Archivio dell'autore: Carmen Luciano
°°[Psicologia] Il Narcisismo nelle Persone Vegan°°
Quarto appuntamento con la rubrica a cura della Dottoressa Ligeia Zauli, Psicologa Sessuologa. In questo articolo l’argomento trattato è il narcisismo.
Ma prima, un breve cenno mitologico letterario.
Conoscete il mito di Narciso ed Eco?
Si narra che Eco, una bella e giovane ninfa, vedendo per la prima volta in un bosco l’altrettanto giovane e bellissimo Narciso s’innamorò di lui.
Narciso era figlio di Cefisio, dio delle acque, e di Liriope, una ninfa.
Il ragazzo, tanto fiero e superbo della sua bellezza, non si curò dei sentimenti né dell’interesse di Eco nei suoi confronti.
Eco continuò a seguirlo senza farsi più vedere. L’amore per lui la portò ad un lento consumarsi: presto il suo corpo divenne trasparente e si dissolse nel vento, distrutto dal dolore di un amore non corrisposto. Ne rimase solo la voce che riecheggiava nei luoghi silvani e nelle caverne, intenta a richiamare il ragazzo che mai andò alla sua ricerca.
La morte ingiusta e dolorosa di Eco innescò una profetizzata fine del giovane stesso che un giorno, specchiandosi per la prima volta nelle acque limpide di un fiume, s’innamorò della sua stessa immagine. Nel vano tentativo di toccare quel corpo riflesso nell’acqua Narciso cadde nel fiume e lì trovo la morte. Sulle sponde dei fiumi, da quel giorno, nacquero bellissimi fiori gialli chiamati Narcisi.

NARCISISMO VEGAN
Quando pensiamo a chi è vegan, immaginiamo istintivamente una persona rispettosa, sensibile, empatica, non solo nei confronti degli animali, ma anche degli esseri umani.
Eppure, c’è un disturbo che si può celare anche dietro ad una scelta così importante: il disturbo narcisistico di personalità.
Avrai sicuramente incontrato una persona nella tua vita talmente egocentrata da parlare solo di se stessa, pavoneggiandosi di ciò che fa ed ha fatto, senza ascoltare minimamente gli altri, rivelando esibizionismo ed egocentrismo smisurati, alla ricerca di apprezzamenti.
Questa persona si è presentata molto bene, è affascinante, ci sa fare, è piacevole nei modi (e spesso anche nell’aspetto esteriore).
In questa era, possiamo dire che tutt* manifestiamo atteggiamenti narcisistici, specialmente attraverso i social; con le foto, i selfie, i post.
Un atteggiamento non significa però avere una patologia.
Un soggetto con disturbo narcisistico di personalità si presenta con specifiche caratteristiche. Ecco a cosa prestare attenzione.
FORTE SENSO DI SUPERIORITÀ E MANCANZA DI EMPATIA
La necessità di sentirsi apprezzat* e di piacere è così forte da risultare eccessiva e la tendenza a sentirsi superiore trapela velocemente dalle sue parole e dai suoi comportamenti.
Non sapendo cosa sia l’empatia, il soggetto non è in grado di riconoscere le emozioni o i bisogni altrui. Vede e sente solo se stess*.
MARCATA SEDUTTIVITÀ
La persona appare seducente, simpatica, sicura di sé; ci sa fare con le parole e la maggiorparte delle persone con cui parla, ne resta affascinata (specialmente chi di sesso opposto).
USO DELLA MANIPOLAZIONE
Un soggetto narcisista è abile nella manipolazione e nella menzogna patologica; fa ciò per raggiungere i suoi scopi e le persone per lui/lei sono solo mezzi per ottenere quello che vuole.
DERESPONSABILIZZAZIONE
Una tipicità di questo tipo di personalità è proprio il fatto di non assumersi mai la responsabilità delle
proprie azioni. Se gli/le viene fatto notare, farà di tutto per rigirare il discorso e scaricare la colpa.
Oltre alla colpevolizzazione, al ricatto emotivo e affettivo, un/a Narcisista usa la denigrazione e la svalutazione delle reazione e delle emozioni dell’altr*, cercando di sottomettere chi lo/la circonda attraverso il suo modo di fare e il suo linguaggio.
Si può quindi cadere nella trappola di una persona Narcisista.
Ricordo che sia uomini che donne possono manifestare questo disturbo e nessuno è immune.
Mi viene spesso chiesto se un soggetto narcisista si possa innamorare e amare veramente.
La risposta è no.
La persona manipolatrice agisce al fine di cercare di riempire il suo senso di vuoto: l’amore non è un sentimento che scaturisce in queste circostanze; per cui è anche molto difficile che soffra per amore.
Il/la narcisista farà di tutto per ricercare le debolezze altrui e sfruttarle per rendere vulnerabile la persona con sui si relaziona: si serve della svalutazione, di continue critiche, sottolineando i difetti altrui per potere mantenere il controllo e dominare.
Desiderando conquistare ed essere costantemente idolatrat*, il soggetto narcisista preferirà circondarsi da persone gelose per rafforzare i suoi tratti megalomani, per passare da vittima (“Sei tu che sei gelos*, io non ho fatto nulla”), perché chi è gelos* è più facilmente manipolabile (solitamente c’è un’insicurezza personale di fondo dietro alla gelosia eccessiva).
Avere a che fare con un/a Narcisista è devastante e molto pericoloso. Scoprire i campanelli di allarme prima di invischiarsi troppo sarebbe la cosa ottimale.
Ho parlato di relazioni sentimentali, ma un soggetto del genere potrebbe essere un/a familiare, un/a amic*, un/a collega.
Per ulteriori approfondimenti, rimando alla mia Pagina di Facebook “Ligeia Zauli Psicologa Sessuologa”: ho parlato per mesi nel dettaglio di Narcisismo patologico.
Ligeia Zauli

Avete mai conosciuto una persona narcisista anche nell’ambiente vegan?
Raccontatecelo.
°°[Covid-19] Annullato il Palio di Fucecchio°°
E’ arrivata un’importante notizia che, ammetto con tutta sincerità, stavo aspettando con febbrile impazienza.
A causa (o per meglio dire per merito) dell’attuale pandemia che ha costretto la nostra e le altre nazioni a seguire ferree misure di precauzione igienico sanitarie, il Palio di Fucecchio non si terrà come di consuetudine. Il comunicato è stato dato dal sindaco Spinelli (che nel frattempo si è dilettato in sherlockiani controlli ai cittadini in fila ai supermercati) e diffuso sulle principali testate giornalistiche.
Una triste notizia per gli affezionati di questa tradizione. Decisamente meno triste per i cavalli, che potranno tirare un nitrito di sollievo: tale manifestazione infatti comporta il loro impiego e, che si dica pure il contrario, mette in pericolo la loro vita.
Creature imponenti ma estremamente delicate, i cavalli nel correre continuamente lungo lo stesso percorso con esseri umani sulla schiena che li frustano per chiederne maggiore velocità, rischiano di scivolare, inciampare, farsi del male.
E’ successo più volte nella Buca di Sant’Andrea, sia durante le “gare di Primavera”, sia durante il Palio stesso. Sotto gli occhi degli spettatori che, nonostante le drammatiche cadute, hanno continuato a fare finta di niente.
Per ricordarne qualcuno:
Nel 2017 il cavallo QUINTANA ROO della Contrada San Pierino rimase ferito scivolando e cadendo a terra poco dopo l’assegnazione.
Nel 2016 il cavallo DIJB della Contrada Raimonda cadde a terra come in preda a un collasso. Le sue sorti sono rimaste come offuscate da una nebbia di scarsa chiarezza. L’associazione IHP Italian Horse Protection decise così di fare un esposto ai NAS per l’accaduto.
Nel 2014 il cavallo ORA BASTA cadde durante le Prove di Primavera. Rimasto ferito, venne abbattuto nel più totale silenzio.

A niente sono valse negli anni le critiche costruttive, gli inviti a lasciare stare gli animali, le diffide ricevute da parte di associazioni animaliste, l’invito al buonsenso rivolto ai cittadini stessi.
Fa un certo effetto, adesso, vedere come un’entità invisibile sia riuscita a fermare tutto ciò. E che gli affezionati della corsa si mettano l’anima in pace, come già hanno fatto i fanatici delle Corride in Spagna vedendosi negato e annullato il loro sanguinario passatempo.
Come ricorda il simbolo del TAO, c’è sempre una goccia di male nel bene, e c’è sempre una goccia di bene nel male.
Chissà che questo momento surreale, in cui tutti siamo confinati nelle nostre abitazioni (spazi pur sempre ampi rispetto ai box dove vengono rinchiusi i cavalli), non sia perfetto per molti per comprendere la gravità di alcuni gesti che coinvolgono chi non vorrebbe essere coinvolto.
Gli animali non sono oggetti.
I cavalli non sono mezzi.
Le tradizioni non sono più importanti del diritto alla vita.
°°[Psicologia] Lo Scontro Tra Vegani°°
Terzo appuntamento con la rubrica a cura della dottoressa Ligeia Zauli, Psicologa Sessuologa. In questo articolo diamo spazio ad una realtà interessante, ossia lo scontro tra vegani.
Come accade per qualsiasi altra ideologia, anche per quanto riguarda il veganismo possono esserci contrasti interni.
E ve ne sono eccome.
Se dovessi fare una raccolta di tutti gli attacchi che ho ricevuto, potrei crearne un libro tragicomico capace di competere per popolarità col Roman de la Rose 😀
Mi limiterò però a pubblicarne solo uno di attacco, a titolo esemplificativo, scaturito dall’aver criticato in modo costruttivo “lo strappo alla regola” del consumo di alimenti di origine animale da parte di persone sedicenti vegan. Tale attacco è comparso in rete dopo una scena pietosa successa qualche anno fa al Flower Burger di Roma che mi ha vista protagonista di un’aggressione verbale davanti ai miei amici attivisti.

Ma passiamo la parola all’esperta 😉
LO SCONTRO TRA VEGANI
Quando si fa una scelta diversa dalla massa, si sente spesso l’esigenza di sentirsi vicini/e ad altre persone che condividono lo stesso ideale.
Questo permette appunto di riconoscere di far parte di un gruppo, condizione che per l’essere umano, animale sociale, è necessaria.
Per quanto riguarda la scelta vegan, ognuno ha il suo percorso personale.
Non importa da quanti anni: possiamo dire che da pochissimo tempo ci sia qualche vegan dalla nascita; io ne conosco un paio, tu?
Così come non conta la ragione di base che ha portato a diventarlo; va considerata la scelta stessa.
Ci sono tantissime persone che fanno parte di svariate associazioni che hanno tutte lo stesso fine, la salvaguardia degli animali.
C’è una cosa però che salta all’occhio: frequentemente le associazioni, anziché collaborare, si fanno la guerra.
L’ hai mai notato?
Intanto secondo me chi è vegan dovrebbe sostenere non tanto di amare gli animali, ma piuttosto di rispettarli.
Già quando si fa questo cambiamento ci troviamo di fronte a diversi ostacoli: litigi con la famiglia che non accetta il tipo di cambiamento alimentare, discussioni sul posto di lavoro, con partners e anche addirittura la perdita di amicizie.
Una precisazione: nel caso in cui un/a amico/a si allontani perché sei diventato/a vegan, c’è da farsi una domanda. Era davvero amicizia per entrambi? Direi di no.
Nel fare la scelta vegan, è possibile commettere un errore piuttosto comune. Si arriva a questa intuizione, che si reputa fondata e valida, per cui giusta.
Allora, inevitabilmente, le persone attorno a noi che non fanno questo passo saranno giudicate negativamente, ritenendo che siano nel torto e valutando tutto ciò che è differente da noi come sbagliato.
È vero, abbiamo fatto una scelta importante, ma questo non ci rende superiori a nessuno.
Ci possiamo sentire migliori di prima, questo è sano, facendo un paragone tra “chi sono oggi” e “chi ero prima”.
Ognuno ha il suo background, il suo percorso e non tutti arrivano alle stesse consapevolezze.
Rifletti: essere migliore non significa essere perfetto, non credi?
Il mondo vegan ha tante sfaccettature e le persone che ne fanno parte hanno comportamenti molto differenti: c’è chi è vegan per etica, chi per salute, chi lo è solo a tavola, chi ha intrapreso uno stile di vita a 360 gradi, chi fa attivismo, in varie forme (chi scende in piazza, chi entra negli allevamenti o nei laboratori per liberare gli animali, chi cerca attraverso la politica di dare spazio alla questione animale, chi promuove l’alimentazione vegan attraverso blog, articoli, post, video).
Queste persone hanno tutte una causa comune; alcune di loro lottano per essa, ma nonostante ciò, si schierano e si dividono, in campo, sui social, durante le manifestazioni.
Perché questo accade?
Intanto, non è una gara o una competizione: non è che una persona è più vegan di un’altra a seconda di ciò che fa (o non fa).
Ognuno porta avanti la sua scelta come vuole, dando l’esempio.
Ognuno vive anche una certa quotidianità, fatta da domande ripetitive di chi vegan non è, litigi e discussioni con chi sta intorno, allontanamento di persone care.
Quindi perché ci dovrebbe essere separazione (e a volte perfino odio) tra chi condivide la stessa scelta?
Perché le associazioni animaliste sono fatte da persone; le persone non sono infallibili, sono a volte sopraffatte da invidia, gelosia, competizione malsana, giudizio, odio, disprezzo.
Inoltre, ciò che accomuna queste persone è solo un aspetto, l’essere vegan. Non basta una sola condizione condivisa – seppur importante e sentita – per andare d’accordo.
Per cui, invece di fare squadra e rete, si cerca la divisione.
Come se ognuno giudicasse il “livello” altrui di essere vegan, come se ci fosse una graduatoria.
Si guarda l’altro, lo si giudica, senza guardare se stessi, il più delle volte.
“Mangi il magnum vegan? Assassino, ma non lo sai che così sostieni la sperimentazione animale?“
(È chi lo dice magari beve caffé e mangia cioccolato, che sono i due alimenti meno etici per lo sfruttamento delle persone).
“Ah, ma te mangi vegan solo per salute. Hai addosso la cintura e le scarpe di pelle. Non sei un vero vegan“.
Forse la persona non ha ancora fatto il passaggio completo oppure prima di buttare, non ha pensato di poter donare certi oggetti, o ha deciso di usarli fino a che non si deteriorino per poi non acquistarne più.
“Non sei abbastanza vegano perché non fai attivismo”.
Questo sono solo 3 esempi, se ne potrebbero fare migliaia.
È sempre facile puntare il dito verso gli altri. Rivolgerlo verso se stessi invece costa fatica, energia e lavoro.
Se investissimo le nostre energie in positivo, otterremo molto di più.
Proviamoci.
Insieme.
Ligeia Zauli

Domande? Dubbi? Curiosità?
Chiedi alla Dottoressa 🙂











Devi effettuare l'accesso per postare un commento.