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°°[Review] Zaino Limited Edition Miomojo for AnimalsAsia°°

Ciao a tutt*!

Qualche giorno fa mi sono fatta un regalino speciale, un nuovo zaino per l’università, ed eccomi qui a condividerlo con voi 🙂

Si tratta del backpack Miomojo for AnimalsAsia.

È leggero, in poliestere effetto juta intrecciata ed è particolarmente grazioso con i suoi colori beige e marrone.

Si apre con cerniera a zip nella parte superiore, come fosse una busta. L’estremità si piega e grazie alla presenza di due calamite rimane l’effetto estetico come in foto.

Sul davanti porta una seconda zip che aprendola rivela una tasca per collocare ciò che vogliamo.

Sul retro porta le spalline, marroni, leggermente imbottite.

L’interno dello zaino è sempre in poliestere ma di colore marrone con loghi Miomojo e presenta tasche porta accessori.

Cucito sul davanti e impresso sulle zip c’è il logo dell’associazione AnimalsAsia.

Lo zaino infatti, in edizione limitata, si prefigge di sostenere questa realtà animalista che da anni si batte per i diritti degli orsi della luna.

Gli orsi della luna sono sfruttati nelle fattorie della bile per l’estrazione della stessa. Chiusi dentro gabbie con un tubo inserito nel fegato, questi animali vengono sfruttati per anni. Anche per tutta la loro esistenza.

Ho deciso di comprare questo zaino perché adoro il marchio Miomojo e per la nobile causa. Oltre ad offrire modelli di accessori davvero carini (ho già una mini beauty bag di questo brand) Miomojo è un’azienda seria impegnata per l’ambiente e per i suoi abitati. Gode della certificazione Vegan di Vegan Society e i materiali usati sono atossici ed ecologici.

Sostiene molti enti di protezione animale e permette ai clienti di scegliere a chi devolvere il 10% degli acquisti.

Ho pagato lo zaino 59.90 euro. La percentuale di donazione l’ho devoluta ad Essere Animali. Il pacco è arrivato in pochi giorni (spedizione gratuita) e insieme allo zaino ho trovato dei regali *-*

Eccoli.

Due pochette con zip in tessuto dal motivo floreale, una maglia con il simbolo degli orsi della luna (in cotone e bamboo) e un’agendina.

Miomojo spesso regala set di questo tipo e io ho approfittato della promozione di fine luglio.

Ho già provato lo zaino e mi piace molto anche per come contiene libri e quaderni. Vi farò poi sapere fra qualche mese la sua resistenza fra ore di corso all’università di Pisa.

Curiosi di conoscere altri modelli? Visitate il sito www.miomojo.com.

Alla prossima recensione!

Carmen

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°°Intervista a Manfredi Rondina Chef: La Forza della Cucina Naturale°°

Dopo la bellissima esperienza del The Vegetarian Chance, Festival di Cucina e Cultura Vegetariana tenutosi nel mese di maggio a Milano, ho il piacere di proporvi un’intervista concessami da uno degli 8 chef che si sono sfidati ai fornelli, preparando piatti naturalmente strabilianti: si tratta di Manfredi Rondina, il più giovane in gara, che mi ha particolarmente colpito con il suo formaggio “fermaggio” vegetale a base di noci e per il pizzico di etica con cui ha condito la descrizione dei suoi piatti.

Buona lettura.

 

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 Caro Manfredi, come ti sei avvicinato all’alimentazione vegetariana e vegana?
 Segui una di esse personalmente?
Lessi un articolo nel quale si parlava degli animali come esseri viventi capaci di emozioni ed empatia, che allattano i propri cuccioli come noi facciamo con i nostri. Iniziai a non considerarli più come cibo ma come amici da rispettare. Il cambiamento fu repentino e il giorno seguente smisi di mangiare la carne e iniziai il mio cambiamento personale, ridimensionandomi all’interno dell’universo come cellula di un grande organismo che non può nutrirsi dei suoi fratelli per alimentarsi. Sono vegetariano da quasi 5 anni e sto eliminando anche l’utilizzo dei latticini e delle uova per creare una cucina nuova e salutare.

 Poche settimane fa si è tenuto il festival The Vegetarian Chance a Milano, dove hai partecipato alla gara di cucina con altri chef e sei stato giudicato da una giuria importante. Come hai vissuto questa esperienza?
L’esperienza è stata fantastica, trovarmi all’interno di una realtà dove non ero considerato un alieno che parla di cose strane ma come una persona da ascoltare perché ha qualcosa di importante da dire. Il concorso mi ha arricchito moltissimo, l’incontro con Pietro Leeman la sua cucina e il suo modo di cucinare mi ha scosso profondamente, facendomi capire che il percorso che sto facendo è giusto e va perseguito.

 I tuoi piatti proposti in gara sono piaciuti particolarmente. Il formaggio vegetale poi ha conquistato l’area stampa. Qual è il segreto della sua preparazione?
Il mio formaggio vegetale che ho chiamato “Fermaggio” da fermentazione è l’evoluzione
del cugino formaggio. La sua preparazione è molto semplice e non c’è un segreto
particolare, semplicemente richiede cura ed attenzione, rispetto delle temperature e dei
tempi di fermentazione. La preparazione di un buon rejuvelac fresco è molto importante, scegliendo cereali di qualità meglio se antichi. La frutta secca utilizzata nella preparazione del fermaggio è l’ingrediente principale quindi dovremmo sceglierne di biologica e non trattata chimicamente scegliendo produttori ecosostenibili e da mercati equo-solidali per quanto riguarda gli anacardi.

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Il “Fermaggio” dello Chef Manfredi Rondina preparato in occasione del Vegetarian Chance

 In base alla tua opinione, le scuole alberghiere forniscono sufficiente preparazione degli studenti in ambito di cucina vegetale?
Durante la mia formazione presso l’istituto alberghiero di Cave (RM) si parlava ben poco di vegetarianesimo eccezion fatta per alcuni cenni sopratutto nelle lingue straniere. Invece recentemente ho avuto il piacere di lavorare con una stagista al 3° anno di alberghiero che nella sua scuola (Treviso) aveva preparato dei menù completamente vegetariani quindi conosceva l’humus di ceci e i falafel: preparazioni di base in questo tipo di cucina. Da questo possiamo dedurre o supporre che le cose stanno cambiando e si stanno muovendo verso una maggiore consapevolezza alimentare anche nei docenti degli istituti alberghieri.

 

 Attraverso la cucina a tuo avviso si può trasmettere empatia?
La cucina è un canale diretto per trasmettere emozioni. Mentre cuciniamo, il nostro stato
d’animo che emana tutto intorno da noi, penetra il cibo che stiamo preparando con le
nostre mani e con i nostri pensieri, è uno scambio di energia tra noi e gli alimenti quindi
dobbiamo avere la premura di cucinare le nostre pietanze con un sentimento d’amore,
questo farà si che il risultato finale sia ottimo da mangiare, da vedere e da assimilare. Al
contrario se noi cucinassimo con rabbia o preoccupazione, otterremmo un piatto senza
sapore, dal brutto aspetto e che potrebbe risultare pesante o indigesto: quando si è
arrabbiati meglio non cucinare ne mangiare perché potremmo inquinare l’alimento. Sì, la cucina può trasmettere empatia!

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Uno dei piatti dello Chef – Foto di Michela Fabriani

 

 Quali sono le tue ambizioni?
Non ambisco a scalare la piramide sociale, desidero profondamente vivere un’esistenza
serena alla ricerca della felicità e della pace per me e per il nostro pianeta. Sembra una
risposta da miss mondo ma credo che diffondendo uno stile di vita sano nel rispetto del
prossimo e degli animali, del mondo vegetale e di ogni altro essere vivente, possiamo
cambiare le sorti della storia creando un mondo pieno di benessere e gioia.

 Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho intrapreso un percorso da libero professionista, uscendo fuori dalle cucine dei ristoranti in cui lavoravo gran parte della settimana per dedicarmi ad un tipo di lavoro più itinerante e fantasioso dove dar vita alle mie idee di eventi e incontri con il cibo, organizzando feste e show cooking. Mi sto dedicando alla produzione del mio Fermaggio e sto cercando di aprire un laboratorio di produzione.

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Chef Manfredi Rondina a lavoro – Foto di Michela Fabriani

 Nella vita di tutti i giorni adori stare ai fornelli? Se sì, cosa cucini?
Cucino sempre, ovunque mi trovi. Adoro cucinare e mangiare bene e dato che è una cosa
che mi riesce molto bene, mi piace condividere questa mia passione con me e con gli altri. Si perché bisogna anche prendersi cura del proprio corpo offrendogli ottimi pasti magari da consumare in buona compagnia su una tavola ben apparecchiata o sul telo steso su un prato in montagna. Anche l’occhio vuole la sua parte quindi bisogna sempre abbellire il contorno del pasto.

 Cosa non può mai mancare nella tua dispensa?
La frutta è una cosa che deve essere sempre presente nella mia fruttiera, ne mangio
moltissima e non mi sento mai appagato se non ne ho abbastanza e di stagione. La
verdura fresca comprata da contadini ormai diventati familiari. La farina di ottima qualità da produzione biologica e integrale o setacciata, la frutta secca e i semi, alimenti ricchissimi che danno la carica alle nostre giornate. Il sale deve essere integrale, l’olio extravergine di oliva di buona qualità, lo zucchero integrale. Insomma la nostra dispensa deve essere ricca e colorata: dovremmo spendere meno per altre cose e più nella qualità del nostro cibo. Ne gioverà la nostra salute.

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Manfredi Rondina – Foto di Michela Fabriani

 Qual è il tuo piatto preferito?
Amo la cucina povera, le preparazioni semplici fatte con amore: riso e lenticchie che
prepara mia nonna è uno dei miei piatti preferiti. Non ho un piatto preferito in particolare.

 Dai un consiglio ai ragazzi che vorrebbero intraprendere il tuo stesso percorso
professionale
Siate curiosi! non fermatevi alla prima esperienza, cercate fatelo con passione e voglia di
crescere. Puntate a lavorare con persone di esperienza che possano insegnarvi più cose
possibili. Non sentitevi mai arrivati e abbiate la volontà di crescere continuamente in
continua formazione, perché il mondo della cucina è un mondo infinito e dalle molteplici
sfaccettature. Inizialmente dobbiamo accontentarci di essere pagati molto poco o di non
esserlo affatto, ma bisogna andare avanti e non accontentarsi di uno stipendio sicuro al
posto di un posto di lavoro stimolante.

Potrete seguire Manfredi Rondina
sul suo blog personale
LaForzaDellaNatura.com
e sulla sua pagina Facebook ufficiale.

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I Fermaggi di Manfredi Rondina Chef

 

(c) Think Green – Live Vegan – Love Animals // Carmen Luciano

 

°°Novità: Canale YouTube Ufficiale°°

Cari e care followers,
vi informo che anche Think Green •Live Vegan • Love Animals ha finalmente il suo canale YouTube ufficiale 🙂
YouTube da oltre un decennio permette agli utenti di poter vedere e condividere video con e in tutto il mondo.
Cosa troverete nel mio canale ufficiale?
Tante novità!
– Video-articoli su notizie animaliste ed inerenti ai diritti animali, con iniziative portate avanti dal blog stesso.
– Recensioni dei prodotti cruelty free più approfondite.
– Video-ricette con consigli per alimentarsi in modo 100% vegetale.
– Dirette video dove poter comunicare con voi in modo totalmente diverso.
– Video ricordo di iniziative passate.
… e tanto altro ancora!

articolo youtube

Per iscrivervi sul mio canale YouTube cliccate QUI.

Ho deciso di inaugurare il mio canale youtube caricando come primo video l’intervista che Ilaria Marucelli e Giacomo Bottinelli del Settore Educativo #Lav mi hanno fatto in occasione dei 40 anni dell’associazione. Nel video, girato nel mese di giugno 2017, racconto della mia esperienza con Lav quando avevo 12 anni e di come sono diventata vegetariana, e poi vegan 🙂

Con: Lorenzo Lombardi, Gianluca Felicetti e Andrea Musso

Spero possiate trovarlo interessante.

 

Vi aspetto anche su YouTube!

Carmen.

°° Lettera Aperta a Virginia Raffaele: Ti Racconto il Bello di Svegliarsi Vegan °°

Quando si è personaggi dello spettacolo inseriti in programmi televisivi molto seguiti, pur di lavorare e di continuare ad avere una carriera ed un pubblico, capita anche di dover dire delle fra$i veicolanti un messaggio preciso.
Ieri, deridere il movimento etico vegan è toccato alla showgirl Virginia Raffaele, nota per le sue perfette e simpatiche caricature di altri personaggi noti: Belen Rodriguez, Carla Fracci, Donatella Versace ecc.

Durante un programma, all’apice della sua performance, Virginia ha detto che al mattino ha paura di svegliarsi vegana. Come da copione il pubblico è esploso in risate fragorose ed applausi scroscianti.
<< [..] la paura di svegliarmi una mattina qualunquista. Peggio: Vegana >>.
Ma davvero essere vegani fa così ridere? E’ davvero peggio di essere qualunquisti?
Davvero si vuole far passare l’idea che si debba aver paura nel diventarlo?

Ho deciso di scrivere questa lettera aperta alla Raffaele, perché mi sento in dovere di difendere la filosofia di vita che ho abbracciato da anni, con la speranza che possa arrivare dritta alla diretta interessata, passando sotto gli occhi di chi ha riso alla sua triste battuta.

Cara Virginia.
Sarebbe una bugia se dicessi che non ho mai riso in vita mia vendendoti trasformata camaleonticamente ad arte in uno dei personaggi che interpreti sul palco.
Sei perfetta, simpatica, sicuramente unica nel tuo genere e questo è solo merito del grande lavoro che sicuramente svolgerai per arrivare ad un determinato livello.
Ti scrivo questa lettera aperta e leggibile a tutti poiché in una tua ultima apparizione pubblica hai deciso, per volontà tua o di terzi puoi saperlo solo tu, di ironizzare su un qualcosa di cui non c’è proprio niente da ironizzare. Hai affermato, per far ridere chi ancora ignora, di avere paura di svegliarti vegana.
Sai, da persona che si sveglia vegana ormai da oltre 6 anni ti posso garantire che non ho alcuna paura. Penso semmai a quella che provano gli animali stipati nei camion diretti al macello ogni santa mattina. Il corridoio verso la morte, l’odore di sangue, l’elettronarcosi, le pistole, i macchinari che smembrano esistenze che erano intere qualche secondo prima.
Sai Virginia, io credo che tu la paura non l’abbia mai provata.
La paura più vera è sicuramente quella di perdere la vita. Ma tu non hai di questi problemi perché sei nata in un’epoca in cui ci sono leggi che tutelano la tua vita. Sai perché esistono? Perché qualcuno è morto per ottenerli, quei diritti.
Se fossi nata qualche secolo fa, nel vederti desiderosa di emanciparti magari avresti avuto una folla di spettatori, sì, ma intenti a godersi lo spettacolo della tua annientazione su una pira di legno.
Sarebbe potuto accadere anche a me, viste le idee divergenti che mi caratterizzano.
Per fortuna i tempi sono cambiati, il progresso è avvenuto, e sia io che tu abbiamo la fortuna di poter dire che le nostre vite sono tutelate.
Perché allora ridere su coloro che tutelano chi ancora non ha diritti?
Fa davvero sollazzare la volontà di difendere chi viene calpestato, oppresso e soppresso?

Una cosa vera, nella finzione, l’hai fatta: accostare la parola “vegan” al verbo “svegliarsi”.
C’è sempre una goccia di bene nel male.
Diventare vegani significa proprio svegliarsi nella coscienza e nella consapevolezza.
Nel sonno della ragione si può anche sognare di star bene e al sicuro, ma non siamo fatti per essere individui dormienti. Siamo fatti per essere attivi, per portare ai massimi livelli le nostre facoltà intellettive, e dire di aver paura di diventare una persona più sensibile e rispettosa è un insulto alle stesse. Il sonno della ragione continua a portare terrore, paura, morte e annientazione per miliardi di esseri innocenti. Ogni anno.
Non c’è niente da ridere su chi si è svegliato ed ha deciso di allontanarsi da un modo di vivere crudele, antropocentrico, egoista.

Sei bravissima nel calarti nei panni di personaggi famosi.
Perché non provi a calarti nei panni di chi ogni giorno perde la vita per finire in un piatto?
Non avrai applausi da un pubblico stolto, se lo farai, ma riceverai un plauso dalla tua coscienza.

Gli animali non sono oggetti, non sono cibo né vestiario. Non sono mezzi di trasporto né d’intrattenimento.

Da oltre 6 anni mi sveglio vegana. Non ho paura delle mie scelte, anzi, sono la cosa per cui vivo.
Non ho paura di affrontare una società intera che ancora è assopita. Non ho paura di essere incompresa, derisa, offesa.
Ho paura soltanto che possa essere troppo tardi per la nostra specie per riuscire a chiedere scusa per tutto il male che abbiamo fatto nei secoli.
Distruggere gli animali, abitanti del mondo come noi, ci sta portando solo e soltanto ad una lenta estinzione. Siamo fatti per vivere insieme, uniti, non per distruggerci a vicenda. Ma avrò sempre un granello di speranza nel pensare che tutto può risolversi diversamente, e che riusciremo a raggiungere l’equilibrio andato perduto.

Cara Virginia, ti invito a riflettere su quanto hai espresso pubblicamente.
Rifletti sulle conseguenze che hanno le tue parole e sulla potenza che potrebbero avere se fossero positivi, e non negativi, i messaggi da diffondere.
Ti prego di non pensare sul serio al veganismo come una scelta di cui aver paura perché la vera paura è un’altra, e nemmeno di dirlo se non lo pensi realmente.
Diventare vegan è la scelta migliore che si possa fare per noi, per la nostra salute, per gli animali e per la natura che ci permettere di esistere.

E’ la vita, l’unico vero spettacolo che merita di essere applaudito.

– Carmen

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