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°° I tatuaggi possono essere vegan? La risposta di un tatuatore °°

Non capita raramente di sentirsi dare degli incoerenti se si è vegani e tatuati da parte di persone che cercano il puntiglio pur di screditare l’etica altrui.
C’è chi ancora pensa che negli inchiostri ci siano ingredienti animali o che essi siano per forza testati su animali, anche se non gli importa molto delle altre specie.

Per chiarire la questione e mettere fine a questa infinita diatriba ho pensato di intervistare un tatuatore che di sicuro saprà esserci d’aiuto.

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Michele Paolillo Tattoer è un ragazzo vegano di 27 anni.
Ha intrapreso il percorso del rispetto per gli animali 3 anni fa, diventando infine vegan.

Per un anno e mezzo ho avuto alti e bassi, mi nascondevo dietro la scusa della “salute” poi quando ho capito realmente come stavano le cose e ho preso coscienza ho deciso di eliminare totalmente carne e pesce. A gennaio di quest’anno ho eliminato tutto, inclusi i derivati animali, perché mi so reso conto che essere vegetariano non era abbastanza ed è una scelta incoerente se lo fai per etica

Michele oltre alla passione per gli animali ha quella per i tatuaggi, tanto da aver fatto dell’arte del tatuare il suo mestiere.

  • Quando è nata la tua passione per i tatuaggi? 

    <<Eh… questa è una passione che mi porto dietro sin da piccolo, da quando mio padre è tornato a casa con il suo primo tatuaggio. Ne sono subito rimasto affascinato.
    Avevo all’incirca 9 anni, adesso ne ho 27. Fate un po’ il conto… 😊😊😊 >>

  • Si dice spesso che i tatuatori in fase di apprendimento provino a tatuare sulla pelle dei maiali. In parte è vero, in parte no. Tu come hai fatto pratica? 

    <<Purtroppo accade ma non sempre. Adesso esiste la pelle sintetica che è molto più comoda, non sporca e non puzza! Quando ho iniziato a tatuare non avevo ancora abbracciato lo stile di vita vegan ( solo adesso me ne pento tantissimo) e quindi le prime prove le ho fatte sulla cotenna dei maiali. Ho davvero i sensi di colpa. Non nascondo che mi faceva molto schifo la cosa. Poi diventando vegan ho iniziato ad utilizzare la pelle sintetica ed ho proseguito con quella.>>michele paolillo 1

  • Spesso chi è vegan e ha tatuaggi viene definito incoerente. Negli inchiostri ci sono ingredienti animali? 

    <<Chi dice ciò, purtroppo non sa di cosa parla ed è ,ahimè, un ignorante.
    C’è chi parla tanto per buttare fuori aria. Oggigiorno sempre più brands utilizzano ingredienti di origine vegetale!
    Io dico sempre che in un’epoca come questa, l’ignoranza è una scelta.
    Non ci vuole niente a fare delle ricerche per informarsi meglio
    e tutti le possono fare!>>

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  • Quali inchiostri usi? Puoi mostrarci l’etichetta? 

    <<Io uso gli inchiostri neri “Panthera Ink“, quelli a colori “Eternal” ed “Intenze“. Per quando riguarda le etichette, non ho capito perché, non mostrano nessuna dicitura Vegan. Ho eseguito delle ricerche e sui loro siti ufficiali invece dichiarano che tutti i colori sono vegan-friendly, tranne il marchio “Panthera ink” che ha il sito in costruzione. Proprio per questo motivo ho inviato una mail per chiarire questo dubbio e mi hanno garantito che gli ingredienti sono 100% vegetali.
    Dietro al contenitore c’è la dicitura “non testato sugli animali”.
    Oltre ai colori consiglio ai lettori di stare attenti alla crema che si usa durante l’esecuzione del tatuaggio. Solitamente si usa vaselina ma oggi ci sono prodotti vegan come “Hustle Butter Deluxe“.
    Bisogna stare attenti anche alla crema per trasferire lo stencil: io uso “Stencil Stuff” e sul contenitore c’è la dicitura vegan-friendly.>>

Insomma, si può tranquillamente decidere di decorare per sempre la propria pelle senza arrecare sofferenza agli animali.
L’importante è controllare sempre le etichette dei prodotti e soprattutto affidarsi a professionisti etici del tatuaggio.

Ringrazio Michele Paolillo Tattooer per la disponibilità concessa e vi invito a visitare la sua pagina ufficiale cliccando QUI . 🙂

°° Anche i tatuaggi celano maltrattamento animale °°

Nel 21esimo secolo i tatuaggi sono diventati una forma di espressione artistica sulla pelle, dei simboli da sfoggiare carichi di significato (in molti casi) ma nelle peggiori delle ipotesi sono semplice ornamento corporeo fatto d’inchiostro. Tutte le volte che andiamo da un tatuatore, facciamo molto caso all’igiene del locale, alla sterilizzazione degli attrezzi, al costo e alla capacità artistica di chi lascerà un segno indelebile sul nostro corpo. Ma invece, non chiediamo mai al nostro tatuatore se anch’egli ha contribuito o no al maltrattamento degli animali. Vi chiederete, “come fa un tatuatore a maltrattare un animale?”

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I tatuatori in erba, devono applicare le loro capacità sulla pelle, per testare il loro livello di bravura con aghi & Co. Sicuramente nessuno vorrebbe mai farsi fare un tatuaggio da un tatuatore che non ha mai provato a farne uno per non rischiare di avere uno scempio. Per questo motivo, essendo necessaria l’epidermide, i tatuatori utilizzano i maiali per TESTARE LA LORO ARTE. I maiali vengono stesi sul lettino o a terra, sedati, depilati e per ore ed ore vengono costretti a provare dolore tra aghi e personale che li tiene fermi. La loro pelle viene tatuata in base alla fantasia del tatuatore. Poi, finito il “lavoro”, l’artista contempla la sua opera bene o mal riuscita, e l’animale con ancora evidenti segni d’ago sulla schiena, viene mandato in dietro da chi l’ha ceduto per poche ore, come un oggetto. Tutto questo è assurdo. Davvero ogni minima stupidaggine cela dietro maltrattamento animale. perchè di questo si tratta. Non solo l’animale viene prima sfruttato, poi viene anche ucciso.

Esistono tatuatori che non si abbassano a tanto. C’è infatti chi chiede a volontari umani di testare la propria arte facendo un tatuaggio gratis, in modo che sia un favore reciproco. Non contribuite con i vostri soldi e la vostra pelle al maltrattamento dei maiali. Cercate un tatuatore cruelty free.

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