Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°°[Intervista] Fabrizio Selvaggio // MeMo – Una Canzone per dare Voce agli Animali°°

Ci sono molti modi per diffondere sensibilità e messaggi di rispetto per le altre forme di vita presenti sulla Terra, la musica è uno di questi.
Quando l’empatia incontra il ritmo si passa così dal toccare le corde degli strumenti a toccare quelle del cuore delle persone che ascoltano.
E i musicisti funk di MeMo, band italiana, ci sono riusciti.

E’ stato pubblicato oggi sul loro canale YouTube ufficiale una nuova traccia intitolata “Per Chi Non Ha Voce“.
La canzone, scritta da Fabrizio Selvaggio, è un eco non solo delle voci degli animali che ogni giorno vivono sotto il peso dello specismo, ma è anche quello di ciascuna coscienza che riprende possesso della propria consapevolezza. Fabrizio infatti ha voluto regalare un tributo musicale agli animali, che da anni difende e tutela con il suo stile di vita.

Il bellissimo video della canzone, che riporto qui di seguito, è stato girato in uno dei santuari di animali salvati dal macello in Italia:
la Fattoria Capre e Cavoli.



Ma cosa ha portato Fabrizio a scrivere questo pezzo?
E quale storia si nasconde dietro le sue parole?

Ecco la sua esclusiva intervista gentilmente rilasciata per il mio blog.

  • Da quanto tempo la filosofia vegan è entrata a far parte della tua vita?
    Gennaio 2015. Ricordo esattamente che la scoperta dei datteri Medjoul mi fecero capire che potevo rinunciare ai dolci. I dolci che erano l’ultimo motivo per definirmi ancora vegetariano. 
    Fu merito di una ragazza vegana che me li fece assaggiare ed ancora oggi la ringrazio per quel gesto.

  • Che tipo di visione avevi degli animali prima di abbracciare il veganismo?
    Avevo la stessa visione degli altri; quelli che li adorano se pur se li ritrovano nel piatto. Disconnessione mentale dettata dalla cultura familiare impostami fin da piccolo. Per me erano solo cibo. Io stesso non avrei mai avuto il coraggio di uccidere un animale per cibarmene ma nello stesso momento mi sembrava “normale” definirmi un predatore. Quel tipo di predatore che si annida nei supermercati e compra dei pezzi di animali dentro a dei contenitori di plastica. 


  • La musica è una delle tue grandi passioni: quando è nata in te?
    La musica è sempre stata parte della mia vita. Da giovane era un gran ascoltatore poi, crescendo, si è insinuata dentro di me contaminando la mia anima e tutta la mia vita. Ho iniziato a suonare il pianoforte da autodidatta a 19 anni, tardi in effetti. A 21 anni, mancando il bassista nella band dove suonavo, ho iniziato con un economico Hyundai 4 corde ed è stato subito amore. Da lì: scuole, corsi, tantissime band, ho insegnato basso elettrico, turni in SAE e presso qualche studio… Ho un curriculum lunghissimo di esperienze e di emozioni. Troppo lungo da mettere nero su bianco.


  • Cosa ti ha ispirato il testo del brano “Per Chi Non Ha Voce”?
    Per chi non ha voce” più che una ispirazione è stato un desiderio. Era da tempo che pensavo di scrivere una canzone che potesse spiegare come ho vissuto il cambiamento e che, forse, potesse diventare fonte di ispirazione per qualcuno. Mi ci sono messo di impegno ed alla fine il risultato mi ha soddisfatto molto.

  • Quale messaggio vorresti trasmettere attraverso questa canzone?
    “…Viaggio senza che sia lunga la salita…” è forse la frase del testo che esprime pienamente il mio pensiero. E’ più facile di quello che si possa pensare ed è, innegabilmente, un vantaggio per se stessi, per il pianeta e per gli altri. Animali in testa. 
    Capire che non sono oggetti è forse il passo più difficile da affrontare con chiunque non abbia abbracciato la filosofia Vegan ed è il secondo messaggio che, a modo mio, ho cercato di esprimere.

  • Da cosa è scaturita l’idea di girare il video presso un santuario di animali salvati dal macello?
    Più che da cosa, da chi. Me. Volevo trovare un modo per spingere un po’ di più il senso del testo ma senza inserire immagini di violenza o di maltrattamento. Ho pensato che inserire degli animali nel video avrebbe avuto l’effetto desiderato. Guardando il video credo che possa funzionare. La scelta della Fattoria Capra e Cavoli è venuta da sé. 


  • Pensi che nel campo musicale vengano lanciati sufficientemente messaggi etici?
    Penso proprio di no. O almeno in misura molto ridotta e principalmente nella musica non professionale. La discografia è un Business e di certo non si muove su basi etiche o emozionali ma su ben calcolati e pianificati progetti. Noi MeMo ci proviamo senza tralasciare l’aspetto progettuale legato al mercato.

  • In che modo la musica potrebbe essere veicolo di ideali?
    Potrebbe esserlo lavorando sui testi e sull’etica dei personaggi che la vivono e la producono. Purtroppo questo non esiste. E’ business, fatto di numeri e fatturato. Il resto viene dopo. 
    E’ un settore che si basa su metodologie complicate di mercato ed uscirne vorrebbe dire non riuscire a farsi sentire. Si cerca il compromesso. Almeno è quello che proviamo a fare noi.

  • Secondo te cosa frena le persone ad avvicinarsi a uno stile di vita e alimentare vegano?
    La cultura è l’ostacolo maggiore. Persone che difendono la tradizione andando da McDonalds o da StarBucks hanno comunque una visione del cibo molto solida e difficilmente scardinabile. Gli uomini sono i peggiori: hanno ancora la convinzione che il VERO uomo sia il preistorico che gronda ancora il sangue della sua preda. 

  • Hai suggerimenti per chi vorrebbe diventare vegan?
    Di essere curiosi. La curiosità ti porta a voler capire, a leggere e studiare, ad avere una mente analitica che non subisce le informazioni in modo passivo ma le elabora e le fa proprie. Internet è un mondo aperto all’informazione, vera e non, ed alle scelte più corrette per se stessi e per gli altri. Basta la voglia ed un po’ di tempo. 

  • Come vedi il mondo nel futuro?  
    Non bene. Sono padre e sono decisamente preoccupato del mondo che verrà. Cerco di insegnare a mia figlia ad essere autonoma, autosufficiente e sana. La cultura che ci circonda è però statica tanto quanto sull’alimentazione tanto quanto sulla standardizzazione della persona. Si fa fatica. Un mondo vegan, secondo me, non ci sarà mai. Purtroppo. L’etica non è considerata un valore e chi non ha voce non è considerato meglio di un pezzo di plastica. Uomo o animale che sia. Per fortuna non è cosi per me e tanti come me.

Una visione leggermente pessimistica, sicuramente dettata dalla triste realtà tangibile e che attualmente ci circonda.
Ma penso che sotto sotto un filo di speranza in una evoluzione sociale globale c’è sempre, e questa canzone lo dimostra.


Foto dal backstage del video


Carmen Luciano

°°Considerazioni su BuonOvo – le Uova “Etiche”°°

Sfogliando il nuovo volantino delle offerte di Novembre Lidl (un tripudio di animali di ogni specie, resi cibo per le prossime feste) ho notato in fondo a pagina 13 la confezione di 6 uova presentate come “speciali”.

Già dal nome attribuito al “prodotto”, BuonOvo, è possibile comprendere dove produttori e venditori vogliano andare a parare. Le sei frasi di carattere informativo poste accanto alla raffigurazione della confezione ne sono poi la conferma.

“Salvaguardia del pulcino maschio”, “da galline allevate senza l’uso di antibiotici”, “mangimi ogm free”, “filiera certificata”, “più controlli a garanzia del BENESSERE ANIMALE (wow!) ed infine “35% di spazio in più per le galline”.

Insomma, una vita di lusso che tutti sogneremmo di fare! (O no?)

Ad infiocchettare meglio la réclame ecco l’amabile contadino dagli occhi socchiusi che cinge con le braccia la sua schiav.. hem, la “sua” gallina, trattata bene in nome del sopra menzionato benessere animale.

Se agli occhi di una persona che consuma ovuli di gallina può apparire convincente o allettante, per chi come me va oltre le “belle parole” viene un sorriso amareggiato.

Sì, queste uova potranno anche essere deposte da galline allevate (o meglio dire usate) da aziende dove i pulcini maschi non vengono tritati vivi a pochi giorni di vita, alimentate con cibo non OGM, tenute in vita senza antibiotici, fatte stare con le zampe per terra in un ambiente leggermente meno affollato di altri, ma poi? Qual è il fine ultimo?

Il fine ultimo rimane la loro detenzione, il loro confinamento, il loro assoggettamento alla volontà umana per “generare” ovuli da vendere. In poche parole: corpi che producono cibo che genera introito economico.

I pulcini maschi, magari non triturati subito, non verranno forse fatti crescere e macellati? Le loro mamme, le loro sorelle, le loro nonne, non verranno forse tenute in vita finché il loro organismo risulta produttivo? Non finiranno lo stesso la loro “carriera” dentro un mattatoio?

Quali ipocriti, falsi abbracci vogliamo mostrare?

Come dico da tempo, è giunto il momento di aprire la nostra mente e abbracciare una visione ben più nobile delle galline. Continuare a vedere in loro “qualcosa” che genera “qualcos’altro” mette solo in evidenza il nostro basso, scarso livello empatico.

Negli altri animali che coesistono con noi e che con noi condividono il pianeta (anche se di spazio VERO ne lasciamo loro ben poco) dobbiamo smettere di vedere corpi dai quali trarre qualcosa.

Sottrarre parti corporee altrui, tra persone, è stata una pratica messa in atto nei momenti più bui della ragione umana, che ricordiamo con biasimo. Come non vogliamo e non desiseriamo che qualcuno ci privi della libertà (o peggio ancora, non ce la faccia mai conoscere) per lucrare su di noi, dobbiamo comprendere che anche gli animali non vogliono subire tali ingiustizie.

Cosa manca alle nostre capacità per raggiungere tale livello di sensibilità? Siamo forse fatti di solo apparato digerente, capaci di soddisfare solo quello?

Inviti tutt* a una profonda riflessione, con la speranza che sempre più persone realizzino che il vero BENESSERE per gli animali c’è quando sono lasciati liberi di esistere lontani dai nostri profitti.

Carmen

°°Processo per l’Uccisione di Pilù: Aggiornamenti°°

Si è tenuta oggi presso il Tribunale di Pistoia la prima parte del processo a Gaetano Foco, accusato di aver seviziato e provocato la morte della cagnolina Pilù circa cinque anni fa.
La piccolina, di proprietà dell’ex fidanzata, fu seviziata e abusata.
Il video delle abominevoli torture ai danni dell’animale venne condiviso in rete sui social, generando subito indignazione e rabbia.

Una fiaccolata per Pilù e gli animali indifesi



Oggi, lunedì 2 Novembre 2020, fuori dal Tribunale, a dare voce a Pilù e a protestare contro Foco c’erano attivisti e attiviste per i diritti animali.

Presente in prima linea anche Claudia Corsini, di Animalisti Italiani, che per il mio blog ha realizzato due dirette video sul posto.
Particolarmente toccanti le parole di Riccardo Manca: “Pilù è la donna violentata, il bambino abusato, chiunque sia vittima di ingiustizie per sesso, etnia, orientamento sessuale e credo religioso”.


Gaetano Foco sarà dunque processato.
L’informazione è giunta in rete tramite Giulia Fiori, di LIV Toscana, che scrive quanto segue.

Una attesa lunga 5 anni, ma la giustizia si è fatta sentire viva e forte
PROCESSO PILU’:

– RESPINTA LA MESSA ALLA PROVA
– RESPINTO IL PATTEGGIAMENTO
– RESPINTO IL RITO ABBREVIATO


CI SARÀ IL PROCESSO ORDINARIO E TUTTE AMMESSE LE PARTI CIVILI. GAETANO FOCO, l’uomo che stuprò e uccise PILU’, SARÀ PROCESSATO!
12 MAGGIO 2021 ORE 10:00 il processo ordinario.
VITTORIA!
Grazie al nostro avvocato Andrea Sbragia all’Avv. Danilo Giacomelli, Azzurra Eschini, Alberto Barni a tutti quelli delle parti civili presenti
Grazie a LIV, LEAL, ANPANA, Animalisti Italiani, LIDA Firenze, Enpa Pistoia e al Comune di PESCIA con Oreste Giurlani Sindaco .
Grazie Claudia Corsini, Annalisa Balli, Paola Pavone, e grazie a te Riccardo Manca vicepresidente degli Animalisti Italiani, le tue lacrime mentre ci abbracciamo a fine processo, non le dimenticherò mai. Finalmente giustizia per chi guarda i fiori dalla parte delle radici


Non rimane che attendere la prossima udienza, che si terrà appunto il 12 maggio 2021. E che la Giustizia faccia il suo corso, affinché un’azione simile venga punita in modo esemplare. Tanto esemplare da essere messaggio educativo per chiunque, là fuori, abbia la malsana intenzione di volerla ripetere.


Carmen

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora