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°°[ATTIVISMO] 7 Modi per Diffondere Messaggi di Empatia e Gentilezza verso gli Animali°°
Care lettrici e cari lettori,
avevo promesso da tempo questo articolo e finalmente eccomi qua a suggerirvi sette modi per diffondere messaggi di empatia e gentilezza verso gli animali. Sette azioni che io per prima metto in atto quotidianamente e che ripagano quasi sempre con la consapevolizzazione di chi viene coinvolto.
Viviamo in una società che è stata diseducata al rispetto vero verso le altre creature, facciamo parte di un sistema umano antropocentrico dove le altre specie sono collocate al di fuori della fittizia scala gerarchica di importanza, schiacciate dal peso degli stereotipi che ricadono su di loro. La normalità della sopraffazione umana e del dominio della nostra specie è una costruzione culturale che viene naturalizzata e rinnovata nell’idea ogni giorno.
Per liberare veramente gli animali dobbiamo partire da un gesto fondamentale: informare le persone. Risvegliare le loro coscienze.
Ci sono esseri umani che ignorano totalmente quanta manipolazione mentale sia stata fatta per arrivare a credere che sia normale, giusto, naturale far soffrire le altre creature della Terra per i nostri capricci, ammazzandole nei peggiori modi. Nei confronti di chi non ha realizzato appieno questo macabro disegno proposto come verità, non dobbiamo provare astio, odio, disprezzo. So bene che dalle loro azioni – fintamente libere – dipenda la sofferenza degli animali e la nostra ma, credetemi, hanno solo bisogno di risvegliarsi dal sonno della ragione e dell’empatia che ha reso dormienti anche noi prima della presa di coscienza.
Chi sono le persone che possono e meritano di essere aiutate?
Sebbene sia una persona estremamente ottimista e positiva nei confronti del cambiamento umano e dell’evoluzione della nostra specie – definitemi pure un’utopista Shelleyrata – con l’esperienza ho notato che ci sono individui che non potranno mai cambiare: sono coloro devoti alla sofferenza animale, che lucrano sulla morte delle altre specie, che diffondono perverse idee sul trattamento delle restanti forme di vita del pianeta e che, macabramente, godono dei supplizi delle altre creature.
Se vi imbattete in elementi simili, non sprecate energie: probabilmente saranno utili al pianeta solo quando saranno sotto, e non sopra la terra. Ma anche di questa utilità non vi è certezza.
Chi sono allora le persone che possiamo veramente sensibilizzare?
Sono coloro che, ingannate dal sistema, credono di fare cosa giusta nel seguire ciecamente alcuni dettami: sono quelle che bevono latte perché pensano che le vacche lo facciano lo stesso, sono quelle che non credono sia possibile vivere di ‘soli’ vegetali, sono quelle che dentro di sé sanno di far soffrire gli animali ma il gusto dei cibi animali – (in)sapientemente artefatto – le attanaglia.
Oltre al dialogo diretto con queste persone (ricordatevi che non è mai tempo perso quello impiegato per confronti costruttivi) sono, a mio avviso, utili per diffondere messaggi chiari anche sette metodi indiretti:
♦ 1) Indossare magliette con frasi empatiche/animaliste:
la nostra società è bombardata di messaggi non positivi su abbigliamento, cartelloni, pubblicità ecc.
Anche se non prestiamo particolarmente attenzione, i messaggi vengono recepiti dalla nostra mente e ‘immagazzinati’. Indossare magliette con messaggi positivi è utile perché chi si imbatte nella nostra persona con tale abbigliamento, ha modo di leggere qualcosa di costruttivo e di riflettere.
Spesso mi è capitato di fare la spesa con t-shirt animaliste ed ho notato che le persone leggevano eccome quanto avevo stampato sul petto: qui subentra la curiosità umana che comporta poi il messaggio ricevuto.

♦ 2) Usare shoppers con slogan animalisti o immagini contro lo sfruttamento animale:
oltre all’abbigliamento può lanciare messaggi positivi anche la borsa riutilizzabile che usiamo per fare la spesa. Ci avete mai pensato? Anche appoggiata nel carrello con i nostri acquisti etici, o indossata in spalla mentre siamo al mercato a fare compere, il messaggio viene recepito da chi per caso la guarda. Visitate l pagine dei vari rifugi di animali, ce ne sono tante in vendita e acquistandole non solo lancerete messaggi positivi ma aiuterete anche nel concreto questi luoghi di pace che ospitano animali sottratti alla crudeltà.

♦ 3) Attaccare adesivi sull’auto:
l’auto che usiamo per andare a lavoro, a scuola, a fare acquisti, per viaggiare e spostarci dove dobbiamo andare può diventare veicolo anche di messaggi positivi! Da quando ho acquistato la mia l’ho personalizzata con l’adesivo “Vegan” cromato affiancato da una zampa animale. Si possono attaccare tantissimi adesivi antispecisti acquistandoli da associazioni animaliste e rifugi.
Molto carini sono quelli dell’attivista illustratrice ViolinoViola, che trovate QUI sul suo sito.
♦ 4) Attaccare adesivi sul bidoncino della spazzatura se si ha raccolta porta a porta:
oltre a permettervi di riconoscere subito qual è il vostro, chiunque passerà in strada lì vicino avrà modo di leggere e sensibilizzarsi. Ottimo, no?
Noi abbiamo personalizzato tutti i bidoni con adesivi diversi! 🙂
Questo in foto è quello dell’umido, dove ovviamente per la nostra alimentazione non finisce come rifiuto nessuna creatura senziente!

♦ 5) Inviare materiale informativo se si vendono oggetti su app di compravendita usato:
adoro letteralmente questo modo! Dal momento in cui amo dare una seconda vita agli oggetti, oltre a regalarli mi capita spesso di venderli sui siti appositi. Nel pacchetto che confeziono, oltre all’immancabile bigliettino profumato con i ringraziamenti per aver dato una seconda opportunità a un oggetto, unisco sempre materiale informativo sull’alimentazione vegetale e sui diritti animali che acquisto dal sito AgireOra Edizioni. Posso assicurarvi che le persone apprezzano, e si informano!
♦ 6) Lasciare opuscoli e libri antispecisti nelle librerie di strada aperte a tutti:
è bellissimo sapere che ci siano angolini dedicati ai libri che possono essere lasciati o presi da chiunque lo desideri. Queste meravigliose realtà che impreziosiscono l’arredo urbano sono luoghi perfetti dove lasciare letture antispeciste come libri, guide, ricettari sull’alimentazione vegetale & co.
Mi è capitato di lasciare materiale di questo tipo ed è stato preso con piacere!
♦ 7) Lasciare opuscoli nelle lavanderia self service:
se prevista la pubblicità, è molto utile lasciare materiale informativo in questi luoghi aperti al pubblico dove spesso le persone rimangono per diverso tempo. In attesa di una lavatrice in azione, o dell’asciugatrice in funzione, le persone possono trovare gli opuscoli, leggerli o portarli a casa.
Chiedete in caso ai gestori della lavanderia più vicino casa vostra se ha il piacere di ospitare il materiale che desiderate portare. La gentilezza ripaga sempre 🙂
Spero di avervi dato qualche spunto positivo per contribuire nel vostro piccolo – che piccolo non è mai! – per diffondere consapevolezza e aiutare gli animali a liberarsi dalla loro condizione di schiavitù.
Se avete domande, suggerimenti ecc potete lasciare un commento all’articolo o scrivermi a
info@carmenluciano.com
Carmen
°°Heather Parisi e L’Ironia sui Tacchini Morti°°
Care lettrici e cari lettori,
poco fa mi sono imbattuta in un post di Heather Parisi, noto volto dello spettacolo, che mi ha letteralmente lasciata basita.
Heather ha pubblicato in data odierna, 9 Novembre 2023, un post sul suo profilo pubblico Instagram degli scatti raffiguranti sé stessa davanti al forno acceso con dentro il corpo di un povero tacchino.
Oltre alla foto che la immortala con la lingua di fuori davanti all’animale morto, ha pensato di farcire il post con parole decisamente evitabili che fanno capire il livello del suo rispetto per questi animali: “assomiglio più io a un tacchino che il tacchino che sta in forno! Ho pure lo stesso colore perché ho perso l’abbronzatura!”, con annessa faccina in lacrime dalle risate.

Sevo essere sincera, a volte cado nell’errore di sopravvalutare le persone, e questo è uno di quei casi.
Mai mi sarei immaginata che una donna come Heather potesse arrivare a pubblicare un contenuto simile.
Il mio sentimento di lontananza da questa ironia spicciola, che non fa assolutamente ridere, è stato provato da molte persone che hanno lasciato un commento al post in questione.
Ma Heather, per cui la quale, ha prontamente fatto in modo di limitare i commenti al post.
Una vera paladina della libertà d’espressione.
Con il presente articolo intendo dire pubblicamente alla signora Parisi ciò che ho accennato mediante i miei commenti al suo discutibile contenuto:
Cara Heather, non fa ridere ciò che hai detto.
Capisco che esistano traumi difficili da superare come l’abbronzatura presa in vacanza (per chi ha la fortuna di andare in vacanza ed esporsi serenamente al sole) che piano piano scompare dalla pelle, ma credimi che è molto triste accostare il naturale scurirsi della pelle per proteggersi dai raggi del sole con l’innaturale variazione di cromia di un cadavere (o carcassa, se più ti aggrada) in un forno. Ti posso garantire che no, non assomigli per niente al povero tacchino che hai messo a cuocere, e che aveva una vita prima che qualcuno che tu hai pagato gliela negasse. Anche quel tacchino non assomiglia per niente a come dovrebbe essere, a come lo ha creato la natura con tutte le sue caratteristiche che lo rendono unico dalle altre specie.
Una creatura che è nata in un luogo di prigionia, generato forzatamente e non dalla spontanea unione di due genitori, (soprav)vissuto giusto il tempo di ingrassare per poi essere spedito al macello; decapitato, dissanguato, spiumato, amputato nelle zampe, svuotato delle sue interiora vitali..
Resta un corpo che ha provato sofferenza, inerme, indifeso, e che tu utilizzerai per chiedere grazie a dio. Esattamente come domandava Cain nell’omonima opera di Lord Byron, quale dio può mai essere contento che si uccida una delle sue creature in suo onore?
Razionalità, empatia, rispetto per la vita e amore per la natura mi portano a credere che se davvero esiste un’entità superiore che ha generato noi e tutto ciò che ci circonda, mai desidererebbe vedere le sue opere d’arte dal cuore pulsante così ridotte.
Vedo la tua lingua di fuori e penso a Mattia, il giovane tacchino che qualche mese fa è saltato giù dal mezzo di trasporto animali vivi che lo stava portando al mattatoio. Probabilmente Mattia ha visto la luce del sole e sentito sulle sue piume il vento fresco il giorno stesso in cui non l’avrebbe mai più potuto fare. Un salto coraggioso che lo ha portato a ferirsi gravemente, ma anche a essere recuperato da persone dal profondo rispetto per la vita che lo hanno portato da Ohana Animal Rescue Family di Empoli, uno dei Santuari di Animali Liberi in Italia.
Mattia, purtroppo, non è riuscito a sopravvivere sebbene sia stato curato in tutti i modi possibili.
Sai perché, Heather? Ad un certo punto nemmeno i veterinari sanno cosa poter fare: ad una certa età biologica i tacchini non vengono fatti arrivare, perché li ammazzano prima, e il nascere forzatamente dentro quei luoghi vergognosi chiamati ‘allevamento’ li rende creature estremamente vulnerabili.

Dimmi, Heather, perché pubblicare una cosa simile?
Dovremmo ridere? Dovremmo pensare di te che sei una persona spiritosa?
Mi dispiace molto per quel povero animale che è stato ammazzato e che ha vissuto una vita orribile – una vita che né io né tu mai vorremmo vivere – per finire come protagonista non consenziente delle prove generali del tuo “Thanksgiving”. Nulla di personale, Heather: questo messaggio vale per te tanto quanto per le altre persone che divorano l’esistenza non solo dei tacchini ma anche di tutti gli altri miliardi di animali allevati col solo fine di morire. Circa 40.000 vittime al secondo.
L’unico modo che abbiamo noi umani per ringraziare chi ci ha donato la vita è quello di non negarne il dono alle altre creature senzienti che hanno tutto il diritto di vivere sulla Terra.
Visto come ti sei battuta per determinate libertà nel biennio scorso, spero che tu possa comprendere che è importante difendere anche il diritto all’esistenza degli animali.
Questo è come i tacchini sono: creature meravigliose, dal piumaggio che lascia a bocca aperta dai dettagli delle cromie. Sono un’opera d’arte vivente, e la bellezza si contempla, non si distrugge per defecarla.

Carmen Luciano
°°[Proteste] Ente Parco Regionale Veneto e la Ricetta con Granchi Vivi°°
Care lettrici e cari lettori,
vi segnalo un contenuto nel quale mi sono imbattuta poco fa su Facebook a dir poco agghiacciante che merita tutta la vostra attenzione.
Si tratta di vergognosi consigli culinari di un sito, “Gastrosofia”, ripresi e pubblicati dall’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po.
Per l’Ente Parco Regionale Veneto che fa proprie le parole del sito sopra citato, le moeche – dei granchi – preziose e introvabili andrebbero cotti ancora vivi.
Si parla di incisione sul dorso, di fuoriuscita dell’emolinfa circolatoria prima di gettare gli animali nell’olio bollente. Si parla anche di ‘siringatura’ dell’animale con battuto di uovo salato di immersione del granchio nell’uovo affinché lo ingurgiti prima di essere fritto vivo!

Una ricetta nauseante che sembra uscita da un macabro ricettario medievale per allietare i palati degli inquisitori.
Ieri a Pisa abbiamo difeso la vita, in ogni sua forma, parlando anche degli animali bolliti vivi come le aragoste. Leggere queste ricette-insulto all’esistenza altrui fa davvero male. Vederle pubblicate da un Ente Regionale ancora di più.
Vi invito, con tutto il cuore, a inviare una mail di protesta a chi gestisce questo Parco affinché dei suggerimenti simili non vengano mai più dispensati: abbiamo bisogno di empatia, rispetto, tutela della vita di ogni specie e non di queste ricette che fanno domandare dove vada a finire l’umanità.
Email tipo:
Gentile Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po
ho letto sulla vostra pagina Facebook un post che mi ha fatto gelare il sangue nelle vene: quello dedicato a come cucinare i granchi “moeche”.
Trovo vergognoso che un Ente come il vostro, che gestisce un’area verde che è la casa di tanti animali, si permetta di diffondere una “ricetta” dove si parla di uccidere VIVI degli esseri viventi.
Disgustoso parlare di incisioni sul corpo, di fuoriuscita di emolinfa circolatoria, di far ingurgitare uovo sbattuto agli animali prima di friggerli vivi!
Com’è possibile che si dia spazio a una tale aberrazione?
Com’è possibile che suggeriate in che modo far soffrire delle creature senzienti?
Dove avete nascosto, in quale meandro della vostra persona è finita l’empatia?
Vi invito a rimuovere tale scempiaggine e a condividere solo contenuti utili, interessanti, costruttivi e che diano il buon esempio su come si può esistere senza negare la vita agli esseri viventi.
Distinti saluti.
Nome, Cognome, Città
Da inviare a: info@parcodeltapo.org












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