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Archivi giornalieri: 14 dicembre 2013

°° Come combattere la fame nel mondo senza nemmeno donare 2 euro via sms °°

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Siamo fin troppo abituati a sentire slogan su slogan che incitano “Dona 2  Euro”, “Invia un sms da 2 o 5 euro” ovunque.
Ce li propinano nelle pubblicità, nelle trasmissioni, alla radio, sui giornali, alle casse del supermercato..

Ma per cosa dovremmo donare soldi?

La maggior parte delle volte per sostenere associazioni umanitarie che si prefiggono lo scopo di aiutare “i bambini del terzo mondo o le popolazioni disagiate” che non hanno cibo, acqua potabile, cure ed istruzione.

Scansando le organizzazioni no profit che davvero portano un aiuto concreto a chi ha bisogno e che realmente usano le donazioni fatte dalle persone per ciò che pubblicizzano, rimane il fatto che non è raro incappare in vere e proprie truffe.
Capita di non sapere dove vadano a finire i nostri soldi, e che un buon 70% si perda per strada prima di raggiungere chi ne ha bisogno, alimentando un business illecito.

Ma il punto non è questo.
Il punto è..
Come possiamo sentirci realmente solidali con chi vive in maniera disagiata  inviando semplicemente un sms da 2 euro, quando poi abbiamo speso altrettanti euro per comprare una bibita in bottiglia prodotta da una multinazionale che toglie i terreni a alle stesse popolazioni che vogliamo aiutare?
Non è un contro senso?

Ammettiamolo: donare e fare beneficenza ci fa sentire bene e più buoni.
Provate a rivivere le emozioni che sentite dopo aver fatto “un’opera buona”.
Il problema è che questo sentimento non è del tutto positivo.
Se lo si analizza meglio, indica una sorta di nostro egoismo personale.
Facciamo beneficenza più per noi stessi, per sentirci bene, che per gli altri.
Ma agli altri, sono sufficienti i nostri aiuti economici?

No.

Una popolazione ricca che con donazioni economiche aiuta una popolazione povera, fa parte di un piano mal bilanciato e non riuscito.
Se ci pensiamo, la vita di qualcun’altro dipende dalla nostra.
La ricchezza dei Paesi industrializzati genera e grava sulla povertà di quelli sottosviluppati.
Il loro sviluppo economico è quindi tenuto alle redini da chi ha BISOGNO dell’esistenza della disuguaglianza a livello mondiale per poter essere ricco.

Pertanto, la nostra donazione da 2 euro può risultare inutile.

Come possiamo allora sottrarci all’ingiustizia del vedere persone morire di fame quando nel nostro Paese viviamo nel benessere?

Sicuramente boicottando le multinazionali e le aziende coinvolte nel sottrarre terreni utili alla coltivazione per sfruttarli per la produzione di prodotti agricoli o di macelleria destinati alle popolazioni ricche.
Un altro modo per contrastare questo abuso è il decidere di non mangiare più carne.

Vi chiederete: “Cosa c’entra l’industria della carne?”.
Beh, c’entra eccome.
La maggior parte delle risorse agricole (cereali, legumi ecc) coltivate nelle zone dove la popolazione muore di fame, è destinata all’alimentazione degli animali “da carne”.
Alimenti che potrebbero essere impiegati invece per alimentare le persone.
Perchè per produrre 1 kg di carne gli animali hanno bisogno di mangiare 15 kg di cereali e di bere almeno 1500 litri di acqua.
E 15 kg di cereali potrebbero dare nutrimento a 15 persone in un giorno, invece di offrire della carne a 3 persone per un solo pasto.

Che vi piaccia o no, l’alimentazione vegan è l’unica che può salvare il pianeta dall’inquinamento e che può garantire cibo per tutti utilizzando le risorse che abbiamo in natura.

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Il 20% degli abitanti del mondo consuma l’80% delle risorse del Pianeta.
Un miliardo di persone muoiono di fame, mentre un altro miliardo muore di obesità.
Tutto questo è assurdo, ingiusto e non etico.
Se ci fossimo noi al loro posto?
Se lo stomaco vuoto fosse il nostro ad esser vuoto e non il loro?

Dovremmo cercare sempre di immedesimarci nel prossimo, invece di pensare solo a noi stessi.
Non possiamo permetterci così tanto egoismo.
I nostri capricci alimentari non possono assolutamente generare così tante morti, sia umane che animali.

Pertanto, se non lo fate per gli animali in sé per sé, prime vittime dell’industria della carne, fatelo per i vostri fratelli di specie.
Decidere di non acquistare né mangiare carne vuol dire aver preso coscienza di ciò che genera questa industria nel Mondo.
Vuol dire esser consapevoli dell’importanza dei nostri gesti e delle nostre decisioni.
Vuol dire essere vicini anche se distanti a problematiche che non dovrebbero farci dormire sereni la notte.

E’ importantissimo anche preferire l’acquisto di alimenti o prodotti provenienti da un commercio equo solidale piuttosto che quelli di una multinazionale a caso.
Le multinazionali oltre a sfruttare i terreni altrui, sfruttano spesso i lavoratori e i diritti dell’uomo solo per introiti economici.

Cambiare le cose è possibile, non è utopia, ed è un dovere morale farlo.
Affinchè tutti abbiano il diritto di esistere dignitosamente al mondo.
Affinchè non ci siano più madri che piangono la morte dei loro figli denutriti.

Usa i soldi che doneresti per queste giuste cause per comprare i prodotti giusti, ovvero quelli che non hanno generato morte tra gli animali e che non contribuiscono alla fame nel mondo.

Non smettere mai di informarti,
perchè è grazie all’informazione che possiamo spezzare le nostre catene che ci tengono in schiavitù.

http://web.peacelink.it/boycott/
http://www.nocensura.com/2013/01/le-10-multinazionali-piu-pericolose-del.html
http://www.cambiamenu.it/

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°° Firenze vieta il menù vegan nelle scuole della provincia °°

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E’ recentissima la notizia negativa giunta dal Consiglio Comunale di Firenze riguardo all’introduzione del menù vegan nelle mense scolastiche del territorio.
E’ stata infatti bocciata tale proposta avanzata dal consigliere Tommaso Grassi e sostenuta da associazioni animaliste che avrebbe permesso ai bambini e ai ragazzi vegetariani e vegani di poter mangiare tranquillamente a scuola durante la pausa pranzo.

Proposta lecita che se fosse stata accettata, avrebbe consolidato un enorme passo avanti dal punto di vista etico morale e che sarebbe sicuramente stato un servizio migliore per chi non mangia carne e pesce.

Sono sempre di più infatti le persone che hanno modificato le proprie preferenze alimentari adottando una dieta priva di alimenti animali.
In Italia aumentano di numero le famiglie vegetariane che vorrebbero poter vedere i propri figli vivere tranquillamente senza avere limiti nel sociale.
Limiti culinari che per esempio non hanno i ragazzi musulmani.

Esempio fatto anche da Mariangela Corrieri, ex Responsabile LAV Firenze che ha espresso quanto segue:

“Vengono tutelate le scelte alimentari di ebrei e musulmani ammettendo la pratica cruenta della macellazione rituale senza stordimento e non viene ammessa l’alimentazione incruenta e morale di chi fa una scelta vegana.

 Naturalmente consideriamo tale bocciatura come una chiusura mentale, una prepotenza, quella  mancanza di considerazione verso le scelte personali altrui che perfino l’art. 2 della Costituzione tutela in quanto rispetto dei convincimenti dei singoli e base del rispetto della persona umana e della sua dignità.

Le istituzioni non dovrebbero quindi imporre la loro visione (spesso dogmatica e insipiente) ma offrire ai cittadini un ventaglio di scelte dalle quali costoro potranno attingere secondo il proprio convincimento e le proprie esigenze di salute e coscienza morale.

Nessuno di noi può essere strumento del volere di altri e nessuno può imporre ad altri come alimentarsi.

 Noi ce lo saremmo augurato e non soltanto per gli animali che si salverebbero dalle inaudite sofferenze a cui vengono sottoposti, ma anche per l’ambiente (acqua, foreste, clima…..) la cui devastazione produce quel cambiamento climatico certificato dal rapporto FAO del 2006 Livestocck’s long shadow, aggiornato recentemente,il quale espone con chiarezza come gli allevamenti intensivi di animali rappresentino una delle principali cause di immissione nell’atmosfera (51% del totale) di gas serra – anidride carbonica (CO2), metano (CH4), ossido di azoto (NO2) e clorofluorocarburi (CFC). 

Il ciclo di produzione della carne infatti è un sistema inefficiente che trasforma una moltitudine di alimenti a base vegetale in una quantità estremamente  limitata di alimenti di origine animale incidendo  non soltanto sull’ambiente ma anche sulla fame nel mondo e sulla nostra salute (diabete, cancro, obesità, malattie cardiovascolari). 

Ma possiamo arrestare il processo? Sì, possiamo. Agevolando le scelte vegane e cominciando ad alimentarci senza prodotti animali almeno un giorno a settimana secondo l’esempio di città come San Francisco, Gand e tante altre nel mondo.

Inviamo un ringraziamento per la loro sensibilità, la libertà di coscienza e il rispetto della Costituzione a tutti quei consiglieri che hanno votato a favore della scelta vegana e invitiamo tutti a una riflessione.”

 

Assolutamente d’accordo con Mariangela Corrieri.
Non è assolutamente giusto ed equo vedere dei cittadini oppure ospiti musulmani o ebrei tutelati nei loro diritti NONOSTANTE IN ITALIA SIA D’USANZA STORDIRE GLI ANIMALI PRIMA DI MACELLARLI, e poi ritrovarsi una proposta così etica rigettata.

Per non parlare del fatto che sarebbe stato un modo per avvicinare TUTTI i bambini e i ragazzi ad un’alimentazione sana e naturale.
Importantissimo oggigiorno, dato il livello di obesità infantile che affligge la nostra società.

Questo ostacolo è incomprensibile.
Mi rifiuto completamente di credere che nel Consiglio Comunale di Firenze ci siano persone così retrograde e poco aperte al progresso.

Ricordo benissimo quanto è stato difficile adattarmi alla mensa scolastica delle scuole medie che ho frequentato io: spesso c’erano piatti che non potevo mangiare e che non mi facevo servire per lasciarne maggiore quantità ad altri, rimanendo dunque senza primo o secondo e facendomi bastare il pasto.
Poi però, quando di secondo arrivava la carne di maiale, per gli studenti musulmani in un contenitore a parte c’era il pollo, per esempio.
Questa discriminazione non mi è mai piaciuta.

Sono passati 10 anni , e vedere ANCORA queste differenze mi fa davvero rabbia.
Non iscrivere alla mensa i bambini vegetariani sarebbe una soluzione?
ASSOLUTAMENTE NO.
Significherebbe darla vinta a chi ha bocciato la proposta, oltre ad essere una scelta sconveniente dal punto di vista sociale, dato che a mensa i bambini rafforzano il contatto con i loro coetanei.

Pertanto, spero che nel Consiglio Comunale cambi presto aria con l’arrivo consiglieri più sensibili e rispettosi nei confronti di tutti.

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