Archivio mensile:dicembre 2017

°°La Risposta di Save The Children: Campagne Future più Rispettose°°

Cari lettori e cari lettrici, in merito alla vicenda degli animali “dono prezioso” per Save The Children, vi informo con il presente articolo che sono stata contattata da un responsabile dell’associazione. Come da accordi presi con tale figura, rendo pubblico il contenuto della mail per mettervi al corrente dei risvolti avuti dopo esserci attivati.
Ciao Carmen,

sono Filippo Ungaro, il responsabile della comunicazione di Save the Children. Ho visto il tuo articolo pubblicato sul blog “Think green, live vegan, love animals”, e la petizionecollegata, relativo alla nostra Lista dei Desideri. Mi spiace tantissimo che la nostra campagna ha suscitato delle reazioni così forti e ha offeso la vostra sensibilità, di certo questo non era assolutamente il nostro intento. 


Voglio però portare alla tua attenzione alcuni chiarimenti perché credo ci sia stato un equivoco. Sebbene, infatti, i regali della nostra Lista dei Desideri rappresentino interventi o oggetti salvavita per i bambini dei Paesi in cui operiamo, come specificato sul sito dedicato (savethechildren.it/listadeidesideri) “la descrizione dell’aiuto fornito da Save the Children è esemplificativa”.

Questo significa che il dono scelto non viene acquistato o spedito fisicamente, ma è solo un esempio per spiegare il valore di ogni singola donazione e far capire cosa possiamo fare con i fondi ricevuti. Non acquistiamo e spediamo, dunque, alcun animale attraverso queste donazioni. Non ci sogneremmo mai, ovviamente, di fare una cosa del genere e di sottoporre a sofferenze inutili gli animali. E’ vero che ci occupiamo di bambini ma teniamosempre bene a mente le regole della difesa dell’ambiente e di ogni essere vivente. Il benessere dei bambini, e spesso la loro sopravvivenza, è direttamente collegato a uno sviluppo sostenibile e quindi al rispetto della natura, e con essa degli animali.

È fondamentale sottolineare, tuttavia, che nei Paesi con alti livelli di malnutrizione, dove l’accesso al cibo è limitato e i bambini spesso possono nutrirsi solo di alimenti con un basso apporto nutrizionale che non consentono loro un adeguato sviluppo psicofisico, pulcini e caprette rappresentano la possibilità per una mamma di creare un piccolo allevamento domestico e avere la possibilità di alimentare i propri figli in maniera più completa, con il latte e le uova che sono infatti alimenti altamente proteici e che, soprattutto in bambini a rischio malnutrizione, possono favorire un corretto sviluppo e fare la differenza nella loro crescita.


Detto questo, non siamo noi a “importare” animali in loco o a suggerire “allevamenti intensivi” alle persone che aiutiamo. Questi animali fanno parte dell’economia domestica locale e vengono reperiti in loco. 
Come detto, in tutti i nostri programmi prestiamo particolare attenzione al rispetto per l’ambiente e per la vita degli animali.

 

Ripeto, sono molto dispiaciuto se la campagna ha urtato la vostra sensibilità ma questo non era assolutamente la nostra intenzione. 


Spero che questa mia email possa chiarire la questione ma rimango comunque a disposizione e aperto a qualsiasi tipo di confronto costruttivo.

Un saluto

Filippo”


Il dubbio sulla spedizione degli animali (chiarito dal responsabile nella sopra esposta email) era sorto a molti di voi che si erano preoccupati per gli animali. Ciò che invece ho voluto nuovamente precisare è che è il messaggio di per sé per nulla etico. Dire che un pulcino “è un dono prezioso” lascia intravedere quel tanto di visione antropocentrica capace di assoggettare qualsiasi essere vivente e di subordinarlo a qualsiasi volontà umana. I pulcini, come le caprette e tutte le restanti creature che popolano il mondo sono doni per se stessi, semplicemente. Ritengo doveroso continuare a precisare che ciascuno di noi deve avere il diritto di esistere, umani o non umani.

Ho chiesto dunque al responsabile se l’associazione avesse preso in considerazione l’idea di rimuovere il banner con la frase specista (ossia che favorisce una specie a discapito di altre) col pulcino reso oggetto, e la risposta è stata la seguente:

“Quanto al banner, purtroppo quest’anno la campagna è partita e sarebbe difficile interromperla, al di là della nostra home page.
Io capisco assolutamente le vostre ragioni e chiedo nuovamente scusa se abbiamo offeso la vostra sensibilità, cosa che non vorremmo mai fare né tantomeno mancare di rispetto agli animali.
Però, interrompere la campagna per noi sarebbe un danno dal punto di vista della raccolta fondi e quindi degli aiuti che possiamo portare a tanti bambini che contano su di noi.
Non si tratta quindi di una “normale” campagna pubblicitaria che porta profitti a delle persone attraverso la vendita di prodotti commerciali. Nel nostro caso si parla di aiuti concreti ai bambini.

Le posso però garantire che il prossimo anno metteremo la massima attenzione per non mancare di rispetto ad alcuno.

Spero che così possa andar bene per tutti.

La ringrazio”.
Concludo questo articolo ringraziando il responsabile di Save The Children per l’educato chiarimento, e per la sua promessa a nome dell’associazione di rispettare tutti. 

Colgo l’occasione per ringraziare coloro che si sono attivati per difendere gli animali troppo spesso resi oggetto delle volontà umane, e coloro che credono come me nell’aiutare il prossimo senza danneggiare un altro prossimo.
Carmen.

°°Anche Salumi Principe lancia la sua alternativa Veg°°

Ormai ogni azienda alimentare interessata a continuare ad esistere sa che l’alimentazione del futuro sarà su base vegetale. I numeri delle vendite annue di prodotti vegetariani e vegani parlano chiaro: la richiesta di alternative veg è salita con doppio zero. 

Dopo Fratelli Beretta, Findus, Wüber, Granarolo, Mukki e Sottilette vi informo che anche Prosciutti Principe ha messo sul mercato la variante vegetale dei suoi wurstel classici. Sembra incredibile, visto che si parla di un’azienda che vanta di essere leader nella produzione di tali alimenti da 60 anni. Eppure…

Quando ho visto la confezione fra la moltitudine di prodotti vegetariani e vegani in una filiale Panorama ho fatto fatica a crederci. 

E se fino a pocho anni fa ci strapazzavano la pazienza con la domanda “se non mangi carne allora dove prendi le proteine?”, Principe dimostra e scrive chiaramente che anche i vegetali sono altamente proteici. Non solo i corpi degli animali, dunque.

Come ogni bozza che si rispetti, i salumi contengono albume d’uovo, pertanto sono dedicati esclusivamente a coloro che seguono l’alimentazione vegetariana. O ai clienti affezionati Principe più trasgressivi 😎.

Ben vengano le alternative vegetariane (meglio se vegan) dunque a quelle che comportano la morte delle altre specie. Ricordo però ai brand che per quanto possa essere al principio economicamente vantaggioso tenere il piede in due staffe, non lo è col tempo dal punto di vista etico.

A voi lettori e lettrici non rimane che augurarvi, come sempre, buona scelta 💜

°°Baiji Vegan Shoes: Scarpe Eco-Friendly per tutti°°

Nuovo articolo di presentazione di una bellissima novità! 😄

Oggi vi parlo di Baiji Vegan Shoes, un marchio italiano di calzature realizzate a mano con materiali ecologichi e animal free, ossia senza l’utilizzo di resti animali.

Ho scoperto Baiji al MiVeg 2017, dove ho avuto modo di vedere da vicino i bei modelli che questo brand propone al pubblico e di conoscere le gentilissime proprietarie. Scarpe colorate e alla moda non solo da donna ma anche per uomo e bambini. Quello che mancava!




Oggi invece ho avuto l’opportunità di calzare ai piedi i bellissimi stivaletti “Anastasia” color tabacco, ricevuti via corriere (spedizioni rapidissime!) e custoditi in una scatola di cartone firmata Baiji.

Anche il mio dolce Russell era curioso di scoprire il contenuto della scatola.

Le scarpe erano avvolte in delicata carta velina con sopra scritta la filosofia del brand, vicinissimo alla natura e ai diritti dei suoi abitanti (umani e animali).

Dentro la scatola ho inoltre trovato la taeghetta impreziosita da una miniatura di coda di cetaceo, simbolo del marchio.

Ma passiamo agli stivali. Fra gli intetessanti modelli proposti da Baiji ho scelto “Anastasia” color tabacco: direi è stata un’ottima scelta!

Le calzature oltre ad essere leggere, hanno come base materiale sintetico antiscivolo e dettagli fashion come le cinghie ai lati. Davvero belle da vedersi e anche da indossare. Calzano perfettamente (ho un 40 😎) e avvolgono il piede senza stringere.

Le ho trovate comode da indossare e facilmente abbinabili a tanti abiti che ho in armadio.

Il matriale di cui sono realizzate all’esterno, la micronappa, le rende facili da pulire con un panno morbido in caso di utilizzo sotto le intemperie.

Sono rimasta positivamente colpita dall’impegno di Baiji Vegan Shoes, sia per gli animali che per le persone.

Vi invito a scoprire tutti i modelli che il brand propone sul sito ufficiale www.baijiveganshoes.com.

 

Il mercato adesso conta di una realtà etica in più rispettosa dell’ambiente e delle altre specie ♡
– Carmen

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