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°° Rete Santuari Animali Liberi Contro le Speculazioni di VeganOk e Partito Animalista °°

Tempi duri per gli animali e per chi vuole difenderli e dare loro diritti senza alcun secondo fine.

Di recente infatti il movimento animalista, mosso inizialmente da empatia e rispetto nei confronti di chi viene calpestato, oppresso e soppresso in nome dell’industria, si è inquinato con due realtà ambigue da cui personalmente prendo le distanze: VeganOk e il Partito Animalista.

Iniziamo da VEGANOK.
Veganok, realtà con annesso logo, da fin troppo tempo professa che il proprio bollino sia una “certificazione” per aziende, locali e ristoranti. Dice di essere il più diffuso standard etico al mondo con decine di migliaia di prodotti e servizi certificati sia in Italia che all’estero, e che sia presente alle più importanti ed autorevoli fiere del settore naturale garantendo al consumatore l’assenza di parti di origine animale in ogni genere di prodotto.
In realtà le cose non starebbero proprio così.
Innanzitutto, come si può dedurre leggendo sul loro sito internet (clicca QUI), non viene fatto alcun controllo negli stabilimenti delle aziende che richiedono il logo né nei laboratori dove i prodotti vengono testati per verificare l’assenza di test su animali.
In poche parole, VEGANOK sarebbe un mero logo concesso alle aziende, ovviamente attraverso pagamento, che si assumono tutte le responsabilità sull’auto-dichiarare vegan i loro prodotti. Quanto costa (non chiamiamola CERTIFICAZIONE!) utilizzare il logo VeganOk? Le cifre si aggirerebbero intorno ai 500-1000 euro annui più percentuale sul fatturato (fonte: L’Espresso Repubblica – “Vita Da Vegani, un BUSINESS Sempre Più Ricco)
Un bel gruzzoletto alla faccia degli animali e dei vegani per etica, se si pensa che il logo viene “concesso” anche a chi vende fagioli in scatola, olive, verdura e cose risapute 100% vegetali già da decenni.
Che dire poi del detersivo per lavare capi in LANA e Cashmere con il logo VeganOk?
La lana i vegani non la indossano.
Coerenza e serietà, queste sconosciute.

verdura veganok

Verdura VeganOk? Concimata con concime vegetale???

Le aziende che si sono lasciate convincere da questo “green” business purtroppo sono sempre più numerose. Tutte le volte che ne ho l’occasione ricordo a chi ha deciso di finanziare VeganOk che di certificazioni serie e vere ne esistono già da tempo:
Vegan di Vegan Society per gli ingredienti vegetali
– Icea per Lav per il cruelty free 
da preferire assolutamente.
VeganOk dunque sembrerebbe copiare le idee altrui avviandone di simili e gridando alla novità. Per chi se lo fosse dimenticato, o perso nel tempo, ricordo che VeganOk ha dato non pochi problemi ad attivisti animalisti che si sono permessi di dubitare (come non farlo?) dell’etica della sua impresa emergente. Eccovi qualche link di AgireOra, realtà che stimo e sostengo seguita da Marina Berati.

Promiseland contro volontari animalisti (10/08/2011)
Sauro Martella: causa penale contro i volontari animalisti (11/12/2012)
Violenti attacchi di Sauro Martella ai volontari animalisti (01/02/2012)
Nuovi attacchi da Sauro Martella (VeganOK/Promiseland) (28/11/2013)

Se non bastasse questo, VeganOk ha di recente messo le mani sui rifugi di animali salvati dalla macellazione. Ma ne parleremo tra poco.

La seconda realtà ambigua nel bersaglio è il Partito Animalista con a capo Silvio Berlusconi. Ma tu guarda il caso. Chissà perché l’imprenditore Silvio ha puntato sugli animalisti. Sarà forse per i voti? Ma no, suvvia, lasciamo il beneficio del dubbio.
Nel frattempo che dubitiamo però, sarebbe stato visto intento a gustarsi taglieri di affettati (l’albero degli affettati.. tutti lo abbiamo in giardino, no?) e si vocifera addirittura della sua presenza tra gli azionisti di Molmed, realtà crudele per gli animali per quanto riguarda la sperimentazione.

Contro l’ambiguità di queste due tristissime realtà che si sono affacciate sul mondo animalista/vegan, si è schierata apertamente contro la RETE DEI SANTUARI DI ANIMALI LIBERI IN ITALIA, a cui oggi in questo articolo voglio dare spazio pubblicando il loro comunicato stampa datato 9 Giugno 2017.

Buona lettura.


 

COMUNICATO STAMPA RETE DEI SANTUARI DI ANIMALI LIBERI

I santuari sono sotto attacco politico ed economico

Sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto, ma non ci aspettavamo un così improvviso doppio colpo. Nelle ultime settimane infatti l’ambiente dei
Santuari di Animali Liberi in Italia è stato attaccato da forti interessamenti politici ed economici che mirano solo ad una manipolazione per fini ben differenti di quelli dei Santuari stessi.
Come Rete dei Santuari intendiamo denunciare fermamente tutto questo affinché risulti chiaro quali sono le nostre posizioni e quale pensiero veramente ci caratterizza e ci unisce.

La scorsa settimana con stupore e sconcerto abbiamo letto il comunicato relativo al lancio di una rete dei Rifugi di animali non umani salvati dallo sfruttamento, in seguito corretta in rete delle Oasi VeganOk.
Comunicato uscito giorni fa su Promiseland e altri siti.
Intendiamo criticare fortemente l’iniziativa presentata in quanto in modo non corretto e non veritiero il progetto viene definito come “la prima rete di Rifugi per animali non umani salvati dalla sfruttamento” mentre chi lancia lo stesso, come tutti gli addetti ai lavori e il pubblico, ben sa che dal 2010 è presente nel nostro Paese la Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia.
Nonostante le richieste di fare un passo indietro e rettificare, dall’altra parte sono state solo suggerite proposte ad oggi inaccettabili.
Si parla di collaborazione, ma come può proporre una collaborazione sincera e trasparente chi lancia un progetto senza essersi neppure premurato almeno di confrontarsi con chi da anni lavora sulle medesime tematiche con grande fatica e impegno?
Qual è la collaborazione che nasce sulla non chiarezza e sul non rispetto del lavoro altrui, se chi la propone entra a gamba tesa millantando e travolgendo l’altrui operato e senza approfondire dichiara di essere il primo a fare cose che l’evidenza mostra siano un percorso consolidato di altri?
La Rete dei Santuari è un network che riunisce 9 tra i più antichi e grandi Santuari in Italia.
Ha una rigorosa Carta dei valori che i progetti aderenti devono rispettare altrimenti non possono stare nella Rete stessa.
Principi fondamentali, antispecisti che devono essere la base di strutture di accoglienza di Animali non umani salvati dalla sfruttamento.
Il Rifugio partner scelto nell’operazione Oasi VeganOk ad oggi non ha dimostrato di rispettare tali requisiti.
Non vogliamo assolutamente entrare nel merito di ciò o criticare una struttura che come tutti i Santuari e tutti noi può solo migliorare, ma siamo costretti a dare corrette informazioni e dire che pensare che tale struttura, che ancora non ha risolto nodi importanti nella propria gestione, possa formare altri nuovi Santuari, non avendo essa stessa ben chiari alcuni punti fondamentali, ci pare un problema serio e preoccupante.
Tutti i punti lanciati dall’iniziativa sono già portati avanti da anni seriamente e con professionalità dalla Rete o da suoi aderenti.
Se l’intenzione di chi lancia il progetto è aiutare gli animali e i Santuari a crescere, bastava eventualmente mettersi in contatto con la Rete già esistente e verificare le necessità, offrire aiuto, chiedere pareri, illustrare il progetto.
Ma questa evidentemente non è l’intenzione. Si parla di unire le forze per intenti comuni e il nuovo progetto prevede di creare una seconda Rete che non farà altro che indebolire anziché unire e rafforzare. Ci chiediamo a quale scopo quindi.
La manovra prevede di creare una sorta di marchio che vada a definire i Rifugi di Animali Liberi, a bollarli, ad etichettarli e questo viene da chi nulla sa di Rifugi ma il suo mestiere è il marketing e la comunicazione.
Mai accetteremo che ciò avvenga.
I Santuari sono liberi e si autoregolamentano.
Non serve qualcuno di esterno che elargisca bollini, definizioni e standard.
Chi pensa di poter fare così deve sapere che mai permetteremo che sui Santuari venga apposto un logo.
La Rete è libera, i Santuari pure.
Nessuno ci mette un cappello. Sono i Santuari ad aver deciso di darsi delle regole e l’hanno fatto autonomamente senza che qualcuno da fuori decidesse i parametri e requisiti che possono solo essere attribuiti a logiche commerciali e di franchising. Anche perché come farebbe senza avere alcuna esperienza in tal senso?
E per concludere, un’ultima riflessione: ogni Rete o Consorzio che sia, sarà sempre un progetto di aggregazione di realtà già esistenti che vogliono unirsi per obiettivi comuni. Bene, ci chiediamo come faccia a nascere una Rete da un SOLO Rifugio e un ente commerciale?

Come se non bastasse nello stesso periodo prendeva forma anche il Movimento Animalista, nuovo partito creato e sostenuto da Michela Vittoria Brambilla e da Silvio Berlusconi.
Preferiremmo non parlarne ma non possiamo evitare di denunciare anche questo secondo tentativo di ingerenza nei Santuari, visto che recentemente c’è stata una puntata poco chiara della trasmissione di Rete4 con ospite proprio uno dei componenti della Rete.
Intendiamo come Rete prendere le distanze da tutto questo movimento, avendone bene intese le reali intenzioni. Una evidente strategia politica per cavalcare l’onda dell’”animalismo” in Italia e cercare in un modo o nell’altro di arrivare lassù, sulle comode e lussuose poltrone del Parlamento.
Quello che ci stupisce tantissimo è vedere il gran numero di persone che sono riusciti a reclutare sotto questa nuova bandiera, senza che qualcuna o qualcuno si accorga che di nuovo non ha un bel niente.
Senza che la gente si renda conto che un partito che arriva al potere decisionale non avrà solo modo di dire la propria sui “diritti animali”, ma anche su tutto il resto. Cosa diranno quindi tutti i nuovi seguaci quando, supponendo che si seguano veramente gli impegni presi sui diritti sopra menzionati, il nuovo partito si esprimerà a favore di leggi razziste e a tutela degli interessi economici dei potenti?
Cosa diranno quando il nuovo partito continuerà questa politica orientata sempre più sul terrore, sulla guerra e sulla svendita di tutto il patrimonio pubblico, giusto per citare solo alcune delle manovre più attuali?
Che almeno pensano agli animali?
E ancora. Si legge che Berlusconi non avrà voce in capitolo sul nuovo partito, che ne è solo un socio fondatore e che ci metterà i soldi.
Invitiamo chiunque a rileggere questa frase e a chiedersi se veramente ci si può credere oppure è un ragionamento puramente folle.
E sapere che queste parole sono uscite dalla bocca di un noto sedicente animalista, questo non fa altro che delineare un quadro alquanto allarmante sulla situazione italiana.

Riteniamo importantissimo prendere posizione in tutto questo. E come Rete intendiamo farlo.

Invitiamo tutte e tutti a riflettere su quanto sta accadendo e a non farsi prendere dagli ennesimi giochi politici ed economici.

Vigileremo affinché non vi siano intrusioni di questo genere nella Rete, ma ognuno di noi dovrà prendere una propria posizione affinché si possa veramente costruire insieme un futuro migliore per tutte e tutti, umani e non umani che siano.

Se questo non faremo, continueremo a vita a cercare di soffocare i sintomi di una società malata, senza mai avere il coraggio di alzare il nostro sguardo e capire che non vi sono lotte isolate, non vi sono analisi a settori a sé stanti. La lotta verso la liberazione è una sola e verso ogni forma di violenza e di prevaricazione.

I Santuari uniti nella vera Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia

Link: animaliliberi.org

 

– Carmen

 

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°° Lettera Aperta a Marina Ripa di Meana – Se Ami gli Animali non li Mangi °°

Poco fa, condiviso da più contatti di Facebook, ho avuto modo di vedere uno screenshot raffigurante un ritaglio di giornale in cui si intervistava la signora Marina Ripa di Meana.
L’intervista era incentrata sull’argomento Berlusconi, Michela Vittoria Brambilla e al loro nuovo “Partito Animalista”. La signora Marina, da quanto si può leggere qui sotto, sarebbe dispiaciuta nel non esser stata invitata a far parte del nuovo partito politico poiché negli anni avrebbe sempre difeso gli animali, fino a farsi cotonare i peli pubici per posare nuda per la campagna contro le pellicce di IFAW ( International Fund for Animal Welfare).

Ciò che mi ha lasciata perplessa è stata la sua risposta alla domanda “Lei mangia carne?”.
Marina non solo ha risposto che non può privarsi di carne, uova e pesce, ma che addirittura lei non è estremista e che i vegani proprio non li tollera.

marina ripa di meana.jpg
Dopo la lettera aperta a Virginia Raffaele, per difendere gli animali ma anche per uguaglianza e galanteria non potevo non dedicare un piccolo spazio del mio blog per due righe indirizzate alla signora.

La vogliamo smettere di accostare il termine VEGAN, nato nel 1944 da Donald Watson mentre il mondo intero si faceva guerra, con l’aggettivo “estremo“?
Vogliamo finirla una volta per tutte di offendere chi nella vita ha deciso di prendere le distanze dai massacri quotidiani di creature che vorrebbero esistere?

Cara Marina Ripa di Meana.
Lo dico spesso e penso di doverlo ancora ripetere perché evidentemente non è stato compreso il concetto: quando si dice “io amo gli animali“, quando si parla di “animali“, in questo termine si includono TUTTI gli animali.
Tutte le specie presenti sul pianeta: insetti, mammiferi, ovipari, volatili, squamati, bipedi, quadrupedi, animali che strisciano, animali enormi, animali microscopici. TUTTI.
Quando si parla di amore, si parla di rispetto, di cura, di protezione. Chi ama difende, protegge, dedica attenzioni, fa di tutto per provvedere al benessere dell’individuo che riceve quell’amore.
Quale tipo di protezione fai avere alle galline costrette a stare dentro gabbie piccole quanto fogli A4 perché devono deporre i loro ovuli non fecondati anche per te?

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Gallina “ovaiola” deceduta in un allevamento – foto AnimalEquality

In che modo difendi la vita degli animali acquatici se poi reputi i loro resti, privati dell’anima, indispensabili per la tua salute?
Come fai a dire di amare gli animali se poi in nome della tua salute non t’importa della loro? Costretti a nascere da madri violentate sessualmente (sì, la “fecondazione artificiale” deve esser vista per ciò che è, ossia VIOLENZA SESSUALE), costretti a diventare grossi e pesanti per raggiungere la stazza ideale per finire al macello.

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Marina, se tu adori all’inverosimile i carlini, sii coerente e afferma << io amo i cani >>.
Dillo apertamente quali sono le specie che per te meritano di esistere, ma non dire che ami “gli animali” perché chi li ama non li mangia.

Ci sono ormai tantissime ricerche scientifiche, dimostrazioni ed esperienze altrui che affermano che per la nostra salute non è necessario mangiare carcasse animali o i derivati del loro organismo. Cos’ha la tua salute di così diverso da quella degli altri?
Non mangiare carne, pesce e uova non è una privazione.
Si parla di privazione quando si nega ad una creatura il diritto di stare nel suo corpo.
Si parla di privazione quando si deruba una gallina dei suoi ovuli.
E’ privazione quando si vieta ad una vacca l’amore del proprio cucciolo perché pretendiamo il suo latte.
E’ privazione quando distruggiamo oltre 90 miliardi di corpi all’anno in nome del nostro egoismo.

Ti sei definita non estremista.
Vorresti dirmi che chi non mangia animali lo è?
Vorresti davvero dire che è un atto estremo smettere di finanziare allevamenti e macelli, che si ergono su schiavitù, abusi, violenze e morte?
Sono gli animali, quelli ad esser portati all’estremo delle loro possibilità fisiche.
Hai mai visto come vengono trattate le vacche dopo anni di parti e di prosciugamento delle ghiandole mammarie? Non riescono a stare in piedi, non ce la fanno ad andare sui camion che le porteranno al macello, e nel rimanere a terra qualcuno si accanisce contro di loro con scariche elettriche.
Trascinate, strattonate, spinte con la forza.
Ma cosa puoi mai saperne tu, Marina, che sei una femmina umana che ha vissuto e sta vivendo agiatamente la sua vita?

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Hai avuto il coraggio di dire, e di far riportare per scritto, che i vegani proprio non li tolleri.
Io che sono vegana dal 2011, e che ho smesso di mangiare animali nel 2002 quando avevo solo 12 anni, ti posso dire che se non sopporti le persone come me deve esserci qualcosa che non va con la tua coscienza.
Non sopporti chi si fa carico di diffondere il messaggio di rispetto nei confronti di coloro che non possono difendersi? Non tolleri chi ogni giorno promuove uno stile di vita capace di rispettare davvero l’esistenza di tutti?
Non tolleri che ci siano al mondo persone che la mattina si svegliano e fino a sera non oltraggiano le altre specie con la propria alimentazione e scelte di ogni ambito?
Anche tu non saresti stata tollerata se fossi nata qualche secolo fa in cui le donne dovevano stare zitte e obbedire. Hai avuto la fortuna di nascere in questo secolo. Perché andare contro chi sta cercando di renderlo positivo anche per chi purtroppo ancora non ha diritti?

Una vacca, un pesce, un gamberetto, un verme, una mosca (e potrei andare avanti elencandoli tutti) hanno lo stesso diritto di esistere dei tuoi adorati carlini.
Non esistono animali di serie A e animali di nessuna serie.
Esistono solo persone che devono spogliarsi di false convinzioni, di stereotipi e di pregiudizi.
Ti invito a farlo, per comprendere davvero.
Stavolta non avrai la necessità di farti cotonare nemmeno un pelo.

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_Carmen

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