Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°°Spreco Alimentare: Consigli per Ridurlo ed Evitarlo°°

La metà del cibo prodotto finisce nell’immondizia“, lessi tempo fa su un articolo di denuncia sociale sugli sprechi alimentari.
Pensai che fosse un tantino esagerata come esternazione, che non poteva essere davvero così. E invece ho dovuto ricredermi.

Gran parte del cibo prodotto viene davvero sprecato, e spesso e volentieri finisce dritto nel bidone senza nemmeno esser stato toccato.
Posso confermare ciò a seguito di esperienze lavorative maturate nel settore della ristorazione e in quello della vendita al pubblico nei supermercati.
Con molto rammarico vi dico che la quantità di cibo sprecato è inimmaginabile.
E ciò che fa stare più ma le è che gli sprechi potrebbero essere evitati, eppure non vengono evitati.

Voglio farvi un esempio riportando un avvenimento che ho visto coi miei occhi.

Nel magazzino di un supermercato dove ho lavorato (penso accada in tutti i supermercati) c’era una cassetta con del cibo dentro, messa in un angolo, a terra. Entrando e uscendo dal magazzino per sistemare sugli scaffali la merce vedevo aumentare le confezioni dentro quella cassetta.
<<Cosa finisce là dentro?>> chiesi alla responsabile della filiale.
<<Ah, quella? E’ la cassetta dello scarto che viene buttato via>> mi sentii rispondere.
La curiosità mi portò ad andare a vedere cosa ci fosse dentro: una cartone di latte ammaccato, una vaschetta di affettato di suino dal colore poco invitante per un onnivoro, un pacchetto di biscotti rotto da un lato, una busta di cioccolatini aperta, una confezione di succhi mela e banana a cui mancava un brick.
<<Ma qui manca un succo solo>> feci notare.
<<Sì, qualche cliente deve averlo sfilato via. Ma non possiamo vendere una confezione non più integra, quindi va buttato>> fu la risposta. Rimasi sconcertata nel sentire quelle parole. Cinque succhi sarebbero stati gettati via perché non erano più sei.
<<Per caso si possono acquistare?>> domandai con la speranza che la risposta fosse affermativa.  <<Sì volendo sì, ma chi te lo fa fare? Non ci sono sconti e comunque manca un succo>>.
Risposi che non mi interessava dell’assenza di un succo, era di mio interesse che il resto della confezione non venisse gettato via.
Così a fine turno andai alla cassa e pagai il “rifiuto“.

Non solo i supermercati e i negozi sono colpevoli di spreco alimentare.
Tantissimo scarto lo troviamo anche nei ristoranti, nelle pasticcerie, nei bar e nei pub dove i secchi dell’organico si riempiono di cibo lasciato a metà o nemmeno toccato.

cibo sprecato

Ci pensate?
Prendiamo come esempio una pizza marinara lasciata a metà.
Grano e pomodori sono stati seminati, irrigati, fatti crescere, raccolti, lavorati da agricoltori (spesso sottopagati), resi farina e passata per una pizza cotta in forno da un pizzaiolo, servita al tavolo da un/a cameriere/a ed infine gettata per metà nel bidone.

Che dire poi dei cibi di origine animale?

Non si parla più di piante irrigate, si parla di esseri viventi senzienti segregati in capannoni, gabbie, mutilati e costretti a condizioni di vita orrende per divenire cibo che finisce in discarica.

Tutto ciò è deplorevole, lo trovo un affronto alla coscienza umana dal momento che il numero di persone che soffrono e muoiono per la fame è in aumento:
si parla di 821 milioni di persone, circa un 1 abitante del pianeta su 9,
secondo “The State of Food Security and Nutrition in the World 2018“.

Contraria ad ogni forma di discriminazione, credo che ciascuno di noi sia responsabile del non fare abbastanza per gli altri. Chi vive nell’agiatezza, disponendo di cibo a volontà quando ad altri non tocca, dovrebbe seriamente riflettere sulla propria condizione di vantaggio e impiegare le proprie energie per arginare lo svantaggio degli altri.

Esattamente come stiamo correndo ai ripari per i rifiuti in plastica, dobbiamo correre ai ripari anche per limitare al massimo ed evitare i rifiuti organici alimentari.
Lo dobbiamo a quelle persone che muoiono di stenti perché non hanno niente da mangiare.

Come evitare allora gli sprechi?
Alcuni consigli.

– Preferire i cibi di origine vegetale evitando quelli di origine animale: gran parte delle risorse alimentari agricole vengono destinate all’alimentazione zootecnica delle specie allevate, quando potrebbero essere sfamate tantissime persone.

– Nei negozi e nei supermercati, non farsi problemi nell’acquistare cibi in scadenza: spesso sono scontati del 30% o messi a metà prezzo. Risparmierete qualche euro ma soprattutto eviterete uno spreco di cibo.

– Acquistate solo gli alimenti che mangiate evitando scorte enormi che potrebbero scadere. Pianificate il menù settimanale con gli ingredienti che possono servire per i piatti.

– Avete comprato troppo cibo e impegni/imprevisti vi fanno capire che non potrete consumarlo? Regalatelo. Suonate al campanello dei vicini di casa, chiedete in famiglia o ad amici se può far comodo a qualcuno.

– Quando andate al ristorante non strafate: ordinate solo ciò che riuscirete a mangiare. Se proprio vi sentite sazi e non riuscite a finire quanto avete nel piatto, chiedete di poter portare via gli avanzi. Potete acquistare una scatola porta cibo in bambù da tenere in borsa, così da evitare anche i rifiuti usa e getta. Non sentitevi in imbarazzo per tale richiesta! E’ molto più imbarazzante sprecare cibo.

– Se a casa avanzano ortaggi, cereali e legumi già cotti, realizzate un passato vegetale o una zuppa. E’ un’idea geniale che ho visto in Olanda durante uno scambio culturale.

Io, nella mia quotidianità, metto in pratica questi punti e posso dire di riuscire a limitare al massimo gli sprechi. Se ciascuno di noi a partire da oggi iniziasse a prestare attenzione alle proprie abitudini e scelte alimentari, le cose potrebbero cambiare enormemente.

Buona riflessione.

Carmen.

 

°°Calzature Vegan: Sempre Più Modelli Leather-Free°°

Il mercato si erge su un equilibrio fra domanda e offerta, dove la prima determina la seconda in un vortice di costante cambiamento.

L’aumento della consapevolezza riguardo i trattamenti riservati agli animali ogni anno spinge un numero crescente di persone ad abbandonare scelte convenzionali alle quali erano abituati. Nell’ambito della moda e dell’abbigliamento è ormai noto come vengano utilizzati gli animali destinati alla produzione del pellame, o quelli da piuma o pelliccia.

Vestirsi, coprirsi, esaltare le proprie forme e piacersi senza far soffrire le altre specie è oggi possibile e per tutti.

Concentrandoci sulle calzature, facendo una breve ricerca online ho notato che i modelli animal-free realizzati senza pelle, cuoio, seta e lana sono in aumento. Le aziende che decidono di proporre verianti vegan sono ormai molte.

Navigando sull’e-commerce Zalando e cercando “vegan” nel filtro interno al sito ho trovato decine di modelli vegan fra stivali, sandali e sneakers.

Ma non solo: ampio assortimento anche di accessori e borse.

In special modo Esprit e Birkenstock sono i marchi con più calzature. E di quest’ultimo brand sono rimasta colpita dalle famose infradito realizzate (a differenza delle classiche) senza inserti in pelle.

Quando fate acquisti, controllate sempre le materie che compongono le calzature o gli accessori che vi piacciono. Diciture quali “finta pelle” e “similpelle” vi aiuteranno a scegliere articoli senza sofferenza animale.

°°[Salerno] Ragazza Inseguita In Auto e Insultata da un Antivegan°°

Chi pensa che la vegefobia sia una semplice invenzione dei vegani, dovrebbe seriamente ricredersi e prendere atto che essa è un fenomeno realmente esistente.
E preoccupante.

Eccovi l’ennesimo esempio di come la scelta altrui di non mangiare animali possa innescare in taluni odio e risentimento.

Qualche mese fa a Salerno una ragazza è stata inseguita in auto da un ragazzo.
Lei, a bordo di una Mini con la scritta “Il Futuro è Vegan” sul vetro, procedeva regolarmente fino a quando il giovane è l’ha affiancata. “Viva la carne” le ha gridato, aggiungendo anche un invito (in dialetto) poco gradevole a praticarle del sesso orale.  L’inseguimento per offendere la donna è stato filmato dall’autore stesso del gesto, che non si è trattenuto dal palesare la sua identità su pagine che hanno diffuso il video.
Nel commento pubblico che riporto qui sotto il ragazzo ha ammesso che la vittima è stata seguita per ben 10 chilometri.

ragazza inseguita salerno.jpg

Il video è stato diffuso su svariate pagine Fecabook dedicate al “trash” e all’ironia.
Ma in questo gesto vile, e pericoloso, non vi è niente di ironico.

ragazza inseguita.jpg

Innanzitutto la sicurezza stradale: il giovane ha ammesso di aver guidato per inseguire la ragazza per 10 chilometri. Nell’inseguimento possiamo ben constatare che egli ha tenuto in mano il cellulare per filmare la sua vergognosa condotta, con la possibilità quindi di mettere a rischio la vita di altri automobilisti.

Violazione della privacy: nel video girato ai danni della ragazza non è stata oscurata la targa, attraverso la quale chiunque può risalire all’identità della persona offesa.

Inciviltà e maleducazione: non sappiamo bene cosa abbia spinto il ragazzo ad avvalersi del diritto di inseguire la giovane per schernirla e offenderla con frasi a sfondo sessuale.
Qualsiasi sia il motivo, il gesto è moralmente da condannare, e mi chiedo se non lo sia anche dal punto di vista legale.

E’ giunto il momento di fermare questo odio fomentato da gruppi antivegan ed amplificati dai social network che danno un pubblico a questi individui in cerca di visibilità.

Da parte mia, solidarietà alla ragazza inseguita ed offesa da questo essere incivile.
Quest’ultimo, spero possa essere punito per il gesto che ha compiuto.

________

Nel frattempo è comparsa una scritta colma d’odio verso chi è vegan.
Sono andata a scattare una foto per mostrarvi quanto vi è un’enorme assenza di rispetto.




© Carmen Luciano
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