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°°Neal Barnard: “Non siamo Carnivori. Il Formaggio? Crea Dipendenza come l’Eroina°°

Neal Barnard, docente della George Washington University e fondatore di Physicians Committee for Responsible Medicine ha tenuto sabato 12 maggio 2018 una conferenza a Milano presso il Festival di Cucina e Cultura Vegetariana
The Vegetarian Chance“.

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In circa due ore di conferenza il Dottor Barnard ha spiegato al pubblico come è scientificamente provato che un’alimentazione basata su vegetali sia ottima per la salute umana e preventiva per patologie che possono insorgere.

Siamo quasi abituati a credere che sia normale mangiare tanto, e male, da giovani per poi arrivare ad essere persone di mezza età con problemi di salute: dal diabete, al colesterolo, fino all’obesità. Ecco quanto ha affermato Barnard.
In realtà se ciò accade sarebbe strettamente collegato ad uno stile alimentare scorretto. Le persone infatti continuano a mangiare animali nonostante il proprio organismo non sia nato per digerire la carne.
“Ci sono prove importanti che dimostrano che siamo concepiti per mangiare vegetali: la prima, è che la nostra dentatura non è quella tipica dei carnivori. Non abbiamo canini affilati per mordere mortalmente le prede. Non siamo in grado di strappare via coi denti i brandelli di carne e nemmeno di mangiarli a crudo” ha espresso il dottore. “La nostra dentatura è molto simile invece a quella dei primati, che tralasciando alcune rare eccezioni sono tutti erbivori”.
Ciò, a sua detta, dovrebbe bastare per farci capire che non sono le pitture rupestri paleolitiche, ovvero raffigurazioni di desideri primitivi, a stabilire quale sia la nostra natura.
“La seconda prova è quella del coniglietto. Se mettete un coniglietto davanti ad un gatto che non ne ha mai visto uno, per istinto l’animale proverà a morderlo e a ferirlo. Magari non vorrebbe, ma segue impulsi generati nel suo cervello. Al contrario, un bambino a cui è stato posto un coniglietto davanti non cercherà di portarlo alla bocca, bensì svilupperà curiosità e voglia di giocare con lui”.
“La terza prova è quella della scatola” ha aggiunto Barnard.
“Nelle scatole contenenti oggetti troviamo sacchettini di silica con scritto sopra non mangiare. Fa alquanto riflettere la necessità di scrivere cosa non va mangiato. Senza leggerlo, saremmo in grado di portare alla bocca sostanze a noi dannose”.
E per un certo senso già lo facciamo.

Molte patologie che agiscono negativamente sull’organismo umano dunque sarebbero legate ad un’alimentazione scorretta.

“Prendiamo il caso del diabete: un mio paziente ne era predisposto per eredità genetica e con la sua dieta non equilibrata, ricca di proteine animali se ne era ammalato. Dopo settimane di alimentazione vegetale i livelli si sono abbassati così tanto da rientrare nella norma e far pensare a chi li stava analizzando che l’uomo non fosse mai stato diabetico”.

Neal Barnard ha condotto studi statistici su molte persone. I risultati hanno evidenziato come i soggetti vegetariani e vegani erano poco predisposti a contrarre tale patologia.

Ma quale altro beneficio regala la dieta “plant based“?
Ad oggi, distese interminabili di campi sono coltivate per fare spazio alle colture che andranno ad alimentare gli erbivori macellati. Uno spreco di risorse vegetali ed idriche non indifferente.
“Sapete quanta acqua serve per lavarsi i denti? Circa quattro litri. E per fare una doccia o un bagno? Circa 80. Pensate adesso ad un chilo di pollo. Quanti litri d’acqua sono necessari per ottenerla? Ben 3.700. Per un kg di carne di manzo invece 44.000. Non che l’animale beva così tanto, ma è il quantitativo di acqua necessaria anche per irrigare i campi dove vengono coltivati i cereali.
L’allevamento di animali destinati al consumo umano dunque causano uno spreco idrico ingente. Solo una dei risvolti negativi del voler consumare corpi.
L’industria della carne infatti è responsabile di emissioni di CO2 e gas serra che avvelenano l’aria e l’ambiente nel complesso.

“Vanno a crearsi zone morte dove non è più possibile coltivare” ha spiegato.

“Nei cibi vegetali sono presenti tutti i nutrienti essenziali di cui abbiamo bisogno, dalla fibra (inesistente nella carne) ai sali minerali, dal ferro alle proteine” ha spiegato.

Durante la conferenza sono poi state poste molte domande alle quali il dottore ha fornito una risposta.
A chi ha chiesto cosa ne pensasse degli insetti come cibo del futuro ha risposto che nonostante vi sia molta pubblicità in merito, lui non sarebbe interessato a provare degli insetti allevati chissà come e chissà dove. I vegetali avendo già tutte le proteine di cui abbiamo bisogno possono farci evitare di pretendere di assimilare proteine dagli insetti. “Non abbiamo la necessità di ucciderli. Possiamo lasciarli liberi di esistere”.
Ha poi spiegato l’importanza di uno stop definitivo del consumo di carne ad una persona che aveva chiesto se fosse possibile continuare a mangiarne poca, sporadicamente. “E’ come quando si fuma” ha spiegato Barnard, “se si passa da un pacchetto a sole due sigarette al giorno, possiamo vedere lievissimi risultati, ma mai un sollievo completo che si ha se si smette in via definitiva”.
E sui derivati animali, ossia i formaggi, il dottore non ha avuto mezze misure: “quanti di voi vegani come ultimo derivato animale hanno fatto fatica ad eliminare il formaggio? Vi siete mai chiesti come mai? Beh, il formaggio crea dipendenza esattamente come avviene con l’eroina. Più che il latte, è il formaggio stesso. Va a sollecitare aree cerebrali. Ecco perché si crea un forte desiderio del suo consumo”.
Il formaggio poi è uno dei cibi a maggior contenuto di grasso presenti nella dieta onnivora. “Molto meglio l’olio d’oliva, ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo”.

Tutte le altre informazioni sono disponibili nel video della conferenza qui sotto riportato.


I libri di Neal Barnard sono tradotti italiano e pubblicati in Italia da Sonda Edizioni.

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°°La Crociata contro i Càtari: i Primi “Vegani” Cristiani della Storia°°

Il cristianesimo ai suoi albori nacque come minoranza religiosa monoteista in un contesto politeista. Perseguitata durante l’Impero Romano d’Occidente (più imperatori diedero ordine di uccidere o ridurre in schiavitù chiunque la seguisse, e di bruciare le scritture ritenute sacre) fino al raggiungimento di una tolleranza, in breve tempo questa religione si diffuse fra le persone di ogni ceto sociale. La presenza di un solo dio e il suo esser in stretto collegamento con gli umani appartenenti al “creato” anziché indifferente come gli altri dei conquistarono innumerevoli animi stravolti da corruzione e mancanza di fiducia nel futuro.

Quando il cristianesimo divenne culto tutelato, protetto ed imposto da imperatori e re non tardò il fiorire di nuove interpretazioni delle Scritture stesse.

Durante l’età di mezzo fra l’epoca classica e quella rinascimentale che gli storici chiamano Medioevo, furono tante le piccole ramificazioni cristiane che si formarono e si che si diffusero trovando molte adesioni nei territori dell’attuale Europa.

Una delle sette del cristianesimo fu sicuramente quella Catara.
I Catari, detti anche Albigesi, avevano un’idea tutta propria del mondo.
Secondo il loro pensiero, tutto si ergeva su un dualismo quotidiano fra Dio e Satana. Una continua dialettica del bene contro il male.
Il termine utilizzato per definire questo movimento proviene dal latino catharus, “puro”, che sta ad indicare proprio la loro indole: essere più puri possibile, evitando di commettere peccato.
I maestri Catari seguivano dunque delle regole ben precise: essi conducevano una vita austera di estrema povertà, facevano voto di castità astenendosi dunque dall’avere rapporti sessuali e predicavano la parola di Dio. Oltre a queste caratteristiche, che si possono ritrovare in altri ordini minori come quello di Francesco d’Assisi, i Catari si differenziavano dalla religione cristiana del papato di Roma per il rifiuto più totale di cibi animali o prodotti dal coito degli animali stessi: niente carne, niente pesce e nemmeno derivati animali come i formaggi.

Chi seguiva queste regole poteva definirsi puro. Coloro che rispettavano tale condotta di vita senza metterla in pratica macchiavano la loro anima, cadendo nell’obbligo di doversi reincarnare nuovamente.

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Un pensiero alquanto affascinante, quello cataro. Così affascinante e coinvolgente che la sua diffusione destò preoccupazione a Roma.

Nel 1208 Papa Innocenzo III (Lotario dei Conti da Segni, 1198 – 1216) avviò una crociata contro i Catari, che vivevano piccoli villaggi prevalentemente nel sud della Francia.
Tutti coloro che ne facevano parte vennero giudicati eretici e massacrati dal nascente Tribunale dell’Inquisizione, che a partire da quel secolo portava avanti indagini autonomamente.

Una forma di pensiero messa a tacere dunque con violenza e morte.

Perché riportare alla mente questi fatti?
Perché è per me spontaneo ricollegarmi a questo capitolo della storia umana ogni qualvolta sento dirmi che il veganismo è una moda del XXI secolo costretta a morire.

Sebbene non si abbiano documentazioni sul concreto motivo che spinse tale collettività ad abbandonare il consumo di animali e derivati, sappiamo grazie a fonti scritte che essa viveva con una dieta a base vegetale, e che ciò fu uno dei motivi che spinsero la Chiesa a mettere a tacere tale interpretazione. Il consumo di animali rientrava dunque fra i “peccati” dai quali astenersi. Probabilmente i maestri, nel più totale rifiuto del sesso, non accettavano l’idea di alimentarsi con corpi nati proprio da tale unione.

Circa sette secoli dopo, nel 1944, il rifiuto dei corpi animali e dei loro derivati come cibo ha fatto il suo ingresso fra le tendenze umane grazie a Donald Watson, fondatore di The Vegan Society. Watson affermò che le altre specie non solo non dovevano esser viste come cibo, ma che esse non avevano l’obbligo di fungere da macchinari di produzione (latte, uova, miele) per il genere umano. Tale idea generò una scissione nel gruppo di appartenenza, la Vegetarian Society inglese già esistente da almeno un secolo.

Se il pensiero filovegano cataro fu ostacolato e represso con violenza e morte, fortunatamente quello watsiano è giunto fino a noi, dando origine ad un cambiamento profondo dell’intera umanità appena cominciato e tutt’oggi in atto.

Quando qualcuno dirà in vostra presenza che il veganismo è frutto di vizi e capricci di noi figli del secondo millennio, invitatelo cortesemente a divorare un libro di storia, soprattutto quella medievale.

Carmen

°° Boom di vegetariani: i colossi della carne si piegano al nuovo mercato °°

Cosa spingerà mai le aziende che da decenni e decenni guadagnano sulla vendita di prodotti derivati dall’organismo di animali a formulare alternative vegetariane??

L’Italia è sempre più veg. La popolazione vegetariana e vegana è in continua crescita. Stime indicano cifre come 8 milioni di individui, ma rimane difficile indicare davvero quante siano le persone che hanno abbandonato l’abitudine di mangiare resti animali.
Sta di fatto che ci siamo, siamo sempre di più e con la nostra presenza e con le nostre scelte il mercato sta cambiando.
Qualche giorno fa, in un supermercato Carrefour, ne ho avuto ulteriore conferma.

I Fratelli Beretta, che dal 1812 vendono alimenti a base di animali, hanno improvvisamente scoperto di avere un cuore verde.
Per questo hanno pensato di ideare e vendere burgers 100% vegetariani in più varianti.
Nelle foto vi mostro quella agli spinaci e quella ai peperoni, davvero simile agli hamburger di carne.

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Che dire poi di Wuber, colosso della vendita di wurstel fatti con il corpo dei suini?
Anche questa azienda ha introdotto una alternativa vegetale proponendo wurstel vegetariani che non contengono carne.

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La stessa idea è venuta anche a Citterio, altra azienda nota per affettati, che ha ideato dei wurstel agli spinaci.

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Foto trovata in rete

 

L’idea di  vendere anche alimenti del genere nasce da un lavoro non di poco conto: prima di intraprendere iniziative del genere penso che le aziende si siano almeno documentate su quanto la richiesta di alimenti veg sia aumentata per attivarsi sull’ideazione della ricetta, sulla realizzazione del prodotto e la sua messa in vendita.

Questo fa riflettere davvero molto.
Colossi della produzione di alimenti a base di carne che arrivano ad intraprendere queste scelte fanno pensare che sul serio le cose stiano cambiando, e anche tanto!

Io personalmente non acquisterò nessuno dei prodotti che vi ho mostrato in questo articolo. Sono intollerante alla crudeltà sugli animali e alle uccisioni ingiustificate, e purtroppo sia Citterio, sia Wuber che Fratelli Beretta continuano a mietere vittime.
Si parla di migliaia di esseri senzienti ogni anno i cui resti finiscono lavorati e impacchettati sugli scaffali.
Non li acquisterò mai perchè sarebbe come comprare le verdure dal macellaio.
Mi auguro però che col tempo tutte le aziende che adesso continuano a lucrare sulla morte degli animali possano convertirsi al 100%. Solo allora ne diventerò cliente.

Voi, ovviamente, siete liberi di scegliere di agire come me o al contrario ❤

 

 

°°[02.04.2016 ] Incontro con la Dottoressa Michela De Petris °°

Sabato 2 Aprile 2016 a Pontedera (PI) si è tenuto l’incontro
L’ALIMENTAZIONE VEGETALE PER LA PREVENZIONE E LA TERAPIA DEI TUMORI” organizzato dalla sezione Lav con la presenza di uno dei medici vegani più importanti in Italia: la dottoressa Michela De Petris, esperta in alimentazione oncologica.
L’affluenza è stata davvero tanta: circa 130 persone (tra ragazzi, adulti e bambini) sono giunte sul posto per prendere parte a quella che è stata una serata unica nel suo genere.

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L’evento, patrocinato dal Comune,
ha avuto luogo nell’affascinante Museo Piaggio ed è iniziato alle ore 20.00 proponendo ai presenti un buffet 100% vegetale ricchissimo tra antipasti, primi, secondi e dolci.
A servire gli alimenti realizzati senza ingredienti animali sono stati i numerosi volontari LAV Pontedera.

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Il buffet era davvero abbondante e tutti gli ospiti hanno avuto modo di fare il bis di delizie vegan:
crostini con salse, sformatino di spinaci e tofu, crocchette, lasagne, lenticchie, zuppa, torta salata alle verdure, fusilli, insalata con frutta e dolci.

Come tutte le altre cene benefit organizzate dalla Lav di Pontedera, anche questa non poteva non essere gustosissima.
Gli alimenti erano tutti davvero buoni.

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Dopo il buffet, alle 21.30 circa, ha avuto inizio nella sala conferenze l’incontro con la Dottoressa, accompagnata dal suo amico a quattro zampe Diamond.

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Michela De Petris, attraverso delle slide proiettate, ha spiegato con molta chiarezza quali siano gli alimenti che fanno bene alla salute e quali no.
Ha informato le persone sedute ad ascoltarla dei rischi che si corrono mangiando carne, carni lavorate e derivati animali e di come invece l’organismo umano sia in grado di guadagnare energia, vigore e salute attraverso il consumo di soli vegetali.
Illustrando ricerche scientifiche condotte da altri colleghi di altri Stati ha elencato i problemi di salute che si possono manifestare se si decide di alimentarci con carni e derivati animali: osteoporosi, ictus, infarti, obesità [..] e tumore.
Ingerire alimenti acidi infatti porterebbe il nostro organismo a diventare un terreno fertile per l’insorgenza e la propagazione di cellule tumorali.
Se si basa invece la propria alimentazione solo su cereali integrali, frutta, frutta secca, ortaggi, legumi e verdura l’organismo non viene alterato e la possibilità di ammalarsi cala vertiginosamente.

 

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Elenco degli alimenti anti-tumore. *Caffè: verde, non tostato e macinato.

 

Dati alla mano, la dottoressa ha dichiarato che se si consumo regolarmente carni e derivati si ha il 18% di possibilità in più di ammalarsi, e che chi segue un’alimentazione vegetariana  o vegana ha il 40% in meno di probabilità di contrarre il cancro.
Sono state citate anche le recenti dichiarazioni dell’Oms circa la cancerogenicità delle carni, studi che secondo la De Petris sono semplicemente stati divulgati nuovamente in quanto già noti nel 2007.

Da evitare assolutamente sono quindi: carne, carne lavorata, pesce, uova, latte, formaggi, miele, zucchero raffinato, farine raffinate, sale e anche alcool e fumo.
Anche i vegetariani dunque devono fare molta attenzione, poichè la caseina contenuta nei derivati del latte è potenzialmente cancerogena.

<< Il latte è un alimento perfetto.. per i vitelli. Non per noi >> ha aggiunto la dottoressa.

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La dottoressa ha inoltre spiegato le caratteristiche e le differenze tra alimentazione vegetariana e quella vegana a chi ancora non ne era a conoscenza, e parlando di alimentazione vegan la conferenza di è soffermata anche su qualche ricetta e su come evitare l’utilizzo di zuccheri raffinati preferendo altri ingredienti.
Non sono mancate poi considerazioni importanti sulle condizioni di vita alle quali gli animali sono costretti per divenire “macchine da produzione”.
Con l’introduzione dell’aspetto etico del veganismo ai presenti sono state ricordate grandi personalità del passato e odierne che hanno scelto di non nutrirsi di resti di animali.

 

Altra cosa importantissima, la dottoressa De Petris ha spiegato che anche i cani possono alimentarsi in modo vegano senza incorrere a rischi salutari.
Attraverso delle slide ha mostrato la foto del suo cane scomparso due anni fa che ha vissuto ben 18 anni anche grazie alla dieta vegetale, per poi passare ai piatti preferiti del suo attuale Diamond.
<< Per i gatti invece non è tanto semplice come per i cani perchè hanno gusti più particolari, ma nonostante ciò anche loro possono mangiare svariati tipi di alimenti di origine vegetale >> ha aggiunto.

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Durante il suo discorso poi sono stati offerti degli assaggi di cioccolato fondente vegan gentilmente messi a disposizione dall’azienda Amedei.
E a proposito di cioccolato: sarebbero circa 30 i grammi di questo piacevolissimo alimento che possiamo consumare quotidianamente per il nostro benessere fisico e e mentale. Il motivo? Il cioccolato, quello puro senza aggiunta di latte, burro e zucchero, fa bene al nostro organismo 🙂 .

Terminata la conferenza, sono stati lasciati a disposizione venti minuti per domande e curiosità del pubblico.
Sono stati tanti i quesiti posti alla Dottoressa: ulteriori informazioni sui benefici delle tisane, i frullati da bere per contrastare il tumore, la salubrità della stevia come dolcificante ecc.
Un intervento in particolare ha poi colpito la sensibilità di tutti: una signora presente alla conferenza ha raccontato di come si è ammalata di tumore a causa dell’abuso di formaggi e derivati del latte.
<< Non è giusto che i pazienti non vengano informati dei rischi che si corrono consumando determinati alimenti. Che medici sono quelli che dicono che si può magiare tutto quando in realtà si fa un danno a noi stessi? >> ha chiesto la donna.

<< Purtroppo molti medici non sono preparati a sufficienza in ambito nutrizionale e spesso al posto di suggerire la consultazione di un nutrizionista danno consigli su base personale per non apparire non informati in materia. Molte volte sono loro per primi ad essere golosi e a non volersi mettere in discussione >> ha spiegato la De Petris.

L’incontro è terminato con un lungo applauso e con il ringraziamento della dottoressa per chi l’ha ospitata e per la presenza di tutti noi.
Lav Pontedera le ha consegnato in dono uno dei simboli della città: un modellino di Vespa Piaggio, dopodichè le persone si sono riversate a comprare i suoi libri e dvd sull’alimentazione vegan.

La serata è stata davvero interessantissima ed è stato per me un onore poter conoscere di persona Michela De Petris. L’ho trovata professionale nel suo essere medico ma anche gentile e disponibilissima dal punto di vista umano.

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Ha aiutato tante persone e lo sta continuando a fare nel totale rispetto dell’ambiente e delle altre specie animali che vivono con noi su questo pianeta.
Vi lascio con un suo pensiero bellissimo pieno di speranza e con i suoi recapiti in caso abbiate bisogno di contattarla:

<< Anche quando si è malati e non si vedono più soluzioni, bisogna sempre perseverare, provare e provare ancora. L’alimentazione vegetale unita allo sport può sul serio farci ritrovare la salute >>

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Carmen.


 

 

Prossimamente in uscita il libro Mantieniti Giovane Mangiando scritto dalle due nutrizioniste Lorraine NicolleChristine Bailey ( 384 pagine, Taita Press edizioni ) contenente tanti consigli per vivere una vita lunga e sana e affrontare al meglio i processi di invecchiamento del nostro organismo.

 

 

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