Archivio dell'autore: Carmen Luciano
°°[Review] Fior di Salina Erbolario: Benessere dal Profumo Acquatico°°
Le onde che s’infrangono sulla riva.
Conchiglie di varie forme e cromie che emergono dalla sabbia morbida.
Il profumo di salsedine nel vento.
Il sole che rende calda e dorata la pelle.
Sono queste le bellissime sensazioni racchiuse nella nuova linea edizione 2018
“Fior di Salina” de L’Erbolario. Ho avuto il piacere (dei sensi) di provare l’intera gamma di prodotti che contiene. Eccovi dunque il mio parere.

Racchiusi in scatole di cartoncino raffiguranti mare e saline, i prodotti Fior di Salina sono contenuti in flaconi azzurro intenso mare.

La linea comprende:
– Bagnoschiuma
– Crema Corpo
– OleoScrub Corpo
– Profumo
Ciò che rende molto interessante l’intera linea è il protagonista principale dei suoi ingredienti: il sale marino.
Estratto dalle saline Conti Vecchi nella bellissima Sardegna, il sale risulta alleato di bellezza per la nostra pelle, unito agli altri ingredienti vegetali.
- Il Bagnoschiuma
Si presenta di consistenza liquida e trasparente in flacone con apertura salva goccia. Poca quantità di prodotto versata nella vasca permette di avere una ricchissima schiuma, molto simile a quella marina.
La fragranza che genera nell’aria è soave. Il suo utilizzo rende la pelle ben detersa, lasciandola morbida e pulita.
Ho trovato questo prodotto particolarmente buono: uscita dalla vasca la mia pelle risultava davvero vellutata.Per conoscere tutti gli ingredienti, clicca qui.

- L’OleoScrub
Si presenta in un contenitore barattolo richiudibile con tappo, insieme ad una spatolina. La confezione comprende sale marino unito ad altri ingredienti (come olio di mandorle, di girasole e rosmarino). Una volta tolto il tappo con l’ausilio della spatolina si mescola il sale e si procede alla sua applicazione sulla pelle. Lo si può applicare sia su pelle asciutta che bagnata: il risultato sarà diverso. Su pelle asciutta l’applicazione dello scrub comporta maggiore esfoliazione e pulizia. Su pelle bagnata o inumidita, lo scrub diventa più delicato. Ho provato ad applicarlo in entrambi i modi per constatarne l’efficacia: il sale rimuove le cellule morte della pelle, favorendone la rigenerazione. Sul corpo rimane un sottile strato d’olio che poi viene lavato via con l’uso del bagnoschiuma. Il risultato è una pelle pulita in profondità.Per scoprire gli ingredienti, cliccare qui.

- La Crema Corpo
Racchiusa in confezione a tubo, è fluida e di colore bianco.
Sono rimasta stupita dalla rapidità di assorbimento: basta applicarla sulla pelle e dopo pochi minuti essa è già asciutta. Fantastico, soprattutto d’estate.
La crema, indossata dopo aver fatto il bagno e lo scrub con gli altri prodotti della linea, intensifica e fissa su di noi la piacevole fragranza acquatica di Fior di Salina, che reputo ottima sia per donna che per uomo.Lista degli ingredienti qui.
- Il Profumo
E’ di taglia 50 ml, custodito in una boccetta cilindrica con erogatore spray.
La fragranza è fresca, arricchita da note agrumate.
Poche vaporizzazioni su polsi e collo lasciano addosso una piacevole sensazione di mare.Erbolario, con questa sua nuova linea, ha davvero realizzato qualcosa di unico. Una linea che, come già espresso poco sopra, può essere unisex.
Una linea che unisce l’efficacia degli ingredienti vegetali alla protezione delle bellezze dell’ambiente. Acquistando questi prodotti infatti Erbolario sostiene FAI, Fondo Ambiente Italiano. Una scelta importante apprezzabile e da ammirare, che unita alla certificazione cruelty free garantito per LAV rendono la linea ancora più speciale.Dopo aver testato con molto piacere Fior di Salina, posso dire che la linea è perfetta per ricreare in casa una piccola spa personale. Il profumo che la contraddistingue la rende perfetta per l’estate, o per quei mesi in cui ne abbiamo nostalgia.
Scrub, bagnoschiuma, crema e profumo uniti insieme mi hanno fatto vivere una sensazione di benessere, la stessa che si può provare in una sera d’estate dopo una giornata di mare, quando la pelle è fresca di doccia e l’aria da sollievo dall’abbronzatura scaturita dal sole. Una fragranza rassicurante, che mette a proprio agio, che coccola i sensi.
Mi sento di dare come valutazione complessiva alla linea un meritato 9, sia per ciò che sostiene sia per la qualità e resa.
Curiosi di sentire la fragranza?
Non vi resta che recarvi in un punto vendita Erbolario e provare i tester 🙂Colgo l’occasione per fare i miei auguri ai fondatori, Franco Bergamaschi e Daniela Villa, e a tutta la famiglia Erbolario per i 40 anni dell’azienda ❤ .
Alla prossima recensione.
Carmen
°°La Crociata contro i Càtari: i Primi “Vegani” Cristiani della Storia°°
Il cristianesimo ai suoi albori nacque come minoranza religiosa monoteista in un contesto politeista. Perseguitata durante l’Impero Romano d’Occidente (più imperatori diedero ordine di uccidere o ridurre in schiavitù chiunque la seguisse, e di bruciare le scritture ritenute sacre) fino al raggiungimento di una tolleranza, in breve tempo questa religione si diffuse fra le persone di ogni ceto sociale. La presenza di un solo dio e il suo esser in stretto collegamento con gli umani appartenenti al “creato” anziché indifferente come gli altri dei conquistarono innumerevoli animi stravolti da corruzione e mancanza di fiducia nel futuro.
Quando il cristianesimo divenne culto tutelato, protetto ed imposto da imperatori e re non tardò il fiorire di nuove interpretazioni delle Scritture stesse.
Durante l’età di mezzo fra l’epoca classica e quella rinascimentale che gli storici chiamano Medioevo, furono tante le piccole ramificazioni cristiane che si formarono e si che si diffusero trovando molte adesioni nei territori dell’attuale Europa.
Una delle sette del cristianesimo fu sicuramente quella Catara.
I Catari, detti anche Albigesi, avevano un’idea tutta propria del mondo.
Secondo il loro pensiero, tutto si ergeva su un dualismo quotidiano fra Dio e Satana. Una continua dialettica del bene contro il male.
Il termine utilizzato per definire questo movimento proviene dal latino catharus, “puro”, che sta ad indicare proprio la loro indole: essere più puri possibile, evitando di commettere peccato.
I maestri Catari seguivano dunque delle regole ben precise: essi conducevano una vita austera di estrema povertà, facevano voto di castità astenendosi dunque dall’avere rapporti sessuali e predicavano la parola di Dio. Oltre a queste caratteristiche, che si possono ritrovare in altri ordini minori come quello di Francesco d’Assisi, i Catari si differenziavano dalla religione cristiana del papato di Roma per il rifiuto più totale di cibi animali o prodotti dal coito degli animali stessi: niente carne, niente pesce e nemmeno derivati animali come i formaggi.
Chi seguiva queste regole poteva definirsi puro. Coloro che rispettavano tale condotta di vita senza metterla in pratica macchiavano la loro anima, cadendo nell’obbligo di doversi reincarnare nuovamente.

Un pensiero alquanto affascinante, quello cataro. Così affascinante e coinvolgente che la sua diffusione destò preoccupazione a Roma.
Nel 1208 Papa Innocenzo III (Lotario dei Conti da Segni, 1198 – 1216) avviò una crociata contro i Catari, che vivevano piccoli villaggi prevalentemente nel sud della Francia.
Tutti coloro che ne facevano parte vennero giudicati eretici e massacrati dal nascente Tribunale dell’Inquisizione, che a partire da quel secolo portava avanti indagini autonomamente.
Una forma di pensiero messa a tacere dunque con violenza e morte.
Perché riportare alla mente questi fatti?
Perché è per me spontaneo ricollegarmi a questo capitolo della storia umana ogni qualvolta sento dirmi che il veganismo è una moda del XXI secolo costretta a morire.
Sebbene non si abbiano documentazioni sul concreto motivo che spinse tale collettività ad abbandonare il consumo di animali e derivati, sappiamo grazie a fonti scritte che essa viveva con una dieta a base vegetale, e che ciò fu uno dei motivi che spinsero la Chiesa a mettere a tacere tale interpretazione. Il consumo di animali rientrava dunque fra i “peccati” dai quali astenersi. Probabilmente i maestri, nel più totale rifiuto del sesso, non accettavano l’idea di alimentarsi con corpi nati proprio da tale unione.
Circa sette secoli dopo, nel 1944, il rifiuto dei corpi animali e dei loro derivati come cibo ha fatto il suo ingresso fra le tendenze umane grazie a Donald Watson, fondatore di The Vegan Society. Watson affermò che le altre specie non solo non dovevano esser viste come cibo, ma che esse non avevano l’obbligo di fungere da macchinari di produzione (latte, uova, miele) per il genere umano. Tale idea generò una scissione nel gruppo di appartenenza, la Vegetarian Society inglese già esistente da almeno un secolo.
Se il pensiero filovegano cataro fu ostacolato e represso con violenza e morte, fortunatamente quello watsiano è giunto fino a noi, dando origine ad un cambiamento profondo dell’intera umanità appena cominciato e tutt’oggi in atto.
Quando qualcuno dirà in vostra presenza che il veganismo è frutto di vizi e capricci di noi figli del secondo millennio, invitatelo cortesemente a divorare un libro di storia, soprattutto quella medievale.
Carmen












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