Archivio mensile:gennaio 2016

°° Paura di Non Riuscire a diventare Vegan: Ecco Come Superarla °°

Tante volte ho sentito dire dal mio interlocutore, una volta entrati nell’argomenti alimentazione, frasi tipo “che bello! Ti ammiro. Io non ce la farei ad essere vegan ” oppure ” in passato ho provato a diventarlo ma non ci sono riuscito/a “.
Da persona diventata vegetariana a 12 anni e vegan a 21 senza mai pensare minimamente di tornare a vivere sulla morte degli animali, all’inizio rimanevo un pò basita non sapendo cosa rispondere. Quelle esternazioni mi hanno poi spinto a riflettere sul perchè io ci fossi riuscita e ci stia ancora riuscendo perfettamente mentre gli altri vedono nel veganismo quasi una montagna che non possono scalare.

Dopo svariato tempo, eccomi giunta a qualche risultato.
Ciò che limita le persone nel riuscire a diventare vegan è sicuramente anche la paura .

A parole mie, la paura è quella sensazione che ti cala addosso e che ti porta a sentirti insicuro, incapace, senza forze quando c’è da prendere una decisione. La paura la percepisci fisicamente ( brividi, sensazioni negative) e mentalmente anche quando ci si immagina conseguenze apocalittiche in seguito ad una scelta fatta, ovvero ripercussioni non positive su di noi e chi ci circonda.

Tornando all’alimentazione vegan, la paura di non riuscire a diventarlo o di non riuscire ad esserlo “a tempo indeterminato ” a mio avviso può dipendere da più fattori, ovvero :
– salute
– impegni
– relazioni interpersonali
– limitazione del piacere culinario

Vediamoli uno per uno.

  • SALUTE

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    Ci sono persone che credono di non poter diventare vegan a causa di problemi di salute o per caratteristiche congenite o acquisite con la crescita.
    Cito tre esempi: anemici, celiaci, diabetici.
    Mi è capitato davvero spesso di sentir dire ” non posso diventare vegan perchè sono anemico/a “, come se il ferro fosse contenuto solo nella carne e quindi l’alimentazione vegan non fosse compatibile con tale carenza.
    Ho sentito dire anche ” sono già celiaca, se poi divento vegan cosa mangio? ” come se una dieta a base di vegetali fosse limitata e limitante per chi non può mangiare cibi contenenti il glutine.
    Questi sono stereotipi e pregiudizi da superare perchè non hanno fondamento.

    Per quanto riguarda il ferro, detto da me dopo 13 anni di vita da vegetariana/vegana passati senza prendere mai un integratore, si trova tranquillamente in tanti vegetali.
    Per quanto riguarda il glutine: veganismo non vuol dire solo seitan!
    Ci sono infinite varietà di piatti che si possono preparare in versione gluten free.

    Il mio consiglio in questo caso è di abbandonare la paura decidendo di rivolgersi ad una figura professionale esperta di alimentazione vegan per studiare insieme un menù ad hoc in base alle proprie necessità.
    I più noti tra le persone vegan sono sicuramente Leonardo Pinelli, Vasco Merciadri, Michela De Petris, Luciana Baroni e Franco Berrino, ma potrete sicuramente trovare supporto medico vegan anche da altri professionisti meno noti.

  • IMPEGNI

    Anche gli impegni e una vita fatta di cose da fare una dietro l’altra possono spingere a pensare che l’alimentazione vegan non sia facile da portare avanti. Questo soprattutto per chi non ha modo di mangiare a casa e deve fermarsi al bar o nel primo take away aperto che trova.
    L’idea di non avere nulla da scegliere nel menù dunque può portare a pensare che un business man o una business woman non possa avvicinarsi all’alimentazione vegana : sbagliato !! 🙂
    Ormai quasi tutti i locali di ristorazione hanno un menù vegan o comunque numerose portate 100% vegetali. Inoltre, i bar, ristoranti e take away vegan sono sempre più numerosi in tutta Italia. Basterà fare una lista di quelli presenti nelle vicinanze del luogo di lavoro e il gioco è fatto.

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    Alcuni stuzzichini vegan di Universo Vegano

  • RELAZIONI INTERPERSONALI

    Ci sono persone che sentono di non poter riuscire a diventare vegan perchè credono che   ” diventerebbero un peso in famiglia o per il partner “.
    Io al contrario credo che avere a cuore l’esistenza degli animali, la propria salute e quella del pianeta non sia un peso per nessun essere umano dotato di raziocinio e della giusta intelligenza. Se va a crearsi un’atmosfera simile per una decisione etica presa è perchè sicuramente ci sono altri problemi di base.
    Ciò che consiglio sempre è di pensare con la propria testa e di cercare in tutti i modi di portare avanti qualcosa in cui crediamo a prescindere dagli altri.
    Ciascuno di noi è un individuo a sé stante che deve per prima cosa essere in grado di avere una certa autonomia nel pensare.
    Soprattutto in coppia, se il diventare vegan di uno comporta l’allontanamento dell’altro molto probabilmente non c’è abbastanza amore e rispetto tra i due.
    In famiglia invece tutto cambia: un genitore può anche non essere d’accordo con noi ma questo non deve sicuramente limitarci. Basterà organizzarsi con la preparazione di pranzo e cena alternativi senza togliere niente a nessuno.

  • LIMITAZIONI DEL PIACERE CULINARIO

    C’è chi non crede di poter diventare vegan perchè ama troppo mangiare e sente di non poter trovare più niente di appagante per le papille gustative.
    Naaaah !!!
    Questo si che è un pregiudizio da sfatare subito!!
    Con sole materie prime vegetali si possono preparare dei piatti e dei dolci davvero buonissimi !
    Il mio consiglio è sicuramente quello di provare qualche ricetta a casa ( online si trovano anche ricettari scaricabili gratuitamente ) oppure di provare direttamente le specialità delle tante pasticcerie vegan aperte in Italia.

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    Dolci vegan acquistati presso Universo Vegano a Firenze 🙂 

Diventare vegan, vi assicuro, non è per niente difficile e non comporta chissà quali sacrifici.
E’ importante abbandonare paura e pregiudizi e puntare di più a provare in prima persona questa scelta di vita nel migliore dei modi possibili.
Spero che questi miei semplici consigli possano in qualche modo aiutare chi ancora  indeciso se intraprendere questa strada oppure no.
E a proposito di paura..
Idee e spunti su come riuscire a superarla ( non solo per l’alimentazione vegan, ma anche in altre situazioni ) si possono trovare nel libro Vincere la Paura – Manuale pratico per cavarsela in situazioni impossibili ( 174 pagine, Anima Edizioni ) scritto da Monia Zanon e Nicoletta Todesco.

Concludo con una citazione che mi piace parecchio:

<< L’unica paura che devi avere, è la paura di avere paura >>.

°° Novità Neve Cosmetics : Blush Garden °°

Vegan make up addicted preparatevi!
Sta per arrivare un nuovo prodotto naturale per il trucco firmato Neve Cosmetics .

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Si tratta di BLUSH GARDEN, il nuovo natural blush nato in casa Neve!
E’ un blush dalla forma di rosa che non appassisce, simbolo di amore e bellezza.
Una crema colorata dalla texture vellutata come petali, nata per fondersi sulle guance in un colorito fresco e naturale.
Sfumabilissimo, Blush Garden si applica velocemente ed in tutta semplicità con le dita o a pennello.
Blush Garden è vegano, privo di parabeni, petrolati e siliconi ed è racchiuso in un packaging dal design elegantemente romantico.
Le colorazioni di Blush Garden by Neve Cosmetics sono studiate per valorizzare ogni sottotono. Ognuna è dedicata ad un giorno della settimana, per essere in fiore sette giorni su sette.

Ecco quali sono !

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  • Sunday Rose
    Fucsia amarena vivace.
  • Saturday Rose
    Rosa bubblegum freddo.
  • Monday Rose
    Rosa anguria vellutato.
  • Tuesday Rose
    Color corallo intenso.
  • Wednesday Rose
    Rosa nude antico.
  • Thursday Rose
    Color pesca acceso.
  • Friday Rose
    Rosa beige scuro naturale.

Tutti e 7 i Blush Garden saranno in vendita a partire dal 4 Febbraio 2016, acquistabili sia nei migliori negozi biologici sia attraverso e-commerce .

°° Gatti: a Passo Felpato tra Misteri e Curiosità °°

Il gatto è uno degli animali più amati dalle persone.
Lo dimostra il fatto che è il secondo animale domestico preferito dalle famiglie italiane come amico a quattro zampe. Lo precede infatti solo il cane.
Ciò che rende il gatto affascinante ai nostri occhi è sicuramente il suo modo di vivere: è un animale indipendente al quale però non dispiace la compagnia.
Sa cavarsela da solo brillantemente ed è autonomo.
Oltre per la sua bellezza estetica disarmante ( linee armoniose, colori del manto e degli occhi) , il gatto piace anche per la dolcezza che è in grado di regalare a chi non gli nega una carezza. E’ per tutti questi motivi che quasi una famiglia su due ne ha almeno uno tra le mura di casa.

Il gatto attualmente è diffusissimo in Europa e in tutto il mondo, ma sapevate che ci sono stati periodi storici in cui era quasi sparito?
Colpa di persecuzioni, uccisioni, superstizioni e false credenze questo animale ha vissuto purtroppo anche il terrore umano.

Ma facciamo un passo in dietro.

L’amicizia tra uomo e gatto ha origini molto antiche.
Questo piccolo felino già viveva a contatto con le persone decine di millenni fa.

E’ stata per prima la civiltà egizia a portare in alto la figura felina arrivando alla sua adorazione.
Secondo il culto egizio infatti il gatto era un animale sacro,
diretto discendente della dea Bastet.
Bastet
era raffigurata con sembianza felina e orecchino d’oro ad un orecchio.

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Ciò che ha portato gli antichi egizi ad amare così tanto i gatti è stata sicuramente la funzione importantissima che esercitavano: i gatti tenevano lontani i topi dai granai e quindi permettevano alla popolazione di non avere perdite alimentari.
Molte regine egizie poi avevano un gatto come animale regale,
che addirittura riceveva degna sepoltura in caso di morte.
Ci sono tantissime mummie di gatti ritrovate durante gli scavi archeologici appartenenti all’Antico Egitto.
Le potete ammirare da vicino al Museo Egizio di Torino e al British Museum di Londra ( nel piano dedicato alla regina Cleopatra, n.d.r ).
Per me è stata un’esperienza unica.

Se nell’Antico Egitto il gatto ha vissuto il suo periodo d’oro , la situazione si è drasticamente capovolta in Europa intorno al Medioevo.
Durante questo periodo storico i felini sono stati vere e proprie vittime della superstizione umana.
Tra le tante cattiverie che hanno subito la più atroce rimane sicuramente quella del vedersi murati vivi nelle fasi di costruzione delle case.
Questa usanza popolare veniva ritenuta di buon auspicio per la famiglia che vi abitava.
Sempre nel Medioevo i gatti venivano visti come animali magici pericolosi solo per il fatto di vivere a contatto con donne ritenute streghe.
Ai tempi si pensava che ogni strega avesse un gatto, e che i gatti neri fossero gli animali delle fattucchiere per eccellenza diventati appunto di quel colore vivendo assieme a loro in nascondigli sporchi di carbone.

Tra il 1348 e il 1352 ci fu una grandissima persecuzione felina: in quegli anni si espandeva a macchia d’olio la peste nera e cani e gatti ne vennero visti inizialmente come portatori. La peste mieté un numero impressionante di vittime umane.
Si arrivò quasi alla totale eliminazione degli animali incriminati, e solo dopo molto si capì che invece essi non erano la causa della peste ma pure loro vittime.

Il contagio arrivò attraverso i topi.
Si pensa che se i gatti non fossero stati così tanto disprezzati e allontanati anche a causa dalla Chiesa ( nel 1484 Papa Innocenzo VIII dichiarò in via definitiva che “il gatto è l’animale preferito del diavolo e idolo di tutte le streghe”, n.d.r ) la peste nera avrebbe potuto avere minor impatto di vite.

Gattini

Per fortuna la guerra contro la magia e la stregoneria che ha provocato la morte di tantissimi felini e di tante persone innocenti è terminata.
In generale la mentalità delle persone si è finalmente aperta e l’ignoto e l’occulto non fanno più così paura.

E a proposito di esoterismo..

carte-tarocchi-gattiAlejandro Jodorowsky, direttore di teatro, scrittore di libri e autore di fumetti, ha dedicato proprio ai felini una sua recentissima creazione: I Tarocchi dei Gatti
( Arte di Essere Edizioni ) .


“I Gatti sono un Mistero; i Tarocchi sono un Mistero; quando due misteri comunicano ecco che nasce la Bellezza. Io scrivo di Tarocchi per parlare dei gatti, e scrivo di Gatti per parlare di Tarocchi” ha dichiarato.

Ed è proprio così.
Il gatto è ancora oggi avvolto da un alone di mistero e su di esso continuano ad essere ricamate affermazioni ed ipotesi davvero curiose.

Si pensa che..

  • abbia nove vite
  • con i suoi occhi riesca a vedere le anime delle persone morte
  • se tenuto in braccio sia in grado di alleviare dolori addominali
  • abbia la capacità di “ripulire” l’ambiente dalle energie negative

Leggende metropolitane a parte,
il gatto rimane oggettivamente uno degli animali più affascinanti di sempre.
Da amante dei felini quale sono,
sono convinta che continuerà ad affascinare anche le generazioni umane future.

°° Kundalini: energia divina tra spiritualità e benessere °°

Una delle caratteristiche che contraddistinguono l’essere umano e lo differenziano dalle altre specie animali presenti al mondo è la sua spiritualità, ossia la sua predisposizione a sentirsi oggetto di creazione da parte di qualcuno o di qualcosa più “grande”, divino.
Ciò che ci circonda, chi ci circonda e quello che siamo è talmente perfetto che domandarsi chi sia l’artefice di così tanta bellezza sorge praticamente spontaneo.

Le prime forme di religiosità comparirono già nell’era paleolitica, quando l’uomo ancora era nella sua fase “grezza”.
Con l’evoluzione umana ed attraverso secoli e millenni di storia anche la fede si è evoluta, trasformandosi e dando origine a una moltitudine di religioni diverse ma al contempo molto simili tra loro.

In Europa sopravvivono tutt’oggi le due più grandi religioni monoteiste di sempre, ovvero quella cristiana e quella musulmana.

Nel resto del mondo invece sono presenti altri tipi di culti, alcuni di essi a mio avviso molto affascinanti.

Tra le religioni orientali fa capolino la tradizione tantrica , diffusa soprattutto in India.
Quando si parla di essa non si può non parlare anche di Kundalini.
Kundalini è un termine di lingua sanscrita che indica l’energia divina che risiede in ciascun individuo.
Nel nostro organismo ci sarebbe un residuo di essa che ci portiamo dentro dalla creazione, collocato in fondo alla colonna vertebrale, vale a dire nell’osso sacro.
Il simbolo utilizzato per rappresentare questa energia speciale è il serpente.
Nel culto orientale quest’ultimo è  emblema della conoscenza.
Curioso pensare invece come per la religione cristiana esso sarebbe piuttosto l’animale che avrebbe spinto Adamo ed Eva ad assaggiare il frutto dell’albero della conoscenza.

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La Kundalini viene vista come una porta d’accesso al mondo del benessere fisico e mentale e dell’appagamento.
Essa era nota ai guru e ai maggiori esponenti spirituali già a partire da molto tempo fa.
Da quanto si può apprendere dal libro Kundalini Energia Divina ( 253 pagine, Macro Edizioni )
la scienza sarebbe sulla strada per convalidare la sua esistenza.

Per accedere alla Kundalini serve arrivare un determinato livello di illuminazione, raggiungibile solo attraverso un percorso che è dentro di noi eche dobbiamo trovare per vivere una vita divina.

Cyndi Dale, esperta di energia sottile e guaritrice, nonché autrice del libro sopra citato, nella sua opera spiega che attivando la Kundalini si hanno i determinati benefici:

  • miglioramento la nostra salute
  • piena esperienza della nostra energia sessuale
  • sviluppo dell’autocontrollo
  • sanamento delle questioni irrisolte
  • accrescita della fiducia in noi stessi
  • possibilità di vivere con più consapevolezza e amore il nostro corpo e le nostre emozioni
  • scoperta delle nostre doti intuitive
  • riavvicinamento al Divino.


Per scoprire altre informazioni sulla Kundalini, non perdetevi un’anteprima del libro cliccando QUI .

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