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Archivi giornalieri: 3 luglio 2012

°° Vegan Days Pontedera _ 15/16 Settembre 2012 °°


Sono lieta di invitarvi ad un evento imperdibile , che si terrà nel week end del 15 e 16 Settembre 2012 a Pontedera (PI) : i VEGAN DAYS.
Eco-Festival Vegan ad ingresso gratuito.
Evento realizzato in collaborazione con Let’s EcoParty, Veganzo, Lav sezione Pontedera & Il Mondo degli Animali.
Due giorni ricchi di dibattiti, incontri, etica animalista, alimentazione vegan, abbigliamento cruelty free e tanto altro ancora!
Ci saranno tanti stand dove poter comprare prodotti vegani, dagli accessori ai cosmetici.
Tra gli espositori che presenteranno i loro prodotti ci saranno Il Sapone della Strega e Chiara La Scura .
Ci sarà un buffet di assaggi vegani realizzato da Veganzo .
Vi ricordo che l’ingresso è totalmente libero e gratuito.
Un ottimo momento per avvicinarsi al mondo dell’ecologia e dell’animalismo, e per scoprire gli ottimi gusti che l’alimentazione priva di ingredienti animale offre.


 

Visita la Pagina Facebook Ufficiale di VEGAN DAYS PONTEDERA .

Hai un’azienda di prodotti vegan/cruelty free e vuoi farti conoscere?
Partecipa ai Vegan Days di Pontedera con uno stand tutto tuo!
Per info,disponibilità e costi,
invia una mail a  info@letsecoparty.com
letsecoparty@yahoo.com
www.facebook.com/letsecoparty
Tel: 0587 091476
Skype: letsecoparty
www.letsecoparty.com

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°° Indagine Lav: Cavalli dopati e corse clandestine°°

Comunicato stampa LAV 28 giugno 2012

UN CAVALLO DROGATO OGNI DUE GIORNI, 635 CORSE DI TROTTO E GALOPPO TRUCCATE IN QUATTRO ANNI. LA LAV DENUNCIA I RESPONSABILI, “ALTRO CHE RILANCIO DELL’IPPICA A SPESE DEI CITTADINI E DEGLI ANIMALI”. RECORD IN CAMPANIA (113 CASI), SICILIA (76 CASI), TOSCANA (82 CASI), LAZIO (60 CASI), EMILIA ROMAGNA (56 CASI)

o    Cavalli drogati, corse truccate. Un caso ogni due giorni, 635 in totale, fra l’agosto del 2007 all’agosto del 2011. Da Roma a Cesena, da Trieste a Napoli, da Siracusa a Firenze, da Taranto a Capalbio, da Montecatini ad Aversa non c’è ippodromo né corsa di trotto o galoppo che ne sia stata immune. Inquinati, fra gli altri, il Gran Premio d’Italia a Merano, il Gran Premio Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, così come il Bernardo Bertolucci a Follonica, il Sergio Brighenti di Bologna e il Touring Club Italiano a Pisa.
E’ inequivocabile il dato diffuso dal laboratorio ufficiale d’analisi Unirelab (http://www.unirelab.it/upload/pubblicati_pos/Positivi_27_06_2012.pdf) che la LAV rilancia presentando una denuncia per la violazione del secondo comma dell’articolo 544 ter del Codice penale, maltrattamento attraverso sostanze stupefacenti o vietate, e dell’articolo 1 della Legge 401 del 1989 con sequestro preventivo dei cavalli coinvolti in base agli articoli 321 c.p.p. ed art 544 sexies primo comma.
Utilizzate decine e decine di sostanze dopanti dalla cocaina al fenilbutazone, dalla teobromina-caffeina al Naproxene.

Il primato negativo del doping ai cavalli, secondo l’indagine Unirelab, spetta alla Campania (113 casi), alla Sicilia (76 casi), alla Toscana (82 casi), al Lazio (60 casi) e all’Emilia Romagna (56 casi). Guarda la MAPPA DEL DOPING

Guarda la TABELLA dei casi positivi negli ippodromi italiani

Le sostanze più comunemente usate

“L’ippica è un sistema che non fa solo male agli animali da competizione per forza e non certo per scelta, e questi episodi non sono l’eccezione ma la regola delle corse – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – Altro che rilancio, questo settore che ha goduto fino a ieri di oltre 400 milioni pubblici di euro l’anno deve chiudere”. L’articolo 544 ter del Codice penale, secondo comma, stabilisce che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.

A tale caso è applicabile anche l’articolo 1 della Legge 401 del 13 dicembre 1989 Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive: “Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dall’Unione italiana per l’incremento delle razze equine (UNIRE) o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa”.

28 giugno 2012

Ufficio Stampa LAV tel. 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it

°° Statistiche Lav : Campania regione con più maltrattamenti su animali °°

Comunicato stampa LAV Napoli 30 giugno 2012
“RAPPORTO ZOOMAFIA 2012:  LA CAMPANIA UNA DELLE REGIONI PIU’ A RISCHIO. ANALIZZATI I DATI DELLE PROCURE: CENTINAIA DI DENUNCE. CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI E DOPING, “CUPOLA DEL BESTIAME”, MACELLAZIONE CLANDESTINA, PERICOLI COSTANTI. ALLARMANTE RIPRESA DEI COMBATTIMENTI.
FIORENTI CONTRABBANDO DI FAUNA ESOTICA E PESCA ILLEGALE.
Maltrattati, violentati, uccisi, rubati, macellati clandestinamente:
migliaia di animali ogni anno finiscono la loro vita nelle mani criminali della zoomafia in Campania: questa la stima complessiva del fenomeno, che emerge dal Rapporto Zoomafia 2012 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto, alla sua tredicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2011.
La Zoomafia in Campania si presenta sempre più come un fenomeno parcellizzato tra, purtroppo, ormai “storiche” illegalità – truffe nell’ippica e corse clandestine di cavalli, macellazioni clandestine, abigeato, bracconaggio e pesca illegale, lotte tra cani, – e nuove frontiere criminali: in particolare il traffico di cuccioli.
I dati delle Procure
L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle  Procure Ordinarie e a quelle presso il Tribunale per i Minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2011, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali. Per la Campania le risposte sono arrivate da 8 Procure Ordinarie e da 1 Procura Minorile. In particolare da:
Avellino: 14 procedimenti e 3 indagati per uccisione di animali; 19 proc. e 12 indag. per maltrattamento di animali; 5 proc. e 1 indagato per uccisione di animale altrui; 14 proc. con 6 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 9 proc. e 7 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Benevento: 12 procedimenti e 4 indagati per uccisione di animali; 8 proc. e 4 indag. per maltrattamento di animali; 11 proc. e 10 indagati per uccisione di animale altrui; 7 proc. con 5 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 20 proc. e 13 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Napoli: 10 procedimenti a carico ignoti per uccisione di animali; 1 proc. e 1 indag. per maltrattamento di animali; 4 proc. e 2 indagati per uccisione di animale altrui; 19 proc. con 17 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 29 proc. e 20 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Nocera Inferiore (SA): 1 procedimenti a carico ignoti per uccisione di animali; 3 proc. e 1 indag. per maltrattamento di animali; 3 proc. a carico di ignoti per uccisione di animale altrui; 8 proc. con 8 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 12 proc. e 11 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Salerno: 3 procedimenti e 1 indagati per uccisione di animali; 17 proc. e 7 indag. per maltrattamento di animali; 13 proc. e 1 indagati per uccisione di animale altrui; 24 proc. con 18 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 39 proc. e 32 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Santa Maria Capua Vetere (CE):  11 procedimenti e 5 indagati per uccisione di animali; 20 proc. e 45 indag. per maltrattamento di animali; 2 proc. e 31 indagati1per spettacoli e manifestazioni (con
animali) vietati;  1 proc. e 30 indagati per organizzazione di competizioni non autorizzate con animali; 4 proc. e 3 indagati per uccisione di animale altrui; 7 proc. con 4 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 32 proc. e 33 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Torre Annunziata (NA): 11 procedimenti e 5 indagati per uccisione di animali; 10 proc. e 5 indag. per maltrattamento di animali; 4 proc. E 2 indagati per uccisione di animale altrui; 7 proc. con 4 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 11 proc. e 8 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Vallo della Lucania (SA): 11 procedimenti e 1 indagati per uccisione di animali; 7 proc. e 8 indag. per maltrattamento di animali; 3 procedimenti a carico di ignoti per uccisione di animale altrui; 1 proc. a carico ignoti per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 9 proc. e 6 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica.
Il totale dei procedimenti sopravvenuti nel 2011 in Campania, sia a carico di noti che di ignoti, per i reati a danno degli animali e per il campione di 8 Procure ordinarie, è di 466 con 346 indagati.
Per quanto riguarda le Procure presso i Tribunali per i Minorenni ha risposto solo Salerno: con un solo fascicolo aperto a carico di ignoti per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili.
“È opportuno ricordare – sostiene il dottor Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV e autore del Rapporto –, che il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti reati, infatti, pur essendo stati commessi restano, per motivi vari, nascosti e non vengono registrati. Naturalmente, la quota di reati nascosti sul totale di quelli reali – il cosiddetto numero oscuro – varia a seconda del tipo di reato, soprattutto in funzione della sua gravità. Il reato di maltrattamento di animali per sua natura ha un numero oscuro altissimo. L’impressione, leggendo questi dati, – continua Troiano- è che l’azione penale venga esercitata solo in pochissimi casi e che in assenza di formale denuncia, peraltro non richiesta per i reati in esame essendo reati comuni perseguibili di ufficio, non ci sia un intervento della polizia giudiziaria e quindi l’apertura di un formale procedimento da parte della Procura.
Corse clandestine di cavalli, ippodromi & scommesse
1 corsa clandestina bloccata dalle forze dell’ordine, 12 persone denunciate, 7 cavalli sequestrati: questi i numeri delle corse clandestine di cavalli in Campania. Dietro le corse illegali ci sono maltrattamenti, violenze e la morte dei cavalli su strada, o che restano feriti gravemente a seguito di incidenti e finiti sul posto.
Su YouTube tantissimi video di corse clandestine di cavalli, girati dagli organizzatori, svolte in Campania, con tanto di colonna sonora di cantanti neomelodici. Ma neanche i cavalli da corsa dell’ippica ufficiale se la cavano bene: nel 2011, secondo i dati Unirelab, il laboratorio ufficiale per le analisi antidoping, relativi alla sezione sui casi di positività ai controlli delle sostanze proibite al termine delle seconde analisi, ben 47 cavalli che correvano in gare ufficiali in Campania sono risultati positivi a qualche sostanza vietata: un triste primato nazionale. E i dati sono aggiornati al mese di settembre 2011. Gare svolte negli ippodromi di Aversa (10 cavalli), Napoli (34 cavalli) e Pontecagnano (3 cavalli). Atenololo, Betametasone, Desametasone, Diclofenac, Diossido di carbonio, Eptaminolo, Metilprednisolone, Metocarbamolo, Morfina: queste alcune delle sostanze trovare nei cavalli da corsa nel 2011 in Campania.
Randagismo e del traffico di cani
La Campania ha il primato negativo del numero di cani randagi e
abbandonati: i randagi sul territorio campano, secondo le ultime stime, sono infatti 66.500, su un totale di circa 500-700mila randagi in Italia. Il traffico di cuccioli proveniente dai paesi dell’Est vede attivi molti campani. Sono almeno tre i casi che hanno portato alla denuncia di 4 persone e al sequestro di almeno 57 cuccioli dal valore complessivo di 50.000 euro.
La “Cupola del bestiame”: un malaffare che non rallenta Le varie relazioni semestrali della DIA, citano spesso casi relativi alle infiltrazioni nella zootecnia e ai tentativi di controllare la “filiera” della carne da parte di gruppi camorristi campani.
Associazione per delinquere, abigeato, macellazione clandestina, maltrattamento di animali, pascolo abusivo: sono solo alcuni dei reati accertati in Campania in relazione alla cosiddetta “Cupola del bestiame”. Nel 2011 sono stati scoperti diversi mattatoi abusivi.
Il contrabbando di Fauna e il bracconaggio Il traffico di fauna in  Campania è un fenomeno preoccupante. Lo dimostrano i sequestri. Tartarughe, camaleonti, serpenti del grano, pitoni reali, boa constrictor, pitoni delle rocce indiani e finanche un macaco: queste alcune specie sequestrate nel 2011. L’uccellagione e la vendita di fauna selvatica, in particolare di cardellini, trovano in Campania, soprattutto a Napoli e Caserta, mercati illegali molto attivi nei quali sono coinvolti pluripregiudicati. Il bracconaggio sulle isole, in particolare Ischia, in alcune zone del in provincia di Napoli e nel Casertano, si presenta come attività sistematica e organizzata. Armi clandestine, munizioni illegali, trappole, richiami vietati, abbattimento di specie protette: è il corollario del bracconaggio campano.
Combattimenti tra animali: un crimine in ripresa Il 2011 ha confermato la pericolosa ripresa dei combattimenti tra cani. Sono stati sequestrati cani, trovati allevamenti, recuperati cani feriti nei combattimenti, sono state denunciate alcune persone.
Anche se siamo lontani dall’emergenza di una decina di anni fa, deve restare, comunque, alta l’attenzione per un fenomeno che presenta pericolosità sociale e un potenziale criminale preoccupante.
“Malandrinaggio” di mare: un malaffare a danno della biodiversità marina Anche nel settore ittico le infiltrazioni camorristiche non mancano:
varie inchieste della magistratura hanno accertato l’interesse dei clan per il mercato del pesce. Pesca di frodo con esplosivi, raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, pesca illegale di tonno rosso, frutti di mare raccolti in acque inquinate, sono solo gli aspetti più critici dell’illegalità nel settore della pesca.
“Questa nuova analisi conferma il fatto che i crimini contro gli animali costituiscono anche un problema di sicurezza e di ordine pubblico – continua Troiano -. I crimini zoomafiosi sono reati associativi, ovvero perpetrati da gruppi di individui organizzati e alcune tipologie di maltrattamento richiedono necessariamente per la loro consumazione, organizzazione,  programmazione e strutture. I collegamenti con altre tipologie di reato, come le scommesse clandestine, lo spaccio di stupefacenti, gli atti intimidatori, le truffe, sono sempre più evidenti”. Come sosteniamo da tempo, per contrastare questi fenomeni occorre una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa e sviluppare più intense sinergie informative e operative tra gli organismi deputati al controllo e alla repressione. Sul piano legislativo – conclude Troiano – non sono più rinviabili provvedimenti ad hoc contro le corse clandestine, fenomeno fortemente allarmante anche per le connessioni con la criminalità organizzata”.
Napoli, 30 giugno 2012 Ufficio stampa LAV Napoli  320.4730679

°° ASOS: IL FASHION STORE DELLA MODA ON-LINE DIVENTA FUR-FREE °°

Comunicato stampa LAV 2 luglio 2012

ASOS: IL FASHION STORE DELLA MODA ON-LINE DIVENTA FUR-FREE

LAV: MIGLIAIA DI AZIENDE CHE VENDONO ABITI TRAMITE ASOS, DOVRANNO ADEGUARE LE LORO SCELTE STILISTICHE NEL RISPETTO DELLA VITA DI MILIONI DI ANIMALI

ASOS.com (www.asos.com/it) – il più grande sito di e-commerce britannico di moda e cosmetici (fondato nel 2000), con oltre 40.000 prodotti per la donna (tra cui vestiticalzaturegioielliprodotti di bellezza) e per l’uomo (tra cui jeansscarpe e camicie) sia di fur-free-retailermarche indipendenti che del proprio brand – da quest’anno si è formalmente impegnato a non vendere più alcun abito o accessorio con pellicce animali.

ASOS ha infatti aderito allo Standard Internazionale Fur-Free, promosso in Italia dalla LAV e che tramite il marchio della fur-free-fox identifica le aziende di moda e le reti commerciali che, come ASOS appunto, hanno adottato una corporate policy fur-free.

Su ASOS.com ogni settimana vengono aggiunti da 1.500 a 2.000 nuovi prodotti, venduti in Inghilterra, USA, Spagna, Germania, Francia e in altri 190 paesi; 950 le marche vendute tramite la rete ASOS in Italia.

Louise McCabe, direttore della Corporate Responsibility per ASOS ha detto: “Essendo il più grande distributore di moda on-line nel mondo, ASOS vuole offrire il meglio ai propri clienti, e crediamo fortemente che estetica ed etica possano convivere senza compromessi. Siamo orgogliosi di avere aderito all’iniziativa della Fur Free Alliance per evidenziare il nostro impegno in un così importante settore della moda”.

“Si tratta di un risultato estremamente importante – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce – perché significa che tutti i capi di abbigliamento ed gli accessori che oggi e in futuro saranno commercializzati tramite la rete ASOS, dovranno essere privi di pelliccia animale. Ciò avrà inevitabili e positive ripercussioni sulle scelte stilistiche di migliaia di aziende”.

ASOS si aggiunge così all’elenco di aziende virtuose pubblicato sul sitowww.nonlosapevo.com, che stanno orientando le proprie politiche commerciali verso una moda responsabile e sostenibile in cui, finalmente, non c’è più posto per i capi in “pelliccia”, e che in futuro dovrà necessariamente spogliarsi anche di tutti gli altri materiali di origine animale come pelle, piume, lana e seta.

02/07/2012

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it

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