Archivio dell'autore: Carmen Luciano
°°Tradizione & Letteratura Spagnola: La Corrida°°
La Corrida è una delle tradizioni più crudeli al mondo dove gli animali diventano protagonisti contro la propria volontà. Su di loro viene riversata inaudita violenza per il mero fine di intrattenere il pubblico e di incassare soldi. Con la scusa di voler mostrare la supremazia umana sulla forza bruta dell’animale si mette un atto un vero e proprio tormento ai danni di esseri senzienti, la cui reazione violenta nel vano tentativo di difendersi è frutto di un processo ben definito.

“In Spagna gli uomini non fanno altro che parlare di politica, di tori e di donne” raccontava già nei suoi Apuntes Autobiograficos la scrittrice Emilia Pardo Bazán, classe 1851. Attraverso il pensiero di uno dei personaggi della sua novela Insolación, Don Gabriel Pardo, Emilia mostra un modo alternativo di vedere questa usanza, tipica del suo paese natale.
Sale a relucir aquello de las tres fieras, toro, torero y público; la primera, que se deja matar porque no tiene más remedio; la segunda, que cobra por matar; la tercera, que paga para que maten, de modo que viene a resultar la más feroz de las tres
Dice Gabriel Pardo parlando delle corride
Secondo il personaggio, nella corrida ci sono tre bestie: il toro, il torero e il pubblico. La prima bestia si fa uccidere perché non ha scelta; la seconda uccide per guadagnare; la terza pagando affinché si uccida, risulta essere la più feroce fra le tre.
Prosegue il mio discorso in questo video pubblicato sul mio canale YouTube.
Buona visione.
Carmen
°°[Ricetta] Ricotta di Soia fatta in Casa°°
Nuovo appuntamento con le ricette! 🙂
Oggi mia mamma ha preparato una squisita ricotta di soia fatta in casa, ottima da mangiare così o da usare come ingrediente per primi e secondi piatti.

Ingredienti:
– 1 litro di latte di soia (noi abbiamo usato quello al naturale di LIDL)
– 30 grammi di aceto di mele (3 cucchiai circa)
– sale quanto basta (per ricotta salata, se la si vuole dolce non utilizzarlo)
Procedimento:
In una pentola versare il litro di latte di soia e portare a ebollizione a fuoco moderato. Appena il latte di soia comincia a bollire, spegnere il fuoco e aggiungere i 30 grammi di aceto di mele. Mescolare il tutto con una frusta da cucina per due minuti. Coprire la pentola con il suo coperchio e lasciare riposare mezz’ora il composto mentre si sta cagliando. Trascorso il tempo, sollevare il coperchio e versare il contenuto (che si sarà trasformato in piccoli “fiocchetti” di soia) in uno scolapasta rivestito con un panno di cotone pulito. Lasciare filtrare il liquido che si separerà così dalla parte solida. Quando tutto il liquido sarà sgocciolato, salare a piacere, e poi collocare la ricotta in uno stampo apposito e lasciar riposare a temperatura ambiente per almeno un’ora. Dopodiché mettere in frigo per almeno un’altra ora.
E la ricotta è pronta 🙂
°°Macelleria “I Piaceri della Carne”: Insulti Sessisti a Chi Non Mangia Animali°°
Oggi pomeriggio, 31 marzo 2020, è successo un fatto più che vergognoso.
Una macelleria di Milano, “I Piaceri della Carne“, ha fatto recapitare a diverse persone messaggi dal contenuto sessisti e pornografici sul social network Facebook. Ne hanno dato segnalazione due donne, Anna e Giovanna, che si sono ritrovate via messaggio privato le offese che riporto sotto forma di screenshot.

“Anche se sei un po’ cesso se vuoi ti permetto di leccarmi le palle mentre squarto l’agnello“.
Una frase volgare, nauseante, macabra inviata presumibilmente attraverso un copia/incolla alle donne sopra menzionate da un mittente che al momento non ha volto.
L’identità però sarebbe individuabile: l’eroe da tastiera, paladino della giustizia nonché rispettoso di ogni essere vivente sarebbe uno dei soci della macelleria milanese, risentito del ricevere messaggi di dissenso per la vendita di agnellini in prossimità di pasqua.
Perché, dovete sapere, anche se il mondo intero sta attraversando un periodo nefasto dove ogni giorno muoiono innumerevoli persone e altre rischiano la vita per salvarle, c’è chi con la vita e la morte altrui tira a camparci. E poco importa se le vittime del proprio business abbiano visto la luce del sole da poche settimane.
Ho contattato personalmente il numero di telefono fisso della macelleria per chiedere spiegazioni: mi ha risposto un uomo, che dopo aver ascoltato il mio leggere ad alta voce il messaggio di insulti da loro inviato, ha riagganciato senza tanti complimenti.
Ho chiamato nuovamente e stavolta, nel chiedere spiegazioni sul perché tanta volgarità, l’uomo ha risposto che l’idea era venuta al socio, che si scusava ma che lui non c’entrava con quella esternazione. La telefonata è durata meno di un minuto: il macellaio di innocenti ha tagliato corto dicendo che aveva da fare, e che noi potevamo fare ciò che ci piaceva.
Il post dove la macelleria pubblicizzava la vendita di agnellini ha ricevuto tantissime critiche, non più visibili. Esso infatti è stato rimosso in seguito alla valanga di commenti che ha collezionato.
Un messaggio comparso qualche ora dopo in risposta ad una recensione negativa sul locale ha permesso di rendere più nitide le cose.

Dopo aver già espresso il mio parere attraverso un video pubblicato sulla mia pagina, aggiungo un altro messaggio rivolto all’autore del commento, e dell’insulto:
Falsità, dire che chi è vegan impazzisce quando legge di agnellini mandati al macello. Chi è vegan sa che quasi tutti gli animali macellati sono dei cuccioli. L’industria dello smontaggio animale infatti miete vittime innocenti che spesso non hanno mai raggiunto l’età adulta.
Si inorridisce, piuttosto, nel vedere con quanta leggerezza si parla di corpi da macellare e vendere come se quei corpi non contenessero una vita.
Si inorridisce davanti all’assenza di sensibilità e di empatia.
Ogni anno si assiste ad una carneficina di piccoli, nati da poche settimane, e in una umanità intenta a risvegliarsi nella consapevolezza è comprensibile aspettarsi delle reazioni di dissenso.
Credo ci sia qualcosa di ben peggiore del ricevere come insulto un “assassino”. Se leggiamo la definizione di tale termine troviamo “omicida, criminale”. Per adesso il linguaggio comune vuole che esso sia attribuito a chi toglie la vita alle persone. Magari un giorno, quando il genere umano sarà più progredito, lo si intenderà anche per chi toglie la vita agli animali, che non sono inferiori alle persone, sebbene si vuol continuare a portare a vanti questo egoistico, antropocentrico stereotipo.
Non ci si lamenti troppo delle reazioni avverse: credo che gli animali, se potessero, preferirebbero essere appellati in modo spregevole a patto di vedersi lasciati stare. Invece perdono la vita.
Vengono fatti nascere, messi al mondo con una condanna a morte che grava già sulla loro testa.
Una condanna a morte in nome del vile denaro, fatto passare per “onesto lavoro” quando di onesto, nel negare il diritto all’esistenza, io non vedo proprio niente.
Detto ciò, ancora vergogna per il sessismo e la volgarità dimostrati.
Che queste parole rimangano impresse a tutti, clienti donne in primis.
Ma come ha detto qualcuno, <<non ci si può aspettare molto da chi per mestiere ammazza>>.
Che le persone aprano mente e cuore. Che finanzino le attività che la vita la rispettano per davvero. Che la mattanza di innocenti in nome di tradizioni, feste e altre umanate finisca presto.
Carmen
Ps: vi siete persi questa chicca? È veramente agghiacciante.












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