Archivio dell'autore: Carmen Luciano
°°Montesarchio (BN) – Strage di Cani Avvelenati°°
Quanto sta accadendo a Montesarchio, un comune della provincia di Benevento, merita di essere portato all’attenzione di tutte le persone in Italia che lottano per i diritti animali.
Si tratta dell’ennesimo caso di crudeltà ai danni degli delle altre specie per mano umana.
Nel mese di Aprile 2021, nel sopracitato comune, sono stati ritrovati 5 cani deceduti per avvelenamento. La somministrazione di alimenti contenti veleno per eliminare fisicamente la presenza degli animali è una terribile usanza diffusa – come purtroppo sappiamo – in tutta la nazione, ma che volontari e volontarie del luogo lamentano sia fin troppo presente nella Valle Caudina.
In merito all’uccisione di questi esemplari l’associazione LNDC Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Benevento ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica.



A distanza di poche settimane sarebbero morti per le medesime cause altri due cani: uno trovato privo di vita, l’altro in condizioni disperate è deceduto nella clinica dove era stato portato d’urgenza.
Fra gli animali che hanno perso la vita, vi era addirittura una femmina incinta.
Una strage di vite innocenti che ha destato l’indignazione dei cittadini sensibili e rispettosi degli animali, fra i quali sembra non esservi proprio il Primo, il Sindaco. E’ la stessa associazione LNDC a farlo presente in un comunicato pubblicato sul proprio sito internet.
Nel frattempo a Montesarchio, volontari, volontarie e cittadini si sono riuniti lo scorso sabato 22 maggio 2021 per manifestare contro la mattanza di randagi con cartelloni e striscioni con sopra scritte critiche morali nei confronti dell’ignora persona che si è macchiata le mani di sangue innocente.



La rabbia delle persone che rifiutano la violenza sugli animali è tanta, così come la voglia di risalire all’autore di questo fatto gravissimo. Voci di paese dicono che l’artefice sarebbe una donna, moglie di un ex militare, che avrebbe immesso nel cibo un prodotto per auto per causare la morte ai cani “colpevoli” di vagare vicino ai suoi campi.
Prima che lo faccia la Natura stessa, spero con tutto il cuore che l’assassina paghi davanti alle leggi umane per i suoi gesti immorali, che la sua identità venga presto svelata e che sia denunciata per maltrattamento e uccisione di animali facendo valere e applicando le leggi vigenti in materia di maltrattamenti.
Cosa possiamo fare noi, nel concreto, per essere presenti in questa triste vicenda?
► E’ possibile diffondere la notizia di questa strage, portandola all’attenzione di quante più persone conosciamo.
► Si può inviare un contributo economico (cliccando QUI) ai volontari e alle volontarie del posto affinché abbiano disponibilità economica per accudire i randagi, intervenire per le emergenze e portare avanti qualsiasi tipo di iniziativa per difendere gli animali, anche in sede legale.
► Inviare una email al Sindaco di Montesarchio (BN) affinché si interessi – cosa che un sindaco già dovrebbe fare – di questa vergognosa realtà accaduta nel comune dove svolge la sua funzione pubblica.
Questo è il testo che ho inviato personalmente al Sindaco Francesco Damiano.
Potete copiarlo e inviarlo a vostra volta all’indirizzo:
protocollo@pec.comune.montesarchio.bn.it (solo con indirizzo email di posta certificata)
oppure a montesarchio.stampa@libero.it (con qualsiasi indirizzo email)
Gentile Sindaco Francesco Damiano,
Gentile Comune di Montesarchio.
Ho appreso la notizia di una strage di cani avvenuta all’interno della vostra area di competenza.
Dal mese di aprile ad oggi sono stati uccisi dei cani mediante avvelenamento, una pratica vergognosa
che ancora viene messa in atto da persone senza scrupoli che dovrebbero finire nelle mani della giustizia.
Con la presente email sono qui a condannare moralmente questi atti incivili che in una società
che ha rispetto della vita non avrebbero mai avuto luogo. Sono qui inoltre a chiedervi di intervenire in modo celere
affinché quanto accaduto non si manifesti nuovamente, unendo le forze con le associazioni che sono intervenute.
Sarà mia premura diffondere questa notizia a livello nazionale affinché tutti e tutte sappiano cosa è successo.
Concludo il messaggio a Voi rivolto esternando enorme dispiacere e turbamento nel sapere che durante la manifestazione pubblica svoltasi sabato 22 maggio 2021 proprio in merito a questi decessi, la Sua figura sembrerebbe non esser stata presente. Un Sindaco rispettabile ha a cuore tutte esistenze che popolano il Suo Comune, incluse quelle a quattro zampe.
Distinti Saluti.
Nome, Cognome, Città
Grazie a tutte le persone che decideranno di attivarsi, e a tutte le persone di Montesarchio che si sono già attivate per stare dalla parte degli animali.
Carmen Luciano
°°|BREAKING NEWS| Chiude l’Allevamento “Etico” LatteAmore°°
Car* followers vi informo di una notizia importantissima pubblicata da poco.
Chiude l’allevamento “etico” LatteAmore che da qualche tempo si professava di fornire ai clienti formaggi realizzati con il latte di mammiferi “trattati bene”. Il comunicato è stato pubblicato sia sulla pagina facebook dell’azienda (QUI), sia su quella della Rete dei Santuari di Animali Liberi. Vi chiederete magari, come mi sono chiesta anche io, come mai un comunicato anche su quest’ultima pagina. Ebbene, la situazione sembra essere drammatica, e per questo gli/le attivist* antispecist* hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte, pur di salvare i tantissimi animali.

“BREKING: COMUNICATO IMPORTANTE SU “LATTEAMORE”!
𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒗𝒊 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒊𝒑𝒂𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒔𝒊, 𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒑𝒐𝒔𝒕 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒐𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒇𝒓𝒆𝒒𝒖𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒐𝒔𝒊 𝒄𝒂𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒎𝒆𝒓𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂.
𝑶𝒈𝒈𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊.
𝑰𝒍 𝒄𝒂𝒔𝒐 ❞𝑳𝒂𝒕𝒕𝒆𝑨𝒎𝒐𝒓𝒆❞
Molti di voi sicuramente già conoscono la realtà di cui parleremo oggi. Si tratta di Latteamore e Oasi Leonardo.
Due realtà che hanno, negli ultimi anni, raccontato di “allevamento etico”.
Bene, Latteamore e Oasi Leonardo chiudono.
Solo una volontaria, con pochissimi mezzi, rimasta ad occuparsi degli animali.
Sono quasi 500 lasciati in condizioni di estrema necessità.
E senza fondi adeguati per una gestione corretta.
La Rete dei Santuari di Animali Liberi è stata contattata per cercare di portare in salvo gli animali.
Altri, chiamati prima di noi, hanno rinunciato.
Non nascondiamo che pure noi avremmo voluto girarci dall’altra parte, in questa circostanza.
O scappare lontano.
Ma non l’abbiamo fatto.
Dopo lo sconforto iniziale, abbiamo trovato la forza e la determinazione necessarie per imbarcarci in un così folle programma di svuotamento.
Prima che venissero prese altre misure drastiche o attuati interventi diversi da istituzioni e magistratura.
Già le prime pecore e capre sono partite per le nuove case.
Dove vivranno libere per sempre.
Senza dover produrre alcunché.
CERCHIAMO: rifugi, privati, fattorie, oasi, disponibili ad accogliere capre, pecore, maiali, mucche e tori.
Serve codice stalla.
E’ una corsa contro il tempo.
Per salvare quasi 500 vite.
Si tratta di un’operazione senza precedenti.
Per questo abbiamo bisogno di tutti voi.
Ogni posticino libero sarà una vita salvata.
Ancora di più, questa occasione fa tacere ogni dubbio.
Se mai ve ne fosse stato bisogno.
L’allevamento etico e responsabile non esistono.
Latte e formaggio fanno parte della filiera della carne. Indissolubilmente legati ad essa.
Sottoprodotti.
Non si può né si deve produrre nulla dagli animali.
Grazie alla collaborazione di una veterinaria attivista che abbiamo coinvolto, si sta provvedendo a castrare tutti i maschi delle diverse specie.
Attualmente sono interi.
In quanto avrebbero dovuto essere utilizzati con finalità riproduttive.
Gli ultimi piccoli, figli di questa sciagurata gestione, stanno nascendo o sono da poco nati. Poi, sarà tutto finito.
Per favore, aiutaci a dare loro un futuro come individui.
Per favore aiutarci a trovar loro una casa dove non vengano più sfruttati in alcun modo e passano semplicemente vivere felici.
Contattaci per proposte di adozione alla mail della Rete
info@animaliliberi.org
𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞: i Santuari della Rete che si occupano di questo caso sono: VitadaCani – Ippoasi – La Tana del Bianconiglio.
Per favore fate riferimento a questi nostri rifugi se decidete di contattare direttamente per offrire possibilità di adozione”

Chiudo questa notizia invitando tutte le persone che la leggeranno a non finanziare nessun tipo di allevamento, etico o non etico che sia. Allevare vuol dire far nascere con uno scopo ben preciso, e gli animali non devono esistere per essere d’utilità economica per la nostra specie. Sono convinta che riusciremo (spero presto) a imparare a vivere senza vedere nelle altre creature qualcuno da cui attingere qualcosa.
Carmen
°°Terza Udienza del Processo Penale “Vegano Stammi Lontano”: ascoltato il Fondatore°°
Martedì 11 Maggio 2021.
Stamattina presso il tribunale di Arezzo si è tenuta la terza udienza del processo penale che vede indagato Andrea Moscati, fondatore della pagina “VEGANO STAMMI LONTANO” sul social network Facebook.
Come avrete appreso attraverso il mio articolo dedicato, la prima udienza si era tenuta il 5 marzo 2019, mentre la seconda – durante la quale sono stata ascoltata assieme alla mia testimone Claudia Corsini – ha avuto luogo il 12 novembre dello stesso anno.

Dopo oltre 15 mesi di attesa (causa slittamento da sciopero degli avvocati tenutosi il 28 gennaio 2020),
la terza udienza si è svolta nella giornata odierna.
Essendo il processo in questione a porte aperte, con il presente articolo intendo mettere al corrente di quanto accaduto all’interno dell’aula voi followers e le persone che da 4 anni mi sostengono.
L’udienza è iniziata intorno alle 10:00.
Presenti in aula davanti al Giudice Mantellassi io, il mio avvocato difensore, quello della controparte e l’imputato Andrea Moscati. Quest’ultimo è stato ascoltato dal giudice e dai suoi collaboratori su quanto aveva da dire in risposta alle domande presentate dal suo stesso difensore. L’udienza di oggi era proprio incentrata su questo: ascolto dell’imputato e riproduzione prove digitali.
Dalle esternazioni di Moscati, registrate, fra altre cose è emerso che egli sarebbe il fondatore della pagina facebook Vegano Stammi Lontano, che avrebbe aperto nel mese di novembre dell’anno 2010. La scelta di aprire una pagina sarebbe scaturita dal venir spesso punzecchiato da un’amica vegana. Tale pagina, che oggi conta circa 150.000 followers «anche famosi» a detta di Moscati, nel corso degli anni sarebbe stata gestita da un totale di 30 persone. Di queste, circa 17 ne sarebbero state all’amministrazione (admin o editors) nel 2017, anno in cui è comparso un post divenuto oggetto della mia querela per diffamazione, costata a Moscati il rinvio a giudizio. Sulla pagina Vegano Stammi Lontano nel 2017 infatti comparve un video intitolato “Sbarella Fa Schifo”, caricato su YouTube dal profilo Famiglia Onnivora, assieme ad un dossier sulla mia persona. Il video, oggi visionato dal Giudice Mantellassi in aula, mostrava un uomo a volto scoperto che esternava espressioni di disprezzo nei miei confronti. «Sei una poveraccia», «ti smerderemo perbenino», «ti demoliremo»: queste sono solo alcune delle frasi oltraggiose nei miei confronti, accompagnate da mie foto in primo piano e a figura intera, ed il tutto montato su una canzone di derisione con base “L’Isola Che Non C’è” di Edoardo Bennato. Moscati ha riferito di aver intravisto tale contenuto linkato sulla sua pagina (rimasto su Vegano Stammi Lontano per diverse settimane, n.d.r), che egli non è l’artefice di tale video e che al contrario lo sarebbe un certo Piscopo. L’uomo del video, dall’accento campano, sarebbe poi – a sua detta – stato allontanato dalla pagina.
Interessante questo dettaglio circa l’identità di tale persona.
Oltre al video di scherno «di tale Piscopo» è stato riprodotto in aula quello andato in onda in diretta sulla pagina fondata da Moscati in data 12 aprile 2017, divenuto anch’esso materiale della mia querela.
Nel video (che io sappia ancora disponibile sulla pagina) Moscati è assieme a un uomo. Si sentono, fuori dalle riprese, la voce di una donna che filma e di un altro uomo ancora. La diretta video fu fatta davanti alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere in Via Santa Maria a Pisa, facoltà che frequentavo già all’epoca dei fatti come studentessa di inglese e di francese. Location non casuale, come penso nemmeno l’esternazione «dopo andiamo a lezione di francese». Nel video si sentono Moscati e l’altro uomo dire che erano a Pisa, proprio lì, per intervenire e rapire un cinghiale impagliato, perché «come al solito una blogger si era svegliata male, col piede storto» e aveva scritto un articolo poco gradevole sul locale che lo esponeva fuori. Ciò si riferiva al mio intervento avvenuto quello specifico anno. Scrissi un articolo per denunciare pubblicamente la detenzione dell’animale impagliato che veniva vestito in modo sempre diverso. Ancora oggi, come all’epoca, credo fermamente che gli animali non debbano essere uccisi, figuriamoci di diventare fantocci da mettere alla mercé di clienti e passanti.
Riguardo a questo fatto, Moscati ha riferito che il locale, l’Antica Bottega di Pisa, avrebbe sporto denuncia.
Personalmente non mi è mai giunto nulla, segno che – se fosse stata avviata contro di me – deve essere caduta giustamente in qualche dimenticatoio legale.

Dalle affermazioni di Moscati è emerso inoltre che sarebbe stato vittima di un blitz notturno messo in atto da un gruppo di animalisti nel 2015, denunciato ma evidentemente finito anche questo nel dimenticatoio, e che negli anni avrebbe ricevuto molti messaggi poco piacevoli.
A fine testimonianza qualcuno in aula ha parlato di “guerra tra fazioni opposte“.
Il Giudice Mantellassi ha fissato la quarta udienza per il giorno 7 settembre 2021. Servirà per ascoltare i 4 testimoni indicati da Moscati. Per la fine del processo penale potrebbero essere necessarie forse altre 2 udienze.
Confido nella decisione del Giudice e confido nella condanna di chi ha arrecato danno alla mia persona.
Altresì, ritengo che una pagina con questo slogan come titolo, quello che una persona vegan debba stare lontano, sia una realtà discriminatoria. Il veganismo è un’ideologia basata su uno stile di vita che non prevede la mancanza di rispetto per animali e natura, e non deve più essere oggetto di ironia, sarcasmo, battute di pessimo gusto.
Forse è il caso che le persone che lo hanno abbracciato come me come modus vivendi inizino a farsi valere.
Trovo ripugnante (come scrivo spesso sul mio blog) la derisione degli animali tirati in ballo con la loro vita, e purtroppo i social ne sono pieni. Per questo è necessario intervenire.

Chi sentisse propria questa “battaglia” legale e volesse sostenermi in questa causa può unirsi alla raccolta fondi per le spese processuali cliccando QUI.
Al prossimo articolo.
Carmen











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