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°°Processo Penale @ Admin di VEGANO STAMMI LONTANO: cronologia udienze°°

Questo articolo nasce per racchiudere in ordine cronologico i risvolti della mia denuncia rivolta agli amministratori della pagina facebook “VEGANO STAMMI LONTANO“.





Dopo fin troppo tempo trascorso a subire attacchi per i miei ideali a favore del riconoscimento dei diritti degli animali, e per il mio stile alimentare che non prevede il consumo di quest’ultimi, ho vissuto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Spronata ad agire per vie legali da persone amiche, mi sono affidata al miglior Avvocato suggeritomi da conoscenti. Dopo qualche mese di lavoro fra prove e documentazioni, ho sporto formale denuncia querela verso gli amministratori della pagina Facebook VEGANO STAMMI LONTANO.

Uno degli adesivi trovati attaccati nella Facoltà che frequentavo
di Lingue e Letterature Straniere di Pisa –
Palazzo Boilleau, Via Santa Maria





Giovedì 27 Luglio 2017 → Mi sono recata al Tribunale di Arezzo – provincia di residenza di uno degli amministratori della pagina antivegan – per depositare una querela per diffamazione aggravata a mezzo stampa redatta assieme al mio Avvocato difensore. [Articolo completo QUI]
Sui social (blog, profilo personale, pagina pubblica) ho ricevuto tantissimo supporto da parte di persone amiche e di followers che hanno deciso di sostenermi attraverso una raccolta fondi aperta su Paypal per le spese processuali.

2018 → Non giungendoci alcuna notifica di archiviazione, deduciamo che la denuncia sia stata presa in considerazione.
Il mio avvocato ed io, infine, riceviamo notifica del rinvio a giudizio di Andrea Moscati, uno degli amministratori della pagina, con la data della prima udienza prevista nel Tribunale di Arezzo. [Articolo completo QUI]

Inizio 2019 → I Carabinieri del mio comune di residenza mi notificano un documento inerente a indagini sul mio conto. Adrea Moscati, imputato, ha sporto a sua volta denuncia per diffamazione nei miei confronti.



Febbraio 2019 → Accompagnata dal mio Avvocato difensore, mi sono sottoposta a un interrogatorio volontario presso la Caserma dei Carabinieri del mio comune di residenza in merito alla denuncia verso la mia persona per far valere la mia posizione. La querela per diffamazione sporta da Andrea Moscati viene successivamente archiviata. Come doveva essere.

Martedì 5 Marzo 2019 → Presso il Tribunale di Arezzo si è tenuta la prima udienza del processo, alla quale abbiamo preso parte io, accompagnata dal mio Avvocato, e l’imputato Andrea Moscati assistito dal suo. Il Giudice ha stabilito la data di una seconda udienza nella quale sarei stata ascoltata io e la mia testimone. [Articolo completo QUI]

12 Novembre 2019 → Giorno della seconda udienza del processo penale. Claudia Corsini, mia testimone, ed io veniamo ascoltate dal Giudice nell’aula del Tribunale di Arezzo davanti al mio Avvocato e agli altri presenti.
All’udienza tenuta assistono alcuni legali che esternano interesse per quello che sembra essere uno dei primi casi giudiziari sulla tematica vegan-antivegan. [Articolo competo QUI]
Il Giudice intende stabilire una terza udienza già per il mese successivo, dicembre 2019, ma l’avvocato di Moscati esterna incompatibilità per impegni. Viene così fissata la terza udienza per il giorno 28 Gennaio 2020.

28 Gennaio 2020 → La terza udienza durante la quale sarebbe stato ascoltato Andrea Moscati e i suoi testimoni non ha luogo a causa di uno sciopero degli avvocati penalisti. Viene così rinviata al giorno 11 Maggio 2021.


Maggio 2021 → Mancano pochi giorni ormai all’udienza, che si terrà martedì prossimo. Sul mio blog pubblicherò tutti gli aggiornamenti non appena possibile.



In questi anni per questa vicenda ho ricevuto messaggi di sostegno e di supporto da parte di tantissime persone vegane, vegetariane, amanti degli animali e non solo. Sporgere denuncia ed intraprendere un processo penale non è semplice, anche se si la parte ritenuta lesa. Servono energie mentali, fisiche ed economiche per affrontare gli anni così lunghi della giustizia italiana.
Come il 27 luglio 2017, sento di aver fatto la scelta giusta non solo per me, ma anche per le altre persone che hanno i miei stessi ideali e che difendono gli animali. Aggiungo che trovo irrispettoso l’esistenza di una pagina con questo titolo. Chissà se Facebook avrebbe permesso la sua esistenza se si fosse chiamata “AFRICANO STAMMI LONTANO”, “FEMMINA STAMMI LONTANO”, oppure “GAY STAMMI LONTANO”. La storia insegna che l’umanità ha da sempre cercato di deridere, limitare, ostacolare le minoranze, ma insegna anche come i progressi siano stati ottenuti anche da pochi singoli che si sono fatti carico del cambiamento necessario.

Manca ancora il rispetto per le persone nel mondo, e per il loro pensiero.
Sono sicura che raggiungeremo un livello tutela degli altri solo quando inizieremo a rispettare la vita degli esseri senzienti diversi da noi, perché prima del rispetto delle idee viene quello del corpo, che contiene pensieri.
E fra corpi non deve esservi distinzione.

Dall’umanità mi aspetto molto, molto di più di quanto ci circonda adesso, e sono convinta che il salto evolutivo ci sarà.
Così un giorno ricorderemo i gesti di derisione verso le altre specie, abusate e ammazzate senza pietà alcuna, come un qualcosa di lontano di cui avere vergogna e ribrezzo.

L’immagine diventata simbolo della pagina VEGANO STAMMI LONTANO: un maialino di poche settimane di vita, ucciso, a cui sono stati messi addosso occhiali da sole e una sigaretta.

SOSTENUTA DA LAV, LEGA ANTIVIVISEZIONE
→ OSPITE DELL’EVENTO “Dalla Vegefobia al Bullismo” di PROGETTO VIVERE VEGAN ODV
INTERVISTA PER RADIOVEG.IT

°°L’inverosimile volontà di salvare il pulcino maschio°°

Una novità di questo periodo storico, fatto di consapevolezza e di prese di coscienza,
è la nascente necessità dei produttori di alimenti di origine animale di dimostrare ai clienti che il proprio lavoro venga svolto in modo umano, compassionevole, giusto, secondo natura e nel pieno rispetto di chi viene allevato.

Nelle pubblicità e réclame in tv e sui giornali è un tripudio di slogan (quale “benessere animale“) accostati a immagini bucoliche di prati verdi e animali in libertà.
L’allevamento? Quasi una spa dove le creature ospitate godono di trattamenti esclusivi, sotto la signorile protezione degli allevatori che le “salvano” dalla predazione.

Così la triste realtà della schiavitù animale fatta di una vita lontano dalla natura e di una morte violenta in mattatoio diventa agli occhi dei cacciatori di carrelli della spesa una sorta di favore che fattori e contadini fanno alle specie ad essi subordinate.

Fortunatamente le persone che si stanno togliendo le fette di salame dagli occhi, oltre che dal piatto per motivi etici, sono in crescente aumento.
Ma i tentativi di “rinsavire” i clienti convincendoli che non vi sia nulla di sbagliato nel mangiare animali o i loro derivati è sempre lì all’angolo.

Soprattutto i derivati.

Dopo le massicce campagne di sensibilizzazione sulla crudeltà nascosta dietro la produzione di uova (come quella di Animal Equality), responsabili della morte atroce dei pulcini maschi che finiscono nel tritacarne, alcuni marchi hanno deciso di rendere pubblica l’inverosimile volontà di graziare i neonati di sesso maschile.

pulcino maschio 1

pulcino maschio

Da notare lo stereotipo di genere maschio=muscoloso dal colore blu

Eccoci così davanti a immagini che dichiarano di salvare il pulcino maschio o di tutelarlo. In poche parole, anziché far schiudere le uova e separare i pulcini maschi dalle femmine mandandoli al macero, i piccolini vengono fatti crescere per diventare galletti, allevati quindi sino all’età adulta.

E cosa succede una volta diventati adulti?
I pulcini salvati dal tritacarne e diventati adulti finiscono al macello, ovviamente!
Niente di diverso da ciò che accade alle femmine, sfruttate per anni per il semplice fatto che depongono uova.

polli.jpg

Quali aspetti positivi può avere la volontà degli allevatori di “salvare” il pulcino maschio?
A mio avviso, nessuno.
Fra tritare vivo una creatura di pochissimi giorni gettandola fra le lame del tritacarne e sgozzarla da adulta non vedo differenza. Si tratta comunque di morte violenta.
Morte che, vorrei ricordare, non ha motivo etico di essere imposta.
A chi esterna la frase “meglio morire da adulti che da pulcini” vorrei ricordare che esiste una terza opzione: la vita. La non morte.

Nessuno ci obbliga ad essere crudeli. Perché di crudeltà si tratta.
Non abbiamo alcun diritto di mercificare il corpo altrui mettendolo a nostra disposizione. Se qualcuno lo facesse col nostro vedremmo l’atto come un’immensa ingiustizia.

Per salvare davvero il pulcino maschio basta smettere di comprare e consumare uova. Anzi, vi dirò di più: smettendo di mangiare uova non solo salverete il pulcino maschio, ma anche quello femmina e la loro madre schiavizzata.

Buona riflessione.

°°Se le Persone sono Fatte di Carne, Perché Mangiamo Solo gli Animali?°°

Stamattina, durante la lezione dell’interessante corso di Letterature Comparate che sto seguendo all’Università di Pisa, ho avuto modo di apprendere nuove informazioni utili sulle dinamiche del modus operandi umano che portano allo specismo.

Il corso, tenuto dal professor A. Grilli ed incentrato sulla paura (horror) e tutto ciò che ruota intorno ad essa, fino ad oggi mi ha permesso di conoscere la differenza fra paura vera e spavento simulato, nonché i loro effetti sul soggetto sottoposto a tale emozione.

In merito alla paura reale, ho scoperto che essa deriva dalla fobia (dal greco Phobos – Φόβος) di predazione congenita e innata negli esseri umani.
Anche se della nostra specie di appartenenza è stata fatta passare solo l’idea di
umano= predatore (avvalorando la tesi prendendo pitture rupestri di caccia & co d’esempio), l’umano è anche preda. Lo è stato, e accidentalmente lo è tutt’oggi.
La paura di essere predati equivale ad avere il timore, il terrore che il predatore ci raggiunga e ci annienti fisicamente, portando a compimento il processo di desoggettivazione del nostro essere.

C’è stato dunque un periodo storico in cui la specie umana era predata, ed anche se i documenti storici non lo mettono in evidenza, questa paura è rimasta cristallizzata in noi come sentimento arcaico.

– Se siamo stati prede, perché la maggioranza di noi si sentono al vertice del creato?

Mera autosuggestione.

In natura non esistono scale d’importanza fra una specie e le altre. Esistono solo le specie e determinate leggi alle quali per istinto esse sottostanno, che permettono il mantenimento dell’equilibrio.
I vegetali presenti sulla terra vengono mangiati dagli erbivori. Gli erbivori vengono cacciati dai carnivori, che a loro volta vengono cacciati da altri carnivori.
In questo modo, nessuna specie risulta in eccesso.
La nostra invece, con presunzione, si è dissociata da tale quadro ed ha così iniziato un processo di distruzione che influisce negativamente anche su di essa.
Gli animali erbivori macellati ogni anno vengono forzati a riprodursi incessantemente per sopperire alla richiesta di carne e di derivati animali. In un solo anno, riusciamo a far nascere e a far morire un numero di individui che la natura ospiterebbe nell’arco di decine e decine di anni.

Nei millenni l’essere umano ha costruito una cultura intorno a sé e si è auto-attribuito un valore. Sia con mezzi laici che con mezzi religiosi.
Dal punto di vista laico, egli si è attribuito capacità intellettive superiori alle altre specie, disponendo di questo dettaglio come pretesto per dominarle e ucciderle. In poche parole, solo poiché visti “intellettualmente inferiori”, gli animali sono alla mercé dell’uomo. Curioso constatare però come questo non accada con gli umani con danni cerebrali e dunque dalle assenti capacità cognitive.
Dal punto di vista religioso, ha deciso che l’entità alla quale affidarsi moralmente lo avrebbe creato a sua immagine e somiglianza, dotandolo di anima, di cui gli animali sarebbero sprovvisti.

In realtà, il concetto di anima sarebbe un puro artefatto concettuale tenuto in piedi, assieme alle altre qualità, da costruzioni sociali convenzionali ben precise che continuano ad esistere grazie alla convinzione diffusa.
L’essere umano, che vede in sé un non-animale e che vede negli animali dei non-umani, ha creato la contrapposizione uomo-animale per avvalersi del diritto di disporre della materia organica delle altre specie: i loro corpi.

E’ da questa contrapposizione che in tema “catena alimentare” esso si colloca esclusivamente al vertice, pensando di sovrastare ogni altra specie a suo avviso predabile. Anche solo la possibilità ipotetica di essere predati è esclusa.

tras los muros 1
– Perché se gli umani sono fatti di carne, sono convinti di potere e di avere il diritto di mangiare la carne degli animali?

Il concetto di uomo come preda è stato fortemente demonizzato dalla società.
La demonizzazione della predazione umana ha spronato l’uomo a diventare predatore verso altre prede.

Il solo pensiero di essere mangiati metterebbe in crisi l’umanità che per solidarietà categoriale piange dei rari umani che finiscono digeriti da grandi predatori (squali, leoni..), mentre non si fa scrupolo di allevare e di smontare letteralmente l’esistenza di miliardi di animali ogni anno, solo per scopo alimentare.
Gli animali sono costretti a morire anche se scappano davanti alla furia distruttrice umana.

tras los muros 2

– Gli uomini sono ciò che hanno propagandato di essere nei secoli?

No. L’esaltazione di se stessi risulta eccessiva e tendenziosa. E le motivazioni che hanno trovato, inventato, diffuso e date per vere per continuare a spargere sangue sono frutto di un processo ideologico (significato Marxista). La figura dell’uomo superiore alle altre specie è artificiosa. Le sue motivazioni sanguinarie indebite.

– E’ cambiata nella storia la visione di sé per l’uomo?

Sì. Soprattutto negli ultimi due secoli, nei quali si è verificata la crisi dell’antropocentrismo. Grazie alla teoria evoluzionistica di Charles Darwin l’uomo ha ridimensionato il suo ego smisurato ritrovandosi ad essere animale in mezzo ad altri animali.
Inoltre, la fondazione della Società Vegetariana (30 Settembre 1847, Ramsgate – Kent) e di quella Vegana un secolo dopo (1 Novembre 1944 – Regno Unito) hanno e stanno diffondendo idee che vanno a smontare ogni sorta di artificio specista.

Immagine correlata

 

Cosa deve pensare chi ancora mangia animali e crede di farlo per ovvi motivi?
Personalmente, penso debba accettare l’idea di essere una persona totalmente integrata in un modus vivendi precostruito, totalmente sbagliato nella morale e controproducente dal punto di vista ambientale e salutare.
Almeno io, quando ho capito che non esisteva solo questo modo di esistere mi sono sentita veramente in gabbia. Ma dalle gabbie si può uscire.

Cosa può pensare di sé chi invece ha smesso di mangiare animali?
Sempre a mio avviso, può con tutta tranquillità pensare di aver intrapreso un modo di vivere logico sottraendo la propria persona a regole irrazionali umane e sottraendo gli animali da crudeltà gratuita e immotivata.

Al prossimo articolo.

Carmen.

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