Archivi Blog

°° L’Orologio degli Organi secondo la Medicina Tradizionale Cinese °°

E’ stato pubblicato da Macro Edizioni pochi giorni fa il libro ” L’Orologio degli Organi “, scritto dal dottore di medicina cinese ( MTC ) LI WU, già noto sia come docente dell’Università di San Francisco , sia a Monaco di Baviera per le sue conoscenze in ambito di medicina orientale-occidentale diffuse nel suo studio di naturopatia .

l-orologio-degli-organi-copertina-300dpi

Come si può intuire dal titolo dell’opera, il libro parla degli organi interni del nostro organismo e del loro “orologio”, ovvero di come tutto funziona in modo armonioso dentro di noi nelle diverse ore della giornata.
Ricollegandosi agli studi della medicina tradizionale cinese Li Wu spiega ai lettori che soprattutto oggigiorno, conducendo una vita frenetica e piena di impegni, i nostri organi possano risentirne molto.
Il nostro ritmo naturale è infatti stato alterato da tutti gli obblighi e i compiti che dobbiamo svolgere e di conseguenza il nostro organismo di è dovuto adattare.
La vita che conduciamo non dipende più dalle ore di luce e di buio ma da quello che dobbiamo fare, e questo porta sicuramente a stanchezza fisica e mentale che se protratta nel tempo può dare origine a disturbi che dobbiamo affrontare e risolvere.

Insonnia, emicrania, disturbi gastrointestinali, perdita di energia e sbalzi di umore tendenti allo stato depressivo sono solo alcune delle conseguenze che scaturiscono dallo stress che può vivere ciascuno di noi.
Anche se capita poi di trovare un momento libero nelle nostre giornate per riposare o distrarci, succede spesso di dover essere comunque raggiungibili o di pensare alle cose da fare che ci aspettano. Così, svanisce l’effetto relax e torniamo ad immergerci nella caotica situazione che viviamo.

Secondo le millenarie conoscenze  terapeutiche della medicina tradizionale cinese  l’essere umano sarebbe inserito nei processi ritmici della natura, nel succedersi delle stagioni, di sole e luna, di giorno e notte.
Analogamente, anche ognuno dei nostri organi è soggetto a fasi di attività e di riposo.

Il recupero del nostro bioritmo naturale, che ci permette di condurre un’esistenza nel benessere, nel pieno della salute e anche all’insegna della felicità è possibile solo riallineando la nostra vita e i bisogni naturali del nostro organismo.

Nel libro ” L’Orologio degli Organi ” vengono proposte più terapie per riportare armonia nell’orologio dei nostri organi e per trovare dunque una soluzione a molti problemi.
L’agopuntura, la fitoterapia cinese, gli esercizi fisici, i consigli sull’alimentazione , i massaggi e la moxibustione sono solo alcune delle soluzioni indicate da Li Wu ai lettori.

Principali argomenti trattati dal libro sono l’introduzione alla medicina tradizionale cinese (MTC), gli orari di massima attività dei nostri dodici organi principali, la prevenzione e cura con rimedi e metodi naturali e infine la tabella riepilogativa con orari e funzioni dei rispettivi organi.

” L’orologio degli Organi ” è in offerta lancio scontato del 15% sul negozio online IlGiardinoDeiLibri.it .

Per leggerne un estratto, cliccate qui .

 


°° Il Mondo e La Natura Visti Con Gli Occhi di Un Bambino °°

C’è chi pensa che i bambini siano incapaci di prendere decisioni, di scegliere bene o di pensare a cose importanti solo perché esistono da poco tempo. Per questo li trattano da inferiori e usano il termine ” infantile ” a mo dispregiativo.

C’è poi chi è convinto che essi siano molto più intelligenti degli adulti poiché più vicini al momento della loro creazione.

Se queste due teorie fossero ciascuna una squadra, io tiferei sicuramente per la seconda.

I bambini sono cuccioli umani che già a pochi anni di vita possono compiere gesti carichi di sentimenti o formulare idee e pensieri evoluti.
Non dovremmo stupirci della loro intelligenza e della loro sensibilità, piuttosto dovremmo cercare di mettere meno distanza possibile tra noi e loro e sostenerli nell’apprendimento e nella crescita.

Quando cresciamo tendiamo a dimenticarci di come eravamo prima, e perdiamo quelle che erano le nostre caratteristiche tipiche dell’infanzia.
La società in cui viviamo vorrebbe rassicurarci e farci credere che questo sia normale e che la vita di un individuo sia suddivisa in fasi nette e distinte tra loro che non hanno connessione alcuna.
In realtà, siamo solo bambini cresciuti.
Un po più alti, con la voce diversa, con un bagaglio emozionale e d’esperienza più carico, ma spesso alterato.

Quello che dovremmo cercare di conservare è il modo in cui riuscivamo a guardare ciò che ci circondava quando eravamo piccoli:
tutto era colmo di magia e suscitava in noi interesse. Ci sentivamo piccoli esploratori del mondo e ogni giorno poteva regalarci scoperte entusiasmanti da condividere con gli altri. Ci sentivamo piccoli dentro un mondo enorme.
Poi cresciamo, e anche se rimaniamo un puntino paragonati all’immensità della Terra, quella grandiosità non ci fa più alcun effetto.

<< Guarda Mamma ho trovato una foglia di questo colore ! >>
<< Sì, ok, adesso va a lavarti le mani che è pronto il pranzo >>

L’entusiasmo dei bambini viene spesso infranto da adulti che non tengono abbastanza conto di quanto sia importante per loro ogni novità. Un bambino che vuole condividere con un adulto una scoperta appena fatta andrebbe sostenuto nell’entusiasmo.

La vita ” dei grandi ” è fatta di impegni, cose serie, responsabilità su responsabilità, lavoro, problemi da risolvere, tristezza, sofferenza e spesso ci rimane ben poco tempo da dedicare alle altre cose.
Anche se riusciamo a dedicarci al resto, non sempre siamo capaci di farlo in modo approfondito senza fermarci alla superficie delle cose.

Siamo sicuri che la vita vera sia solo quella frenetica dove non c’è mai un minuto di tempo per pensare a noi stessi dal momento che dicono che ” il tempo è denaro ” ?
No, il tempo non è denaro.
Chiedetelo a un bambino.
Il tempo è un dono che la vita ci regala ogni giorno e che non torna più in dietro.
Se chiediamo ad un bambino cosa sia il tempo, non ci risponderebbe mai che è denaro.
Ci direbbe che il tempo è bellissimo, che sono giornate che passano e tante altre cose più “concrete” e vere delle banconote stesse.
Questo perché hanno un modo più pulito di vedere tutto, lontano dall’inquinamento ideologico che ci avvelena.

Quando penso alla mia infanzia non posso non ricordarmi di tutte le scoperte che ho fatto, dei momenti passati ad osservare gli animali, a giocare con loro, a disegnare e colorare sugli album le loro forme.
In un attimo i flash back riescono a riportare in vita emozioni vissute agli albori della mia esistenza e quello che si va a creare è qualcosa di bellissimo e difficile da spiegare a parole.

Proprio ieri è successa una cosa che mi ha portata con la mente nel passato.
Nell’insalata raccolta nell’orto abbiamo trovato svariati vermetti.
Mia mamma ogni tanto mi chiamava per portare i piccoli ospiti colorati sul balcone, nei vasi di fiori.
Vederli belli cicciottelli, morbidosi e colorati mi ha fatto sorridere esattamente come sorridevo da piccola nel vederli muoversi goffamente sulle foglie. Passavo un sacco di tempo a vedere cosa facevano gli animali, in generale.
Ma è stato il recupero di una lumachina a calcare ancora di più tutto.
Tenerla in mano, guardarla muoversi da vicino e ammirarne le forme, sopratutto quelle del musetto che mi fanno impazzire, mi ha fatto capire che qualcosa dentro di me non è mai cambiato.

lumachina

E di questo ne sono contenta.

Secondo David Robert Ord, scrittore inglese, filosofo e direttore editoriale di Namaste Publishing, ridare voce alla parte più vera di noi, ovvero l’animo bambino, è ciò che di più può riportarci all’autenticità dei sentimenti.
Nel suo libro di recente pubblicazione, ” Tutto Quello che So Sull’Amore l’Ho Imparato da Il Piccolo Principe ” (edito da Sperling & Kupfer ) racconta di come è tornato a vedere il mondo con gli occhi di un bambino grazie alla lettura del libro ” Il Piccolo Principe ” e degli aspetti sentimentali che ciò ha portato.

Se vogliamo ritornare a vivere in modo allegro, mai banale e scontato e con tante aspettative, dobbiamo spolverare il nostro lato infantile assopito da qualche parte dentro di noi.

Fermatevi un istante.
Prendetevi del tempo a da passare a guardare come le gocce di pioggia formano onde concentriche perfette quando cadono dentro le pozzanghere. State del tempo ad osservare come svanisce lentamente un arcobaleno ( un arco altissimo colorato nel cielo che compare dopo la pioggia, ma ci pensate?? ) o ad ammirare un uccellino che si gusta un frutto attaccato all’albero.

Scoprirete che la connessione tra voi e ciò che vi circonda non è mai finita e che il tempo perso a preoccuparci di inutilità di invenzione umana si può recuperare.


°° Altroconsumo: “Alimentazione Vegan? Rischiosa e con Pochi Vantaggi °°

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere una rivista che non leggo quasi mai ( in seguito ho scoperto che non mi sono persa niente ), ovvero ALTROCONSUMO.
Ciò che ha catturato la mia attenzione è stata la parola “vegan” inserita in un angolino sulla copertina, pertanto ho preso la rivista per scoprire cosa dicesse della mia alimentazione.

L’euforia è durata qualche frazione di secondo, giusto il tempo di leggere la frase intera che inglobava il termine.

veginsalute4

Vegani fa bene? Il rischio di scompensi nutrizionali è elevato a fronte di pochi vantaggi
bello stampato giallo su rosso ( colori che catturano l’attenzione, ne sa qualcosina pure McDonald’s, n.d.r ) accanto alla foto di una donna col rossetto rosso e con un vegetale tra i denti.
Già questi elementi potevano bastarmi per capire che livello di serietà e attendibilità potesse raggiungere l’articolo..
Curiosa però, ho sfogliato le pagine fino ad arrivare a quelle interessate.

Il contenuto dell’articolo?
Peggiore del titolo.

Per smontare velocemente la filosofia di vita vegan Altroconsumo si è affidato alle conoscenze della nota ( tranne a me evidentemente ) Carlotta Sacerdote , epidemiologa e ricercatrice dello studio ” Epic “.

Nell’articolo dei vegani viene detto che prevalentemente lo diventano per motivi di salute ( soprattutto per colpa di China Study , n.d.r ) oltre che per l’aspetto etico “condivisibile”, e che questa scelta li porta verso gravi rischi per la loro salute.
L’alimentazione vegan infatti aumenterebbe il rischio di scompensi nutrizionali a fronte di pochi vantaggi e sarebbe, sempre a detta di Sacerdote, non adatta ai bambini anche perchè ” renderla ben bilanciata è difficilissimo”.

veginsalute6

Addirittura, stando a dei calcoli fatti ( non si sa chi, dove e su chi ), il 60% dei vegani sarebbe carente di vitamina B12, importantissima per non ammalarsi di malattie neurologiche.

Non è mancata poi la critica a China Study di Colin Campbell  riguardo al collegamento tra consumo del latte contenente caseina e insorgenza di tumori.
Come mostra la foto che ritrae parte dell’articolo, si parla addirittura di “manipolazione dei risultati di uno studio fatto in laboratorio“.
Sono convinta che se le ghiandole mammarie sfruttate per la produzione di latte fossero state della critica ricercatrice e non di una mucca a caso tra le migliaia sfruttate negli allevamenti, la sua opinione sul China Study sarebbe stata nettamente migliore.

Facile parlare quando non si vivono certi tipi di negazioni in prima persona.

veginsalute7

Secondo Sacerdote , chi decide di diventare vegan per etica ( scelta sulla quale lei non avrebbe niente da ridire, ma che invece poi quasi la fa passare come assurda ) deve tenere ben a mente dei rischi che comporta ” una scelta del genere “.

veginsalute8

L’articolo si conclude con una perla onnivora di dimensioni galattiche, ovvero quella della presenza dell’omega 3 nei pesci e con una domanda eticamente imbarazzante : perchè non mangiare il pesce se fa bene??

Perchè non picchiare qualcuno se mi fa stare meglio?
Perchè non rubare qualcosa se può farmi avere qualcosa in più?
Perchè non violentare qualcuno se poi sono appagato?

Eccheccazzo Carlotta, perchè non mangiare “il pesce”?
Ma ti rispondo subito!
Innanzitutto chiariamo una cosa sulle definizioni:
inizio col dire che si dicono ” pesci ” e non ” pesce ” al singolare, dal momento che non ne fate uccidere uno solo ma miliardi.
Capisco che il numero di vittime sia così alto da non riuscire a quantificarlo se non misurandolo nel peso dei soggetti uccisi, ma gli animali acquatici non sono solo materia.
Questo dovreste metterlo bene tra le cose da sapere.

Ritornando dunque alla domanda:
perchè non mangiare i pesci se il loro organismo contiene omega 3 ?

Perchè uccidere qualcuno per impadronirsi di qualcosa che gli appartiene non è da persone intelligenti.
Se hai bisogno di questo acido grasso indispensabile per la tua salute, puoi ottenerlo mangiando qualcos’altro e senza togliere per forza la salute ( o la vita ) al prossimo.

Ormai lo sa anche il mio gatto che l’ omega 3 si trova in tantissimi vegetali, come nei semi di lino per esempio, o nella frutta secca che costa meno dei pesci al banco pescheria.

omega3-nei-vegetali

Quello che ancora Carlotta Sacerdote, chi l’ha intervistata, chi ha permesso che le sue parole fossero di dominio pubblico e altre persone dalla forma mentis antropocentrica devono ancora comprendere è che non esistono buoni e validi motivi per continuare a far riprodurre all’infinito gli animali, confinandoli dentro quattro mura sporche, alimentandoli in maniera innaturale, gonfiandoli di ormoni ( tipo come accade in America ma presto potrebbe accadere pure qua ), tenendoli in vita tra integratori e antibiotici per poi trasportarli venti ore in direzione del mattatoio.

Non ha alcun senso logico portare avanti questa disumana catena di smontaggio animale in nome della salute delle persone, perchè mangiare carcasse di animali non in salute inquinando e alterando l’ecosistema non porterà mai benefici salutistici a nessuno.
A patto che non siate titolari di allevamenti, mattatoi, macellerie, case farmaceutiche, ditte di bonificazione terreni, di trasporto animali vivi o di smaltimento liquami.
In quel caso i benefici ci sono eccome.
Economici, però.

Nell’articolo viene tirata in ballo la celebre B12 , che ha preso da poco il posto del ferro, altro elemento che ha raggiunto la gloria e la fama grazie all’alimentazione vegan e a chi doveva contestarla.

Ma siamo sicuri che manchi solo al 60% dei vegani questa vitamina?
Ma anche no!
Essa manca pure ad un sacco di onnivori che nemmeno sanno della sua funzione o che addirittura ne ignorano l’esistenza!
Se la B12 manca,  è dovuto al fatto che gli animali che vengono macellati non sono quelli che si alimentano autonomamente in natura brucando nell’erba assumendola con il contatto con la terra.
Sono gli animali da allevamento per primi a riceverne massicce dosi racchiuse dentro integratori affinché non ne siano carenti, ma questo non garantisce assolutamente nulla.

Ritengo l’articolo pubblicato da Altroconsumo veramente imbarazzante e fuorviante ,  e lo dico da persona diventata vegetariana  per etica nel 2002 e poi successivamente vegan nel 2011.
Lo dico da amante degli animali che reputa la vita degli altri tanto importante quanto la propria.

Quelli che solo ed esclusivamente per salute smettono di mangiare animali e derivati si definiscono “ egoisti ” e non vegani.
Tra loro e chi continua a mangiare i pesci per l’omega 3, per esempio, non cambia molto: la finalità è solo quella di mantenere alta la propria salute.

Il veganismo va ben oltre l’alimentazione.
Si parla di RISPETTO per l’esistenza degli altri abitanti del pianeta. Si parla di sentirsi sullo stesso livello delle altre specie senza peccare di presunzione o di attacchi di superiorità come mera giustificazione per far continuare mattanze inaccettabili.
Si parla di sentirsi in armonia col tutto, e quando subentra l’armonia non si è più capaci di ledere in alcun modo ciò che ci circonda, perché ogni tipo di lesione ricade poi su di noi.

Quando ci sente un tassello dell’infinito puzzle della Natura nasce la volontà di pacifica coesistenza e non si pensa assolutamente a porre fine alla vita di qualcuno per un semplice stimolo come è quello del nutrirsi.

Mi dispiace davvero tanto che ancora in molti debbano capire questi concetti che dovrebbero essere invece basilari per ciascuno di noi.

L’unico rischio che comporta il diventare vegan è quello di diventare persone migliori.
Non Persone migliori di chi ci circonda,
ma migliori rispetto a quelle che eravamo in precedenza.

Non è vero che essere vegan comporta pochi vantaggi.
Ce ne sono numerosi:
170 miliardi, per l’esattezza.

Sono infatti ben 170 miliardi le vite spezzate ogni anno solo dall’industria della macellazione. 5.390 animali uccisi ogni secondo.

Animali vissuti pochi mesi, altri invece pochi giorni, per vedersi negare dall’umanità il diritto di esistere solo per diventare materia inanimata che andrà a riempire un piatto.

maiali-al-macello

Tutto questo è vergognoso.
Ogni volta che un animale muore, si spegne sempre di più la luce della ragione umana , spesso messa da parte e dimenticata.

Materialmente siamo evoluti: comunichiamo attraverso cellulari, ci spostiamo con mezzi velocissimi per terra, mare e cielo..
e poi? Ci alimentiamo con carcasse come se il Paleolitico non fosse mai finito.

Dovremmo cercare di  portare la nostra alimentazione e la nostra mente allo stesso grado di evoluzione della tecnologia che ci circonda.

Dobbiamo farlo perchè a causa nostra il mondo  si è ammalato e ben presto potrebbe diventare un enorme cimitero. Altro che salute umana!
Dobbiamo farlo perchè siamo solo ospiti sulla terra, e non padroni.
Dobbiamo farlo perchè la vita è un dono, e nessuno di noi di rovinare quello degli altri.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora