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°°[Evento] LiberArte • Open Day Olistico @ Fauglia (PI)°°

Cari e care followers,
avete mai desiderato passare una giornata nel verde con la possibilità di divertirvi, rilassarvi o imparare a cantare, suonare o ballare? Allora non perdetevi l’evento previsto per questa domenica 3 aprile 2022 all’Agriturismo Bethsaid di Fauglia (PI)!
In tale data si terrà uno speciale open day organizzato dal gruppo di artisti di LiberArte.

Si tratta di una giornata dedicata al benessere della persona, con tanti laboratori e trattamenti dedicati a corpo e mente proposti da artisti e operatori olistici che mettono a disposizione le proprie competenze.
Dalle 10 del mattino fino a sera nelle suggestive yurte ci saranno lezioni di canto, lezioni di ballo latino americano, danza della dea, massaggi, reiki ma anche concerto di percussioni e musica live all’aperto.

Di seguito il programma della giornata.

L’evento è organizzato in collaborazione è aperto a tutti.
Le attività proposte e i trattamenti offerti sono usufruibili con una donazione libera e consapevole. Gradita la conferma della propria partecipazione chiamando il numero 347 7583683
oppure scrivendo una email a liberarte@protonmail.com

Sarà attivo un info point dove chiedere e ricevere informazioni sulle attività previste per tutta la giornata, e gustare tisane e bevande calde a disposizione gratuita degli ospiti.

Anche bambini e bambine sono i benvenuti: sarà attivo un piccolo servizio di baby-sitting per il loro intrattenimento.

Durante la giornata inoltre sarà possibile, su prenotazione, pranzare e fare un aperitivo finger food (necessaria prenotazione con indicazione delle preferenze alimentari al numero 346 6396774),
curiosare tra i banchi del mercatino e barattare uno o più oggetti durante lo swap party! 🙂
Pronti a passare una bellissima giornata con noi?


Gli artisti, gli operatori olistic, lo staff dell’Agriturismo Bethsaid ed io
vi aspettiamo numerosi all’Open day LiberArte!

Carmen

°°Il Potere del Dissenso°°

Cari e care followers,
vorrei che questo articolo giungesse fino ai vostri occhi come una pagina di diario personale messa al pubblico, e al vostro cuore come una lettera inaspettata inviata da una persona amica. Abbandonate i preconcetti, appoggiate da una parte ogni traccia di pensiero unico imposto e leggete quanto ho il desiderio di condividere con voi, perché era da molto che volevo esprimere apertamente la mia opinione riguardo a quanto sta accadendo in Italia e nel mondo. L’ho già fatto in qualche articolo, ma esprimere la libertà non è mai abbastanza.

Vi scrivo seduta alla mia postazione PC nella mia mansarda. Russell dorme sul mio letto, Artù (il gatto in stallo) è sdraiato sotto i raggi del sole che filtrano dalla finestra. Attimi di meritata tranquillità dopo le loro zuffe quotidiane. Si accettano anche quest’ultime e si va avanti, perché ciò che realmente importa è dare una seconda opportunità di vita a una creatura fino a un mese fa lasciata in condizioni di randagismo.
Nell’aria che si sta scaldando grazie all’accensione della stufa aleggia un profumo di gelsomino e agrumi tipico delle terre di Sicilia, diffuso da un profumatore che mi ha regalato il mio compagno.
Sulla lunga scrivania trovano posto tazze vuote che hanno contenuto infinite tisane calde bevute a qualsiasi ora, penne, l’astuccio colmo di matite ed evidenziatori, libri universitari, quaderni pieni di appunti, oli essenziali balsamici e confezioni di vitamine..

Dal 5 gennaio sono in “quarantena”, confinata nella mia abitazione a seguito di un caso di positività Covid in famiglia. Indovinate: questo virus che da ormai e purtroppo da due anni fa parte della nostra vita, è arrivato fino al mio nucleo familiare attraverso persone amiche, vaccinate e positive. Positive e vaccinate. Più che vaccinate, plurivaccinate. Una finta verità, quella dell’immunizzazione.
Un secondo tampone fatto il 15 gennaio ha confermato che anche io ho contratto il virus.

Come ha vissuto questo fatto il mio organismo?
Ho avuto la febbre a 38° domenica 9 gennaio. Sono stata un giorno e mezzo a digiuno perché non avevo appetito. Ho provato molto dolore muscolare e articolare ed ho avuto la tosse. Non mi veniva la febbre da oltre un decennio. Queste sensazioni di malessere sono svanite piano piano nel giro di qualche giorno.
A differenza di quanto profetizzato e auguratomi da gente cattiva e malevola, non sono finita in terapia intensiva. E’ diventato un topos ormai, quello delle persone non vaccinate che finiscono intubate e del vaccino che “ammortizza” le reazioni del virus. Non è accaduto nulla di tutto ciò. Non ho tolto nessun fantomatico posto letto ad altri pazienti bisognosi di cure, perché semplicemente non ho avuto nessun bisogno sanitario specifico. E menomale, visto che da positivi sembra essere abbandonati completamente dalla sanità. Non ho assunto nemmeno mezzo farmaco: il mio sistema immunitario ha reagito egregiamente con le sue forze e con i suoi tempi. Ho persino dato un esame universitario a distanza. Con le energie ai minimi livelli, con le facoltà intellettive intorpidite, ma ce l’ho fatta lo stesso. Pongo l’accento sul discorso cure/medicine non per demonizzarne il loro uso (ciascuna persona si senta libera di assumere ciò che preferisce), ma come risposta a chi vorrebbe sminuire il potenziale del sistema immunitario umano e pensa che solo coi farmaci si possa stare bene.
Anche stavolta spremute d’arancia e limone con zenzero, tisane di ogni tipologia, oli essenziali balsamici e integrazione delle vitamine C e DK hanno svolto un ruolo benefico nei confronti della mia salute.
Sono stata miracolata, visto che sono anche vegana? Ho avuto semplicemente fortuna come in questi quasi 20 anni passati senza mangiare animali? Chissà 😉

Ed eccomi qui a scrivervi in un corpo che ha ritrovato il suo equilibrio (attendo un nuovo tampone che confermi l’avvenuta guarigione/negativizzazione) e con una mente che non ha mai perso il focus su un obiettivo: rimanere fedele ai miei ideali senza scendere a nessun compromesso.

Che periodo storico stiamo vivendo?
Direi meravigliosamente orrendo. Od orrendamente meraviglioso.
A voi la scelta dell’abbinamento.

Ho perso “amicizie” che credevo fossero oneste a causa delle mie idee.
Sono stata insultata privatamente e pubblicamente per ciò che penso.
Ho subito e vissuto reazioni che nessuno dovrebbe vivere, ma che alla fine si presentano se prendi posizione. Ma sono felice di averla presa.
Ho assaporato l’amarezza del vedere colleghi e colleghe di antispecismo abbracciare totalmente il credo pro-vaccino e farne propaganda pubblica, dimenticandosi degli animali (tutt’ora usati) e delle campagne di sensibilizzazione contro la sperimentazione animale. Ma dimenticandosi anche della pressione che la gente sta vivendo e della volontà calpestata di chi si sente messo alle strette. Sono stata accusata di diffondere il virus come un gatto durante la Peste Bubbonica del 1350 e di volere il male dell’umanità come un’untrice del 1630.
In poche parole, una strega da mettere a tacere sul rogo.
Nulla di nuovo, nulla di diverso da ciò che la mia anima non ha già vissuto durante epoche passate.
Ecco a cosa servono: ad avere una corazza ben solida per l’esperienza terrena attuale.

Ma in questo periodo dove la democrazia sembra stata imbavagliata, ammanettata e sepolta viva, e con la scusa della salute pubblica vengono messe in atto restrizioni sempre più dittatoriali e assurde (quale dittatura non ha dell’assurdo?), ho anche scoperto persone nuove. Ho fatto amicizia con esseri umani che parlano la mia stessa lingua, quella della libertà. Ho preso parte a gruppi di resistenza sociale formati da persone che credono in una società, in una umanità diversa e posso garantirvi che se questo schifo non si fosse mai manifestato, io non avrei saputo che a pochi kilometri da casa c’era così tanta bella gente.
Ho manifestato nelle piazze, e tutt’ora manifesto il mio dissenso in ogni modo che mi è possibile.

Tutti i film non visti al cinema, tutte le cene non fatte al ristorante o i caffè non presi al bar hanno ripagato il tesoro nella quale mi sono imbattuta: la speranza e la costruzione di una società diversa.

Se ci accomuna lo stesso pensiero in questo momento starete provando brividi positivi.
Essere socialmente emarginati, demonizzati, braccati e ritrovarsi a contatto con i propri “simili” è qualcosa di indescrivibile, difficilmente argomentabile a parole.
Peccato per tutti gli altri. Veramente provo un dispiacere enorme per loro.

C’è chi pensa di aver compiuto un atto eroico andandosi a vaccinare tornando alla vita di prima, firmando “per il bene di tutti” un documento dove si assume le responsabilità di eventuali reazioni avverse a breve o a lungo termine non ancora note. C’è chi ha portato i figli a vaccinarsi per “non infettare gli anziani” ricevendo in cambio una calamita della Pimpa (!). C’è chi ha fatto ironia sulla quarta, quinta dose sui social ed è già passato a miglior vita, a pochi giorni di distanza dalla terza dose. Ma nessuna correlazione. C’è chi non ce la fa più a reggere l’attività fisica sportiva. Ma nessuna correlazione. Ci sono persone, alcune molto giovani, che accusano malori e soccombono. Cimiteri che stanno accogliendo persone che erano in salute e che senza motivazione certa smettono di avere battito cardiaco, ma nessuna correlazione.

Dovevamo uscirne migliori, uniti, per poterci riabbracciare, per poter stare insieme, per poterci sentire bene tutti quanti. Ne siamo usciti frastagliati, disuniti, gli uni contro gli altri e alimentati di bugie.

Intanto, i più ricchi al mondo stanno diventando ancora più ricchi.
Gli animali continuano a essere allevati, manipolati come merce e spediti al macello.
In Cina i wet market continuano a mietere vittime.
Stanno ritornando a bussare alla nostra porta epidemie già note, come l’aviaria e la peste suina, e con loro è tornato uno dei morbi più pericolosi per la nostra e per le altre specie: l’antropocentrismo. Quello efferato, quello intriso di specismo, quello cieco davanti alla sofferenza delle altre creature ma anche davanti a quella dei propri simili.
Sono già state date disposizioni di sterminio di esseri innocenti, anche quelli sani, mentre nella società umana la gente sana viene costretta a dimostrare il proprio stato di salute con continui tamponi (a pagamento) se non si vuole sottoporsi a iniezioni continue.
Vincoli, restrizioni, multe, sanzioni, controlli. C’è chi soffre nel vedersi sospeso dal lavoro. C’è chi festeggia per la sospensione altrui che comporta il proprio ingresso nel mondo del lavoro.

Un clima vergognoso, inaccettabile, negativo, che influenza tutti a priori e che non risparmia la psiche di nessuno.

Che direzione abbiamo preso?
Quale meta meravigliosa vogliamo raggiungere di questo passo?



Vi invito a riflettere su quanto sta accadendo nella società, a rispolverare la vostra memoria storica (se non ne avete una, acculturatevi non è mai troppo tardi), ad analizzare bene i fatti – perché la storia si ripete – e a non cadere nel cliché/trappola del “nemico da combattere”. Siete esseri umani, non codici da scansionare. Non consumatori da consumare. Vi invito a seguire le vostre sensazioni più interiori, primitive, e a connettervi con voi stessi. Vi invito a prendere in mano la vostra vita e a non permettere a nessuno di farvi sentire inappropriati, sbagliati, in errore. Vi invito a circondarvi di persone come voi che sappiano ascoltarvi e che vi facciano stare bene. Qualsiasi ostacolo, qualsiasi difficoltà, affrontatela con coraggio e spirito intraprendente, perché è vero quando dicono che “se è un problema, ha una soluzione”. La vostra vita ha un valore inestimabile, come lo ha il vostro pensiero ma anche la vostra libertà.
Non scegliete la strada più semplice, osate intraprendere percorsi sconosciuti, ignoti, anche da percorrere in solitaria, anche se accanto a voi non sentite nessuna presenza umana.
Siamo dentro a un cammino di cambiamento per la nostra specie.
Un percorso che ci cambierà profondamente. Sento che nulla rimarrà più com’era fino a due anni fa, e che forse era giunto il momento che l’umanità affrontasse quanto sta affrontando, per evolvere.

Io, da parte mia, cercherò con ogni mezzo possibile di ricordarvi sempre quanto potenziale ha il nostro dissenso verso decisioni che oltraggiano la vita. Vi ricorderò sempre di quanto il genere umano è capace di grandi cose, facendo rete fra personalità positive.
Non fatevi scoraggiare, credete nei sogni, realizzate i vostri desideri, portate alto il vostro valore e proteggete i vostri ideali, se fra questi vi è la protezione del mondo che ci accoglie. La società ha bisogno di voi.




“Drive my dead thoughts over the universe
Like wither’d leaves to quicken a new birth!
And, by the incantation of this verse,

Scatter, as from an unextinguish’d hearth
Ashes and sparks, my words among mankind!
Be through my lips to unawaken’d earth

The trumpet of a prophecy! O Wind,
If Winter comes, can Spring be far behind?”

• • •

“Guida i miei pensieri spenti per l’universo
come foglie appassite per stimolare una nuova nascita!
E, con l’incantesimo di questo verso,
disperdi, come ceneri e scintille da un focolare
inestinguibile, le mie parole tra l’umanità!
E sii attraverso le mie labbra per la Terra dormiente
la tromba della profezia! O vento,
se arriva l’Inverno, può essere la Primavera tanto lontana?”


Ode to the West Wind – Percy Bysshe Shelley



Carmen

°°Carne Coltivata: Un Finto Progresso per i Diritti Animali°°

Sta facendo alquanto discutere una 1recente realtà che ha visto la sua nascita in laboratorio: la carne coltivata.

Ciò che fino a qualche anno fa era un’astratta idea collocata nel futuro, oggi è qualcosa di concreto. Un qualcosa che a mio avviso dovrebbe allarmare. Tanto, tantissimo.

Accolta con clamore da chi crede sia la soluzione alla fine della mattanza animale, la carne coltivata è stata definita “cibo del futuro”. Insieme agli insetti. Chi l’ha voluta, e messa in atto sembrerebbe credere (o vuole far credere) che possa lentamente sostituire la carne derivata dagli animali tutt’oggi allevati. Per realizzare la carne in laboratorio infatti servirebbe prelevare una piccola quantità di tessuto da un esempare della specie scelta (da vivo) per poi avviare il processo di coltivazione: di cellula madre in cellule figlie, si va così formando la materia che si pensa finirà sulle tavole in tutto il mondo. Non sulla mia.

Molti attivisti coinvolti nella difesa dei diritti animali si sono detti favorevoli a tale invenzione. Per molti, coltivare carne in laboratorio significherrebbe porre fine agli allevamenti, con la conseguente e tanto ambita liberazione animale.

Ma è davvero così? Ha soltanto aspetti positivi queata recente creazione?

Secono il mio punto di vista, assolutamente no. Carne coltivata? Ennesima follia, ennesima presunzione umana dettata dal più malato antropocentrismo.

Se per millenni gli animali sono stati assoggettati agli umani, fatti nascere, mercificati e sfruttati in ogni modo possible e immaginabile, oggi con le nuove tecnologie lo stiamo oltraggiando ulteriormente. Dall’oltraggio fisico, all’interno dei laboratori dove si coltivano cellule, si è passati a mio avviso all’oltraggio della loro essenza più intima. Per secoli li abbiamo privati di spazio, relazioni sociali, libertà, gioia. Adesso, li stiamo privando della loro anima, in nome di un nuovo business mascherato da buone intenzioni.

Ciò che realmente penso è  che coltivare la carne in laboratorio non farà mai cessare la mattanza. Possono mai dei laboratori soddisfarre l’altissima richiesta di carne? Potrà mai la carne di laboratorio raggiungere i mercati in tutto il mondo? Sarà mai economicamente accessibile a tutti? Farà bene al nostro organismo? Verrà mai accettata come alimento da parte di determinate etnie e popolazioni?

Anche se le risposte fossero tutte affermative, gli animali non avrebbero scampo lo stesso. In caso di mancanza di produzione in laboratorio sicuramente si passerebbe agli animali concreti e ambulanti. Ed è proprio questo il punto principale: gli animali.

La carne coltivata non è una novità per salvare gli animali. Dal momento che le cellule utilizzate in laboratorio sono prelevati dai loro stessi corpi, si continuano a vedere le altre specie come “qualcosa” da cui prendere qualcos’altro. Che dire poi della natura stessa del messaggio di quest’invenzione? Gli animali continuano ad essere visti come CIBO, mero cibo di cui disporre a piacimento. Perché non creare in laboratorio carne umana? Forse perché il cannibalismo non è accettato dalla nostra morale. Perché creare carne di altre forme di vita? Perché ancora le riteniamo inferiori e meritevoli di sottostare alle nostre decisioni. Abbiamo chiesto agli animali se vogliono regalarci le loro cellule per giocare ad essere padroni del mondo?

Sono convinta che fino a quando vedremo negli altri abitanti non umani ospiti del pianeta mere esistenze da smontare secondo le nostre più crudeli volontà, non ci sarà pace per loro né progresso etico ed empatico per noi. Finché non capiremo tutti che l’alimentazione non giustifica nessuna uccisione, non cambierà mai niente. Non dobbiamo modificare la fonte del nostro cibo, ma la nostra forma mentis. E soprattutto, dobbiamo capire che non siamo padroni della natura, ma piccole parti di essa. Alcuni limiti non dovrebbero essere mai oltrepassati.

Dobbiamo alienarci dalla crudeltà del voler uccidere (gli animali per istinto non possono) e comprendere che abbiamo la facoltà di poter scegliere: è la nostra caratteristica più nobile!

La natura ci offre migliaia di varietà di vegetali per alimentarci. Profumati, dai colori in base ai nutrienti, dai sapori dolci, dissetanti. Dovremmo ampliare la varietà di frutta, ortaggi, cereali, legumi e semi per la nostra alimentazione. Nell’ambiente non manca niente, se non distruggiamo tutto per fare spazio a cose meno utili.

Le ricerche in laboratorio? Usiamole per cose davvero nobili: ricreare tessuti per msngiare carne di corpi mai nati è un gesto che sottolinea quanto ancora il nostro desiderio di dominare gli altri sia vivo. Anziché ricreare animali inanimati, perché non impegnarsi nel ridare vita alle specie che abbiamo fatto estinguere per sempre?

Ah già, ma io sono una vegana utopica. Molto meglio creare carne in laboratorio da vendere a chissà quale prezzo che dare una seconda opportunità di esistere a coloro a cui abbiamo negato la prima, data da madre Natura.

Mi auguro che queste mie parole possano far riflettere chi pensa che questa trovata sia favorevole per i diritti animali tanto da essere appoggiata. Gli animali non meritano ulteriori manipolazioni. Meritano la vita, quella vera.

Lontano dagli allevamenti. Lontano dai laboratori. Lontano dai nostri piatti. Lontano dal nostro stomaco, ma vicino alla nostra sensibilità e al nostro cuore.
– Carmen

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