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°°+MINO: il Parka Invernale Vegan che rispetta Ambiente, Animali e Persone°°

Care lettrici e cari lettori,
in questo articolo vi parlo di una novità nel settore della moda e dell’abbigliamento che abbraccia il rispetto per l’ambiente, per gli animali e per i lavoratori: si tratta di +Mino.



+Mino nasce dal lavoro di squadra di Michele Tarolli e Stefano Bonaventura, due anime che credono nella magia di creare cose belle e durature, e nel commercio come luogo di incontro tra offerta e richiesta eticamente sostenibile. Entrambi vegan per rispetto e amore per gli animali, hanno progettato una linea di abbigliamento invernale che riuscisse a unire antispecismo, tutela dell’ambiente, recupero di materiali e valorizzazione del made in Italy.

Stefano racconta del progetto aziendale con Michele



+Mino è una linea di giacche realizzate interamente in Italia senza sfruttamento del lavoro e mediante la valorizzazione di ogni singola persona coinvolta nella loro produzione.
I filati utilizzati per la composizione di questi capi d’abbigliamento sono certificati ecologici, provenienti da fibre riciclate per ridurre al minimo l’impatto ambientale di produzione.
Le giacche, disponibili in variante di colore blu Ocean, verde Musk, grigio Cloud e nero Graphite e con taglie dalla XS alla XL, non contengono alcuna componente di origine animale e sono progettate per durare negli anni.
In versione corta o lunga da donna, e lunga da uomo, i parka +Mino promettono di essere perfetti per proteggere dal freddo, dalla pioggia e dal vento chi li indossa, proteggendo al contempo l’ambiente, gli animali e i diritti di lavoratori e lavoratrici.
I prezzi dei parka +Mino vanno da 349 a 389 euro, e sono in linea con la qualità del prodotto offerto:

waterproof – a prova di pioggia (15.000 mm colonna d’acqua)
windproof – a prova di vento
perfetti da indossare a temperature fra -8° > 5°
vegan
100% made in Italy

I materiali utilizzati per la realizzazione di +Mino


Inoltre, disponibile come accessorio extra da poter acquistare separatamente a 39 euro, +Mino offre la Maternity Extension che rimodella la giacca in caso di dolce attesa, e che può essere utilizzata anche per proteggere i più piccoli portati nella fascia.
Un dettaglio che mi ha lasciata piacevolmente sorpresa, che evidenzia quanto Michele, Stefano e la loro azienda siano attenti ai bisogni delle famiglie e quanto i loro capi siano veramente progettati per durare a lungo.




+Mino è la linea di giacche invernali perfetta per voi se sposate questi principi:
• nessuna persona deve essere sfruttata e sottopagata sul lavoro, ma al contrario deve essere ben retribuita e tutelata nei propri diritti
• il costo deve essere proporzionato alla qualità dell’oggetto, senza dover pagare sovrapprezzi per sfoggiare un marchio status symbol
• nessun animale deve perdere la vita per cedere il proprio corpo all’industria dell’abbigliamento
• l’impatto ambientale deve essere ridotto ai minimi termini per rispetto della Terra che ci ospita
• la qualità è da preferire sempre alla quantità
• gli acquisti devono essere responsabili e duraturi nel tempo, così da generare il minor numero possibile di rifiuti da far smaltire alla Terra

I parka +Mino si possono acquistare online (spedizione e reso gratuiti) oppure negli appositi stand nei vari eventi dedicati all’artigianato o al veganismo in Italia.

Per maggiori informazioni e per acquistare una delle giacche +Mino online
potete visitare il sito www.piuminoecolab.it .


Acquistato, testato e recensito per voi:

“Sono assolutamente contento. È un prodotto di altissima qualità che tiene perfettamente caldo (l’ho subito testato con un maglietta leggera in cotone sotto per uscire fuori) anche con temperature rigide. È comodo, con una bella linea e leggero. Il fatto che sia waterproof dà tranquillità: se esci e inizia a piovere, non ti bagni. Vale tutto il suo prezzo” – Tony (Giacca Parka Blu Oceano tg. L)




Think Green • Live Vegan • Love Animals collabora con +Mino: se deciderai di acquistare una o più giacche, l’azienda riconoscerà un contributo che verrà impiegato per portare avanti il mio impegno per il riconoscimento dei diritti degli animali. Grazie.


°°Cacciatori Aggrediscono il Dottor Vacchetta del Centro Recupero Ricci La Ninna°°

“Ti spacco la testa”, “se filmi ancora ti spacco le corna”, “vattene che ti conviene”, “coglione”, “tagliati i coglioni”, “pezzo di merda”. E poi calci e spintoni. Le scene riprese in diretta dal dottor Massimo Vacchetta, veterinario che salva quotidianamente vite nel suo Centro Recupero Ricci La Ninna, sono agghiaccianti. Un gruppo di oltre dieci cacciatori intenti a negare la vita a un piccolo cinghiale ha aggredito, non solo verbalmente, il dottore che ha sentito sparare vicino alle case. Aveva per questo avviato un video in diretta, per denunciare pubblicamente la presenza delle doppiette vicino al centro abitato nel Barolo, zona molto frequentata da amanti della natura e dai turisti.

Un attacco disgustoso da parte di gente autorizzata a sparare dal vergognoso Stato in cui viviamo. Persone a cui MAI andrebbe data possibilità di avere armi da fuoco. Persone violente non solo verso le creature della natura, come potete vedere dalle immagini.

VIDEO DELLA DIRETTA

Esprimo la mia solidarietà al dottor Vacchetta per il suo coraggio, per aver difeso una creatura a cui è stata negata la vita, e per aver detto a questi esseri che imbracciano armi ciò che pensiamo tutti: CHE SONO DEI VIGLIACCHI. Gli unici uomini che dovrebbero esistere sulla terra sono quelli come lui.

Che le autorità competenti si attivino celermente affinché situazioni simili non accadano mai più.

°°[PISA] Ancora Piccioni Intrappolati nelle Reti Dissuasorie di un palazzo a Santa Croce sull’Arno°°

Care lettrici e cari lettori,
a distanza di circa 8 anni vi metto nuovamente al corrente di una situazione incresciosa che vede coinvolto uno degli edifici dove al piano terra è presente il Banco BPM di Santa Croce sull’Arno (PI) e i piccioni.

In data 22.10.2023 ho avuto modo di constatare che le reti dissuasorie installate per tenere lontani questi volatili dai balconi dell’edificio si sono nuovamente deteriorate.
Esattamente come nel 2015, non essendo ben tese, esse si sono trasformate in una trappola mortale per questi animali che vivono nelle città e che cercano riparo dove possono.

Sono ben tre gli esemplari rimasti impigliati, le cui carcasse sono attualmente appese e in fase di decomposizione da chissà quanti giorni.

Come si può vedere dalla foto che ho scattato, le reti sono ben tese solo sul balcone più piccolo sulla sinistra e su quello più grande sulla destra. Quelle dell’ultimo piano sono rovinate, e anziché tenere lontani gli animali che provano ad avvicinarsi ai balconi li portano ad impigliarsi.

Tramite questo scatto più ravvicinato, si può constatare la carcassa in avanzato stato di decomposizione di un piccione sulla sinistra (sono rimaste solo le ali), dei resti al centro e altri due piccioni morti più recentemente sulla destra. Quest’ultimi erano assediati da mosche.

Una situazione indecorosa che fa spazio a tante domande: mi chiedo come sia possibile che il proprietario dell’edificio (a me ancora ignoto nonostante nel 2015 chiesi delucidazioni alla banca) non abbia intrapreso SUBITO un’azione risolutiva del problema che si è manifestato nuovamente come anni fa; mi domando se il Direttore/la Direttrice e i dipendenti del banco BPM si siano mai accorti di qualcosa, mentre i piccioni morivano di stenti all’esterno di uno spazio dove loro lavorano; mi chiedo inoltre dove siano la sensibilità di cittadini e cittadine di questo paese della provincia di Pisa, assieme all’attenzione di chi – per competenza – dovrebbe garantire il pubblico decoro.

Alla segnalazione fatta in data odierna, 23.10.2023 alla Polizia Municipale del luogo è preceduta una mail alla stessa e all’Ufficio Ambiente da parte dell’associazione LAV sede locale di Pontedera. Ci siamo mobilitati affinché chi di competenza provveda.

I piccioni, purtroppo, sono animali generalmente disprezzati dagli esseri umani.
Occorre però non cadere in stereotipi culturalmente costruiti e non peccare di antropocentrismo: queste creature sono estremamente intelligenti, in passato non a caso sono state sfruttate per le loro capacità mnemoniche (es: piccione viaggiatore), ma come ogni essere senziente devono avere il diritto all’esistenza. Le feci che possono lasciare nelle città che abitiamo arrivano sì a sporcare l’arredo urbano, vero, ma é l’arredo urbano stesso, di per sé, una realtà che altera la natura e la sporca con asfalto, cemento, fognature e non solo. Come possiamo giustificare il disprezzo verso queste creature, avvalendoci della scusa delle loro deiezioni, quando abbiamo reso il mondo una discarica a cielo aperto? Come ci permettiamo di ritenere “infestanti” degli animali solo per i loro bisogni fisiologici quando le industrie aperte per profitto impattano sull’ambiente molto di più?
Da esseri umani civili, empatici e rispettosi della vita dovremmo avere a cuore l’esistenza di ogni singola creatura, inclusi i piccioni.
Non è accettabile che nel 2023 ancora succedano questi fatti infelici.

Mi auguro che le istituzioni interpellate si mobilitino affinché venga richiamata la persona proprietaria dell’edificio le cui reti continuano a mietere vittime. Che si provveda celermente al ripristino di questi sistemi di allontanamento, o che si impieghino nuove strategie per tenere al riparo i balconi senza mettere a repentaglio la vita degli animali.

Carmen Luciano


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