Annunci

Archivi Blog

°°Rovagnati Naturals? Triplo Oltraggio agli Animali°°

Cosa c’è di peggio di una falsa verità? Tre false verità. 

Di recente, in giro nel web, mi è capitato di vedere una pubblicità onnivora in cui si promuoveva un alimento realizzato con resti animali. Il contenuto in ambito di informazioni, talmente imbarazzante, ha spinto numerosi attivisti animalisti a criticarla e a diffonderla fra i contatti. Poteva mancare una considerazione da parte mia? Certo che no.

Si tratta della pubblicità Rovagnati e della sua linea “Naturals“, che prevede la vendita di affettati che garantiscono al consumatore “benessere” e rispetto per chi è fatto a fette e sigillato nella confezione.

BUONO, SANO E GIUSTO“. Sono queste le tre convinzioni di Rovagnati stampate sulla superficie della vaschetta (ecologica, wow!) mirate a conquistare la fiducia dei consumatori.

[..] 100% naturali e rispettosi della tradizione, dell’ambiente e del benessere animale“.

Però..

Ci vuole del coraggio a dichiarare che un alimento realizzato attraverso l’uccisione di individui senzienti garantisca loro “benessere”, ma d’altra parte da chi ha il coraggio di fare della mattanza di innocenti un business ci si può aspettare di tutto.

Tralasciando il rispetto per la tradizione (che non dovrebbe interessare a nessuno dotato di minimo di raziocinio, visto che le tradizioni in cui muore qualcuno sono le prime a non dover meritare rispetto), come si può arrivare a dire di rispettare la natura producendo alimeti a base dei suoi abitanti? 

È ormai noto a tutti che l’industria dell’allevamento e della macellazione animale sia responsabile di inquinamento idrico, atmosferico e del suolo. Basta guardare il documentario Meat The Truth per scoprire quanto questa vergognosa realtà sia di ingente impatto ambientale. Un fardello per l’ecosistema che fatica a smaltire laghi interi di sangue, urina e feci. Che dire poi delle emissioni di CO2 per trasportare gli animali vittime di questo business dai luoghi di reclusione ai luoghi di uccisione? Secondo il documentario sopra citato i trasporti per animali superano di gran lunga quelli per umani in ambito di inquinamento, incrementando il buco nell’ozono. In che modo Rovagnati Naturals rispetta l’ambiente? 

Altro punto: il benessere animale. Benessere animale e macellazione sono un ossimoro. Un accostamento assurdo e, lasciatemelo dire, ridicolo e vergognoso. Cosa vuol dire che Rovagnati Naturals rispetta il benessere animale? Che i maiali allevati vengono forse tenuti nel lusso? Che vengono coccolati? Che vengono uccisi senza che se ne accorgano? Che vengano spinti di loro volontà ad immolarsi per il genere umano? Smettiamola una volta per tutte di parlare di benessere animale perché nessuno sta bene dentro un allevamento, soprattutto se vi è finito per lasciarlo in vista del mattatoio. Garantire spazio, acqua, aria e cibo a degli SCHIAVI non significa dargli benessere, ma giusto quel poco che serve per SOPRAVVIVERE e non soccombere prima. Perché morire prima significa un corpo in meno da macellare, e un corpo in meno da macellare sono soldi in meno a fine anno. Vero Rovagnati?

Astuta poi la scelta di inserire in basso a destra una fogliolina verde dal gambo che sembra una V. In un certo verso mi richiama alla mente i simboli ormai conosciutissimi che stanno per Vegetarian o Vegan. Sarà un caso? Sarà una tattica?

Buono, Sano, Giusto?

La bontà è discutibilissima: con spezie, aromi, cottura e sale anche una scarpa vecchia potrebbe avere un buon sapore.

Sano? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la carne processata fra le prime 35 materie dannose per l’orgsnismo poiché cancerogene.

Giusto? Non c’è niente di giusto nel massacrare degli innocenti in nome di un’alimentazione ormai superata. La nostra dieta dovrebbe stare al passo con l’evoluzione. Viaggiamo per terra, mari e cielo come umani del XXI secolo e poi ci alimentiamo come ominidi? Imbarazzante.

Forse è il caso, per Rovagnati & amici di pane e prosciutto, di prendere atto che i consumatori non sono più ciechi come un tempo. Oggi gli occhi sono aperti sulla sofferenza di chi è vittima dell’industria assassina che miete milioni, e miliardi, di esseri appartenenti a decine di specie diverse. Non vogliamo benessere negli allevamenti, vogliamo la fine degli allevamenti.

Annunci

°° Lettera Aperta a Milchhof Agostini: Schiavizzare e Uccidere Animali NON è un Lavoro °°

Lunedì 13 Marzo 2017 a Selva di Cadore è accaduto un fatto che merita di essere preso in considerazione da tutti con le giuste riflessioni.

Nel giorno sopra citato un allevatore intento a portare al macello un toro è stato colpito da quest’ultimo, finendo in rianimazione in ospedale.
La notizia è stata riportata da svariati notiziari online, tra i quali quello de Il Gazzettino – Belluno.

Dell’allevatore colpito, il 34 enne Alberto Agostini co-proprietario dell’azienda Milchhof Agostini, sappiamo che per accertamenti è stato portato in ospedale per verificare le condizioni del suo cuore. Il colpo di zoccolo lo avrebbe ricevuto proprio all’altezza del torace. Del toro invece, sempre in base a quanto scritto dai notiziari, sappiamo che nonostante la sua ribellione è stato comunque portato al macello dove ha perso la vita.

Non è la prima volta che accadono questi atti di ribellione da parte degli animali oppressi nei confronti dei loro oppressori.
Accade spesso, più di quanto si possa immaginare, e questo dovrebbe spingerci a riflettere.
Perché gli animali si ribellano? 
Perché, caro Alberto Agostini, quel toro che hai fatto ammazzare per l’azienda in cui lavori ti ha colpito?
Perché non voleva morire.
E’ così semplice da capire.
Non credi anche tu che sia tutto tranne difficile da comprendere?

Dopo aver letto la notizia nella mia mente si sono formate moltitudini, vortici di pensieri che ho trovato necessario scrivere in questa lettera aperta, con la speranza che possa arrivarti dritto e diretto il mio messaggio e, perché no, arrivare a sensibilizzare altri col tuo stesso “lavoro”.

Vedi, Alberto, tu hai 34 anni e io 27.
Possiamo dire di essere quasi coetanei. Da persona giovane come te confesso che  è un enorme dispiacere sapere che il tuo modus vivendi è totalmente opposto al mio.
La mia vita è basata sul difendere gli animali e sul rivendicare i loro diritti calpestati cercando i portare le persone a riflettere e a cambiare con l’ausilio di tutte le mie possibilità.
La tua invece, da quanto ho letto, sarebbe incentrata sullo sfruttare l’organismo femminile delle vacche per farne del loro latte dei formaggi da vendere e sul macellare gli animali dell’azienda che gestisci insieme a tuo fratello.

azienda agricola.jpg

Augurarsi un anno di buon formaggio significa sperare che ci siano persone interessate a comprare il frutto dello sfruttamento di femmine ingravidate e costrette a partorire.

Dicono che le nuove generazioni siano più sensibili e aperte a nuovi concetti da apprendere. E’ forse uno stereotipo?
Perché, se sei giovane come me, agisci come una persona rimasta qualche passo indietro nei confronti dei diritti degli animali?
Perché un ragazzo di 34 anni per vivere economicamente e avere il suo posto in questa società deve macchiarsi le mani di sangue innocente?
Ti prego di non dirmi che “è tradizione di famiglia” e che uccidere “si è sempre fatto” perché chi ti scrive è una persona che è nata in una famiglia dove i parenti allevavano nell’aia animali che poi uccidevano. Ho visto, come con ogni probabilità avrai visto anche tu, l’esecuzione di maiali, galline, conigli. oche. Ho visto con i miei occhi come reagiscono davanti agli umani che vogliono fargli del male, ho sentito con le mie orecchie i loro lamenti, ho provato insieme a loro il dolore e la sconfitta di quando qualcuno non ti ascolta e ti scalcia via l’anima dal corpo con la forza.

Ciò che ti è successo qualche giorno fa non è stato un mero infortunio.
Non banalizziamo, né tu né gli altri, la cosa per favore.
Quanto ti è successo è un messaggio. Un avviso.
Ci credi anche tu che la vita sia in grado di comunicarci qualcosa in qualsiasi momento?
Io ne sono fermamente convinta.
Sono avvertimenti tra le righe, sottili da percepire, ma ci sono.

Credo che la vita abbia voluto metterti con la schiena a terra e che quel toro, che ormai non esiste più nel mondo materiale, ne sia stato il messaggero, il tramite.
Credo che la vita abbia voluto avvertirti che così non puoi più procedere.
Penso che la natura abbia voluto fermare per qualche istante quello che tu definisci lavoro ma che in realtà è un oltraggio alle creature della natura stessa.

Ti prego di viverla come una seconda rinascita: quella morale.
Fa in modo che quel calcio che ti ha colpito al petto abbia dato nuove vibrazioni al tuo cuore.
Gli animali non vogliono morire.
Come tu avrai sperato, in quei millisecondi mentre eri a terra, di sopravvivere a quel colpo, anche il toro che avete ucciso avrà sperato di potersi salvare.
Siamo al mondo per vivere la nostra vita, e dovremmo farlo tutti senza aggravare l’esistenza degli altri.
Gli animali sono presenti su questo pianeta da prima di noi. Ci fanno compagnia in questo viaggio, in questo percorso che ci porta all’evoluzione. Sono ospiti come noi di questa casa confortevole chiamata Terra, che ci alimenta di ogni varietà vegetale, che ci fa crescere scaldati dai raggi del sole, che ci asciuga le lacrime col vento.

Ti prego di riflettere su come hai vissuto fino ad oggi e su come potresti continuare a vivere ogni singolo giorno che ti regalerà la natura.
Sei giovane, hai mille possibilità. Fa che le tue scelte ti portino ad intraprendere il percorso del rispetto per ogni forma di vita. Abbandona la strada torva dove hai camminato per tre decenni.

Ti auguro una buona guarigione fisica, ma soprattutto etico-spirituale.

– Carmen.

carmen

carmen1

°° NewsLetter LAV: Libertà per 560 mila galline grazie a Coop °°

LEGA ANTIVIVISEZIONE

Libertà per 560 mila galline ogni anno

 

560.000 vite libere. Da sofferenze, malattia, stress. Condizioni a cui sono costrette le galline ovaiole in gabbia. Da oggi e per sempre 560.000 galline ogni anno usciranno dalle gabbie. Da oggi e per sempre, la COOP ha detto NO alle uova da allevamento in gabbia: bandite da tutti i punti vendita.

Un importante passo avanti, frutto di un impegno costante. Abbiamo rappresentato le istanze delle migliaia di cittadini che hanno firmato la nostra petizione. Abbiamo chiesto, dialogato e ottenuto. Una delle più grandi catene della grande distribuzione ci ha dato ascolto.

Un grande risultato. Solo il primo di una lunga serie, crediamo: altri supermercati dovranno seguire l’esempio di COOP e accogliere le nostre richieste, in nome dei diritti degli animali. La nostra battaglia, quindi, continua. Se non l’hai ancora fatto, firma le nostre cartoline rivolte a Comuni e supermercati.

Ancora una volta la nostra determinazione, il supporto di tutti quelli che aspirano ad un mondo più giusto per gli animali hanno vinto.

Grazie a chi è al nostro fianco!

Scopri cosa c’è dietro un uovo su gallinelibere.

Fai una scelta davvero consapevole e rispettosa degli animali. Per saperne di più: cambiamenu.it.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: