Archivi Blog

°° Mukki: dalle Vacche alla Soia °°

Indovinate chi ha deciso di realizzare e mettere in commercio una linea di bevande vegetali sostitutive al latte vaccino vendendo comunque quest’ultimo?
Ma MUKKI, ovviamente!

Dopo Granarolo, anche la suddetta azienda Toscana si è parzialmente scremat.. hem, volevo dire, svegliata!.
Un applauso!!!

 

Ecco la bevanda vegetale Mukki che si può trovare nei supermercati più forniti toscani o in altre regioni.

mukki.jpg

mukki 1.jpg

Che dire?
Bene. E’ sicuramente un bel pa$$o in avanti, se si considera il fatto che l’azienda ha deciso di stravolgere totalmente la natura dei prodotti realizzati inserendone alcuni mai venduti in precedenza, ma non basta.

Non basta perché bisogna assumersi le proprie responsabilità.
Una conversione parziale fa pensare solo a motivazioni economiche.
Mukki purtroppo continua a gravare sull’esistenza di chissà quante femmine ingravidate ogni anno per essere sfruttate come macchine da produzione del latte, e questo è inaccettabile. Non è etico.

Sicuramente chi è vegan per scelta etica non si sognerebbe mai di acquistare una bevanda vegetale prodotta da un’azienda che schiavizza animali. Io per prima mi rifiuto di sostenere economicamente un brand ambiguo.
Mi auguro che decidano di non acquistare ancora questo prodotto anche le persone che non consumano più derivati animali per motivi di salute.

Cara Mukki, aspettiamo con gioia la conversione totale dell’azienda.

Fino a quando le mucche saranno sfruttate, staremo dalla loro parte.

3806623013_b5f7ed585c_b

Vitellini: “scarto” per l’industria lattiero-casearia che sfrutta le loro madri

°° La Serra Verde: Il Ragu di Soia Resta Indigesto ai Fans del Cunigliolo Fritto °°

La notizia dell’evento realizzato da me in collaborazione con l’associazione Mukka Pazza per la Parrocchia di La Serra – San Miniato ha letteralmente fatto salire l’acidità di stomaco a qualche cittadino sostenitore della “Sagra del Cunigliolo Fritto” che da 10 anni fa mietere coniglietti per usarli in cucina l’intero mese di agosto.

I commenti che ho potuto leggere sono veramente uno spasso.
C’è chi ha ipotizzato di prolungare la sagra del cunigliolo fritto di una settimana, chi ha detto che farà una cena vegetariana in un luogo più “igenico” rispetto alla cucina della Parrocchia..
C’è chi ha detto che col mio blog faccio “bei soldini” ( ah si? io invece pago per tenere aperto il mio blog ^_^ e su GoNews i blogger non vengono assolutamente pagati per scrivere )
e chi ha definito la cena una ” cagata pazzesca ” frutto di radical chic.

 

Alcuni dei commenti….
screenshot 2

 

screenshot22

 

Per questo è doveroso da parte mia dedicare qualche ora del mio tempo e qualche riga del mio blog per rispondere a chi non ha ancora ben compreso cosa mi abbia spinto ad aiutare i conigli dell’associazione Il Prato dei Conigli e a menzionare la sopracitata sagra nel mio ultimo articolo.

Per prima cosa, è indispensabile che tutti sappiano che Don Francesco della Parrocchia di La Serra mi ha solo gentilmente chiesto di organizzare una cena vegan, e io ho accettato.
Non capita spesso di ricevere una richiesta simile da persone che fanno parte della chiesa, e quindi ho colto l’occasione che ho trovato del tutto positiva.
L’evento non è nato per fare “guerra” alla sagra del cunigliolo.
Come tutti gli eventi che organizzo ( apericene del Mojazz, Oktober Vegan Fest al Circolo di Brusciana, Festa di Primavera alla Casa Culturale Circolo Arci di San Miniato ecc ) e che organizzo assolutamente senza finalità di lucro, parte del ricavato va sempre in beneficenza.
Per questo evento ho deciso io in prima persona e nessun’altro al di fuori di me di destinare il ricavato all’associazione Il Prato dei Conigli.
Perchè l’ho fatto?
Perchè adoro i conigli ( ne ho avuti 3 come animali domestici e mi hanno lasciato ricordi bellissimi ), perchè le persone che fanno parte dell’associazione che abbiamo aiutato sono persone fantastiche che dedicano tanto tempo alla cura di questi animali e anche perchè mi sembrava positivo proporre una variante etica a La Serra, visto che manca.

Siccome sono anni che cerco di far comprendere a chi organizza e sostiene la sagra del cunigliolo che i conigli meritano di vivere ( lo testimoniano i miei articoli mail-bombing scritti nel 2012 e 2013 ) invitandoli a modificare il menu della cena, non avendo ricevuto mai risposta sono passata dalle parole astratte su internet ai fatti concreti nel reale.

L’evento è stato veramente un giorno dedicato agli animali e l’idea che le quasi 100 persone che hanno preso parte al pranzo e alla cena preparata da Massimo, Fabio, Marco, Irene e Vanessa siano rimaste soddisfatte per il gusto degli alimenti mi ha veramente reso felice.

A differenza di altre sagre ed eventi culinari dove l’aspetto ecologico manca, nella cena che abbiamo organizzato tutto seguiva una certa etica: la maggior parte degli ingredienti era proveniente dall’orto dei ragazzi di Mukka Pazza, le cose acquistate erano tutte biologiche ( incluse cola/vino/birra, di Biolandia ) e il coperto usato ( piatti, forchette, bicchieri ecc ) era realizzato con mater-bi, smaltibile nell’umido e quindi compostabile e a basso impatto ambientale.
Per l’evento quindi nessun animale è morto per finire nel piatto dei commensali e la Terra non ha ricevuto altri rifiuti difficili da smaltire.

L’aver scritto l’articolo di riassunto della giornata indicando La Serra come angolo di paradiso e non più “inferno” per i conigli era ovviamente un tocco poetico rilegato al contesto dove è avvenuta la cena ( una chiesa ).
Chi non l’ha capita e si è definito “diavolo”, avrà sicuramente la coda di paglia.

“Cosa dirai ai volontari della Sagra del Cunigliolo?” mi è stato chiesto.

Ai volontari che dedicano tempo per tenere in vita questa realtà dico che è lodevole da parte loro impiegare energie per organizzare un evento dove le persone possono stare insieme a tavola.
Non è lodevole però l’idea che a nessuno importi niente di quel centinaio di conigli che vengono uccisi per finire in padella.
Anzi, c’è chi ride di tutto questo senza provare un minimo di compassione nei confronti di questi animali.
Ai volontari questo sembra giusto?
Ovviamente le tradizioni, gli usi, le abitudini per l’uomo che deve ancora svegliarsi dal sonno della ragione sembrano sempre più importanti di una vita che si spezza.
Non sto sminuendo il loro lavoro di volontariato, sto solo sottolineando che per qualcuno quel lavoro vuol dire morire.

Agli organizzatori ribadisco ciò che ho sempre scritto nelle mail di protesta inviate nel corso degli anni: si potrebbe rendere la sagra molto più etica cambiando il menu senza dover uccidere nessuno.
” Il coniglio si mangia da millenni” mi ha scritto stasera T.M, uno dei sostenitori della sagra.
Vorrei ricordare che anche se un’azione sbagliata è commessa per millenni da milioni di persone, non cambiano le cose e rimane quindi sbagliata!
Ma a chi piacerebbe morire per finire in un piatto?

Quanti altri anni dovrete ancora vivere per rendervi conto che gli animali non sono cibo?
Si è sempre in tempo a capire e a cambiare.
Cambiare per noi vuol dire migliorare e continuare a vivere in maniera diversa.
Cambiare per i conigli vuol dire non essere più uccisi.

Sabato a La Serra Verde noi abbiamo mostrato quanto siano affettuosi i conigli ai bambini presenti all’evento.
Alle nuove generazioni si insegna il rispetto.

la serra verde 2
Voi invece cosa gli insegnate?
Che l’uomo ha il diritto di distruggere ogni cosa che trova sul suo cammino e di portare alla bocca ogni cosa che si muove?
Che razza di umanità è mai questa?

Vi invito a riflettere, per una buona volta. Mettetevi nei panni di chi sta per morire e provate a immaginare che sensazioni si vivono.
Siate meno superficiali e ragionate col cuore e non con l’apparato digerente.
Non si parla di smettere di fare feste, si parla di NON FARE LA FESTA A NESSUNO PER FESTEGGIARE.
Non ci vuole tanto.

Nel frattempo vi lascio alle immagini del backstage di ogni sagra con piatti a base di coniglio, giusto perchè non viene mai mostrato il processo che parte dall’animale e finisce col “vostro cibo”.
Magari per la 11esima sagra del vostro Cunigliolo Fritto potete usare una di queste foto: sempre molto più reale del manifesto di quest’anno.
coniglio-negativo-pannello1macellazione-conigli-3

thumb

macellazione-conigli-5

Molto interessante è anche questo video che mostra i maltrattamenti subiti dai conigli durante il loro “allevamento”.

video conigli  — clicca per vedere.

°° Ristorante Vegan La Fonte °°

Intervista al Ristorante Vegan La Fonte – Montespertoli

 Cara Silvia, da quanti anni sei diventata vegetariana?Ormai da una vita!!! Più o meno da trent’anni….. ahi come si invecchia

Potresti raccontarci come è avvenuta la tua “conversione” alimentare?
Ad un certo punto ho trovato disgustoso trovar nel mio piatto animali. Mi ricordo che non riuscivo più a tollerare questa crudeltà di cui anche io ero causa, mangiando la carne. Fortunamente mio marito Luigi era dello stesso avviso. Decidemmo di comune accordo di non mangiare più carne. Questo fu il primo passo, a cui seguì la presa di coscienza che per fare una scelta veramente coerente era necessario diventare vegan.

                  Quali difficoltà hai incontrato durante il tuo percorso vegano?
Non ho incontrato grandi difficoltà, anche perché nella vita quando fai qualcosa che senti giusto niente può formarti. Anzi, era elettrizante cambiare, seguire la propria coscienza. Potevo finalmente guardare un agnellino negli occhi senza sentirmi il suo carnefice!!!
Ovviamente dovevamo organizzarci, cucinare la sera il pranzo del giorno dopo da consumare in ufficio !!! A quel tempo si sembrava davvero dei “pazzi”  🙂

Insieme al tuo marito, hai un’attività ristorativa vegan. Raccontaci come è nato il ristorante LA FONTE.
Successe che ci rendemmo conto di voler dimostrare che una scelta vegan era fattibile e non solo utopia. Aprire un ristorante avrebbe aiutato chi voleva cambiare dieta a trovare un luogo dopo poter cenare rispettando gli animali. Tutti gli esseri viventi devono vivere in modo dignitoso, cucinarli in padella è solo una barberia!

Dicono che i ristoranti con soli piatti vegan abbiano poca economia e clienti. Cosa ne pensi?
Dipende da come s’intende fare ristorazione vegan, possono esserci ristorante vegan di lusso e ristoranti vegan più poplari.
Presentare piatti vegan appetitosi a prezzi accessibili è assolutamente possibile, basta non comprare i cibi pronti e lavorare molto con le materie prime. Ad esempio, preparare in proprio seitan e tofu può essere un modo per abbattere i costi!

Cucineresti mai piatti a base di animali?
 MAI MAI MAI!!!! Non avrebbe senso, vorrebbe dire rinnegare un percorso di vita, non avrebbero più senso la strada fatta. Sono vegan per il rispetto dei nostri amici animali, come posso cucinare un mio amico???

Il piatto più richiesto a La Fonte?
 Dunque, dipende!! Anche perché il nostro menù è stagionale e varia molto. Dipende dalla stagione. Potrei dire gli gnocchi di rucola e tofu, il tabulè di verdure, il seitan con i quattro profumi.

 Dai un consiglio ai giovani che vogliono diventare vegan.
La scelta vegan richiede un gran cuore e un gran amore per gli animali. Consiglio di non fare le cose alla “carlona”  informarsi, studiare, cercare di costruire una dieta equilibrata, per fare questo non basta togliere la carne e i derivati, bisogna introdurre in modo intelligente le proteine!
Consiglio viamente la dieta vegan, fa stare neglio nel fisico e nell’anima!!!!

La cucina del Ristorante Vegan La Fonte lo ha provato anche SbarellababyAnimals di persona, e ve lo consiglio vivamente! Un locale accogliente, rustico, in aperta campagna. Ideale per chi vuole passare un momento di tranquillità con ottimo cibo a tavola!

Ristorante Vegan La Fonte

Via di Lucignano, 15 – 50025 
Montespertoli, Firenze. 
 Telefono 0571609514
Cellulare 3356954467
http://www.ristorantelafonte.it
vegetariano@ristorantelafonte.it

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora