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°°[Ricetta] Biscotti Vegan Semplici al Cocco o alla Cannella°°

Da qualche settimana sto cercando di preparare in casa più alimenti possibile evitando di acquistarne di preconfezionati al supermercato. Una scelta voluta sia per motivi di freschezza dell’alimento, sia per motivo ecologico: quanti rifiuti generiamo fra pacchetti, pellicole, scatole e confezioni?
I protagonisti principali di questi giorni sono stati sicuramente i biscotti, ottimi sia a colazione che a merenda. Impastando 10 minuti e cuocendoli 15 in forno, nel giro di mezz’ora si possono sfornare gustosi dolci da mangiare subito o da conservare in un contenitore e consumarli in seguito.

Ne ho preparati un centinaio, circa 25 unità al giorno, nella versione al cocco e alla cannella.

In tanti mi avete chiesto la ricetta e quindi eccola qui per voi! 🙂

Biscotti al Cocco

Ingredienti

• 100 g di farina di grano tenero

• 50 g di cocco in scaglie

• 50 g di olio di semi di girasole

• 60 g di sciroppo d’agave

• 30 g di bevanda vegetale  (soia/riso)

• 1 pizzico di vaniglia in polvere

• 1 cucchiaio di fecola di patate

• 1/2 cucchiaino di cremor tartaro  


Procedimento

In un contenitore versate tutti gli ingredienti secchi: la farina, il cocco in scaglie, il pizzico di vaniglia e il lievito alimentare in polvere (cremor tartaro). Mescolate bene con una frusta da cucina. In un altro recipiente mettete invece gli ingredienti liquidi: l’olio di semi di girasole, lo sciroppo d’agave e la bevanda vegetale a vostra scelta. Mescolate bene anche questi ingredienti. Versate il composto liquido nel contenitore con la farina e mescolate bene. Impastate poi con le mani il panetto che andrà formadosi. Su una teglia con carta da forno disponete i vostri biscotti uno accanto all’altro staccando piccole quantità d’impasto e formando con le mani delle piccole sfere. Infornate a 180° per circa 13-15 minuti. 

Ed ecco pronti i vostri biscotti al cocco! 🙂
Versione alla cannella (gustosissimi!) da accompagnare magari a un buon thé.

Ingredienti:

• 150 g di farina di grano tenero

• 1 cucchiaino raso di cannella in polvere

• 1 cucchiaio di fecola di patate 

• 1/2 cucchiaino di lievito in polvere

• un pizzico di vaniglia in polvere

• 50 g di olio di semi di girasole

• 60 g di sciroppo d’agave

• 30 g di bevanda vegetale riso o soia 

Seguite lo stesso procedimento indicato per i biscotti al cocco. Il risultato è come questo in foto.

E per gli amanti degli alimenti genuini, c’è la possibilità di preparare i biscotti con farina di grani antichi macinati a pietra, come questa che ho trovato io al mercato. I biscotti risulteranno molto fragranti e leggeri. Da provare! 😉


E buon appetito! 🙂

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°° Lettera Aperta a COOP ITALIA – Vergognosa Campagna sul Benessere Animale°°

Coop Italia, una delle catene di supermercati più diffuse nel nostro Paese, ha da poco lanciato una campagna denominata “Alleviamo la Salute” in riferimento alla vendita di animali e prodotti di derivazione dei loro organismi.
La cooperativa, come esternato sui propri siti internet, sarebbe interessata al sensibilizzare i cittadini sull’importante tema inerente alla salute degli animali allevati e a quella degli umani che ne consumano i resti.
Dopo l’allarme lanciato da svariati organismi internazionali e autorità nazionali sui rischi dell’antibiotico resistenza (somministrato negli allevamenti), Coop avrebbe deciso di impegnarsi nel ridurre la quantità di antibiotici riservati agli animali che finiscono nei reparti macelleria e gastronomia dei loro punti vendita. Per il bene della salute pubblica e anche, a loro detta, di quella degli animali.
Perché un animale in salute, è cibo salutare.
Via libera dunque, da novembre, a visite negli allevamenti dei fornitori Coop. Gite fuori porta per vedere con i propri occhi le future bistecche, i futuri petti e le future cosce ancora nel loro stadio iniziale.
Animali ben diversi da quelli graziosamente disegnati sui manifesti della campagna stessa.

 

coop_fattoria

Gli animali della campagna “Alleviamo la Salute” di Coop Italia

Visto e considerato quanto scritto sopra, dal momento che per indole trovo si doveroso dare voce a chi non viene consultato (in questo caso gli animali), eccomi qui a difenderli in una lettera aperta che indirizzo a Coop Italia, ma la cui lettura potrebbe essere utile a qualsiasi altra catena che alleva, fa uccidere e vende esseri senzienti.

Gentile Coop Italia,
forse sbaglio dal principio ad appellarvi così, avvalendomi dell’uso dell’aggettivo “gentile”. La gentilezza va di pari passo con la premura, l’affetto, la bontà, l’esser caritatevoli e tanti altri aspetti collegabili a modi positivi e carini dell’animo umano.
Dal momento che quanto elencato a parer mio non rientra nel vostro modus operandi nei confronti degli animali, lo vedremo qui di seguito, rettifico.
Coop Italia,
se spendo un’ora del mio tempo per scrivervi questo messaggio pubblico è perché ne vale la pena. Non certamente per dare importanza a voi, ma per dare voce a chi non ha voce. Vale la pena difendere le esistenze che in questo momento sono confinate dentro delle prigioni comunemente (o follemente) chiamate “allevamenti”, o peggio ancora, in fila in attesa di morire al mattatoio. Oppure stipate su dei tir “live stock” vicine vicine le une alle altre, ignare (forse) di cosa accadrà loro. Dico forse perché è da menti limitate credere che gli animali abbiano limiti mentali nel realizzare ciò che accade intorno a loro. E io sono convinta che capiscano perfettamente la situazione che vivono.
Se per quest’ultimi, negli anni, non è mai mancato il danno (ossia quello di essere oggetto del vostro commercio) adesso arriva anche la beffa.
La campagna “Alleviamo la Salute“, a mio avviso, lo è.
Un’enorme beffa nei confronti di esseri capaci di provare sentimenti, come voi.
Si sarebbe dovuta chiamare “Alleviamo Schiavi Dando Loro Meno Antibiotici“, la campagna, ma evidentemente il titolo sarebbe stato troppo veritiero e poco utopistico. Guai a dire le cose oggettivamente, le coscienze assopite potrebbero risvegliarsi.
Non fraintendetemi.
E’ lodevole da parte vostra interessarvi della salute delle persone che riempiono economicamente le vostre casse e le vostre tasche, ma che si abbia almeno la decenza di non mettere in secondo piano il reale oggetto della questione: gli animali.
Voi, grazie ai fornitori (o meglio definirli schiavisti?) allevate gli animali, non la salute.
Non è la salute, astratta e immateriale, a giacere tra il metallo di una gabbia. Non è la salute, invisibile agli occhi, a vedere il suo organismo fatto a pezzi in un mattatoio.
Sono i maiali, le galline, i tacchini, le vacche, i vitelli ad esserlo. Non la salute.
Animali composti da ossa, tessuto muscolare, vene, sangue, organi, occhi, pelle, peli e non certamente fatti di delicato cartoncino come quelli raffigurati nella locandina della vostra campagna.
E’ così difficile mostrare la realtà? Perché spendere soldi pagando grafici pubblicitari per la realizzazione di raffigurazioni stereotipate da diffondere su supporto cartaceo o digitale quando si possono fotografare i veri protagonisti non consenzienti di questo dramma?
Recandosi sugli svariati vostri siti è possibile leggere che a partire dal mese di novembre verranno organizzate visite agli allevamenti di proprietà dei vostri fornitori.
Verranno forse organizzate visite anche ai mattatoi, fase finale della catena di smontaggio animale? Domanda retorica, ovviamente.

Quanto è facile mostrare gli animali vivi, o gli animali già resi alimento, e quanto è arduo rendere i clienti partecipi del processo intermedio fra animale vivo e corpo privato della sua vita.
Una citazione rivela che “se i mattatoi avessero le pareti di vetro, saremmo tutti vegetariani”. Domandiamoci perché.
Anzi, lo domando: perché? Perché saremmo tutti (o almeno, i più) vegetariani se potessimo assistere alla cruenta scena dello smembramento di un corpo? Perché ci porterebbe, tale visione, al rifiutarci di ingurgitare il risultato di quell’infame lavoro portato a termine su un organismo che sarebbe scappato via, se avesse potuto, per continuare a vivere?
Sarà forse per gli strilli, i versi di dolore che si possono udire?
Sarà forse per l’odore dell’urina che sgorga senza limite da chi trema di paura?
Sarà invece per via dell’acre olezzo di sangue che proviene dai corpi già aperti?
Perché proviamo ripugnanza davanti a tutto ciò?

Personalmente, credo che la risposta sia semplice ed evidente: non siamo fatti per uccidere. Non siamo fatti per uccidere e non è nella nostra natura farlo.
Gli esseri quali siamo sono dotati di intelletto, coscienza, raziocinio e soprattutto di libero arbitrio. Ciò che ci contraddistingue dal resto degli animali è il privilegio di poter scegliere e di scindere il bene dal male. Scegliere di mettere da parte la ragione per essere sopraffatti dall’istinto capace di generare aspetti negativi di noi (arroganza, violenza, sopraffazione, egoismo, crudeltà..) ci rende addirittura inferiori agli animali che taluni credono inferiori. Se gli animali predatori uccidono per sopravvivere, aiutando l’ambiente nel contenere il numero di prede, noi arriviamo a farlo per ragioni dalla dubbia utilità.

Col vostro permesso (ma va bene anche senza), vi informo che a parer mio state sostenendo un massacro di innocenti non indifferente. Non è esagerata la definizione data da terzi di “olocausto animale”. Anzi, la ritengo pertinente, con la sola eccezione di un particolare da non sottovalutare: gli umani uccisi durante l’olocausto non sono mai finiti nel piatto dei loro aguzzini.

Più che la salute, dovreste allevare la sensibilità in primis in voi stessi, e in secondo luogo per i vostri clienti. L’industria della disfatta animale è una delle principali cause dell’inquinamento mondiale. Non è fantasia vedere in essa la causa del dislivello sociale e della mal distribuzione di alimenti fra tutti gli umani esistenti. Che dire poi della natura? State facendo nascere più animali di quanto la natura sarebbe capace di ospitare. Non è forse irriverente, da parte vostra e di chi ne consuma i resti, andare contro il pianeta di cui non siamo proprietari?
Che aggiungere infine sugli animali stessi?
Credo che nessuno, e dico nessuno, abbia il diritto di obbligare una vita a nascere spronandola, anche con l’ausilio di antibiotici, a crescere per cedere presto l’unica cosa veramente di suo possesso al mondo: il suo corpo.
Che ciascuno tenga il suo, e ne abbia cura e rispetto, e lasci quello altrui illeso e intatto.

Concludo questo messaggio con l’invito a riflettere su quanto scritto e pubblicato, non senza informarvi che sarà mia premura restituire la tessera socio Coop in mio possesso.
Adoro pensare che oltre all’interesse economico alberghino sentimenti veri all’interno dei vostri cuori.

 

Carmen

°° Lamazuna: Cosmetici Vegan Made in France Zero Waste °°

Siete pronti ad immergervi in un mondo profumato fatto di cosmetici freschi, non testati su animali e amici dell’ambiente?
Sta per arrivare in Italia LAMAZUNA, un nuovo marchio di cosmesi rivoluzionario.

 

lamazuna prodotti.jpg

Fatti a mano in Francia, i prodotti Lamazuna (che in georgiano significa “bambina graziosa“) profumano di ingredienti buoni. Oltre ad essere cruelty free, sono amici dell’ambiente poiché non sono contenuti in nessun contenitore plastico: il packaging è in cartoncino riciclato oppure in legno.

In esclusiva per voi lettori e lettrici di Think Green Live Vegan Love Animals ed in collaborazione con Pompea Gualano – Iwy Ethical Communication and PR, eccovi in anteprima alcuni dei prodotti Lamazuna che potrete trovare al Sana di Bologna che si terrà nel mese di Settembre 2017.
Provati e recensiti per voi ❤
Buona lettura!

 


Quando ho ricevuto il pacco pieno di prodotti da recensire (in una scatola di cartone riciclata, in piena filosofia zero waste!) è stato possibile sentire il profumo dei cosmetici già dall’esterno.
Una volta aperto mi sono ritrovata ad ammirare tante scatole e scatoline dai colori sgargianti. Lamazuna mette allegria già dal packaging!
Il contenuto era a dir poco elettrizzante: spazzolino da denti ecologico, dentifrici a forma di lecca-lecca, shampoo & deodorante solido, spugna konjac e salviettine struccanti riutilizzabili centinaia di volte.
Sono corsa a provarli ed ecco quale opinione mi sono fatta di questi prodotti che presto arriveranno in Italia.

lamazuna dentifrici.jpg

I dentifrici solidi sono i primi ad esser stati provati.
Prodotto in formato solido dal design geometrico posto sopra una palettina di legno che richiama tanto alla mente i gelati. Zero traccia di tubetti di plastica da smaltire.
Assolutamente particolari e unici.
Cannella, Menta, Salvia & Limone.. tanti gusti per accontentare proprio tutti.

Ho testato subito il dentifricio al Limone utilizzando in abbinato lo spazzolino Lamazuna. Dopo aver bagnato le setole ho provveduto a strofinarle sul dentifricio. Con una quantità minima di prodotto è stato possibile ricreare una ricca schiuma capace di pulire a fondo i denti, lasciando in bocca un aroma gradevole.

L’idea che mi sono fatta del dentifricio? Geniale!
Per chi viaggia in aereo non sarà più un problema, dal momento che essendo solido non ha limitazioni per esser portato con sé nel bagaglio a mano.

lamazuna spazzolino dentifricio prova

Che dire poi dello spazzolino?
Già da anni uso quelli in bamboo ecologici e compostabili, ma questo Lamazuna li batte in ecologia. Dal momento che la testina è intercambiabile, il manico in bioplastica (realizzato col 70% di derivati di olio di ricino) può essere utilizzato all’infinito!
Il manico è disponibile in 5 colorazioni diverse mentre le testine intercambiabili sono o medie oppure morbide.
Un’idea ecologicamente fantastica che mi è piaciuta moltissimo.

lamazuna spazzolino da denti.jpg

 

Il terzo elemento provato dei prodotti ricevuti è stato il dischetto struccante ecologico Lamazuna. Contenute in una scatolina di legno decorata, con all’interno un sacchetto in cotone biologico indicato per i lavaggi in lavatrice, le salviettine in microfibra riescono a togliere ogni traccia di trucco dalla pelle semplicemente con acqua.

lamazuna spugnette struccante.jpg

lamazuna dischetto struccante prova

Basta passare qualche istante la salviettina sotto al getto d’acqua fresca, o tiepida, e poi appoggiarla per qualche minuto sulla pelle. Con movimenti circolari si può togliere ogni traccia di trucco. Per quello waterproof, basta unire una goccia di latte detergente e il gioco è fatto.
Ho utilizzato la salvietta ecologica per rimuovere un trucco naturale color verde cangiante, matita nera e mascara.
Con il solo ausilio dell’acqua ho rimosso il make up ritrovandomi la pelle perfettamente pulita.

lamazuna dischetto struccante.jpg
Le tracce di trucco dalle salviette si possono togliere lavandole con sapone neutro a mano oppure in lavatrice (nell’apposito sacchetto in dotazione).
Una volta asciutte, le salviette si possono utilizzare e riutilizzare tantissime volte!
Secondo Lamazuna, il numero di utilizzi ammonta a 300! Non è fantastico??.

 

Dopo aver provato dentifricio e le salviettine struccanti ecologiche mi sono dedicata a gli altri prodotti solidi Lamazuna: deodorante e shampoo.

lamazuna deodorante solido shampoo solido.jpg

A destra: deodorante solido. A sinistra: shampoo solido capelli normali

Il deodorante è molto piacevole al tatto ed ha una profumazione gradevolissima.
Basta bagnarlo leggermente con dell’acqua corrente e passarlo sulla pelle sotto le braccia per far agire le sue proprietà antibatteriche e deodoranti.
L’applicazione si asciuga in modo rapido. E’ delicato e al contempo efficace.
Mi è piaciuto molto!

lamazuna deodorante shampoo solidi.jpg

Gli shampoo solidi che ho ricevuto (li vedete in foto) sono entrambi per capelli normali, ma Lamazuna dispone anche di varianti per capelli grassi e per capelli secchi.
Quello verde contiene olio essenziale di pino silvestre, mentre quello arancione contiene arancio, cannella e anice stellato.
Tra gli ingredienti sono presenti molti di origine biologica. Le materie prime utilizzate sono di origine vegetale.

Ho provato lo shampoo solido arancio per un lavaggio dei capelli.
Prima dell’utilizzo era tempestato di glitter dorati ❤
Premettendo che ho una chioma molto folta, sono felice di informarvi che ho trovato il prodotto efficace e in grado di detergere bene.
Lascia i capelli morbidi e facilmente pettinabili.
Il profumo poi è spettacolare: l’aria si riempie di una nuvola di cannella.
Il vostro bagno dal tanto aroma farà concorrenza ad una sala da thé francese!

lamazuna shampoo solido.jpg

Nel pacchetto ho trovato anche una spugna konjac, ideale per esfoliare la pelle del corpo e del viso, e un Oriculi.

lamazuna spugna konjac.jpg

L’Oriculi (nome inventato  depositato da Lamazuna) è uno strumento in bamboo che sostituisce a vita il cotton fioc per la pulizia delle orecchie.
Ne uso da anni uno in versione metallica, ma questo di Lamazuna andrà a rimpiazzare quello usato fino ad oggi.
Sicuramente più delicato e morbido, Oriculi grazie alla parte arcuata posta all’estremità permette di asportare come una palettina il cerume in eccesso.
A differenza del cotton fioc, che “spalma” il cerume all’interno della cavità auricolare, Oriculi lo rimuove in modo efficace.
Utilizzandolo una o due volte alla settimana avrete delle orecchie pulitissime e senza generare rifiuti su rifiuti!

lamazuna oriculi.jpg

 

I prodotti Lamazuna sono novità vegane ed ecologiche valide capaci di conquistare persone di ogni età.
Visitate il sito www.lamazuna.com e scoprite tutta la linea completa per coccolare il vostro corpo avendo a cuore la vita degli animali e la salute del pianeta.
Si possono acquistare anche su macrolibrarsi.it !

 

Alla prossima recensione!

– Carmen 

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