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°° La Suocera OnnAriana °°

Mi piacerebbe trovare un ragazzo vegan“,
dici a te stessa quasi con aria sognante mentre magari fantastichi su come sarebbe bello andare al ristorante vegano , infilzare con la forchetta l’ultima polpetta di lenticchie nel vassoio mentre lo sta facendo anche lui per poi dirvi all’unisono << dai amore prendila tu >> finendo per dividerla a metà.
Romantico.

Sì, l’idea di trovare un ragazzo vegan proprio ti piace.
Sai che è il tipo di cui hai bisogno.
Un tipo che ti capirebbe, coi tuoi stessi ideali.. ma per quanto intensamente tu lo possa desiderare sei consapevole che le decisioni del tuo cervello impostato sul cruelty free passano da quel piccolo pezzettino di merda chiamato cuore che ogni tanto fa un pò l’anarchico e decide per conto suo.

Così, svanita la scena alla Lilli e il Vagabondo, ti accorgi di essere stata catapultata nella favola che meno ti aspettavi.

Ti ritrovi ad innamorarti di un tipo che manco sa la differenza tra vegetariano e vegano, che crede che il Seitan sia una mossa di Sumo e che magari va a fare carp fishing la domenica mattina coi suoi amici che , dillo pure, ti stanno anche un pò sul cazzo.

Ti auto convinci dicendo << eh va beh, al cuore non si comanda >>.
Sorvoli su alcuni “difetti di fabbrica” cercando di rendere vivibile la relazione in nome dell’ammmore.

Ma… cosa c’è di peggio di un ragazzo onnivoro?

Una suocera onnivora, of course!

La suocera onnivora è un salto nel buio, un’incognita, un chewing gum sotto la scarpa, il campanello suonato dai testimoni di Geova la domenica mattina..

Se la fortuna è dalla tua parte il tipo di mamma-di-lui sarà una persona amorevole, cordiale e gentile nei tuoi confronti esattamente come lo è con il figlio.
Quando scoprirà che sei vegana ( a patto che tu non dica subito al fidanzato di informarla) sarà troppo tardi e lei avrà già preparato come secondo il pollo con le patate al forno in occasione della tua prima volta a cena a casa di lui, ma con molta premura ti rassicurerà dicendo che puoi mangiare semplicemente le patate pure se le ha cotte insieme al povero pollo  😀 .

Se sei fortunata, in quella donna troverai il riflesso di una seconda mamma sempre e comunque più preoccupata della tua alimentazione di quanto lo sarebbe tua madre.

L’unica incombenza che potresti trovare è forse quella di esser messa ai fornelli molto spesso: un pò perchè lei ha paura di cucinare qualcosa che non potresti mangiare, un pò perchè adora l’idea di poter avere qualcuno che le dia una mano in cucina , specialmente se il tuo ragazzo è figlio unico o ha una sorella latitante.

Se invece la sfortuna è la tua migliore amica e non ti abbandona nemmeno quando sei nella merda,
nessun amuleto ti potrà proteggere evitandoti di ‘imbatterti nella malefica figura della  SUOCERA ONNARIANA.

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La differenza tra la suocera onnivora e quella onnAriana ( si, con la A volutamente maiuscola) è che quest’ultima rivendicherà la sua appartenenza alla categoria di mangiatori di carne, pesce e tutto ciò che si muove.
Sempre.
Costantemente.
Specialmente in tua presenza.

La suocera onnAriana se fosse una figura mitologica potrebbe essere raffigurata con il corpo di donna con e la testa di c*zzo.

E’ la classica mamma-di-lui rompicoglioni che se prima gli stavi sulle palle perchè preferiva la sua ex, dal momento che scopre che non mangi animali, per lei diventi una minaccia.
Un virus che potrebbe infettare il suo adorato figlio e che quindi va eliminato al più presto.

La suocera onnAriana è una donna dalle vedute parecchio ristrette, spesso abituata a cucinare per la sua famiglia ogni tipo di animale con qualsiasi tipo di cottura.
Ha decine di libri di ricette anche se poi prepara le solite cose.

Sapere che nella sua casa, alla sua tavola, si sta per sedere una mangiaerba, le fa ritornare il ciclo anche se è in menopausa da anni.

Oltre al fastidio di dover spremere le meningi per provvedere a riformulare un menù adatto a tutti ( e quindi adatto a te che ‘tacci tua potevi essere normale ed evitarle la tragedia ) e che quindi va stravolgere il suo intoccabile pranzo-tipo , il suo odio nei tuoi confronti può esplodere in caso il tuo fidanzato, ovvero suo figlio, convenisse con te riguardo all’eticità della tua alimentazione.
Ti ricorderà che la tua alimentazione è inutile perchè…

* Carne e pesce sono indispensabili per sopravvivere al mondo e senza di quelli ci si ammala e si muore. ( tu infatti sei un fantasmino che lei riesce a vedere )
* Gli animali sono stati creati da DIO per divenire nostro cibo .
( onnariana e fanatica cattolica, prendi la borsetta e scappa a gambe levate tesoro )
* Ti serve la sostanza, e le verdure non ce l’hanno.
* Senza proteine presenti “solo nella carne” si muore.
* Non è veramente Pasqua senza l’agnello a tavola.
( hai già preso la borsetta e sei scappata, vero?)
* Gli animali comunque devono morire.
* Ci sono persone al mondo che muoiono di fame  e non ci si può permettere di fare i capricci. ( no, non ti sfilare la scarpa col tacco che vuoi lanciarle dietro)
* Ormai siamo abituati a mangiare carne.
* I medici dicono che fa bene e non hanno motivo di dire qualcosa se non è vero.
* Non ha senso cambiare alimentazione perchè comunque tutti mangiano carne e quindi se non la mangi tu, la mangia qualcun’altro.
* La carne è gustosa e lei la sa cucinare divinamente.
* E’ un piacere scoprire cosa porterà di buono da spennare il marito dopo una battuta di caccia.

La suocera onnAriana se provi a far scoprire a suo figlio la tua filosofia di vita, andrà alla Cattolica Assicurazioni per richiedere il porto d’armi.

Se malauguratamente suo figlio trova interessante la tua alimentazione tanto da farla propria dopo aver scoperto che non hai tutti i torti nel vivere senza uccidere nessuno, sei spacciata.

Sappi che ogni raffreddore che prenderà è per colpa tua.
Se gli viene la febbre o la tosse e quindi è sul punto di morire, è solo colpa tua.
Se non riesce ad andare al mare ed è naturalmente un pò pallidino, è colpa tua per la sua pseudo anemia.
Se suo figlio era cicciottino e magari torna in linea, è colpa tua se si è sciupato.
E’ colpa tua anche se non alza la tavoletta o la fa fuori del wc perchè quando era onnivoro centrava dritto.
Insomma, è colpa tua.

Sappi che in tua assenza tenderà sempre a proporre al figlio piatti a base di carne o pesce con la speranza che “rinsavisca”.
Sappi anche che se ti fischiano le orecchie in orario di pasti molto probabilmente è lei che ti nomina, e non sto a dirti come.

Le cene di famiglia saranno il tuo peggiore incubo.
Ma…
Esiste un modo per non vivere queste scene apocalittiche?
Forse si.

Anche se non è possibile scoprire da subito se la mamma del proprio partner fa parte di questo club perchè i ragazzi non hanno scritto in fronte “sono figlio di una stronza”, al momento della presa di coscienza si hanno due opzioni di scelta:

1) Accettarla.
Facendo bene attenzione a non ferirsi maneggiando l’accetta.
2) Evitarla come l’E120 continuando a stare col tipo.

Anzi no,
3) Mandare affanculo sia lei che il suo pargolo trentenne.

Perchè alla fine dei giochi,tatuatelo sul polpaccio : gli unici genitori che bisogna tollerare, visto che non si possono scegliere, sono proprio i tuoi che ti hanno messo al mondo. Per loro si che si può , alla meglio, digerirne l’ignoranza.
Quelli degli altri invece non sono un  problema tuo.
Se già nella tua famiglia hai trovato delle barriere,
le vorresti raddoppiare?

La maggior parte degli uomini gode dell’influenza continua della propria madre, pertanto non farti scrupoli o crucci e buttati alle spalle la situazione se non la vedi rosea.

Meriti di essere felice, di avere una suocera onnivora tranquilla o magari, perchè no, una fantastica mamma-di-lui vegan-friendly che sarà anche una nonna speciale che non darà di nascosto ai tuoi figli omogenizzati di pollo e tacchino mentre sei a lavoro.

Se sei indecisa nella scelta tra i tuoi ideali e il tuo fidanzato ( all inclusive della sua famiglia ), ricordati che i tuoi ideali non ti chiederanno mai di perdonarti col moccio al naso perchè spulciando il cellulare hai scoperto che si sono fatti la collega di lavoro  ❤ .

#Vegan sì,
sceme no 😀 .


Genitori Efficaci
Educare figli responsabili

Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere

°° Guida agli Acquisti Vegan nei Supermercati ESSELUNGA °°

Benvenuti nella nuovissima guida agli acquisti vegan nei supermercati!
Dopo aver paparazzato quasi tutti i prodotti presso Coop, Eurospin, Panorama, Penny Market e Lidl eccomi qui a pubblicarvi gli scatti fatti ai prodotti veg nei supermercati ESSELUNGA.
Esselunga è una catena di supermercati presente in Nord Italia.
Offre una vasta offerta di prodotti vegetali.

I prezzi sono nella media e per essere fiscale vi informo che sono un po più alti di quelli della Coop ma più bassi rispetto al Panorama.
Le foto degli alimenti che vi sto per mostrare sono state scattate nel punto vendita di Lucca.

Prodotti e prezzi possono variare nelle restanti filiali.

Per fare colazione o merenda troverete tanti biscotti vegan a marchio Valsoia, Cereal o Arte Bianca Natura e Tradizione. Fate attenzione perchè in alcuni c’è la presenza di miele e dunque non sono vegan ma vegetariani.

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Nel reparto freezer troverete in vendita gelati di soia ( marchio Valsoia ) in formato vaschetta/cono/stecco e alimenti già pronti da cuocere come cotolette e burgers di Valsoia o Kio Ene.

 

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Nel reparto dedicato alla pasta è possibile trovare quella a marchio Del Verde.
Personalmente l’adoro perchè produce anche sfoglie in grano duro senza uova per preparare le lasagne al forno. Sempre dello stesso marchio è possibile acquistare la versione integrale e biologica, sicuramente da preferire.

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Nel banco  frigo c’è una vasta scelta di yogurt e dessert vegan a marchio ALPRO, VALSOIA e SOJASUN ( che io non vi consiglio dato che si dice sostenga la ricerca condotta su animali).
Sono tutti da provare:
Yogurt alla pesca, alla ciliegia, alla fragola, al naturale ( per preparare i formaggi vegan!) , al mirtillo, dessert al cioccolato o alla vaniglia.

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Se non avete la possibilità di acquistare frutta e verdura da un Gruppo di Acquisto Solidale, Esselunga offre un reparto ortofrutticolo molto ampio.

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Per chi si fa tentare dai dolci, in vendita ci sono caramelle realizzate con frutta essiccata.
Nello stesso reparto sono collocati frutta a guscio: nocciole, noci, mandorle ecc.

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Per chi adora il riso, ci sono tantissimi alimenti pronti realizzati con questo cereale: gallette, crackers, pane ecc a marchio Riso Scotti.
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Lo scaffale dedicato a legumi e cereali offre veramente una gamma ampia di alimenti di ogni tipo.
Grano saraceno, riso, ceci, fagioli, zuppe..
Tanti sono anche di agricoltura biologica.

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Nel banco frigo vi è un piccolo reparto interamente dedicato agli alimenti già pronti per chi non mangia animali.
fate bene attenzione perchè lo slogan dice il vero: La metà prodotti sono per vegetariani poichè contengono albume d’uovo o latte in polvere.
In alcuni wurstel addirittura ho trovato tra gli ingredienti il caglio. Mi auguro sia stato di tipo vegetale.

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Nel reparto per vegetariani troverete:

° Polpette di soia
° Bistecche di soia
° Nuggets Vegetali
° Crocchette al farro
° Crocchette agli spinaci
° Burger di soia alle verdure
° Burger di soia gusto Indiano
° Burger di soia gusto Provenzale
° Burger di soia alla Napoletana
° Tofu al naturale
° Tofu alle erbe aromatiche
° Seitan fresco
° Seitan alla piastra
° Burgers di soia
° Burgers di seitan
° Spezzatino vegetale
° Scaloppine vegetali
° Cous Cous alle verdure
° Affettato vegetariano
° Cotolette impanate
° Wurstel vegetariani

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Nel reparto dedicato ai cosmetici non c’è tantissima scelta di prodotti cruelty free, però qualcosina c’è, per esempio i cosmetici di OMIA e di L’Erboristica di Athena’s. Sono realizzati con materie prime vegetali, confezionati in flaconi riciclati e riciclabili e sono veramente validi. Ho acquistato il latte detergente all’Olio di Argan e ne sono rimasta soddisfatta.

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Mentre ero in fila alla cassa ho trovato con mio stupore degli snack vegani in mezzo ai tanti prodotti industriali come caramelle e chewing gum: I baci di dama!   Esselunga è dunque uno dei supermercati dove chi è vegetariano o vegan può trovare tanti prodotti da acquistare.

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Ovviamente orto & auto-produzione sarebbero il massimo, ma anche poter acquistare alimenti già pronti con tutta la sicurezza di mangiare alimenti veg non è male! Buon shopping e … alla prossima guida! ^_^

°° La Sofferenza nel Carrello °°

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Ti sei mai chiesto quanto sfruttamento e quanta sofferenza animale ci possa essere racchiusa, inscatolata ed esposta sugli scaffali in qualsiasi supermercato?

Io si.
E oggi sono qui a scriverti, reparto dopo reparto, dove si nasconde la morte degli animali, evidenziando soprattutto i prodotti che la contengono e che a prima vista sembrerebbero invece esserne privi.

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Il supermercato è il Regno dello sfruttamento degli animali.
Noi entriamo con il carrello in questo posto pieno di piccole o grandi confezioni e a prima vista tutto sembra innocuo.
Ma è questione di marketing e di grafica pubblicitaria.

La maggior parte dei prodotti esposti sono derivati dall’uccisione di quelli che vengono definiti “animali da macello ” , “da reddito” o ancora “da fattoria“.
Chi sono gli animali da reddito?
Sono gli animali appartenenti a specie che hanno caratteristiche fisiche precise che sono viste dall’uomo come utilità.

REPARTO MACELLERIA:

 

Il reparto dove il corpo degli animali viene esposto a pezzi è il fulcro della sofferenza animale nel supermercato.
Le carcasse sezionate e vendute nei vassoi bianchi sono il prodotto finale di una lunga catena di smontaggio di milioni di esistenze.

Allevati in ogni angolo del mondo, gli animali vivono in media solo 1/10 del tempo che la natura potrebbe concedergli di passare al mondo.
Parlando dell’allevamento intensivo, agli animali viene tolto il diritto naturale di spostarsi , di muoversi e di poter stare a contatto con i propri figli.
Rinchiusi in capannoni in condizioni precarie, vivono pochi mesi di alto stress.
Bombardati di ormoni, medicinali e antibiotici, sopravvivono alle condizioni in cui riversano quel tanto che basta per arrivare a raggiungere la forma fisica ideale prima di finire al mattatoio.

La maggior parte di loro troveranno la morte dopo migliaia di chilometri e un viaggio così stressante che spesso li sfinisce e uccide prima dell’arrivo al patibolo.

Perchè gli animali vengono trasportati?

Perchè i costi di trasporto del prodotto finito, ovvero della carne confezionata, sono molto più elevati rispetto a quelli del trasporto di animali vivi.
Ci vogliono molte più accortezze riguardo a norme igieniche/temperatura interna dei camion frigo ecc.
Pertanto gli allevatori preferiscono di gran lunga il trasporto del “prodotto vivo”. Ovviamente cercando di spendere il meno possibile per aver maggior profitto.
Per questo spesso ci si imbatte in camion estremamente carichi di animali che viaggiano oltre le ore previste dalle normative vigenti.

I controlli non ci sono e se ci sono sono inconcludenti perchè gli animali sequestrati dovrebbero essere affidati ad enti che poi se ne fanno carico ( incluse spese di mantenimento).
Ci sono stati dei sequestri in passato dove gli animali poi sono stati affidati ad altre aziende di produzione di carne.
Cambia ben poco.

In foto, la testa di un maiale in vendita in offerta in un supermercato CARREFOUR.

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Per avere anche solo un’idea di quanti animali vengono uccisi e di come vivono negli allevamenti prima di essere condannati a morte, visita il sito internet LaVeraBestia.Org .

 

REPARTO PESCHERIA:

Il reparto pescheria ha come caratteristica il bancone dove vengono esposti, quasi sempre sul ghiaccio che fa da conservante e da ornamento, pesci e altri animali marini morti.
La clientela si avvicina col proprio numerino per comprarsi al chilo l’animale “più fresco”, ovvero quello morto ucciso dal minor tempo possibile.

Giungono segnalazioni da tutta Italia che denunciano la presenza anche di granchi e crostacei vivi sul ghiaccio: questa pratica è del tutto ILLEGALE e causa agli animali una sofferenza non quantificabile ( il ghiaccio brucia, mai provato?).

Questo reparto ospita dunque il corpo degli animali privo di vita.
Animali strappati dal mare tramite un gancio (amo) o catturati con le reti.
Spesso muoiono per asfissia.

Quasi tutte le pescherie hanno poi degli acquari dove all’interno vengono posti animali vivi tipo astici, aragoste o anguille.

Gli animali pescati che arrivano vivi al supermercato vengono esposti in queste vasche piene d’acqua in attesa che qualcuno li acquisti.
Secondo voi vengono alimentati?
Certo che no.
Gli addetti non hanno il dovere di alimentare gli animali, pertanto se la loro morte non giunge presto in una pentola d’acqua bollente di qualche cliente che si è comprato la loro vita, il decesso arriva in quella stessa prigione di vetro.

L’immagine che state per vedere è stata scattata nel giugno 2011 nel reparto pescheria del supermercato COOP di Fucecchio (Fi).
Come potete vedere, tra le anguille ammassate sul fondo dell’acquario, vi è la presenza di una morente vicino al vetro.

Quanta sofferenza per 20 minuti di cena?

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REPARTO ROSTICCERIA/ GASTRONOMIA:

 

Anche questo reparto ha la sua massiccia dose di sofferenza e la sua enorme quantità di macabro grazie alle decine di polli infilzati e messi a cuocere nel forno.
Non so voi, ma passare da quel reparto vuol dire sentire odori nauseanti e vedere scene che mi fanno ribaltare le interiora.
Quando non si mangiano più gli animali, l’odore della cottura dei loro resti diventa irrespirabile.
La visione dei loro corpi sezionati, inaccettabile.
Come è accaduto nel supermercato COOP a EMPOLI ( FI).
In foto, l’urlo di dolore di un maiale ucciso impresso per sempre sul suo volto.

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REPARTO ALIMENTI FRESCHI:

Nel reparto degli alimenti freschi la sofferenza degli animali è confezionata e camuffata da colori vivaci e sgargianti.
Dalla panna al latte, dai formaggi ai wurstel.
Dopo la carne, l’alimento derivato dallo sfruttamento e dalla morte degli animali più diffuso è proprio il latte.
Pensate un momento..
Il latte è praticamente presente nel 90% degli alimenti.
Latte proveniente dalla mungitura di mucche che dura anche  10 ore al giorno. Animali che non vedono mai la libertà o un filo d’erba.
Mucche ingravidate ” a mano” ( una vera e propria violenza fisica ) costrette a partorire un vitellino all’anno ( che verrà poi ucciso dopo 3 mesi o eliminato subito come scarto) per non perdere la facoltà di produrre latte.
Le femmine di questa specie oltre a vivere il peggiore dei drammi che una mamma possa vivere (ovvero quello di essere private del proprio figlio) vivono in condizioni così stressanti da non riuscire a reggersi più in piedi dopo circa 4 anni passati ad esser munte.
I loro muscoli diventano così rigidi e tesi che la loro carne diventa dunque di “seconda qualità”.

Il loro tessuto muscolare verrà poi impiegato per la produzione di wurstel , carne in scatola con gelatina o altri prodotti a poco prezzo.
Le loro ossa, gli occhi, la coda, gli zoccoli e altri “scarti” verranno invece utilizzati per la realizzazione di coloratissime caramelle gommose rese appetibili da aromi artificiali e dalla forma buffa di animali.
Così, un pò a presa di culo.

Al terzo posto della classifica dello sfruttamento animale troviamo sicuramente le UOVA.
Le uova, come il latte, sono presenti quasi ovunque.
Nessuno immagina la sofferenza che può celarsi dietro a questo ovulo non fecondato in vendita nei fragilissimi cartoni esposti poi sugli scaffali.
Si pensa con indifferenza e con disprezzo che “le galline comunque fanno l’uovo“.
E in parte è vero.
In parte.
Perchè in realtà le galline di uova ne fanno in natura massimo 20, pochissime, e solo perchè  l’ovulo serve esclusivamente per esser fecondato e per dare vita ai pulcini.
Nell’industria della produzione delle uova invece questo processo viene manomesso e intensificato tanto da costringere le galline, recluse in gabbie (“batterie” di 20 cm) o in capanni , a “produrre” una cellula uovo al giorno, tutti i giorni.
In pratica, è come se una donna avesse il ciclo della durata di un mese intero.

Anche la loro vita è assolutamente stressante: vivono prevalentemente sotto luci artificiali ( al buio non produrrebbero uova), alimentate con mangimi che intensificano la loro ovulazione.
Essendo le loro condizioni così dure da vivere, tante di loro muoiono e quindi c’è un ricambio fisso di femmine.
Vengono fatti nascere pulcini su pulcini.
Quelli di sesso femminile finiscono per rimpiazzare le madri che vengono uccise poichè “non più utili”, mentre i maschi , inutili per eccellenza, vengono uccisi subito con gas o triturati vivi.

Tutto questo abominio per qualche dolce o un piatto di pasta fresca all’uovo.
Non potremmo farne a meno?

REPARTO PANETTERIA/PASTICCERIA :

 

Pensi che questo reparto sia immune dalla sofferenza animale?
Mi dispiace deluderti.
Anche qui la morte degli animali è silente in alcuni prodotti.

BURRO, STRUTTO E LATTE IN POLVERE sono gli ingredienti incriminati e si possono trovare sia nelle schiacciate , sia nell’impasto di pizza e panini.
E’ indispensabile dunque controllare sempre gli ingredienti dei prodotti per evitare di acquistare magari un bel pezzo di schiacciata morbida e scoprire poi con amarezza che stiamo mangiando anche il grasso di maiale!

I dolci “classici” sono quasi tutti realizzati con latte e uova, e quindi contengono per forza la sofferenza degli animali.
Oltre a questi due ingredienti ve ne è un terzo che a volte sfugge al pensiero:
la gelatina.
La gelatina usata per coprire pasticcini alla frutta o crostate è quasi sempre di origine animale ( ricavata dagli scarti delle ossa o dalla “colla di pesce”).

REPARTO ORTOFRUTTICOLO:

Si potrebbe pensare “eh va beh, frutta e verdura almeno si salvano”.
Sì, in effetti si salvano. In parte.
Purtroppo anche questo reparto si erge su un tipo di sfruttamento: quello degli insetti.
Tutta la frutta e tutta la verdura in vendita nei supermercati che non è certificata come “biologica” è stata coltivata con l’ausilio di pesticidi.
I pesticidi oltre ad essere inquinanti e quindi velenosi per l’ambiente, uccidono gli insetti e i parassiti di cui sono ghiotte le coccinelle e altri volatili.
E’ sempre preferibile dunque optare per i prodotti biologici, o se si ha la fortuna di avere un orto, di auto-prodursi gli ortaggi.

REPARTO COSMETICI:

Buona parte dei saponi ( liquidi o solidi) in vendita sono realizzati con il grasso degli animali.
In alcuni di essi è contenuto anche il miele ( derivato dallo sfruttamento delle api nelle arnie ).
Il reparto dei cosmetici non solo racchiude sofferenza animale legata agli ingredienti dei prodotti, ma anche dal loro test finale per verificarne l’efficacia.
Se gli altri reparti si ergono sulla morte di mucche, maiali, galline, tacchini ecc, il reparto cosmetico ha le basi sulla morte di conigli, topi, ratti, cavie, gatti, cani e scimmie.
I test clinici e dermatologici sono incentrati proprio su di loro.
Per evitare di portare a casa un prodotto per la cura del nostro corpo che ha lesionato il corpo di qualcun’altro, è importante leggere l’etichetta.
Solo i cosmetici certificati “ICEA PER LAV” sono sicuri e quindi cruelty free.

REPARTO BIBITE / ALIMENTI CONFEZIONATI:

 

Sia nelle bibite che negli snack si può nascondere un ingrediente derivato dalla morte degli animali: è il colorante E120, definito anche “magenta” o “rosso carminio“.
E’ un colorante alimentare usato per dare il colore rosso sia a cibi solidi che a bevande.
Questo colorante è dato da un insetto: la cocciniglia.
Le cocciniglie vengono uccise , essiccate e poi polverizzate.

Come ultima nota ma non per questo meno importante, I MARCHI.
Sappi che le principali multinazionali che invadono i supermercati con i loro prodotti innaturali sono PROCTER & GAMBLE , UNILEVER ( Algida, Findus ecc) , NESTLE‘, MCDONALD’S, THE COCA COLA COMPANY, MARS.
Ce ne sono tanti altri, ma i più “potenti” e onnipresenti sono proprio questi.
I sopracitati marchi sono incriminati di sevizie su animali per via dei test ai quali vengono costretti gli animali per provare la sicurezza dei cosmetici e dei cibi che finiranno poi sugli scaffali.
Inoltre sono aziende che hanno il monopolio delle vendite e che sono colpevoli di generare in tutto il mondo dislivello economico-sociale e di tenere in piedi la fame che colpisce le popolazioni meno abbienti.
Oltre alla sofferenza animale sono dunque artefici di sofferenza umana a livello planetario.

Quando entri in un supermercato entri per davvero nel più grande seggio elettorale che ci possa essere.
Ogni tuo acquisto è un voto.
Ogni tua scelta è una preferenza.
Non preferire chi vive della morte di qualcuno!

Il  gesto di prendere un alimento o un prodotto e di porlo nel carrello ti potrebbe apparire banale, ma in realtà non lo è.
Tu hai nelle mani ( e nel portafogli) la più grande arma presente nel mondo delle vendite: la scelta.
Tu, con i tuoi acquisti, puoi decidere se sostenere o no un’azienda o un marchio.
Puoi decidere dell’esistenza dello sfruttamento animale oppure no.
Tutto si erge sulla tua decisione.
Più potente delle manifestazioni, più efficace delle petizioni è dunque il boicottaggio.
Tu sei molto più potente delle leggi che si possono aggirare.

Decidere di non sostenere economicamente una determinata azienda poichè non etica nei confronti degli animali, del pianeta e delle persone è il modo eccellente per spingerla a cambiare e a evolversi . O in alternativa, a chiudere i battenti e lasciar spazio a chi merita di lavorare.

Nel mondo del mercato l’offerta è data dalla richiesta.
Se la richiesta di alimenti e prodotti etici aumenta, anche l’offerta aumenterà.

Ed è grazie alla scelta etica di sempre più persone contrarie allo sfruttamento degli animali che adesso abbiamo reparti vegani in quasi tutti i supermercati.
E’ grazie a chi da anni si rifiuta di sovvenzionare ditte colpevoli di privare gli animali del diritto di esistere che oggi piccole aziende biologiche stanno ricevendo il giusto successo.

Guardate questa foto.
E’ stata scattata il 16 Maggio 2014 nel Supermercato Coop di Santa Croce sull’Arno (Pi).

Questa foto rappresenta la scelta etica in aumento fatta da persone sensibili che hanno a cuore la vita di tutti: quella degli animali, quella del pianeta e anche la propria.

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Di passi avanti ne sono stati fatti tanti, ma siamo solo all’inizio.
C’è ancora tanta sofferenza e tanto sfruttamento dietro ai prodotti in vendita.
Ci sono ancora persone dalle menti addormentate da risvegliare che continuano a mettere nel carrello prodotti su prodotti senza nemmeno guardare o controllare.
I supermercati si ergono ancora sulla morte degli animali.

Continuiamo a tutelarli scegliendo alimenti che non hanno causato la loro morte.
In fondo, se un’azienda non ha a cuore LA VITA di un animale, non avrà a cuore nemmeno la nostra.

Siamo sulla strada giusta per arrivare finalmente alla libertà degli animali, stiamo arrivando ad uno stato di rispetto totale della loro vita.
Dobbiamo alienare la nostra alimentazione, la produzione del vestiario e quella dei cosmetici per la cura del nostro corpo dalla loro esistenza.
Loro esistono come noi, NON ESISTONO PER NOI.
Non ci maltrattano, non ci sfruttano, non ci privano della libertà e non ci uccidono.

Sono sicura che presto la crudeltà dell’uomo nei confronti di queste bellissime vite sarà solo un brutto ricordo.

Non è utopia.
E’ tutto estremamente , favolosamente possibile.
Basta volerlo.

 

_ Sbarellababy

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