Archivio dell'autore: Carmen Luciano
°°Avaglio (PT): Vergognosa Benedizione dei Fucili nella Chiesa S. Michele Arcangelo°°
Care lettrici e cari lettori,
quando è arrivata la locandina di un vergognoso evento di cui sto per parlarvi ho fatto fatica a credere che fosse reale. Speravo, con tutta onestà, che la benedizione dei fucili organizzata dalla Chiesa di San Michele Arcangelo di Avaglio (PT) per l’apertura dell’anno venatorio 2023/2024 fosse uno scherzo di qualche perditempo esperto di grafica. Invece no.

Facendo una breve ricerca online ho rintracciato il numero collegato alla parrocchia, un telefono cellulare. Mi ha risposto un uomo, al quale ho chiesto se fosse reale la benedizione dei fucili in data 3 settembre di quest’anno.
“Sì, sì, certo. Benediciamo i fucili dei cacciatori, più che altro i cacciatori ecco”.
La mia risposta è stata “quindi benedite gente che ammazza il creato?”.
L’uomo, un po’ perplesso, mi ha chiesto “in che senso il creato?”.
“Il creato, gli animali, secondo la vostra visione non li ha creati dio?“
“Ma sono uccelli, mica sono uomini” mi ha risposto l’uomo.
Dopodiché, al tentativo di spiegargli che gli uccelli hanno pari diritto di esistere degli esseri umani (DONNE e uomini, non solo uomini) l’essere a immagine e somiglianza del suo dio ha riagganciato il telefono, borbottando che non aveva tempo da perdere dietro queste cose.
Dal momento che difendere la vita non è mai una perdita di tempo, ma anzi, è il modo più nobile per impiegare la propria esistenza terrena invece di stare a pregare, eccomi a parlarvi di questa agghiacciante iniziativa.
Il binomio chiesa-specismo colpisce ancora.

Domenica 3 settembre 2023 dopo la “santa messa” (santa, certo) verranno benedetti i fucili e gli individui che dal mese di settembre passeranno parte delle loro giornate a perseguitare animali innocenti per tentare di negargli la vita.
È difficile esprimere a parole il disgusto che provo per questa iniziativa.
I fucili, come tutte le armi, sono strumenti di morte che possono solo essere maledetti, e non certo benedetti, per il male che arrecano, per la sofferenza e la violenza che infliggono.
I poeti romantici inglesi avevano visto bene, già duecento anni fa: la Chiesa come istituzione ha gli altari sporchi di sangue innocente.
Da parte mia, esprimo pubblicamente tutto il mio biasimo nei confronti di questa parrocchia, nei confronti di quelle che organizzano eventi simili e verso quegli umani che non hanno ancora compreso che gli animali vanno RISPETTATI, e che LEGALE NON È SEMPRE SINONIMO DI MORALE.
Se anche voi desiderate far sapere al prete, alla parrocchia, e a quegli individui che ancora seguono la chiesa cosa ne pensate, potete inviare un messaggio di protesta indirizzato a:
→ sanmichelearcangeloavaglio@gmail.com
Testo che ho inviato alla parrocchia, copiabile o modificabile, a vostra disposizione:
Gentile Chiesa di San Michele Arcangelo,
ho appreso che domenica 3 settembre 2023 presso il vostro luogo di culto avverrà la benedizione dei fucili dei cacciatori in occasione dell’apertura dell’anno venatorio 2023/2024.
Vi invio questa email per portare alla vostra attenzione il mio punto di vista contrario a ogni forma di violenza nei confronti di qualsiasi creatura esistente.
Credo che la caccia sia una delle vergogne umane più orribili, e credo anche che pensare di benedire delle armi create col solo intento di negare la vita a esseri indifesi non lo sia di meno.
Come può un’istituzione come la vostra, che tanto professa di seguire devotamente i 10 comandamenti, non rendersi conto che nel Quinto debbano essere inclusi anche gli animali?
NON UCCIDERE: una frase imperativa così semplice e chiara da capire.
Mi rincuora sapere che le persone che seguono la vostra istituzione siano sempre meno, perché non abbiamo bisogno di realtà speciste che dicono di agire per il bene e poi non condannano barbarie verso gli animali.
E che non si tiri in ballo il fatto che la caccia sia legale: quante azioni immorali sono state legali, nelle epoche passate? La vostra “santa” inquisizione dovrebbe saperne qualcosa.
Gli animali sono creature che esistono sul pianeta che ospita anche noi, sono anime libere, non sono di nostra proprietà!
Hanno tutto il diritto di vivere, liberamente, senza che degli esseri umani li reputino così inferiori da credere di disporre della loro vita o addirittura della loro morte.
Vi invito a smettere di credervi superiori alle altre specie, e a imparare a coesistere con tutte le forme di vita che accoglie la natura che hanno lo stesso vostro diritto all’esistenza!
Nome, Cognome, Città
Oltre ad inviare una mail di protesta, vi esorto a prendere le distanze dalla chiesa facendo richiesta di sbattezzo. Allontanarsi formalmente da un’istituzione simile è doveroso non solo per libertà antropologica ma anche – come potete vedere – come segno di rispetto per gli animali.
→ Scopri come effettuare lo Sbattezzo
Aggiornamento al 30 agosto 2023:
Il parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo ha risposto alle centinaia di email ricevute con la seguente agghiacciante dichiarazione. Clicca QUI.
°°Palio di Siena Patrimonio Unesco? NO, Anacronistico Evento Specista del XXI Secolo°°
Care lettrici e cari lettori,
mercoledì 16 agosto 2023 si è tenuto nuovamente il Palio di Siena dedicato all’Assunta con le sue consuete corse con i cavalli, un evento specista sostenuto dalla Chiesa che solo una pandemia era riuscito a interrompere, e non per rispetto degli animali ma per antropocentrica ‘tutela della salute umana’.
Nonostante le proteste e gli insistenti inviti di associazioni animaliste, cittadine e cittadini a smettere di far correre gli animali coinvolti contro la loro volontà, riconvertendo la corsa in altra gara con soli umani consapevoli e consenzienti, nella Piazza del Campo la gara dei fantini sulla schiena dei poveri cavalli si è tenuta lo stesso.
Il cavallo assoggettato dalla Contrada della Giraffa, Abbasantesa, ha subito un infortunio gravissimo. Come spiega IHP Italian Horse Protection, l’animale si è spezzato l’anteriore destro.
“Il momento in cui l’arto si rompe si vede perfettamente nelle immagini trasmesse in diretta televisiva, mentre non è visibile il momento in cui si è infortunato Antine Day, il cavallo dell’Istrice”, dice Sonny Richichi, presidente dell’associazione.
“Si tratta di un infortunio terribile e le stringate comunicazioni ufficiali del Comune di Siena ci lasciano perplessi. Il Comune si limita a dire che sono “perfettamente riusciti gli interventi di riduzione delle fratture”. Abbiamo guardato il video al rallentatore più volte e con il fermo immagine: si vede chiaramente il momento in cui l’arto si spezza. È un infortunio di estrema gravità. La missione statutaria di IHP è difendere gli equidi e il loro benessere. Riteniamo pertanto di avere titolo ad essere informati con trasparenza e nel dettaglio su entrambi gli infortuni che si sono registrati al Palio di ieri e sulle attuali condizioni di salute degli animali. Chiediamo quindi al sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, di adoperarsi perché la Clinica Veterinaria il Ceppo mostri i referti di entrambi gli interventi e fornisca informazioni sulla convalescenza. Sarebbe un importante segnale di trasparenza e di corretto dialogo istituzionale con chi, come noi, ha evidentemente posizioni diverse ma svolge un ruolo che interpreta attivamente il sentire di numerosi cittadini”, ha così concluso il presidente di IHP.

L’associazione ha condiviso anche il video che riprende il momento in cui il cavallo si spezza l’arto. Le immagini sono davvero forti, tolgono il respiro e mettono a dura prova la sensibilità di chi soffre al solo pensiero che questi animali siano utilizzati per un motivo così futile come una corsa medievalistica circondata da interessi economici.
Video QUI.
In un secondo comunicato, IHP ha spiegato:
“abbiamo chiesto alla sindaca di Siena Nicoletta Fabio di mostrare con trasparenza i referti della clinica sui cavalli Abbasantesa e Antine Day (quest’ultimo non appare nel video) che sono stati portati in clinica e operati dopo la corsa del 16 agosto. In particolare, Abbasantesa aveva subito la frattura completa di un anteriore, come si vede in questo video: vista la gravità dell’infortunio, non ci basta lo striminzito comunicato diffuso ieri da Comune. Oggi abbiamo scritto via PEC rinnovando la richiesta, visto che non ci è arrivata alcuna risposta.
Intanto vi invitiamo a scrivere al Comune e alla Regione cosa pensate a proposito della malsana idea di chiedere di fare diventare il palio “patrimonio UNESCO”.
Come se non bastasse la gravità del fatto che a Siena si continua a utilizzare in modo innaturale i cavalli (gli animali non esistono al mondo per far sollazzare gli esseri umani) infatti, ha dato il suo imbarazzante contributo il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, dal quale non mi sento in nessun modo rappresentata, esternando che al Palio di Siena serve il riconoscimento come Patrimonio dell’Unesco.
Una vera vergogna pensare che un atto di mera subordinazione di meravigliosi animali a quella fetta di umanità specista a cui fanno parte istituzioni, organizzatori e folla acclamante possa essere un patrimonio educativo e da proteggere.

L’invito dell’associazione IHP Italian Horse Protection, che sostengo attivamente attraverso questo articolo, è quello di controbattere a queste affermazioni con una mail di dissenso per far comprendere che non solo non desideriamo che il palio diventi patrimonio Unesco, ma che pretendiamo si smetta di utilizzare animali per la sua realizzazione.
Email da inviare a:
sindaco@comune.siena.it
eugenio.giani@regione.toscana.it
Testo:
Gentile Nicoletta Fabio,
Gentile Eugenio Giani,
ancora una volta nella Piazza del Campo a Siena delle povere creature si sono ferite a causa della condanna che pende sulla loro esistenza: correre per farvi divertire, e per tenere in piedi gli interessi del vostro palio.
Scrivo questa e-mail di dissenso promossa dal blog animalista Think Green • Live Vegan • Love Animals accogliendo l’invito dell’associazione IHP Italian Horse Protection a manifestarvi il mio pensiero in merito.
Il palio potrà anche essere un evento suggestivo con i suoi richiami storici a epoche passate, ma è a tutti gli effetti un chiaro esempio di specismo e di come l’essere umano si appropri del corpo degli animali per interesse personale, incluso quello ludico.
Il fatto che una pandemia abbia bloccato le corse e non l’empatia, dice molto sulla vostra etica.
Nonostante i 43 cavalli che hanno perso la vita nelle edizioni passate, nonostante le costanti proteste che giungono da ogni parte d’Italia, voi continuate imperterriti le vostre azioni che subordinano gli animali che sono coinvolti, e li incatenano alle vostre antropocentriche volontà.
Siamo stanchi e stanche di vedere cavalli scivolare, ferirsi, spezzarsi le ossa del collo, delle zampe mentre degli uomini li sovrastano con una frusta in mano. Frusta realizzata in pene di vitello essiccato, come indicato sul sito ilpalio.siena.it: una duplice vergogna.
Siamo inorriditi e inorridite ogni volta che ci giunge notizia di un nuovo infortunio, o di una nuova eutanasia perché “i cavalli sono animali delicati e se si feriscono a volte non sono recuperabili”.
Ed è inutile che cerchiate di edulcorare gli incidenti che avvengono in quella maledetta piazza con le cure che destinate a quelle creature domate che finiscono nelle vostre mani: è il minimo che possiate fare, curarle, ma potete far di meglio.
È necessario che SMETTIATE una volta per tutte di avvalervi del loro utilizzo per le vostre eticamente discutibili usanze e tradizioni. È necessario che realizziate in maniera definitiva che i cavalli non sono presenti al mondo per servirvi, farvi divertire e per intrattenere umani che mai vorrebbero prendere il loro posto.
Siamo qui a dirvelo da anni, e continueremo a oltranza finché questa gara che si gioca sulla schiena, sulla salute e sulla vita di questi meravigliosi animali non cesserà.
Patrimonio nell’Unesco?
NO, vergognoso esempio di assoggettamento, di violenta supremazia umana su una specie animale che nel XXI secolo non dovrebbe più esistere.
Saluti.
Nome, Cognome, Città
Ringrazio tutte le persone che vorranno prendere parte attiva a questa protesta,
inviando una mail col testo sopra indicato o scritta di proprio pugno.
Carmen.
°°Legame Materno: Un Film di Simone Arrighi Sulla Violenza Contro Donne e Animali°°
Aggiornamento del 27.05.2025
È per me doveroso, dato lo spazio che ha trovato tale progetto sul mio blog e su questa mia pagina, esternare pubblicamente i miei pensieri riguardo al cortometraggio “Legame Materno” di Simone Arrighi, dal momento in cui hanno subito un mutamento per una questione assai spiacevole.
Ma facciamo un passo indietro.
Nell’agosto 2023, quasi due anni fa, avevo pubblicato un articolo sul mio blog inerente al progetto di Arrighi, intervistandolo e dando spazio a quello che sembrava essere un lavoro artistico prezioso per i diritti animali, uno short-movie volto a evidenziare lo stretto legame fra violenza di genere (su donne e bambine/i) e quella specista ai danni degli animali. Ero stata una delle prime persone a visionare in anteprima la sceneggiatura e avevo sin da subito riferito al regista che poteva essere un’occasione perfetta per salvare anche una creatura dallo sfruttamento, essendo previsto per il cortometraggio l’impiego di una vitellina.
Nell’articolo, avevo inserito un apposito pulsante con reindirizzamento a una pagina di raccolta fondi aperta dal regista per sostenere il progetto. Molte persone che seguono il mio impegno per gli animali avevano avuto così modo di scoprire questo progetto ai suoi albori, sostenerlo economicamente con donazioni.
Ho seguito nel tempo l’avanzare dei lavori, cercando nel mio piccolo di dare suggerimenti al regista per la ricerca di una vitellina da salvare, continuando a sostenere la raccolta fondi partecipando a serate-evento in favore del progetto e diffondendone notizia attraverso i miei canali.
Sempre nel mio piccolo, avevo girato a Simone dei link di vitelline da salvare dal macello che cercavano adozione, con la speranza che si potesse parlare indirettamente della loro storia se scelte per il cortometraggio. Ma ogni mio tentativo di proporre creature bistrattate a cui dare una seconda possibilità sembravano essere accolte e appoggiate da parte.
Notando una certa nebulosità sulla faccenda, per messaggio privato ho riferito che stavamo salvando un’asina anziana e la sua cucciola sfruttate per il latte da un allevamento, e che se proprio non si trovava una vitellina potevano magari essere loro le fortunate protagoniste del cortometraggio: fortunate perché oggetto di un messaggio contro le ingiustizie, fortunate perché avevano davvero smesso di essere schiave dell’industria lattiera.
Ma anche questo suggerimento, mentre con la volontaria di Livorno e il vostro aiuto abbiamo salvato queste due femmine animali, è caduto nell’oblio.
Così, dopo un anno e mezzo, sono iniziate le riprese e mi è stato riferito che la vitellina era – pensate un po’ – una cucciola presa da un allevamento, guardate il caso, presente lì vicino il set scelto.
Una cucciola presa in prestito?
Ho più e più volte cercato di far capire che al di là del messaggio contro la violenza di genere e contro quella ai danni degli animali era importante salvare una vita, ma ho sempre avuto l’impressione che questo messaggio non fosse stato recepito. Anche perché più volte mi era stato detto che era difficile trovare ospitalità per una vitellina e mantenerla a vita – a detta anche di Lav Lucca – era un costo enorme.
I contatti con il regista si sono interrotti nel momento in cui ho appreso che l’animale usato per le riprese è ritornato nell’allevamento che lo aveva ceduto per girare. Mi auguro con tutt il cuore che le cose siano cambiate, ma ho i miei dubbi.
Ho detto apertamente lui che era venuta meno la mia stima nei suoi confronti e nei confronti del progetto, dal momento in cui a mio avviso è specismo anche usufruire di un animale per il raggiungimento di un obiettivo come la realizzazione di un cortometraggio “contro lo specismo”. Ho inoltre aggiunto che trovavo tutto intriso di ipocrisia, affermare di voler lanciare un messaggio contro lo sfruttamento degli animali andando poi a bussare alle porte di un allevamento dove gli animali vengono usati per profitto. Porte che si sono chiuse con dentro una creatura che non è stata ceduta perché troppo utile per ottenere latte e altri cuccioli.
Mi scuso per questo lungo messaggio ma non potevo tollerare l’idea che questo mio pensiero rimanesse confinato nella mia mente, non dopo aver sostenuto il progetto in questione e non dopo tutto l’impegno che ho messo per la diffusione della raccolta fondi. Per il futuro mi prometto di essere più attenta ai progetti che mi vengono proposti con richiesta di aiuto.
Spero che la vitellina usata per il cortometraggio trovi in qualche modo riscatto. Spero che gli allevatori si rendano presto conto di cosa fanno in nome del profitto.
Nessuna creatura deve essere sfruttata.
Nessuno ha il diritto di schiavizzare altre esistenze.
La vita è un dono e va rispettata in ogni sua forma.
++++++ articolo del 2023 ++++
Care lettrici e cari lettori,
vi porto a conoscenza di un ambizioso progetto del regista e fotografo lucchese Simone Arrighi
che riguarda gli animali, le donne e i bambini.
Si tratta della realizzazione del cortometraggio intitolato Legame Materno, che intende lanciare un messaggio chiaro sulla percezione antropocentrica che si ha degli animali usati tornaconto economico, ma anche di quella androcentrica quando si tratta di donne e madri di famiglia.
Ho letto in anteprima la sceneggiatura e il dossier collegato al cortometraggio scritti da Simone assieme a Lorenzo Palombo, e devo dire che è un lavoro molto importante. Alla lettura di alcune parti ho avuto i brividi: sono riusciti a mettere nero su bianco situazioni reali di violenza celata fra le mura domestiche, situazioni comuni a troppe persone e che hanno fatto parte anche del mio vissuto. Reputo pertanto socialmente necessario Legame Materno al fine di sensibilizzare spettatori e spettatrici, per dare voce alle vittime e per far comprendere che c’è sempre una possibilità di uscita da vortici negativi.
L’animale protagonista di questo cortometraggio è la mucca da latte, creatura sfruttata per la propria capacità di produzione di secrezione mammaria, letteralmente calpestata nel suo essere femmina e nel suo legame materno con i figli che le vengono sottratti. Troviamo poi i personaggi di Silvia e suo figlio, anche loro incatenati a un legame di violenza che li assoggetta come gli animali.

Simone ha pensato: se succedesse a noi?
Se gli animali ci portassero via i nostri figli? Se ci tenessero in gabbia o in un recinto maltrattandoci per poi farci finire in padella? Ha pensato poi alle donne che subiscono violenze dall’uomo, che non sono poi così diverse dagli stessi animali sfruttati e maltrattati negli allevamenti.
Nella specie animale, il corpo femminile è costantemente sfruttato, per le uova, per il latte, provocando enormi sofferenze fisiche ed emotive.
IL TEMA DEL CORTOMETRAGGIO
Il corto vuole affrontare il forte legame tra madre e figlio, che non è diverso da quello che lega un qualsiasi animale col suo cucciolo.
Tra gli animali la separazione madre-figlio è molto frequente, ed è anche molto dolorosa. Purtroppo molte persone reputano gli animali esseri senza anima e inferiori, da sottomettere a loro piacimento per denaro, o semplicemente per ignoranza.
Qui viene trattato il mondo delle mucche da latte in particolare, dove nei grandi allevamenti, il vitello viene strappato alla mamma a poche ore dalla sua nascita.
Viene portato via e rinchiuso, da solo, in piccole stalle o piccoli box dove sarà poi allattato artificialmente. Questo accade perché il latte delle loro madri serve all’industria alimentare per poi finire sulle nostre tavole. Le mucche, che hanno una gestazione di nove mesi come le donne, producono latte solo dopo aver partorito. Per garantire sempre la produzione del latte, vengono costantemente ingravidate artificialmente, munte con macchinari elettrici e molte volte vengono anche maltrattate ingiustamente. Una mucca, che a cose normali potrebbe vivere anche 20 anni, in questi allevamenti ne dura 5 o 6, viene sfruttata fino a quando non si reggerà più in piedi per poi essere macellata. Molti bovini da latte maturano anche malattie e tumori alle mammelle e patologie alle zampe, come la zoppia. Le vitelle femmine faranno la loro stessa fine, i vitelli maschi verranno macellati entro il primo anno di vita.
Molti animali, separati dai loro cuccioli per mano dell’uomo, piangono e cercano per giorni il loro cucciolo. Agli animali non viene data la possibilità di potersi difendere, e di proteggere la propria prole. Se succedesse a noi umani quello che gli animali sono costretti a subire per colpa nostra? Silvia, la protagonista della storia, ha provato sulla sua stessa pelle la violenza causata da suo marito Andrea. Ma a differenza degli animali, Silvia può ribellarsi, parlare, denunciare e proteggere suo figlio.
Chi desiderasse sostenere questo progetto aiutando il regista a realizzare il suo cortometraggio e portare quest’importante messaggio contro la violenza sulle donne e sugli animali nell’ambiente cinematografico, può farlo inviando un contributo sul sito GoFund Me dove è stata aperta una raccolta fondi. Il budget da raggiungere per sostenere i costi di tutto il progetto è di 10.000 euro.
Tutte le donazioni verranno usate per l’iniziativa.
“Tutto è senza scopo di lucro, ma finalizzato alla realizzazione del cortometraggio, che farò lo stesso anche se non raggiungerò il traguardo del budget” aggiunge il regista.
Ringrazio Simone Arrighi per aver la sua determinazione e per il suo impegno e mi auguro con tutto il cuore di vedere presto il suo film assieme a voi.
Carmen Luciano











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