Archivio mensile:settembre 2017

°°S.Giovanni Rotondo: Avvelenati 6 Cani Accuditi dai Volontari ENPA°° 

Sabato 2 Settembre 2017 a San Giovanni Rotondo (FG) la scena a cui hanno assistito i volontari e le volontarie ENPA della zona è stata davvero tragica: stesi per terra, irrigiditi, c’erano 6 cani avvelenati.

Gli animali, randagi in attesa di essere adottati, erano tenuti in stallo e non arrecavano alcun tipo di danno a nessuno.

Qualcuno però ha pensato di eliminarli senza farsi scrupoli. Una morte lenta e dolorosa. Tracce di veleno sono state ritrovate anche sul suolo.

Nel sud Italia e nelle isole il fenomeno del randagismo è una vera piaga. Se nelle regioni del centro e del nord canili e sterilizzazioni sembrano aver risolto in parte il problema, nelle restanti le emergenze non finiscono mai.

Colpa dei fondi che mancano, colpa dei pochi volontari portati allo sfinimento dalle troppe energie disperse, colpa delle continue nascite e soprattutto dell’indifferenza della maggior parte dei cittadini. Cittadini che talvolta arrivano a gesti estremi macchiandosi le mani di sangue innocente.

Gli avvelenamenti infatti non sono rarità. Gesti vili come questi, va ricordato, vengono messi in pratica anche grazie alla legalizzazione e alla commercializzazione di veleni che non dovrebbero esser messi a disposizione di nessuno.


Dopo l’uccisione dei sei cani Enpa sezione San Giovanni Rotondo sta cercando stalli per i cuccioli in zone diverse per evitare che possa accadere la stessa cosa ad altri di loro. Il mostro assassino infatti non ha ancora un’identità .
“Servono stalli per due giorni per i 16 vivi, 4 versano in gravissime condizioni negli ambulatori veterinari della zona. Per favore chi puo’ aiuti contattando 3471583664” è stato uno degli appelli condivisi in sostegno dei volontari.

Solidarietà a questi animalisti che da soli stanno affrontando questa bruttissima situazione e un augurio che l’assassino possa presto subire conseguenze negative per l’uccisione compiuta.
– Carmen

°°Brindisi: Pescatore Cattura e Schernisce un Gabbiano Reale°°

Postata pubblicamente sul suo profilo facebook in data 2 settembre 2017, una foto raffigurante un ragazzo ed un minorenne intenti a tenere per le ali un esemplare di gabbiano reale sta facendo il giro della rete. Destando non poche polemiche e critiche.
Al bacino non si pescano solo pesci ma anche gabbiani” ha commentato la sua foto il ragazzo di Brindisi, aggiungendo in seguito per scritto una risata.

Peccato che nel gesto deplorevole, compiuto insieme ad un bambino, ci sia ben poco da ridere.

I gabbiano (molte tipologie sono tutelate dalla legge) non sempre vengono visti di buon occhio o tollerati dagli umani appassionati all’uccisione dei pesci. Questo animale infatti ha abili capacità di pesca e può risultare una minaccia per chi, canna alla mano, tenta di rubare la vita nelle acque. Da disprezzarli a maltrattarne uno, per il ragazzo il passo è stato breve.

Azioni come questa non sono altro che l’esternazione di una mancata educazione corretta al rispetto per ogni forma di vita. Educazione che dovrebbe essere estesa a tutti, affinché la società non sia culla di individui violenti ed incapaci di provvedere al benessere collettivo. Atti vili, da condannare, soprattutto se condivisi in rete alla ricerca disperata di approvazione da parte di un ipotetico pubblico interattivo insensibile quanto chi li posta.

Con questo articolo spero che chi di competenza possa intervenire affinché tale gesto venga punito.

 

Aggiornamento del 4/09/2017

Il ragazzo sul suo profilo facebook ha commentato l’accaduto dicendo che il gabbiano, intenzionato a mangiare del pane lanciato dai pescatori, sarebbe rimasto ferito dall’amo della canna da pesca. Nell’atto di liberarlo lo avrebbe preso per farsi una foto.

Nel frattempo lo scatto è stato inviato alla Polizia Municipale di Erchie per presa visione.

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°°Carne Coltivata: Un Finto Progresso per i Diritti Animali°°

Sta facendo alquanto discutere una 1recente realtà che ha visto la sua nascita in laboratorio: la carne coltivata.

Ciò che fino a qualche anno fa era un’astratta idea collocata nel futuro, oggi è qualcosa di concreto. Un qualcosa che a mio avviso dovrebbe allarmare. Tanto, tantissimo.

Accolta con clamore da chi crede sia la soluzione alla fine della mattanza animale, la carne coltivata è stata definita “cibo del futuro”. Insieme agli insetti. Chi l’ha voluta, e messa in atto sembrerebbe credere (o vuole far credere) che possa lentamente sostituire la carne derivata dagli animali tutt’oggi allevati. Per realizzare la carne in laboratorio infatti servirebbe prelevare una piccola quantità di tessuto da un esempare della specie scelta (da vivo) per poi avviare il processo di coltivazione: di cellula madre in cellule figlie, si va così formando la materia che si pensa finirà sulle tavole in tutto il mondo. Non sulla mia.

Molti attivisti coinvolti nella difesa dei diritti animali si sono detti favorevoli a tale invenzione. Per molti, coltivare carne in laboratorio significherrebbe porre fine agli allevamenti, con la conseguente e tanto ambita liberazione animale.

Ma è davvero così? Ha soltanto aspetti positivi queata recente creazione?

Secono il mio punto di vista, assolutamente no. Carne coltivata? Ennesima follia, ennesima presunzione umana dettata dal più malato antropocentrismo.

Se per millenni gli animali sono stati assoggettati agli umani, fatti nascere, mercificati e sfruttati in ogni modo possible e immaginabile, oggi con le nuove tecnologie lo stiamo oltraggiando ulteriormente. Dall’oltraggio fisico, all’interno dei laboratori dove si coltivano cellule, si è passati a mio avviso all’oltraggio della loro essenza più intima. Per secoli li abbiamo privati di spazio, relazioni sociali, libertà, gioia. Adesso, li stiamo privando della loro anima, in nome di un nuovo business mascherato da buone intenzioni.

Ciò che realmente penso è  che coltivare la carne in laboratorio non farà mai cessare la mattanza. Possono mai dei laboratori soddisfarre l’altissima richiesta di carne? Potrà mai la carne di laboratorio raggiungere i mercati in tutto il mondo? Sarà mai economicamente accessibile a tutti? Farà bene al nostro organismo? Verrà mai accettata come alimento da parte di determinate etnie e popolazioni?

Anche se le risposte fossero tutte affermative, gli animali non avrebbero scampo lo stesso. In caso di mancanza di produzione in laboratorio sicuramente si passerebbe agli animali concreti e ambulanti. Ed è proprio questo il punto principale: gli animali.

La carne coltivata non è una novità per salvare gli animali. Dal momento che le cellule utilizzate in laboratorio sono prelevati dai loro stessi corpi, si continuano a vedere le altre specie come “qualcosa” da cui prendere qualcos’altro. Che dire poi della natura stessa del messaggio di quest’invenzione? Gli animali continuano ad essere visti come CIBO, mero cibo di cui disporre a piacimento. Perché non creare in laboratorio carne umana? Forse perché il cannibalismo non è accettato dalla nostra morale. Perché creare carne di altre forme di vita? Perché ancora le riteniamo inferiori e meritevoli di sottostare alle nostre decisioni. Abbiamo chiesto agli animali se vogliono regalarci le loro cellule per giocare ad essere padroni del mondo?

Sono convinta che fino a quando vedremo negli altri abitanti non umani ospiti del pianeta mere esistenze da smontare secondo le nostre più crudeli volontà, non ci sarà pace per loro né progresso etico ed empatico per noi. Finché non capiremo tutti che l’alimentazione non giustifica nessuna uccisione, non cambierà mai niente. Non dobbiamo modificare la fonte del nostro cibo, ma la nostra forma mentis. E soprattutto, dobbiamo capire che non siamo padroni della natura, ma piccole parti di essa. Alcuni limiti non dovrebbero essere mai oltrepassati.

Dobbiamo alienarci dalla crudeltà del voler uccidere (gli animali per istinto non possono) e comprendere che abbiamo la facoltà di poter scegliere: è la nostra caratteristica più nobile!

La natura ci offre migliaia di varietà di vegetali per alimentarci. Profumati, dai colori in base ai nutrienti, dai sapori dolci, dissetanti. Dovremmo ampliare la varietà di frutta, ortaggi, cereali, legumi e semi per la nostra alimentazione. Nell’ambiente non manca niente, se non distruggiamo tutto per fare spazio a cose meno utili.

Le ricerche in laboratorio? Usiamole per cose davvero nobili: ricreare tessuti per msngiare carne di corpi mai nati è un gesto che sottolinea quanto ancora il nostro desiderio di dominare gli altri sia vivo. Anziché ricreare animali inanimati, perché non impegnarsi nel ridare vita alle specie che abbiamo fatto estinguere per sempre?

Ah già, ma io sono una vegana utopica. Molto meglio creare carne in laboratorio da vendere a chissà quale prezzo che dare una seconda opportunità di esistere a coloro a cui abbiamo negato la prima, data da madre Natura.

Mi auguro che queste mie parole possano far riflettere chi pensa che questa trovata sia favorevole per i diritti animali tanto da essere appoggiata. Gli animali non meritano ulteriori manipolazioni. Meritano la vita, quella vera.

Lontano dagli allevamenti. Lontano dai laboratori. Lontano dai nostri piatti. Lontano dal nostro stomaco, ma vicino alla nostra sensibilità e al nostro cuore.
– Carmen

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