Annunci

Archivi Blog

°°Pisa: Verso la Fine dello Sfruttamento dei Cavalli?°°

Recentemente alcuni esponenti delle associazioni animaliste presenti nel territorio pisano hanno avuto modo di esporre al Sindaco Michele Conti la propria idea circa la presenza in città delle carrozze turistiche trainate dai cavalli.


Parere contrario all’impiego di questi animali, costretti a trainare ciascuno una carrozza con a bordo turisti (ma anche italiani) che non si fanno problemi a gravare fisicamente sul corpo altrui.

Da quanto riportato dalle principali testate giornalistiche del luogo che hanno dato notizia dell’incontro con le associazioni, il Sindaco sembrerebbe essere favorevole alla fine dell’impiego dei cavalli.
Ma non solo: sarebbero favorevoli a cambiare tipologia di lavoro anche alcuni fiaccherai stessi, che da tempo hanno chiesto al Comune un cambio di licenza per guidare taxi.

Con la speranza che venga messo un punto definitivo a questo che a mio avviso è sfruttamento di una specie per business, continua la raccolta firme da me lanciata su Change.org: se non vi siete ancora uniti con la vostra firma, potete farlo cliccando qui.

Un grazie a chi ha firmato già la petizione e alle associazioni che si stanno interessando di questa delicata realtà.

Carmen.

Annunci

°° Woman Condition during Victorian Age & Animal Speciesism : due discriminazioni parallele nella Storia °°

Durante un’interessantissima lezione di letteratura inglese inerente alla condizione di vita della donna nel periodo vittoriano, tenuta dalla professoressa Rizzardi nella facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Pisa, non ho potuto non constatare l’inequivocabile parallelismo tra maschilismo e specismo.

Meno di 200 anni fa, in un’Inghilterra che vedeva trasformarsi giorno dopo giorno negli usi e costumi come anche nella qualità della vita con il sopraggiungere della rivoluzione industriale, andò formandosi un ideale di femminilità totalmente alienato da ciò che realmente era la donna.

Inquadrata, confinata, ingabbiata in una figura di sé angelica e inerme, la donna venne stereotipatamente definita “angelo della casa”.
Premurosa madre di famiglia, casalinga fiera addetta alle faccende e alla preparazione del cibo, moglie abnegante e collaboratrice: la figura femminile divenne  ben presto un status sociale per l’Homo Economicus del tempo, che poteva disporne a suo piacimento.
Silenziosa, accondiscendente, pacata e taciturna la donna era totalmente subordinata e sottomessa prima al padre e poi al marito.

Secondo il filosofo Auguste Comte, l’unico ambito in cui poteva dilettarsi la donna era quello dei lavori domestici, giacché non era di competenza dell’uomo. Un chiaro invito all’annichilimento da parte del padre del positivismo.
L’unico modo che aveva una donna per sentirsi importante infatti era quello di cooperare al successo dell’uomo.
[ Système de politique positive ou Traité de Sociologie – 1851/1854 ]

Come se non fosse bastato questo pensiero capace di influenzare la forma mentis collettiva si arrivò a giudicare donna come un essere inferiore per caratteristiche fisiche e facoltà intellettuali.

Secondo il filosofo Arthur Schopenhauer vi era una gerarchia tra uomo e donna.
Il vero essere umano infatti sarebbe stato l’uomo stesso, e non la donna, capace solo di attrarre il genere maschile per ciò che appariva illusoriamente d’essere.
La donna era nient’altro che un essere non estetico intenzionato a sedurre.
Uber die Weiben ]

A detta di P.J. Proudhon, uno dei tanti terrorizzati dall’insorgere dei movimenti femministi, la donna era subordinata all’uomo.
L’uomo ne faceva da censore ed essa poteva riscattarsi socialmente dalla sua inferiorità solo attraverso le sue virtù domestiche. La donna che voleva far valere i suoi diritti venne descritta come “una gallina che vuole cantare da gallo“.
[ La Pornocratie, ou les femmes dans les temps modernes – 1858 ]

Queste teorie maschiliste, unite a quelle di John Ruskin ed altri uomini di spicco dell’epoca, vennero paurosamente avvalorate da ricerche scientifiche mirate alla conferma dell’inferiorità femminile.

Nel 1860 Karl Vogt, esperto di craniologia, scrisse che “il cranio femminile somiglia per grandezza più a quello degli infanti o degli animali piuttosto che a quello maschile umano“, e quindi ad esseri ritenuti inferiori.
Ad avvalorare le sue “scoperte” sopraggiunse poi Charles Darwin nel 1871, che difese l’inferiorità delle donne da un punto di vista evoluzionistico.
[ The Descent of Man – 1871 ].

Secondo gli studi di Spencer nel 1873 la donna aveva come finalità per il genere umano solo quella di procreare e preservare la specie. Era merito e compito dell’uomo infatti tramandare facoltà intellettive.

L’apoteosi del maschilismo non tardò ad arrivare grazie all’italiano Cesare Lombroso, che definì la donna un essere in balia delle pulsioni sessuali.
Dallo studioso furono condotti atroci esperimenti sulle donne recluse nelle carceri femminili per evidenziare come i tratti del volto e caratteristiche fisiche di esse potessero rimandare a turbamenti interiori.

Ricapitolando: inferiore, non meritevole degli stessi diritti spettanti agli uomini, costretta ad obbedire, costretta ad essere ciò che gli altri volevano che essa fosse, di utilità per l’uomo, servizievole.

Non vi sembrano caratteristiche imposte a qualcun altro di nostra conoscenza?
Sì, purtroppo.
Questa purtroppo è la condizione che oggi vivono le altre specie animali presenti sul pianeta.

Ritenuti inferiori, privati di ogni diritto, costretti a sottostare e ad essere subordinati agli umani, gli animali vengono sfruttati da millenni dalla nostra specie.
Esattamente come avvenuto nel maschilismo della Victorian Age, anche lo specismo si sente in diritto di esistere grazie sostenuto dalle scoperte scientifiche.
Gli studi che affermano e provano che gli altri animali non raggiungono l’intelletto umano ormai sono innumerevoli.
Ma quale metro di paragone è stato utilizzato per condurli?
Sempre l’uomo.
L’animale, ancora oggi, è succube e vittima. Deve stare in totale remissione e deve abnegare la sua vita davanti alla necessità umana di alimentarsi, vestirsi, spostarsi, curarsi e addirittura divertirsi.

Fortunatamente, come abbiamo capito che tra uomo e donna non vi è nessuno di superiore e nessuno di inferiore, arriveremo anche a comprendere che nemmeno tra la specie umana e quelle animali vi è una scala gerarchica e d’importanza.

Meno di duecento anni fa la donna non aveva nessun valore, meno che mai l’animale.
Oggi, le donne hanno raggiunto a fatica la parità in ambito di diritti in buona parte dei Paesi di tutto il mondo, mentre quelli degli animali sono ancora calpestati o ritenuti non immeritevoli di esserci.

Un tempo ciò che oggi ci sembra così scontato era l’anormalità.
Fino a qualche secolo fa cosa comune vedere nelle donne degli esseri viventi inferiori per natura. Oggigiorno è ancora normale per molti vedere la stessa cosa negli animali.

E se è vera la constatazione che “non sono le cose che cambiano, ma il nostro modo di vederle” è necessario fare un passo in dietro, distaccarsi per un attimo dalla realtà e cercare di vedere da lontano i mutamenti nel pensiero collettivo umano per capire quanto sia l’uomo ancora in evoluzione.
Chi pensa che l’umanità di oggi sia un’umanità che ha raggiunto la perfezione pecca di presunzione (altra caratteristica tipica da umano non “finito”).
Siamo ancora pietre grezze da levigare. 
Siamo ancora lontani dal raggiungere un’elevazione tale da permetterci di sentirci “umani” per davvero.
Di passi in avanti ne sono stati fatti tanti, ma non sono ancora sufficienti.

Esistono ancora esseri senzienti che soffrono e muoiono perchè qualcuno li reputa inferiori. Questo deve finire al più presto.

L’unico modo che abbiamo per avanzare in modo più celere nel percorso che ci porta al raggiungimento di una società ideale è quello di comprendere che al mondo non esistono specie inferiori, razze inferiori, generi inferiori.
Credere che una vita sia inferiore alle altre è sta alla base di una forma mentis sbagliata che ci allontana dal vivere in armonia.

Spero che soprattutto le donne, fortunate di vivere in un contesto storico come quello odierno dove non sono più vittime del dominio maschile, cerchino di aiutare gli animali che ancora devono essere liberati dalle catene degli stereotipi.

 

°° Non è tua madre. Non è il tuo latte °°

La decisione presa dal Ministero delle Politiche Agricole, capitanato dal ministro Maurizio Martina, di promuovere il consumo di latte di origine animale affidando la campagna pubblicitaria a 4 volti noti ( chi più, chi meno ) dello spettacolo ha lasciato perplessi molti.
Vedere Carlo Cracco, Cristina Parodi, Giorgio Calabrese sorridere con in mano un bicchiere colmo del risultato di giorni di sfruttamento di migliaia di femmine di altre specie ha destato indignazione in tante persone, me inclusa.
E’ per questo motivo che ho deciso, pochi giorni dopo il debutto della campagna ministeriale a favore del latte, di organizzare una contro-campagna a favore del consumo di bevande alternative e in difesa degli animali che vengono schiavizzati per business.
Ho chiesto a chi segue la mia pagina di scattarsi una foto con il latte vegetale preferito affinché potessi realizzare un album da diffondere in rete a suon di hashtag
#èloradellattevegetale “, e così è stato.
Centinaia di persone hanno aderito all’iniziativa inviando il proprio scatto via mail o via messaggio sulla mia pagina facebook: ragazzi, ragazze, adulti, coppie, genitori con bimbi e anche donne in dolce attesa.
Riunite in un solo album, le foto sono state condivise oltre 600 volte su facebook.
La notizia dell’iniziativa si è diffusa presto fra gli animalisti nel web.
Stamatina ( 04.06.2016) è stata anche sostenuta e pubblicizzata dagli amici di RadioVeg.it nell’articolo “Cari Media… Ripensateci!“.

Insomma, tutti insieme abbiamo mostrato quante varietà di bevande vegetali per fare colazione ci siano in vendita e quanto si semplice evitare di acquistare prodotti derivati dalla violenza sugli animali.
Sicuramente i nostri volti sorridenti e il nostro esserci schierati dalla parte degli sfruttati presto giungerà fin sotto gli occhi di chi, dello sfruttamento, ne fa un lucro.

Nel frattempo, cosa è giusto dire?
C’è da dire che sono ancora tante le persone che si fidano ciecamente  dei consigli di chi ne dispensa per lavoro.
C’è da dire che la maggioranza delle persone ancora ragiona con l’intestino invece che con la testa o meglio ancora con il cuore.
Sono ancora tanti coloro che si ritrovano a rimanere indifferenti davanti al palese sfruttamento di altri esseri senzienti…
ma le cose stanno cambiando.
Esatto.
Le cose stanno cambiando perchè NOI stiamo cambiando.

Ed è per questo che non credo assolutamente che la campagna “E’ l’ora del latte ” sia stata voluta solo per le quote latte europee o per invogliare i consumatori a preferire il latte fresco.
Credo invece che la pubblicità che presto diventerà un tormento in tv ( un motivo in più per tenerla spenta, n.d.r ) sia dovuta alla realtà dei fatti: il consumo di latte animale sta diminuendo (si parla del -20% ), mentre quello di tipo vegetale è in crescita continua ( circa +25% ) nonostante la vergognosa imposizione dell’iva al 22%.

Questo sta a significare che sempre meno persone bevono latte animale, e che sempre meno animali devono esser detenuti dalle stalle per la produzione di esso.
In poche parole, sta diminuendo l’introito economico degli allevatori e ovviamente gli allevamenti si rimpiccioliscono sempre di più.

Agli uomini che della schiavitù ne fanno un lavoro a nulla servirà  fare i capricci andando a protestare in piazza versando latte per le  strade o portando con sé le vacche per far vedere “quanto stanno bene”.

Siamo gli unici mammiferi al mondo che RUBANO il latte ad altre specie per futili motivi.
Siamo gli unici animali che ingravidano manualmente altri affinchè abbiano una gestazione. Siamo gli unici a far nascere dei cuccioli da divorare o da gettare come fossero rifiuti per sfruttare le loro madri per la produzione di latte.
Tutto questo è un vero e proprio abominio.
Non crediate sia la normalità. Togliamoci dalla testa che il numero di persone che mettono in atto un’azione ne determini la normalità.

La gente beve latte vaccino e nemmeno si chiede perchè lo fa.
Perchè le vacche fanno il latte a prescindere? No. Le ghiandole mammarie si attivano solo in seguito al concepimento del figlio. Le vacchevengono sfruttate solo perchè sono i mammiferi più grandi presenti nella nostra zona.
Perchè gli uomini sono supereroi messi al mondo per salvare le vacche dall’esplosione se non vengono munte? No. Se i loro figli non venissero portati via e macellati queste femmine non avrebbero nessun tipo di problema.
Perchè il latte fa bene? Sì, ma quello di nsotra madre e dunque della nostra specie, durante la fase di allattamento quando siamo neonati.
– Perchè il latte è pieno di calcio? Il calcio si trova anche in fonti vegetali.

Non abbiamo bisogno di tormentare l’esistenza a nessuno.
Non abbiamo nessun diritto di continuare a fare quello che stiamo facendo da secoli, ovvero sfruttare, sfruttare e ancora sfruttare.

Dobbiamo abbandonare questo vivere secondo parassitismo nei confronti delle altre specie che sono ospiti di questo bellissimo pianeta.
Sia la terra che i suoi abitanti non sono di nostra proprietà.

Iniziamo a rispettare chi non abbiamo mai rispettato.
I soldi non valgono più della libertà di qualcuno.

 

èloradellattevegetale.jpg

E’ l’ora del latte vegetale!


 

Prova nuovi piatti realizzati con soli ingredienti 100% vegetali seguendo le 150 ricette contenute nel nuovo libro THE CHINA STUDY – Ricette a 5 Stelle a cura di Leanne Campbell e pubblicato in questi giorni da Macro Edizioni.


°° Iniziativa #èloradellattevegetale °°

Da quanto si è potuto apprendere dai principali media e dai quotidiani cartacei e online, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in collaborazione con Mipaaf, ha dato il via alla campagna di sensibilizzazione a favore del consumo di latte fresco .
Tale iniziativa è stata dunque presa per rilanciare i consumi di questo alimento che secondo il Ministro Maurizio Martina starebbe alla base della nostra alimentazione.
In un periodo di crisi come questa, le persone possono concretamente “sostenere gli allevatori”, pertanto via con i bombardamenti pubblicitari su tutto il territorio nazionale.

Per invogliare i consumatori hanno accettato di diventare testimonial della campagna quattro personaggi: lo chef che sponsorizza le patatine in busta Carlo Cracco, il nutrizionista (?) Giorgio Calabrese, il quasi dimenticato attore Demetrio Albertini e la giornalista Cristina Parodi.

Nella campagna pubblicitaria i fantastici quattro posano vestiti di bianco tenendo un bicchiere di latte in mano, mentre sulla faccia hanno stampato un bel sorriso naturale quanto la suola sintetica dei miei stivali in similpelle.

La campagna di per sé e la natura dell’iniziativa, atta a stare dalla parte di chi schiavizza e  non di chi viene schiavizzato, ha da subito generato disprezzo e sdegno in coloro che hanno a cuore la libertà di ciascun individuo sulla terra.

pèagati per mentire.jpg

immagine trovata sul web che meritava di essere presente in questo articolo

Ovviamente mi aggrego a chi si è sentito urtato da questa sponsorizzazione.
Che dire?
CHE SCHIFO!
Passi Carlo Cracco che col suo mestiere già vede negli animali “solo” degli ingredienti da cucinare, passi Giorgio Calabrese che poraccio qualcosa ogni tanto deve dire, ma Cristina Parodi?
Dico, Cristina Parodi?
Da femmina qual è non dovrebbe sapere che nessuna femmina ha il latte al seno fino a quando non è gravida?
Ma come può una donna che non saprà mai cosa vuol dire vivere in schiavitù appoggiare lo sfruttamento di esseri senzienti ingravidati artificialmente e costretti a partorire per diventare macchine viventi di produzione del latte?
Ma una dignità Cristina Parodi ce l’ha?
Mi piacerebbe tanto saperlo.

In attesa di una risposta ho dato il via ad una contro-campagna di sensibilizzazione nei confronti degli animali vittime del business del latte.
Un’iniziativa che ho voluto chiamare #èloradellattevegetale per ricordare al ministro Maurizio Martina che il tempo della schiavitù animale sta finendo.
E’ il momento di smettere di vivere da perfetti parassiti nei confonti delle altre specie che vivono con noi su questo pianeta.
E’ giunta l’ora di iniziare a capire che gli animali non sono oggetti e che noi non siamo padroni di niente e di nessuno!

Per le nostre colazioncine mattutine e per le nostre pause merenda nessun vitellino o altro cucciolo di  mammifero deve esser gettato via come un rifiuto perchè degli umani capricciosi vogliono bere il latte di sua madre.
I vegetali ci permettono di creare fantastiche bevande ricche di elementi nutrizionali importanti e dal sapore delizioso.
Vi mostriamo quanti e quali sono nei nostri selfie scattati per schierarci contro lo sfruttamento animale e a favore dell’alimentazione non crudele!

Se anche per voi la vita di un essere senziente vale molto di più di un bicchiere di latte a colazione, unitevi all’iniziativa #èoradellattevegetale .
Basta una foto che vi ritragga insieme alla vostra bevanda vegetale preferita 🙂
Potete inviare i vostri scatti all’indirizzo mail info@carmenluciano.com .
Pubblicateli anche sulle vostre bacheche con lo stesso hashtag e seguite l’evento su facebook cliccando qui.
Le foto ricevute verranno pubblicate nell’ album dedicato.

13312899_1035021316567110_7605670634777154686_n

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: