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°°Il Potere del Dissenso°°

Cari e care followers,
vorrei che questo articolo giungesse fino ai vostri occhi come una pagina di diario personale messa al pubblico, e al vostro cuore come una lettera inaspettata inviata da una persona amica. Abbandonate i preconcetti, appoggiate da una parte ogni traccia di pensiero unico imposto e leggete quanto ho il desiderio di condividere con voi, perché era da molto che volevo esprimere apertamente la mia opinione riguardo a quanto sta accadendo in Italia e nel mondo. L’ho già fatto in qualche articolo, ma esprimere la libertà non è mai abbastanza.

Vi scrivo seduta alla mia postazione PC nella mia mansarda. Russell dorme sul mio letto, Artù (il gatto in stallo) è sdraiato sotto i raggi del sole che filtrano dalla finestra. Attimi di meritata tranquillità dopo le loro zuffe quotidiane. Si accettano anche quest’ultime e si va avanti, perché ciò che realmente importa è dare una seconda opportunità di vita a una creatura fino a un mese fa lasciata in condizioni di randagismo.
Nell’aria che si sta scaldando grazie all’accensione della stufa aleggia un profumo di gelsomino e agrumi tipico delle terre di Sicilia, diffuso da un profumatore che mi ha regalato il mio compagno.
Sulla lunga scrivania trovano posto tazze vuote che hanno contenuto infinite tisane calde bevute a qualsiasi ora, penne, l’astuccio colmo di matite ed evidenziatori, libri universitari, quaderni pieni di appunti, oli essenziali balsamici e confezioni di vitamine..

Dal 5 gennaio sono in “quarantena”, confinata nella mia abitazione a seguito di un caso di positività Covid in famiglia. Indovinate: questo virus che da ormai e purtroppo da due anni fa parte della nostra vita, è arrivato fino al mio nucleo familiare attraverso persone amiche, vaccinate e positive. Positive e vaccinate. Più che vaccinate, plurivaccinate. Una finta verità, quella dell’immunizzazione.
Un secondo tampone fatto il 15 gennaio ha confermato che anche io ho contratto il virus.

Come ha vissuto questo fatto il mio organismo?
Ho avuto la febbre a 38° domenica 9 gennaio. Sono stata un giorno e mezzo a digiuno perché non avevo appetito. Ho provato molto dolore muscolare e articolare ed ho avuto la tosse. Non mi veniva la febbre da oltre un decennio. Queste sensazioni di malessere sono svanite piano piano nel giro di qualche giorno.
A differenza di quanto profetizzato e auguratomi da gente cattiva e malevola, non sono finita in terapia intensiva. E’ diventato un topos ormai, quello delle persone non vaccinate che finiscono intubate e del vaccino che “ammortizza” le reazioni del virus. Non è accaduto nulla di tutto ciò. Non ho tolto nessun fantomatico posto letto ad altri pazienti bisognosi di cure, perché semplicemente non ho avuto nessun bisogno sanitario specifico. E menomale, visto che da positivi sembra essere abbandonati completamente dalla sanità. Non ho assunto nemmeno mezzo farmaco: il mio sistema immunitario ha reagito egregiamente con le sue forze e con i suoi tempi. Ho persino dato un esame universitario a distanza. Con le energie ai minimi livelli, con le facoltà intellettive intorpidite, ma ce l’ho fatta lo stesso. Pongo l’accento sul discorso cure/medicine non per demonizzarne il loro uso (ciascuna persona si senta libera di assumere ciò che preferisce), ma come risposta a chi vorrebbe sminuire il potenziale del sistema immunitario umano e pensa che solo coi farmaci si possa stare bene.
Anche stavolta spremute d’arancia e limone con zenzero, tisane di ogni tipologia, oli essenziali balsamici e integrazione delle vitamine C e DK hanno svolto un ruolo benefico nei confronti della mia salute.
Sono stata miracolata, visto che sono anche vegana? Ho avuto semplicemente fortuna come in questi quasi 20 anni passati senza mangiare animali? Chissà 😉

Ed eccomi qui a scrivervi in un corpo che ha ritrovato il suo equilibrio (attendo un nuovo tampone che confermi l’avvenuta guarigione/negativizzazione) e con una mente che non ha mai perso il focus su un obiettivo: rimanere fedele ai miei ideali senza scendere a nessun compromesso.

Che periodo storico stiamo vivendo?
Direi meravigliosamente orrendo. Od orrendamente meraviglioso.
A voi la scelta dell’abbinamento.

Ho perso “amicizie” che credevo fossero oneste a causa delle mie idee.
Sono stata insultata privatamente e pubblicamente per ciò che penso.
Ho subito e vissuto reazioni che nessuno dovrebbe vivere, ma che alla fine si presentano se prendi posizione. Ma sono felice di averla presa.
Ho assaporato l’amarezza del vedere colleghi e colleghe di antispecismo abbracciare totalmente il credo pro-vaccino e farne propaganda pubblica, dimenticandosi degli animali (tutt’ora usati) e delle campagne di sensibilizzazione contro la sperimentazione animale. Ma dimenticandosi anche della pressione che la gente sta vivendo e della volontà calpestata di chi si sente messo alle strette. Sono stata accusata di diffondere il virus come un gatto durante la Peste Bubbonica del 1350 e di volere il male dell’umanità come un’untrice del 1630.
In poche parole, una strega da mettere a tacere sul rogo.
Nulla di nuovo, nulla di diverso da ciò che la mia anima non ha già vissuto durante epoche passate.
Ecco a cosa servono: ad avere una corazza ben solida per l’esperienza terrena attuale.

Ma in questo periodo dove la democrazia sembra stata imbavagliata, ammanettata e sepolta viva, e con la scusa della salute pubblica vengono messe in atto restrizioni sempre più dittatoriali e assurde (quale dittatura non ha dell’assurdo?), ho anche scoperto persone nuove. Ho fatto amicizia con esseri umani che parlano la mia stessa lingua, quella della libertà. Ho preso parte a gruppi di resistenza sociale formati da persone che credono in una società, in una umanità diversa e posso garantirvi che se questo schifo non si fosse mai manifestato, io non avrei saputo che a pochi kilometri da casa c’era così tanta bella gente.
Ho manifestato nelle piazze, e tutt’ora manifesto il mio dissenso in ogni modo che mi è possibile.

Tutti i film non visti al cinema, tutte le cene non fatte al ristorante o i caffè non presi al bar hanno ripagato il tesoro nella quale mi sono imbattuta: la speranza e la costruzione di una società diversa.

Se ci accomuna lo stesso pensiero in questo momento starete provando brividi positivi.
Essere socialmente emarginati, demonizzati, braccati e ritrovarsi a contatto con i propri “simili” è qualcosa di indescrivibile, difficilmente argomentabile a parole.
Peccato per tutti gli altri. Veramente provo un dispiacere enorme per loro.

C’è chi pensa di aver compiuto un atto eroico andandosi a vaccinare tornando alla vita di prima, firmando “per il bene di tutti” un documento dove si assume le responsabilità di eventuali reazioni avverse a breve o a lungo termine non ancora note. C’è chi ha portato i figli a vaccinarsi per “non infettare gli anziani” ricevendo in cambio una calamita della Pimpa (!). C’è chi ha fatto ironia sulla quarta, quinta dose sui social ed è già passato a miglior vita, a pochi giorni di distanza dalla terza dose. Ma nessuna correlazione. C’è chi non ce la fa più a reggere l’attività fisica sportiva. Ma nessuna correlazione. Ci sono persone, alcune molto giovani, che accusano malori e soccombono. Cimiteri che stanno accogliendo persone che erano in salute e che senza motivazione certa smettono di avere battito cardiaco, ma nessuna correlazione.

Dovevamo uscirne migliori, uniti, per poterci riabbracciare, per poter stare insieme, per poterci sentire bene tutti quanti. Ne siamo usciti frastagliati, disuniti, gli uni contro gli altri e alimentati di bugie.

Intanto, i più ricchi al mondo stanno diventando ancora più ricchi.
Gli animali continuano a essere allevati, manipolati come merce e spediti al macello.
In Cina i wet market continuano a mietere vittime.
Stanno ritornando a bussare alla nostra porta epidemie già note, come l’aviaria e la peste suina, e con loro è tornato uno dei morbi più pericolosi per la nostra e per le altre specie: l’antropocentrismo. Quello efferato, quello intriso di specismo, quello cieco davanti alla sofferenza delle altre creature ma anche davanti a quella dei propri simili.
Sono già state date disposizioni di sterminio di esseri innocenti, anche quelli sani, mentre nella società umana la gente sana viene costretta a dimostrare il proprio stato di salute con continui tamponi (a pagamento) se non si vuole sottoporsi a iniezioni continue.
Vincoli, restrizioni, multe, sanzioni, controlli. C’è chi soffre nel vedersi sospeso dal lavoro. C’è chi festeggia per la sospensione altrui che comporta il proprio ingresso nel mondo del lavoro.

Un clima vergognoso, inaccettabile, negativo, che influenza tutti a priori e che non risparmia la psiche di nessuno.

Che direzione abbiamo preso?
Quale meta meravigliosa vogliamo raggiungere di questo passo?



Vi invito a riflettere su quanto sta accadendo nella società, a rispolverare la vostra memoria storica (se non ne avete una, acculturatevi non è mai troppo tardi), ad analizzare bene i fatti – perché la storia si ripete – e a non cadere nel cliché/trappola del “nemico da combattere”. Siete esseri umani, non codici da scansionare. Non consumatori da consumare. Vi invito a seguire le vostre sensazioni più interiori, primitive, e a connettervi con voi stessi. Vi invito a prendere in mano la vostra vita e a non permettere a nessuno di farvi sentire inappropriati, sbagliati, in errore. Vi invito a circondarvi di persone come voi che sappiano ascoltarvi e che vi facciano stare bene. Qualsiasi ostacolo, qualsiasi difficoltà, affrontatela con coraggio e spirito intraprendente, perché è vero quando dicono che “se è un problema, ha una soluzione”. La vostra vita ha un valore inestimabile, come lo ha il vostro pensiero ma anche la vostra libertà.
Non scegliete la strada più semplice, osate intraprendere percorsi sconosciuti, ignoti, anche da percorrere in solitaria, anche se accanto a voi non sentite nessuna presenza umana.
Siamo dentro a un cammino di cambiamento per la nostra specie.
Un percorso che ci cambierà profondamente. Sento che nulla rimarrà più com’era fino a due anni fa, e che forse era giunto il momento che l’umanità affrontasse quanto sta affrontando, per evolvere.

Io, da parte mia, cercherò con ogni mezzo possibile di ricordarvi sempre quanto potenziale ha il nostro dissenso verso decisioni che oltraggiano la vita. Vi ricorderò sempre di quanto il genere umano è capace di grandi cose, facendo rete fra personalità positive.
Non fatevi scoraggiare, credete nei sogni, realizzate i vostri desideri, portate alto il vostro valore e proteggete i vostri ideali, se fra questi vi è la protezione del mondo che ci accoglie. La società ha bisogno di voi.




“Drive my dead thoughts over the universe
Like wither’d leaves to quicken a new birth!
And, by the incantation of this verse,

Scatter, as from an unextinguish’d hearth
Ashes and sparks, my words among mankind!
Be through my lips to unawaken’d earth

The trumpet of a prophecy! O Wind,
If Winter comes, can Spring be far behind?”

• • •

“Guida i miei pensieri spenti per l’universo
come foglie appassite per stimolare una nuova nascita!
E, con l’incantesimo di questo verso,
disperdi, come ceneri e scintille da un focolare
inestinguibile, le mie parole tra l’umanità!
E sii attraverso le mie labbra per la Terra dormiente
la tromba della profezia! O vento,
se arriva l’Inverno, può essere la Primavera tanto lontana?”


Ode to the West Wind – Percy Bysshe Shelley



Carmen

°° Il Veganismo è solo il Principio della Fine °°

” Per costruire un nuovo Mondo,
a volte è necessario distruggere quello vecchio” .


Questa è una delle frasi che preferisco, e che secondo me racchiude realmente una parte di verità, se ci si riferisce alle idee e alle mentalità.

Utilizzerò questo post come fosse una pagina di un diario personale, scrivendo ciò che ho bisogno di esternare in questo momento, condividendolo con voi.
Non succedeva da tempo di avere così tanti pensieri in movimento nella testa.
E quindi eccomi qui a scrivere.

L’ho sempre saputo che la mia vita non sarebbe mai stata semplice.
Se per gli altri che mi circondano può non essere facile in alcuni momenti, l’idea che invece per me non lo sarebbe mai stata era già dentro la mia testa, da sempre. Congenita. Innata.

Essere diversi è un’arma a doppio taglio.
E’ vero.
Il lato positivo di non essere come gli altri sta nell’avere la fortuna di ragionare con un cervello proprio e di non omologarsi alla massa.
Il lato negativo è che in quella massa ti ci ritrovi e ogni giorno devi imparare a sopravviverci.
Sopravvivere ai discorsi, alle loro azioni, a tutto.
Diventi guerriero di te stesso e se all’inizio ti ritrovi sofferente dopo esser stato ferito previa attacco verbale, con il tempo sei pieno di cicatrici ma molto più propenso alla resistenza.

Così, oltre ad essere il paladino o la paladina degli animali, sei l’eroe di te stesso.

Quando le altre giocavano con le Barbie e gli altri ai videogiochi,
io scrivevo lettere in inglese ad un’amica di penna in Nuova Zelanda, scrivevo storie per adesso mai pubblicate e iniziavo a militare per gli animali raccogliendo firme e ordinando volantini da distribuire.

Oggi che sono passati 12 anni, gli altri sono discoteca/party/auto/frivolezze/book fotografici/ vestiti firmati , e io sono tutta volantini e materiale informativo/articoli di blog/eventi vegani ecc ecc con alle spalle un decennio di “formazione” e decine di persone che si sono convertite scoprendo i miei ideali.

Come potete vedere, non sono mai stata come gli altri e mai lo sarò.

Questo genera odio o ammirazione.
Ne ricevo in egual misura.

E’ sicuramente una vita stancante, la nostra, visto che oltre agli impegni di tutti i giorni ci occupiamo anche delle mancanze di attenzioni degli altri nei confronti degli animali.
Un peso enorme che gli altri ci lasciano, ma del quale comunque ce ne facciamo carico.

Ma lo facciamo volontariamente, o spontaneamente?

Ci ho riflettuto molto e sono arrivata ad una conclusione: quello che noi facciamo per gli animali inizialmente passa come un insieme di gesti voluti.
Ma in realtà sono spontanei.
In realtà è come se fossimo predisposti a questo.
Siamo stati “creati” per un obiettivo da raggiungere.
E a me personalmente rende felice l’idea ,e non vorrei essere diversa da quel che sono.

Ci descrivono come persone tristi e mai felici. Sempre insoddisfatti e sofferenti.
Ma si sono mai chiesti come si possa esser felici al 100% quando la fuori, nascosti in quattro mura per non essere visti, un numero spropositato di nostri amici animali perde la vita senza che noi possiamo opporci?
Come si fa ad essere spensierati quando si è consapevoli di vivere in un mondo da cambiare?

Chi è vegano e animalista lo sa, che per noi la felicità non è facilmente raggiungibile e forse non la faremo nostra in questa vita.
La felicità per dei guerrieri non sopraggiunge fino a quando lo scontro e finito e la battaglia è vinta.
Ma la nostra guerra è iniziata solo da poco e sicuramente ci vorranno molti anni e tanta energia per concluderla.

Pertanto sono qui per dirvi, cari amici/colleghi/alleati, di non demordere e di non permettere agli altri di farvi abbattere moralmente.
So che a volte, magari la sera, casca qualche lacrima perchè si vorrebbe un mondo migliore o perchè vorremmo semplicemente vivere in tranquillità senza il peso addosso.
So che non sono la sola al mattino, nel risvegliarmi , a dire “accidenti, non era un brutto sogno ciò che ho vissuto ieri”.
So che riusciamo a darci una tregua mentale e psicologica solo quando discostiamo un po i pensieri dall’immagine della condizione in cui riversano gli animali.

Ma ciò di cui dovete essere fieri è proprio di cosa siete.
Siete persone diverse e siete qui al mondo per uno scopo: cambiarlo.
Siamo qui, e per fortuna ci stiamo radunando, mobilitati nel diffondere giusti ideali affinché nessuno sia più schiavo.
L’orologio della Terra segna l’undicesima ora.
Non c’è molto tempo per salvare gli animali, per salvare chi ci circonda e per salvare noi stessi in un Pianeta che è ormai allo stremo.

Non gettiamo armi e scudo a terra  ma continuiamo a combattere per la missione che ci è stata assegnata in momenti in cui la mente non ricorda.

Il nostro “esercito” è sempre più numeroso grazie a veri e propri leader vegani capaci di trascinare emotivamente ex onnivori risvegliati dal sonno della ragione.

Questi che stiamo per vivere saranno anni decisivi.
Questa sarà l’Era che i postumi  potranno chiamare “l’Era del Veganismo”.
Un’Era dove i lumi si espandono su etica e morale.

Ben presto tutte le cattiverie che l’uomo ha inferto sui più deboli ( umani o animali che siano) saranno solo un ricordo.
Un vergognoso ricordo dal quale trarre insegnamento affinché orrori del genere non vengano più commessi.

Continuate a diffondere il messaggio di uguaglianza tra uomo- donna, uomo-animale.
C’è chi si opporrà a noi.
Già sta accadendo.
I nostri simili di specie, quelli ancora dormienti, saranno i primi a scagliarsi contro di noi anche in maniera violenta, per poi esser raggiunti e sostenuti da chi detiene il potere.

ma voi non fermatevi e non arrendetevi.
Continuiamo insieme, uniti, in questo percorso.
Via le bandiere, via le divisioni.
Dobbiamo compattarci e non allontanarci l’un l’altro.

Stiamo per costruire basi solide a una nuova società che non si ergerà più su crudeltà, soprusi e uccisioni come nel passato ma sul rispetto, sull’amore e sulla libertà.
Un futuro migliore è all’orizzonte.

Siete Esseri speciali con un compito speciale..
Continuate a combattere!

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– SbarellababyAnimals

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