pepe

• sale iodato

• 3 cucchiai di farina di riso

• farina di mais tostato per panatura

• acqua q.b

• semi di papavero

Prepariamo la pastella

In un contenitore piccolo dai bordi alti versare 3 cucchiai da cucina di farina di riso, 1 cucchiaino di spezie marinara, 1 cucchiaino di paprika dolce, un pizzico di sale e una spolverata di pepe.

Mescolare tutto con una frusta da cucina e aggiungere un po’ d’acqua fino a quando non andrà a formarsi una pastella.

Tagliare il cubetto di tofu a fette sottili dallo spessore di 1 cm circa e poi immergere una fetta alla volta nella pastella. Poi, con l’aiuto di una forchetta, impanare le fettine dentro farina di mais tostato unita a semi di papavero e sale.

I bastoncini di tofu si possono cuocere in padella, ma anche al forno per una cottura più sana.

Ecco il risultato della ricetta 🙂

I bastoncini di tofu alla marinara sono perfetti per arricchire un secondo piatto e il loro sapore conquisterà tutti.

Buon appetito!

°°La Fallimentare Ricerca sui Primati°°

“C’è una grande quantità di dati spesso trascurata che mostra che la ricerca su primati non umani sia irrilevante, non necessaria, anche pericolosa per la salute umana e che abbia poco o nessun valore predittivo o applicazione per la medicina umana”

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LA STRADA DAVANTI

Molte tecniche e metodologie scientifiche sono le uniche rilevanti per la medicina umana e predittive e affidabili per gli esseri umani rispetto alla ricerca orientata al NHP (non Human primate) e sono direttamente responsabili dei grandi progressi che stiamo facendo per trattare e curare le malattie umane più diffuse e debilitanti.
Batterie di test basati sull’uomo forniscono informazioni affidabili e pertinenti su cui basare ulteriori ricerche e accelerare la traduzione della ricerca al capezzale.
Queste tecnologie includono microarray e altre tecnologie del DNA;  proteomica e metabolomica;  modellizzazione matematica e informatica;  epidemiologia;
ricerca clinica;  una miriade di tecniche biologiche molecolari in vitro;  dispositivi microfluidici che ospitano molti tipi di cellule umane in un ambiente quasi “naturale” e che interagiscono tra loro;  e tanti altri.  Gli studi sulla funzione cerebrale e sui disturbi neurologici rappresentano la maggior parte della ricerca del NHP, tuttavia le differenze più drammatiche tra noi e altri primati sono nel cervello.  I cervelli umani possono ora essere studiati in modo non invasivo utilizzando una vasta gamma di tecniche di imaging come la tomografia ad emissione di positroni (PET), magnetoencefalografia (MEG), risonanza magnetica (MRI) e risonanza magnetica funzionale (fMRI), stimolazione magnetica transcranica (TMS  ), EROS (segnali ottici relativi agli eventi), VBM (analisi morfometrica basata su voxel) e tomografia computerizzata a emissione di singolo fotone (SPECT).  Ciò consente al cervello cosciente di essere osservato mentre è impegnato in una varietà di compiti cognitivi (ad esempio parlando, cantando, leggendo e scrivendo) di cui i NHP non sono nemmeno in grado.  Sottigliezze come abilità musicali e capacità di memoria possono essere identificate, evidenziando la ridondanza della conoscenza che si ottiene dai NHP.  L’Accademia delle scienze della vita presso l’Università di Aston è un esempio di progresso da trarre dalla ricerca clinica umana multidisciplinare.
Forse la tecnologia più eccitante per quanto riguarda lo sviluppo di farmaci è la “microdosaggio”, in cui le dosi di nanogrammi di nuovi farmaci sono tracciate attraverso il corpo umano.  Impiegato come studi clinici di “Fase 0”, il microdosaggio fornisce ampie informazioni sulle proprietà farmacocinetiche di un farmaco in un ambiente umano ed è già stato approvato dalla FDA (aprile 2005) e dall’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali (gennaio 2003).  L’APC ha raccomandato di incoraggiare l’uso del microdosaggio al posto dei NHP.  Esistono diverse compagnie la cui missione è di sviluppare e/o testare farmaci in un contesto esclusivamente umano, come ad esempio Pharmagene, che osserva;  ‘Nessuna specie animale è sufficientemente simile all’uomo per fungere da surrogato del tutto affidabile.  In effetti vi sono numerose prove che l’uso di tessuti animali (non umani) può portare alla generazione di informazioni potenzialmente fuorvianti “e Biopta, la cui motivazione è” la prova del concetto nell’uomo “.

Fonte [Bailey J. Non-human primates in medical research and drug development: a critical review. Biogenic Amines 2005; 19(4-6): 235–255 – http://www.safermedicines.org/pdfs/reportbiogenic.pdf]

Video: investigazione Peta


Articolo a cura di
<C.Corsini>
Animalisti Italiani Onlus
Riscatto Animale
Think Green • Live Vegan • Love Animals

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