Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°°Il Virus Più Pericoloso Per Gli Animali E’ l’Essere Umano°°

Ci sono animali che hanno la fortuna di non entrare mai in contatto con gli esseri umani, durante tutto l’arco della loro esistenza. Altri, nati sotto una buona stella, fanno parte di una minoranza di specie da essi preferite, e godono quindi di qualche privilegio fra cui il diritto di esistere. I restanti invece, voluti come mera materia organica, confusi con oggetti od utilità su quattro o due zampe, patiscono la sciagura di essere usati e sfruttati nei modi più disparati. Da fin troppo tempo.

Accantonando per un attimo una visione antropocentrica della nostra specie che potrebbe far confondere le mie parole ben lontane dal voler essere misantropiche, è necessario comprendere che questo mio nuovo articolo è una semplice analisi della realtà che ci circonda, tangibile da chiunque.
Una realtà terribile che spesso mi domando come sia ancora attuale.

Ora che siamo confinati nelle nostre case per ragioni di sicurezza sanitaria (così ci dicono ogni giorno), adesso che i nostri spostamenti sono controllati e autorizzati solo per poche motivazioni (fare spesa, curarsi, andare a lavoro), vedere che la crudeltà sulle altre specie non è diminuita bensì aumentata mostra cosa siamo veramente.

La maggior parte dell’economia si blocca.
Il traffico di vite continua senza sosta.

Siamo una specie che in modo frenetico difronte alle emergenze e alla sofferenza non smette di arrecare dolore e morte agli altri.
Una specie che, riscoprendosi mortale come ogni creatura che viene ammazzata per lucro, non si astiene dal continuare al fare del male gratuitamente.

Il consumo alimentare di altre specie avrebbe dato vita alla diffusione di un nuovo virus, il Covid-19, e a rimetterci ulteriormente la vita, anche stavolta, sono gli animali. Presto, che novità, verranno ingiustamente tormentati per testare dei vaccini e trovare una cura a questo nuovo caso esploso, a quanto pare, in un mercato della carne dove vengono vendute specie “prelibate”.

Mentre ci sentiamo limitati nella vita personale, nelle interazioni coi nostri simili, sommersi dai dubbi su come far scorrere il tempo, lontano dalle nostre abitazioni confortevoli gli animali continuano ad essere rinchiusi nelle gabbie, nelle stalle, nei capannoni dove sono nati e dove rimarranno per tutta la loro breve vita.

Un maiale allevato che presenta una forte malformazione alla gola


Mentre noi possiamo uscire per buttare la spazzatura, fare sport e attività all’aria aperta (sempre mantenendo le distanze di sicurezza igienica) gli animali vedono la luce naturale del sole esclusivamente il giorno del trasporto dall’allevamento al mattatoio. Poche ore di vita “diversa”, ammassati su tir, talvolta compressi assieme ad altri compagni di sventura, per giungere dove gli verrà tolto il bene più prezioso che hanno.

“Del maiale non si butta via niente” dicono.
Ma la vita, quella si che gliela buttano via.




Nei confronti degli animali siamo il virus più pericoloso e letale.
Tutti gli animali che contro il loro volere entrano in contatto con noi non ne escono vivi.
E’ triste constatare che ancora tante, troppe persone, non se ne siano rese conto della violenza alla quale siamo abituati, alla quale siamo iniziati dalla cultura e dalla società che ci vuole emotivamente distanti dagli altri.
Fino al momento in cui abuseremo dei figli della nostra stessa madre natura non ci sarà tregua nemmeno per noi.
Fino a quando non smetteremo di spargere sangue innocente non ci sarà salvezza.
Fino a quando piegheremo la vita altrui al peso della nostra violenza non ci sarà felicità.

<<Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.>>
(Albert Einstein)










°°[Ricetta] Tiramisù della Silvi°°

Qualche giorno fa sono ho fatto visita alla mia amica Silvia.
Sono stata a cena da lei e per tale occasione ha preparato dei piatti deliziosi con un bel dolce come gran finale: il tiramisù!

Un tiramisù rivisitato, senza il caffè come ingrediente, adatto quindi a chiunque, anche ai più piccoli. facilissimo da realizzare e con pochi ingredienti. Le ho chiesto di poter condividere la ricetta con voi, pertanto eccomi qua al pc dopo averlo preparato in casa 🙂

Gli ingredienti che ho utilizzato

Ingredienti
– Biscotti Oro Saiwa (sapevate che sono vegan? Sorpresa!)
– 1 confezione di panna dolce vegetale
– 1 vasetto di cioccolata spalmabile alle nocciole
– latte di mandorle quanto basta
– cacao in polvere
– ingrediente extra: cioccolato in scaglie

Preparazione

Dopo aver tenuto in frigo la confezione di panna vegetale da montare, versatela in un recipiente e aggiungete il contenuto del vasetto di crema spalmabile alle nocciole. Montate tutto con lo sbattitore da cucina.
Prendete una teglia in metallo o in vetro (io ho optato per quest’ultimo tipo) e stendete uno strato di panna al cioccolato alla base.
Aprite la confezione dei biscotti e immergeteli nel latte di mandorla.
Poi, disponete i biscotti sulla superficie della teglia in modo da formare un quadrato o un rettangolo. Continuate spalmando la panna e formando altri strati di biscotti fino a raggiungere una discreta altezza di dolce.
Cospargete bene l’ultimo strato di biscotti e poi spolverate sopra del cacao in polvere. Se volete, potrete aggiungere delle scagliette di cioccolato.

Il risultato, se avrete seguito tutte le procedure, sarà tipo questo.

Lasciate riposare il dolce in frigo coprendo con della pellicola alimentare o casta stagnola e servitelo fresco.

E buon appetito!

Alla prossima ricetta e un grazie a Silvia Colangelo 🙂


Dolci Vegolosi Dolci Vegolosi
Piccolo manuale di pasticceria vegana: tutte le basi e tante facili ricette
Cristiano Bonolo, Federica Giordani, Silvia De Bernardin

Compralo su il Giardino dei Libri

°°Un Anno di Bottiglia Thermos ZeroWaste°°

Esattamente un anno fa compravo la mia prima bottiglia thermos in metallo che avrebbe sostituito le bottigliette di plastica.
Tutto nacque da un video mostrato in aula dalla mia ex professoressa di Lettorato Inglese, sensibile a temi importanti e a cause ambientali/umanitarie/animaliste: il filmato mostrava le conseguenze disastrose dell’uso della plastica sia per flora e fauna. Fu atroce vedere volatili moribondi per la presenza di residui plastici nel loro intestino. Tappi di penne, tappi di bottiglia a non finire che portavano gli animali a una morte dolorosa.

Fu un’epifania. La sera stessa decisi di fare qualcosa nel concreto, a partire dal recipiente col quale avrei portato in giro con me l’acqua da bere.

La scelta cadde su una di colore viola (fra i miei colori preferiti) dalla capacità di 750 ml. Bevo molto, e per questo ho pensato che più grande sarebbe stata ideale.
In vendita c’erano le versioni da 250 e 500 ml, ma optai per quella più grande, appunto.

Cosa è cambiato dall’anno scorso?
Investendo poche decine di euro ho acquistato oggetto utile che mi ha permesso di evitare tanti rifiuti nei 365 giorni trascorsi. Dall’acquisto di questa bottiglia mi è capitato pochissime volte di dover comprare una bottiglia di plastica: due volte per assistere a dei concerti dove non era concesso portarla, e le altre poche per assenza di una fontanella per riempirla nuovamente.

Ho diminuito drasticamente l’uso di bottiglie di plastica, e per i prossimi 365 giorni mi prefisso un nuovo traguardo: non acquistarne nemmeno una.

Ho notato svantaggi?
Al momento nessuno.

Quali vantaggi ho trovato?
Tanti. In primis, quello di sentirmi meno colpevole non dovendo gettare nella plastica bottiglie vuote. Poi, cosa importantissima, ho potuto avere a disposizione acqua fresca anche nei mesi più caldi: la bottiglia thermos infatti mantiene al suo interno le bevande fresche, anche se posta sotto al sole. Al mare è stata preziosissima!

Il mio estrarre dalla borsa o dallo zaino questo utile accessorio poi ha incuriosito tante persone intorno a me.

Così, dall’esser sola ad avere la bottiglia metallica in casa siamo passati ad averla tutti: chi da 750 ml da portare all’università, a lavoro o in palestra, chi da 500 ml da portare comodamente in borsa.

La mia bottiglia è a marchio Aorjn, ma ho poi acquistato come regalo una da 750 ml del brand Chilly’s scoprendo che è di ottima qualità.

Se non avete ancora questo utile accessorio da portare sempre con voi vi consiglio di comprarne uno.
C’è l’imbarazzo della scelta in ambito di colori e modelli.




Chilly’s 500 ml colori pastello
Chilly’s 500 ml colori neon
Chilly’s 500 ml colori opachi
Chilly’s 500 ml metallizzata

Chilly’s 750 ml colori opachi
Chilly’s 750 ml colori pastello


Chilly’s 500 ml edizione limitata
(in foto)

Altre alternative ecologiche possono essere le bottiglie in vetro oppure in rame.

E voi?
Avete già una soluzione ecologica per portare l’acqua ovunque?

Buona scelta consapevole 🙂


Carmen.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora