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°°Diritti Animali: A Ciascuno il suo Metodo di Attivismo°°

Ho deciso di scrivere questo articolo con la speranza che possa essere d’interesse sia per chi, dentro di sé, sente di fare poco per la causa animalista, sia per coloro che presuntuosamente sentono che siano invece gli altri a fare poco per la causa animalista.

L’argomento, come avrete capito, è la metodologia individuale di fare attivismo per i diritti animali.

Con 16 anni di esperienza maturata nell’ambito della diffusione del messaggio antispecista mi sento in dovere di accomodarmi alla scrivania e condividere il mio pensiero. Anche in risposta a questo clima di odio intestino creatosi grazie a chi crede di avere la soluzione e la verità in tasca.

Qual è il modo migliore di difendere gli animali e raggiungere più coscienze possibili per la liberazione dalla schiavitù imposta alle altre specie dalla nostra?
La risposta è che non vi è un solo ed unico modo, ma molteplici.

Siamo individui simili ma diversi fra loro: è normale e naturale che ciascuno abbia il modo di porsi che più di confà alla propria indole. Pretendere che tutti seguano una linea definita è un allarmante controsenso, visto che alla base della filosofia vegan troviamo proprio il rispetto per la spontanea singolarità di ciascun essere.

Dopo mesi di analisi, ho provato a suddividere il movimento veganimalista in macrogruppi:

  • I Self-Vegans – Chi sono? Sono quei vegani che sono vegani ma non sentono il bisogno di informare chi li circonda della loro scelta etica. Vivono la loro esistenza nel rispetto di quella altrui senza però pronunciarsi. Pacifici, non amano le dispute e i dialoghi accesi. Per questo evitano ogni sorta di scontro. Sono in pace con se stessi ed hanno una percezione distaccata della società.
  • I Friendly-Vegans – Sono vegani che nonostante i loro ideali divergenti dalla società che li circonda, non hanno allontanato vecchie amicizie o parenti che ancora mangiano animali. Vivono la loro vita, e il loro essere vegani, in incredibile armonia con chi li circonda. Spesso, proprio grazie all’amicizia che non viene alterata, sono in grado di essere d’esempio per chi li osserva curiosi.
  • Gli Angry-Vegans – Sono persone di indole molto turbolenta, con carattere forte e deciso che adorano spronare la coscienza degli altri entrandovi in contrasto. Mettono moltissima energia nei loro atti animalisti, e talvolta non negano di apprezzare metodi invasivi o violenti. Vedono in chi mangia ancora animali ipotetici nemici e per questo non hanno mezze misure per difendere gli animali.
    Non propensi al dialogo (credono sia una perdita di tempo), preferiscono agire.
  • Gli Smart-Vegans – Vivono in un mondo fatto di carta, parole, articoli, condivisioni e tutto ciò che ha a che fare con l’intelletto. Difendono gli animali avvalendosi del mezzo stampa e vedono nell’informazione cartacea un potente strumento per avvicinare le persone e sensibilizzarle al tema dell’antispecismo. Spesso sono giornalisti, scrittori o insegnanti.
  • I FoodLover-Vegans – Amano il cibo e pensano che la rivoluzione parta proprio dalla cucina. Conoscono le principali proprietà di frutta, verdura, ortaggi, cereali, semi e legumi e sono capaci di creare mix esplosivi. Con la loro arte culinaria creano delizie commestibili che catturano l’interesse di chi crede, erroneamente, che la buona cucina preveda alimenti di origine animale.
  • I Vegan-Heroes – Ogni giorno si dedicano al recupero, al salvataggio e alla messa in sicurezza di animali che altrimenti morirebbero a causa della crudeltà o dell’indifferenza umana. Da loro dipendono le vite degli animali che ospitano nei rifugi o santuari, e che accudiscono amorevolmente.
  • I Vegan-Activists – Sono persone che singolarmente o facendo parte di associazioni si attivano per gli animali portando i loro diritti nelle piazze, nelle scuole o in politica. Il loro mezzo di comunicazione preferito è quella di tipo orale. Mettono in atto proteste, manifestazioni e cortei e sostengono la causa con la loro presenza.
  • I Doctor-Vegans – Non sono molto attivi nel sociale. Passano il loro tempo dedicandosi anima e mente immersi nello studio. Il loro obiettivo e di specializzarsi in ambito scientifico per essere d’aiuto agli animali con le proprie scoperte.

Possiamo dire che i self-vegans siano meno vegani degli altri perché non si esprimono?
Possiamo criticare i friendly-vegans per l’amicizia che intendono mantenere con chi ha fatto parte della loro vita anche prima che smettessero degli animali?
Possiamo contestare i metodi esuberanti degli angry-vegans?
Abbiamo il diritto di dire agli smart-vegans che pensano solo a fare informazione?
Ci sentiamo in dovere di dire ai foodlover-vegans che cucinando “e basta” fanno poco per la causa? Sono solo i vegan-heroes a poter essere definiti davvero vegani?
Che dire dei vegan-activists? Che si incentrano solo nei cortei e si “sporcano poco le mani”? E i doctor-vegans? Passano troppo tempo chiusi nei laboratori a studiare?

Se riflettiamo bene, ciascuna fazione metodologica ha la sua importanza.
Nessuna di queste è inutile per la liberazione animale.

Abbiamo bisogno di chi è vegan per se stesso, perché non mangia animali e già per questo fa qualcosa per loro.
Abbiamo bisogno dei vegani amichevoli, perché chi ancora non lo è non è nostro nemico ma un individuo totalmente assorbito nella schiavitù umana che ancora deve liberarsi da catene ideologiche.
Abbiamo bisogno anche dei vegani arrabbiati, perché sono capaci di scontrarsi con umani duri di comprendonio. Le alte temperature piegano il ferro, e loro lo sanno.
La causa animalista ha la necessità di essere diffusa nelle scuole e mediante la letteratura, ecco perché gli intellettuali vegani sono anch’essi importantissimi.
I volontari che accudiscono le anime salvate dal macello? Sono persone amorevolmente abneganti e gli animali hanno bisogno di loro.
Gli attivisti di strada? La loro voce è indispensabile per dare eco ai lamenti di chi non può farsi sentire. Ed infine, gli scienziati, i medici, i biologi e i ricercatori vegan: coloro che mettono la scienza dalla parte degli animali.

Tutti siamo importanti, tutti siamo indispensabili.
A meno che non sia finalizzata al mero tornaconto personale (verrebbe meno l’ideale vegan), non esiste azione che non sia necessaria ed utile alla causa.

<<Se possiamo documentarci e manifestare nelle piazze, o condividere sui social notizie scientifiche che affermano che ci si può alimentare in modo totalmente vegetale senza dover uccidere gli animali è grazie anche a chi è chiuso in uno studio o in un laboratorio per studiare. Quindi anche chi non può manifestare in piazza per assenza di tempo dovuto ad impegni scientifici è utile alla causa>> ha affermato oggi mio fratello, futuro ingegnere biomedico vegan. E io non posso che appoggiare totalmente la sua idea.

Lo ripeto spesso, e lo metto anche nero su bianco: dovremmo iniziare a vederci come una squadra di calcio. Prendo come esempio questo sport perché è quello che la società più ci propone.
In una squadra di calcio, i membri hanno ruoli differenti.
C’è chi sta in porta, chi difende, chi attacca e anche chi sta in panchina.
Sarebbe controproducente e deleterio se tutti stessero in porta, o tutti in panchina.
Ma anche se tutti fossero difensori o attaccanti.
Il successo di una squadra sta proprio nel ricoprire ruoli diversi in base alla propria indole e alle proprie qualità. Ed è grazie a questa suddivisione di compiti che si arriva a fare goal.

Dobbiamo essere quindi una squadra unita, perché in ballo non c’è il primo posto in classifica ma la vita di miliardi di esseri innocenti.

Spero che le mie parole possano essere uno spunto di riflessione per chi ha letto questo articolo.

Carmen.

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°°Diventeremo tutti vegan? All’inizio no. Ma alla fine sì°°

Quando è in atto un cambiamento è difficile tirare le somme e stabilire se esso rimarrà fermo a metà o vedrà il suo completamento nel tempo. C’è chi è totalmente fiducioso nella riuscita, e poi c’è chi è contrario e ne auspica il fallimento.

Oggi sappiamo che la trasformazione della società umana è incentrata sul salto di qualità empatico che influenza stile di vita ed alimentazione.
Dopo secoli trascorsi con i diritti umani come protagonisti, adesso è il turno di quelli delle altre specie.

Gli animali sono da sempre stati visti come beni di possesso, e conseguentemente collocati nella categoria posta al livello più basso della scala d’importanza dell’immaginario umano.
Se in principio poche personalità illustri, di spicco, hanno espresso rispetto e compassione nei confronti di queste vite, oggi è ormai diffusa l’idea che quanto l’umanità ha riservato loro nei secoli è una delle più grandi ingiustizie mai protratte nella storia.

Usati come cibo, abbigliamento, mezzo di spostamento, mezzo di intrattenimento e tanto altro. Gli animali non hanno mai goduto di alcun tipo di tutela.

La nascita di società vegetariane e vegane ha portato fra le persone informazione su uno stile di vita alternativo. La lotta animalista poi, nata pressoché una manciata di decine di anni fa, ha fatto passi enormi arrivando a numerose conquiste in tutto il mondo.

Ma oggi, con milioni di persone vegetariane e vegan disseminate fra tutti i continenti, con multinazionali e colossi commerciali che si aprono alla produzione 100% vegetale, cosa possiamo dire?
Saremo veramente tutti vegani in futuro?

La prima risposta che mi sento di dire è no.
Non saremo tutti vegani. Almeno non nell’immediato futuro.
Ci sono ancora tantissime persone che vivono ignare di quanto sia sbagliato e dannoso allevare animali e mangiarli. Ci sono ancora fin troppe realtà commerciali che non vogliono assolutamente perdere il loro “lavoro” e i propri clienti.
Gli interessi, in poche parole, sono ancora altissimi e gli introiti economici così ingenti da portare i coinvolti nella mattanza animale ad adottare qualsiasi strategia per dissuadere “le masse” dal diventare vegan. Media inclusi.
In più, non di poco conto, ci sono tutti coloro che della carne ad uso alimentare hanno una vera e propria dipendenza.

Il movimento vegan dunque è destinato a fallire nell’intento di portare equilibrio fra umani e animali?

No. Non credo.
Credo piuttosto nella citazione non puoi fermare un cambiamento la cui ora è giunta” (Victor Hugo). Se in un primo momento infatti non diventeranno tutti vegani, in un secondo momento invece ho idea che accadrà.
Ciò che quelli che lucrano sugli animali non tengono di conto è di tre fattori importanti:
1) La sensibilità
2) L’educazione al rispetto
3) L’emulazione

La sensibilità è strettamente collegata alla compassione, ed entrambe sono qualità innate e congenite di ciascuno di noi. Solo che in taluni esse sono assopite. Chi ha percezioni più sottili è capace di amplificare queste doti. Ciò è visibile già in alcuni bambini, che diverranno adulti distinti dagli altri. La sensibilità è contagiosa. Stare a contatto con chi ha rispetto per ogni forma di vita sensibilizza chi sta intorno.

L’educazione al rispetto invece sta alla base delle nuove famiglie vegane che si stanno formando proprio in questi anni. A differenza del rispetto stereotipato al quale siamo abituati ed iniziati sin da piccoli, il vero rispetto prevede l’alienarsi da ogni tipo di pensiero scorretto nei confronti degli animali. Significa non vedere il cavallo come un mezzo da traino e non vedere le pecore come esseri che “producono” lana, giusto per fare due esempi. Un’educazione di questo tipo rimane nell’individuo che la riceve a vita, rendendolo in grado di estenderla a chi lo circonda.

L’emulazione, come terzo fattore, è sottovalutata ma a mio avviso importantissima. I bambini, sin dallo stato neonatale, imparano a comunicare, ad esprimersi coi movimenti proprio emulando gli adulti. E’ attraverso l’emulazione che un bimbo o una bimba imparano a camminare, proprio vedendo gli altri in piedi. Ciò che ci circonda e i gesti di chi ci circonda dunque arrivano a noi come un qualcosa di naturale da copiare.
E’ proprio grazie all’emulazione che siamo giunti fino ad oggi ammazzando gli animali. I grandi mostravano ai ragazzini come si faceva spronandoli a fare lo stesso per imparare. I giovani, sentendosi grosse aspettative su di sé, obbedivano perché tali azioni erano messe in atto da familiari. E sappiamo bene quanto possa influire su un individuo il grado di parentela.
Se siamo arrivati fino ad oggi dunque mangiano gli animali, vestendo con i resti animali, guardando gli animali allo zoo, al circo o all’acquario è per mera emulazione.
In che modo quindi sarà la stessa emulazione a portarci a diventare vegani?
Semplice, con l’aumentare delle persone vegane stesse.
Se in un primo momento il cambiamento avverrà spontaneo in coloro che sono destinati a portare avanti e a diffondere un messaggio antispecista, alla fine sarà assorbito per “osmosi” anche da tutti gli altri. Esattamente come oggi, ancora per poco, nasciamo con la consapevolezza di compiere gesti normali, presto nasceranno nuove generazioni consapevoli che non mangiare animali sia assolutamente normale. Con la differenza che in un futuro vegano nessuno si sveglierà mai dal torpore della coscienza chiedendosi “ehi ma perché non uccidiamo nessuno?”.
Ciò che è giusto e ciò che non lo è lo sappiamo bene per natura. Tutti.
Come abbiamo accettato per fin troppo tempo il male, o di vivere in una società violenta senza batter ciglio, siamo in grado di accettare anche quanto di più giusto può esserci al mondo e di vivere nella più totale pace.

Chi pensa che una società sana con saldi principi dove nessun diritto viene calpestato sia utopia, dovrebbe prendere la macchina del tempo e tornare in epoche dove i diritti dei “neri” erano utopia. Dove i diritti delle “femmine”, erano utopia. Dove la vita umana poteva essere schiavizzata, barattata, venduta o annullata.
Oppure in quei periodi storici dove non esisteva la possibilità di esprimere la propria opinione, perché gli unici a saper scrivere e a poterlo fare erano coloro sottoposti al potere regio.

Agli albori di un cambiamento è quasi naturale la sfiducia nel processo di evoluzione. Ridicolo o no che possa sembrarci, il cambiamento accade e va avanti come un domino senza che possa essere fermato.
Fa parte di noi in un disegno umano che forse non tutti possono comprendere.
Non ci si sveglia da un giorno all’altro pensando “oggi voglio cambiare il mondo”. Accade e basta. Perché forse è così che deve andare.

Mi sento di dire che sono molto fortunata di essere nata nel XXI secolo, perché la liberazione degli ultimi rimarrà nella storia dell’umanità esattamente come le altre conquiste civili. E forse sarà l’evento più importante fra tutti.
Sono anche consapevole del lato triste di questo periodo storico, ossia quello di sentirsi spesso schiacciati da una società che non sento davvero mia, rea di essere avanguardista per diritti animali. Ma sono consapevole della mia importanza. E di quella di tutto coloro impegnati nella lotta per i diritti animali.
E non importa quanto soffriremo o staremo male. Il nostro impegno verrà ripagato.

Chissà se un giorno gli archeologi del futuro andranno alla ricerca di ciò che ha portato alla scintilla del cambiamento. Chissà se esisterà sempre internet, e se i pensieri scritti su siti e blog verranno riportati alla luce come pergamene d’Egitto. Sarebbe bellissimo far capire ai posteri come abbiamo usato, dalla sua diffusione su larga scala ad oggi, il mondo di internet per difendere il mondo reale e tutti i suoi abitanti.

 

Carmen

°°[Novità] Account Ufficiale Instagram °°

Cari e care followers, vi informo che in data 30 marzo 2018 è stato aperto l’account ufficiale Instagram collegato al mio blog 🙂

Non avete l’app Instagram installata? Scaricatela subito gratuitamente 🙂

Instagram è un social network giovane dove tutto ruota intorno a foto e brevi video. Da poco è stata introdotta la novità delle “stories” dove poter girare video in diretta, pubblicare sondaggi e molto altro.

Vi aspetto sul profilo di

Think Green • Live Vegan • Love Animals

con tutte le informazioni sullo stile di vita vegan e sulle novità del blog in formato foto! 🙂

Sarà inoltre possibile comunicare in modo diretto e privato attraverso i Direct Messages. Avete dubbi? Curisità? Domande? Sono a vostra disposizione per rispondere ai vostri messaggi 🙂

Molte persone hanno già iniziato a seguire l’alter-ego instagram del mio blog. Aspetto anche voi!

A presto!

Carmen

°°Novità: Canale YouTube Ufficiale°°

Cari e care followers,
vi informo che anche Think Green •Live Vegan • Love Animals ha finalmente il suo canale YouTube ufficiale 🙂
YouTube da oltre un decennio permette agli utenti di poter vedere e condividere video con e in tutto il mondo.
Cosa troverete nel mio canale ufficiale?
Tante novità!
– Video-articoli su notizie animaliste ed inerenti ai diritti animali, con iniziative portate avanti dal blog stesso.
– Recensioni dei prodotti cruelty free più approfondite.
– Video-ricette con consigli per alimentarsi in modo 100% vegetale.
– Dirette video dove poter comunicare con voi in modo totalmente diverso.
– Video ricordo di iniziative passate.
… e tanto altro ancora!

articolo youtube

Per iscrivervi sul mio canale YouTube cliccate QUI.

Ho deciso di inaugurare il mio canale youtube caricando come primo video l’intervista che Ilaria Marucelli e Giacomo Bottinelli del Settore Educativo #Lav mi hanno fatto in occasione dei 40 anni dell’associazione. Nel video, girato nel mese di giugno 2017, racconto della mia esperienza con Lav quando avevo 12 anni e di come sono diventata vegetariana, e poi vegan 🙂

Con: Lorenzo Lombardi, Gianluca Felicetti e Andrea Musso

Spero possiate trovarlo interessante.

 

Vi aspetto anche su YouTube!

Carmen.

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