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°°Anatra Cade dal Tir che la Trasporta al Macello: muore tra le Braccia di Chi la Raccoglie°°

È successo lunedì 16 ottobre a Noceto (Parma). 

Mentre un camion di trasporto animali vivi viaggiava di sera su una strada, di punto in biaco insieme al vortice di piume è caduta all’esterno e sull’asfalto una delle creature trasportate e rese merce dall’industria alimentare: un’anatra. 

Proprio dietro al camion, all’interno della sua auto, viaggiava la bodybuilder vegan Rosalinda Iodice, che nel vedere la triste scena è subito corsa a recuperare il volatile ferito. 

“C’erano piume ovunque” ha detto Rosalinda riferendosi al camion.

Portata a casa e messa al caldo, l’anatra è morta poco dopo fra le sue braccia. Particolarmente toccanti sono state le sue parole condivise sul profilo facebook:

“A volte il destino è così bizzarro.. Tra le migliaia di persone che potevano esserci dietro quell’immenso tir di gabbie piene di anime, c’ero io! Si proprio io. Vi seguivo con il cuore in gola, attonita dinnanzi alla crudeltà umana. E poi tu che sei caduta al centro di una strada buia…

Mentre le macchine sfrecciavano ho incrociato i tuoi occhi, senza nemmeno esitare un istante mi sono letteralmente lanciata al centro della strada. Posso solo immaginare la tua storia, il tuo dolore e di quello di tutte le altre anime in corsa verso il macello. Tutta bagnata e sporca di feci sei morta tra il calore delle nostre braccia ❤”

Un orribile destino, quello degli animali reputati da macello. Allevati come schiavi, costretti a vivere una vita a metà fatta di privazioni e negazioni, ed infine condotti verso la morte. Un destino che non è riportato da nessuna parte in natura, ma che gran parte dell’umanità pretende sia verità suprema in nome dell’egoismo, della cattiveria, della più terribile assenza di empatia. 

Nella sua vita sfortunata, questa piccola esistenza ha avuto il privilegio di poter morire fra le braccia di persone piene d’amore, lontano dalle mani insanguinate di chi spezza letteralmente l’esistenza altrui. Il suo corpo verrà ridato alla natura. La sua tomba sarà la terra, e non le viscere umane. 

Chissà se potranno mai perdonarci, gli animali, per tutto il male che gli stiamo facendo. A patto che esista un modo per chiedere scusa. 

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°° Anime al macello: il vitello che non voleva morire °°

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Chi lo ha detto che gli animali non provano paura?
Chi lo ha detto che non comprendono cosa gli accade mentre attendono la loro morte?
Sicuramente qualcuno che dovrebbe provarlo sulla propria pelle.

Il video che vorrei che TUTTI vedeste dura 3 minuti e 33 secondi.
Gli ultimi minuti di una vita racchiusa da un corpo di un vitello, messo in un corridoio in fila dietro ad un suo compagno di sventura, mentre attende che si apra la porta che lo condurrà alla morte.
L’animale vede il vitello che lo precede esser portato via a forza previa scarica elettrica sulla groppa da un macellaio.
Entrato nella camera della morte, l’animale rimasto da solo fuori sentendo i rumori provenire dall’interno del mattatoio cerca in ogni modo di tornare in dietro e scappare .
Il corridoio dov’è inserito non gli permette di voltarsi.
Cerca dunque di indietreggiare e di girare la testa, che finisce bloccata contro la parete.
Quasi rassegnato davanti all’impossibilità di fuggire via dalla sua tragica fine,
corre in avanti quando arriva il suo turno nel ricevere la scarica elettrica che lo costringe ad entrare.

La mia reazione nel vedere questo video è stata terrificante.
Mi ero fatta una promessa .. ovvero quella che non avrei più visto un video sull’uccisione degli animali.
Stavolta non l’ho mantenuta.
Ho guardato gli ultimi 4 minuti della vita di questo povero animale.
Gli ultimi due ho pianto.
Continuavo a ripetere “no, non andare li amore.. scappa”.

Rabbia.
Odio.
Disprezzo.
Ho urlato dallo sdegno più totale.
Poi 10 minuti di respiro con affanno.
Le mani che vibravano come se all’interno ci fosse energia viva che voleva uscire fuori.

Non esiste un motivo valido che giustifichi l’uccisione di una vita.
Non esiste perdono per quello che viene fatto a queste anime.

E voi che con la vostra alimentazione egoista sostenete la mattanza,
dovreste prendere ogni sciagura della vostra vita, passata presente o futura, come una meritata punizione per tutto questo.

°° Perchè i Mattatoi hanno le pareti di Cemento e non di Vetro °°

Riporto anche su °° Il Mondo degli Animali °° l’articolo omonimo che ho scritto sul mio blog #VeganLifeStyle di Gonews.it

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Inizio questo nuovo articolo con una celebre frase di Linda McCartney che proclama
“ se i mattatoi avessero le pareti di vetro,
saremmo tutti vegetariani ” .

E proprio riguardo a questa frase, ecco la mia domanda:
Perchè i mattatoi hanno le pareti di cemento e non di vetro?

A questa domanda, vi propongo anche una risposta.
La mia risposta personale.

I mattatoi non possono avere le pareti di vetro perchè non ci è concesso di sapere totalmente cosa avviene durante la catena di s-montaggio che porta gli animali a diventare materia inanimata che finisce nelle nostre tavole.
Chi ne autorizza l’esistenza, la legalità e chi li dirige non apprezza l’idea che i consumatori sappiano come viene prodotta la carne.
Perchè è ovvio, visto che l’uomo è dotato di raziocinio e di coscienza, che susciterebbero un sentimento di pietà per le vite che vengono fatte a pezzi dai macchinari mentre ancora gli batte il cuore.
E’ naturalissimo che le persone provino disgusto nel vedere sangue ovunque o che si immedesimino nel dolore della vittima al solo sentire le urla strazianti.
Tutto questo lederebbe alle vendite, è bene tenere tutto all’oscuro.
Manzoni docet:  gli atti immorali avvengono al buio e non alla luce del sole. In questo caso invece avvengono tra quattro pareti insonorizzate e alla luce artificiale.

L’uccisione degli animali, per quanto sia legalizzata dallo Stato e venga professata come  ”indispensabile”, lo sappiamo tutti che è qualcosa di vile.

Pertanto i consumatori devono soltanto vedere la fase iniziale e quella finale del processo di “lavorazione” della carne.
Ovvero il maialino felice e roseo che respira e poi magari le salsicce che risultano invitanti da mangiare grazie a tutti gli additivi contenuti all’interno che renderebbero piacevole di gusto anche un mocassino di nostro nonno.
Come avvenuto il 5 Dicembre 2013 durante la protesta degli allevatori di suini di Confesercenti davanti a Montecitorio.

Ma cosa c’è dietro l’industria della carne?
Cosa non ci fanno vedere?
Sono felici gli animali di morire? Soffrono?

Cosa è giusto invece sapere?

Allevamenti

Negli allevamenti, parlo di quelli intensivi, gli animali vengono fatti nascere da femmine ingravidate artificialmente ( non vi sto a spiegare adesso il castissimo processo ) in capanni dalla luce artificiale.
Queste macchine della carne viventi vengono fatte crescere lontano dalla natura, alimentate spesso con farine ossee ( viva il riuso!) e bombardati di ormoni della crescita e antibiotici per resistere alle condizioni precarie in cui riversano.
Negli allevamenti non mancano sicuramente le sevizie.
Ai maialini, per esempio, vengono mutilati i genitali senza anestesia.
E strappati via, a pochi giorni dalla loro nascita, i denti.

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Alle galline ovaiole viene tagliata la punta del becco ( zona del corpo delicatissima) senza anestesia affinché non feriscano le compagne di disavventura o si auto-provochino ferite mortali indotte dallo stress.
Non è una novità che negli allevamenti avvengano casi di aniamli che preferiscono uccidersi che continuare a vivere in quelle condizioni.

I cuccioli vengono separati dalle loro madri e privati di quel poco amore che possono ricevere in quattro mura asettiche.
Quando uno degli animali allevati risulta malaticcio o ha qualche imperfezione, nessuno perde tempo a curarlo: via spedito nel secchio dell’immondizia.
Perchè un animale che non può essere in seguito macellato, è un animale inutile e quindi uno scarto della produzione.
La vita degli animali allevati dura molto poco, circa 1/10 di quanto potrebbero vivere realmente in natura.
Un pollo per esempio, in 3 settimane viene indotto a crescere a dismisura sotto ormoni per raggiungere le dimensioni che, in libertà, avrebbe dopo 6 mesi di vita. Il loro petto ( parte interessata ) con gli ormoni femminili si ingrossa così tanto da costringere l’animale a stare a terra senza potersi muovere facilmente.

Nell’industria della carne non c’è tempo da perdere per la produzione:  le tempistiche devono essere veloci, più rapide possibili, per far fronte al numero di richiesta nel mercato e vendere.
Quando gli animali sono pronti, vengono caricati su tir e spediti al macello.
Trasporti

Sembra assurdo ma i costi di trasporto della carne , per motivi di igiene, superano di gran lunga quelli del trasporto di animali vivi.
Pertanto gli allevatori per trarne  maggior profitto preferiscono risparmiare.
Il trasporto degli animali , oggetto di nuove normative in vigore che ne disciplinano lo svolgimento, dura 8 ore in Italia.
Se si parla di animali importati dall’estero, il viaggio può durare anche 12 ore.
Questo per quanto riguarda chi è a norma.
trasporti illegali invece, che spesso riescono ad aggirare i pochi controlli presenti sul territorio, arrivano anche a sfiorare le 16 ore di viaggio.
Gli animali vengono stipati sul mezzo, ammassati senza dare alcuna libertà di movimento.
Non gli viene concesso nemmeno il diritto di dissetarsi o di mangiare qualcosa.
Così, dopo ore e ore passate in piedi, assetati e affamati oltre ad essere distrutti fisicamente e psicologicamente, alcuni di loro arrivano al mattatoio già morti.

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Chi invece riesce a sopravvivere al viaggio, avrà il piacere di vivere l’ultima parte del percorso del disfacimento della sua esistenza.

Macellazione

Giunti alla meta del loro abbattimento gli animali vengono fatti scendere, anche con la forza, dai camion che li hanno trasportati fino ad allora e indotti all’ingresso della struttura.
Chi non riesce a fare alcuno spostamento per via della stanchezza, capita di venir colpito da scariche elettriche  che lo costringono a ultimi sforzi per muoversi.
Una volta fatti entrare nel mattatoio gli animali vengono storditi, e poi macellati.
Spesso lo stordimento non lascia l’animale privo di sensi, pertanto alcuni più sfortunati vengono fatti a pezzi mentre riescono a sentire tutto il dolore fisico.

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Sembra un racconto dell’orrore.
E purtroppo lo è, per gli animali.
La carne che esce dai mattatoi viene trattata chimicamente prima di finire nelle confezioni che trovate in macelleria.
In alcuni casi, anche con agenti chimici illeciti tipo il MONOSSIDO DI CARBONIO, come reso noto dall’indagine realizzata da Marco Vincenti e Marco Pazzi del Dipartimento di Chimica Analitica dell’Università degli Studi di Parma.

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Come si può notare dalla foto, la carne prima di essere trattata con il monossido di carbonio ha un colore rosso scuro tendente al violaceo, tipico di tessuti morti.
Dopo il trattamento il colore torna rosso vivo, come se fossero muscoli appena tolti dal corpo dell’animale.

Nell’industria alimentare la carne venduta sotto forma di hamburger, cotolette e altri prodotti viene mescolata ad additivi di cui dobbiamo tener conto:
saccarosio, spezie, esaltatori di sapidità, sale, aromi e qualche volta anche coloranti.
Questi ingredienti aggiunti che conferiscono alla carne un sapore nettamente superiore rispetto a quello reale fanno in modo che il consumatore la apprezzi nel gusto.
In realtà però il sapore della carne è ben diverso: provate ad uccidere un animale, aprirlo e mangiarne i tessuti.
Solo così capirete il motivo per cui l’industria della carne ha bisogno di tutte queste trasformazioni e lavorazioni per riuscire a prendervi per la gola e a vendervi il prodotto.

Ogni anno, solo in Italia, vengono uccisi miliardi di animali che finiscono nelle tavole di 53 milioni circa di cittadini che ancora mangiano carne.
I più sfruttati in tutto il mondo sono polli e galline ( ogni secondo ne muoiono 1000 )  anatre e maiali ( mille uccisi al minuto).
Basta entrare per qualche istante nel sito LaVeraBestia.Org per rendersi conto, tramite un contatore aggiornato , di quanti animali perdono la vita per sostenere la nostra, anche se non ne abbiamo bisogno.
Nel sito, che è una video community che mostra senza tabù tramite immagini e video girati di nascosto negli allevamenti, potrete guardare con i vostri occhi e sentire con le vostre orecchie il terrore degli animali mentre vengono uccisi.
Tutto quello che potreste vedere se i mattatoi avessero le pareti di vetro.

Quando siamo ignari di ciò che avviene nel Mondo perchè ci viene nascosto, non abbiamo colpe.
Quando siamo a conoscenza invece di ciò che accade intorno a noi e non facciamo niente per impedirlo, siamo colpevoli eccome.

Quando facciamo la spesa o ci sediamo a tavola per mangiare, riflettiamo da che parte vogliamo stare.

Il silenzio aiuta sempre l’oppressore e mai la vittima.

 

 

°° La Carne Abbonda nella Bocca degli Stolti °°

Recentemente ho avuto modo di leggere due articoli riguardo il “macellaio più famoso di Firenze”, ovvero Dario Cecchini, e sono rimasta E S T E R R E F A T T A.
Uno dei due, datato agosto 2013, dove si parlava della sua partecipazione come ospite d’onore al MAD (= matto???) , convegno gastronomico di Copenhagen, davanti a una platea internazionale di cuochi e food writer.

Il macellaio si è esibito in una dimostrazione pratica alquanto barbara di come si estraggono le interiora di un maiale facendone posizionare uno precedentemente ucciso, agganciato per una zampa.

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( Foto pubblicata sulla pagina ufficiale di Facebook del Macellaio, dove qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere in un commento “Pig bungee jumping? Looks fun!- il maiale fa bungee jumping? sembra divertente!”)

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“Questa é la pancia del mondo, tutto parte da qui – dice – e la mia famiglia da 100 anni, io da 40, portiamo avanti un’attività così importante per la società che anticamente era appannaggio dei sacerdoti” esordisce davanti ai presenti che lo applaudono e fotografano il cadavere dell’animale.

“Il macellaio riporta il mondo al cibo primitivo – afferma – e in un mondo in cui ci sono sempre più supermarket, dove l’animale non esiste ma è solo un paio di fettine incelofanate in una vaschetta, io rivendico con orgoglio il mio ruolo” aggiunge mentre apre l’addome dell’animale.

“Ho imparato l’odore della macellazione e della morte. L’odore delle budella è il primo sentore che il macellaio incontra, l’odore del passaggio dalla vita alla morte. Conoscerlo fa bene al rispetto per il cibo, che era vivo e abbiamo sacrificato”.

“È un lavoro duro, ma necessario e se cominci lo devi finire. Questo lo vedevo già a 16 anni e lo vedo ancora adesso in Toscana, dove continuo la mia tradizione di macellaio che credo sia un lavoro necessario. I macellai sono una razza in via di estinzione ma credo che siano l’anello più importante della catena del cibo, quello della conoscenza e della coscienza. Della responsabilità di non uccidere inutilmente, della conoscenza di usare tutto, dal naso alla coda. Col nostro lavoro creiamo un alfabeto delle cose semplici. Con cui i cuochi possono scrivere le parole e tutto può diventare poesia nel cerchio artigiano/cuoco vita/morte passaggio/pancia. Non voglio che il mio lavoro finisca, i macellai sono la mia gente, una bella razza. Conoscono la vita e la morte, gli animali e ne hanno rispetto”.

È commosso l’assassino/macellaio quando dice che il suo mestiere può diventare poesia se lo si ama.

In poche parole Dario Cecchini, davanti ad una platea di STOLTI RETROGRADI, ha avuto la faccia di cazzo (scusate il termine, non ne trovo di migliori) di dire che I MACELLAI SONO UNA BELLA RAZZA, E CHE HANNO RISPETTO DEGLI ANIMALI.

Ma cosa ne può sapere un rozzo uomo col camice macchiato di sangue di cosa significhi la parola RISPETTO?
Allevare un animale facendolo nascere lontano dal proprio habitat, privarlo della libertà, costringerlo a vivere in un capanno, farlo riprodurre, alimentarlo con farine animali, negargli l’amore dei figli e infine UCCIDERLO SENZA PIETA’ non vuol dire averne rispetto!
Dire che un macellaio ha rispetto degli animali è come dire che che l’Inquisizione aveva rispetto delle “streghe”, o gli orchi dei bambini che violentano.

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Ci viva lui nello sterco e si faccia sacrificare insieme a tutta la sua “bella razza in estinzione”.
Gli animali non vogliono morire. Vogliono vivere.
Vogliono avere il diritto di esistere come tutti noi umani.
Anche se non possiamo comunicare direttamente con loro, possiamo sentire le loro grida di dolore. Le loro urla di sofferenza.
Ed è una VERGOGNA che persone che UCCIDONO GLI ANIMALI vengano acclamate.
Chi commette assassinio deve essere punito.
Dovrebbe nascondersi e non mostrarsi in pubblico.

Questo è l’esempio di che tipo di società ci ospita: le persone malvagie vengono acclamate , mentre i buoni vengono perseguitati.
Il massacro passa per impresa eroica, invece di essere mal giudicato.

E questo lo evidenzia anche un altro evento strettamente legato al macellaio-affettacadaveri di Firenze.

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Hanno chiamato l’iniziativa “Butchers for Children”, ovvero “Macellai per i Bambini”, dove hanno raccolto 25 mila euro da destinare all’ospedale di Carpi.
Ovvio che si farebbe di tutto per trovare qualcosa di positivo nell’usanza di uccidere animali.
Così i dissanguatori di maiali sono stati acclamati per aver reso possibile la raccolta fondi, che servirà a curare bambini, permettergli una sana alimentazione a base di grassi saturi di origine animale che li spingerà da adulti ad esser affetti da patologie dalle quali si cureranno con farmaci testati su animali.
Un tornaconto economico non indifferente.
Chissà se i Macellai che hanno fatto quest’opera misericordiosa hanno pensato che per ogni kg di carne venduto hanno privato le popolazioni disagiate e sottosviluppate di ben 15 kg di cereali e 1500 l di acqua potabile.
Chissà quanti bambini, figli di persone magari meno importanti o fortunate di quelli che vivono in Italia e possono curarsi all’Ospedale di Carpi, sono rimasti con la pancia vuota e con i crampi dovuti dalla fame che non possono placare.
Chissà quanti sono morti lontano dallo sguardo superficiale di queste persone che pensano solo alla propria, di pancia ( e che pancia!).
Il numero di vittime umane e quelle animali è pressappoco impressionante.
Si parla di un miliardo di umani che muoiono di fame grazie al consumo immoderato dei paesi “ricchi”, e miliardi di vittime animali che finiscono nei piatti del 20% della popolazione mondiale che consuma l’80% delle risorse del Pianeta.

Se i macellai sono in via d’estinzione, ben venga.
Siamo nel 2013 non più nel Medioevo dove la ragione era offuscata dall’ignoranza.
Abbiamo la possibilità di vivere senza uccidere. E dico VIVERE, non sopravvivere.
Milioni di italiani sono la prova vivente che si può esistere al Mondo senza privare gli altri della loro esistenza.
Io personalmente domani compirò 11 anni senza aver mangiato più animali.

Tutta la disinformazione che sentite in giro è solo un vano tentativo di allontanarvi dalla verità.
E la verità è che LA VITA E’ SACRA.

Vi piacerebbe nascere per poi vedervi strappar via la vita ingiustamente?
Pensate a quando perdete un familiare caro. Focalizzatevi sul dolore e sulla vostra disperazione. E’ bello?
No.
Dunque non siate la mano assassina che fa tagliare la gola agli animali.
Cercate di vivere nel totale rispetto di tutte le forme di vita esistenti.
Createvi un equilibrio tutt’intorno e inizierete un percorso, una filosofia che vi guiderà lungo il geocentrismo e lontano dall’egocentrismo.

Vi consiglio di dare uno sguardo a questi link che vi sto per proporre.
Possono aiutarvi davvero ad aprire gli occhi sulla triste realtà dell’abuso su animali che viene tenuto ben nascosto dai Media.

*  www.laverabestia.org – Una video Community dove poter vedere filmati girati di nascosto, senza censure, di come gli animali vengono allevati, trattati e uccisi prima di diventare la vostra “carne”.

* http://www.cambiamenu.it – Il sito della Lav che vi informa di quali patologie andate incontro continuando a nutrirvi di cadaveri.

* http://www.scienzavegetariana.it – Il sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana che vi mostra come alimentarvi correttamente in maniera naturale e sana con i prodotti che ci offre la Terra.


MEAT THE TRUTH – il documentario sulla realtà dietro l’industria della carne: salute umana, degli animali, del Pianeta.


UN EQUILIBRIO DELICATO – documentario che mostra la verità su carne e derivati animali.

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