Archivio dell'autore: Carmen Luciano
°° Pellicce Vere per Adornare Borse: Una Vergogna firmata O BAG °°
Ogni tanto il mondo della moda ha bisogno di lanciare sul mercato degli accessori che catturino l’attenzione affinché una certa categoria di persone ( quella che ingloba chi si definisce “fashion-victim“, “fashion-addicted”, n.d.r ) se li accaparri ad ogni costo.
Complice la massiccia campagna pubblicitaria, complice anche la tendenza umana di emulare il prossimo per sentirsi accettati e per altri svariati e banali motivi ( che non starò ad elencarli per non essere prolissa ) , un articolo riesce diventare in poco tempo quello che in gergo viene appellato come “must have” in grado di finire nell’armadio di molti.
Oggi vi parlo proprio di uno di questi articoli che sta spopolando: la O BAG.
Caratterizzata dalla sua forma morbida e arrotondata sulla base, questa shopping bag di silicone dalla chiusura a calamita è stata disegnata, realizzata e messa in vendita dall’azienda Full Spot S.p.a. L’articolo sta andando a ruba tra le ragazzine e le signore di ogni età grazie ad una sua prerogativa: il colore.
Esistono infatti O Bag di ogni cromia in base ai gusti di ciascuno.
Sarebbe stato qualcosa di originale e carino sul serio,
se non fosse per una scelta aziendale presa, per niente etica nei confronti degli animali: l’uso di pelliccia vera per adornare la borsa.
Molte O Bag infatti hanno la bordatura in pelliccia ( tra cui anche lapin, che fa chic nel pronunciarlo ma significa CONIGLIO) e di lana.
Bordatura del tutto superflua e, lasciatemelo dire, di pessimo gusto oltre che totalmente inutile. Bordatura INTERCAMBIABILE che si può acquistare anche a parte alla modica cifra di 80 euro.

Ho visto donne spostare la pelliccia per estrarre dalla borsa il portafogli, ragazze camminare a passo sostenuto mentre i peli di qualcuno a cui sono stati strappati si muovevano a ritmo sull’accessorio.
Mi domando: ma perchè?
Perchè far uccidere degli animali per attaccarne i resti al proprio prodotto?
E se non se ne commissiona la morte ma se ne acquistano solo le pellicce, perchè decidere di attaccarle ad una borsa?
Ma a cosa serve? E’ di vitale importanza?
Per l’azienda sicuramente no, per gli animali a cui la pelle è stata strappata invece lo era eccome.
Come si può vedere dal sito dell’azienda, le borse con bordo in pelliccia sono davvero tante.
Il brand ha pensato forse di dare un contentino pure alle fashion-victims animaliste offrendo l’opzione della bordatura in pelliccia finta, ma questo non basta e non è sufficiente.
Non si può accettare che un marchio così giovane ( sul sito si parla dell’anno di apertura nel 2009 ) sia così insensibile al rispetto per la vita di alcuni animali tanto da vedere in loro solo pellicce da usare sui propri accessori.
Non si può tollerare che in nome della moda vengano mietute vittime per un fine così banale.
Non si può credere poi che delle donne comprino i resti di animali bellissimi per vederli attaccati alla propria borsa!
Questo accessorio incriminato è arrivato in tantissimi negozi anche in Europa e nel resto del mondo: una vergogna.
Oltre ad invitarvi a BOICOTTARE totalmente l’azienda evitando di acquistare queste borse finchè contribuiranno al massacro di innocenti, vi invito a scrivere una mail di protesta per far capire al brand che tutto questo è immorale.
Potete scriverne una personalmente ( evitando sempre le offese ) oppure scegliere di copia-incollare il testo qui di seguito.
▬ Mail tipo:
Gentile azienda Full Spot,
vi scrivo questa mail per esternarvi la mia disapprovazione in merito alla vostra scelta di inserire bordi in pelliccia vera e in lana alle borse che disegnate e vendete.
Scegliere di applicare delle bordature in pelliccia vuol dire stare dalla parte dell’allevamento di animali destinati a morire in modo atroce per essere privati della propria pelle.
Tutto questo non lo si può tollerare da un’azienda così giovane che dovrebbe puntare al progresso e non al regresso.
La bordatura realizzata con i resti degli animali è veramente evitabile.
Avete , nella linea O Bag, anche bordi in pelliccia sintetica. Vi invito gentilmente a continuare nell’inserimento di quelli cercando di eliminare al più presto dai vostri articoli materiale derivato dal corpo degli animali.
Rimango in attesa di un vostro riscontro.
Saluti,
nome, cognome, città.
▬ Mail da inviare a: customerservice@fullspot.it ; cs@fullspot.it
Prima di acquistare qualsiasi capo o accessorio con inserto in pelliccia… documentati sulla sua produzione!
Queste foto ritraggono due animali schiavi dell’industria della pelliccia: il primo è recluso in una gabbia dove viene tenuto affinchè si infoltisca il pelo.
Il secondo è un coniglio legato per le zampe a cui viene strappata via a mano la pelliccia per la realizzazione di lana “angora”.


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Piccole storie dalla parte della natura
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UPDATE 23/10/2015
Dopo nemmeno 24 ore dalla mail inviata all’azienda, ecco la risposta gentilmente ricevuta:
” Gentile Carmen,
grazie della tua segnalazione in merito alla vendita di prodotti con parti in vera pelliccia.
Full Spot tiene a precisare che O bag opera nel pieno rispetto dele normativa europee e utilizza prevalentemente animali provenienti dalla catena alimentare. Full Spot si impegna comunque a prendere fortemente in considerazione tutte le osservazioni ricevute di sensibilizzazione sul tema, con l’obiettivo di ridurre l’uso di vera pelliccia, in favore di materiali sempre più ecologici e sintetici, già a partire dalla prossima collezione Winter 2015/2016.
Ci teniamo a ringraziarla per averci contattato e inviato le sue considerazioni.
Cordialmente ”
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Ovviamente noi attenderemo che O Bag non abbia più inserti in pelliccia vera prima di acquistarla, perchè che siano prevalentemente provenienti dalla “catena alimentare” poco importa!
Ringrazio davvero tutti voi per esservi uniti a questa causa.
Siete stati tantissimi ( oltre 30mila condivisioni!) e davvero preziosi.
Carmen.
°° Quando gli Animali Ci Attenderanno all’Aldilà… °°
Qualche giorno fa sull’alter-ego di questo blog su Facebook, ovvero sulla pagina Think Green – Live Vegan – Love Animals , ho condiviso un articolo pubblicato dalla Gazzetta di Modena dove si dava notizia della morte di un uomo di 42 anni definito nel titolo il “Re della Carne di Guiglia”.
Vedere la foto scelta dal notiziario online dove questa persona veniva raffigurata sorridente accanto ad un piatto contenente parte del corpo di un animale ucciso mi ha dato un fastidio tremendo.
Così, nel commento ho inserito un pensiero mio personale:
<< Le anime degli animali che ha contribuito a far macellare sono sicura che gli hanno organizzato un party di bentrovato al’aldilà >>.
Un pensiero spontaneo scaturito dal pensare a tutti quei poveri animali nati dentro allevamenti, confinati in quattro mura, privati della libertà di manifestare i propri istinti e infine trasportati per ore prima di finire al macello.
Un ipotetico incontro ultraterreno, che mi auguro possa accadere a chiunque in questa vita viva la sua esistenza negandola agli animali con la violenza e la morte.
Il mio commento non è piaciuto per niente ai clienti, agli amici e alle persone di Guiglia che conoscevano questo Re della Carne (altrui).
Il Comune di Guiglia sulla sua pagina Facebook
ha poi condiviso uno screenshot di quanto da me pubblicato. Da questa pubblicazione sono iniziati fiumi di commenti, che si sono riversati anche sulla mia pagina sopra indicata. Le persone sono accorse ad offendere me e gli altri utenti che avevano espresso pensiero concordante con il mio.
Un pensiero, tra l’altro, dove nessuno ha mai esultato per la morte di qualcuno ma dove si intendeva sottolineare le vite spezzate agli animali.
Il post da me scritto l’ho rimosso volontariamente non perchè mi sia pentita per la frase, ma per motivi pratici nei confronti degli utenti che avevano commentato a favore degli animali e che erano ormai diventati bersaglio di insulti da parte di persone che gli animali li continuano a mangiare.
Non bastavano i messaggi privati, gli insulti, le mail ricevute al mio indirizzo di posta elettronica.
Qualcuno ha pensato bene di scrivere un articolo sul Resto del Carlino.
Questo qualcuno è Valerio Gagliardelli e oltre ad aver pubblicato una mia foto personale presa senza consenso dal mio blog, ha inserito lo screenshot incompleto di titolo della mia pagina in data 18/10/2015.
Scrivo pertanto questo post in risposta a tutti questi animi incandescenti che mi hanno accusata di ironizzare sulla morte di questa persona, in particolar modo al sindaco di Guiglia MONICA AMICI, al parroco Don Francesco Preziosi ( tirato in ballo nell’articolo ) e al giornalista stesso.
Non ho mai offeso quest’uomo, non ho mai usato parole dispregiative nei suoi confronti e nemmeno nei confronti dei suoi familiari o amici. Viviamo in uno Stato che fa parte di una Comunità dove la libertà di manifestazione del pensiero è un diritto di tutti.
Mi sono avvalsa del mio diritto di espressione , come sempre, in difesa degli animali “da macello” che ancora tutt’oggi non godono di nessuna tutela da parte delle leggi.
A differenza del vostro invito a farlo, non mi vergogno assolutamente per quanto ho espresso, poichè lo credo fermamente.Non devo chiedere scusa a nessuno,semmai siete voi a doverne alle vostre vittime dal momento che non avete scuse valide per continuare a farle uccidere.
Anzi, invito voi a provare almeno un briciolo di vergogna per come fate trattare questi animali innocenti che mangiate a pranzo e a cena.
Smettetela di fare i perbenisti quando poi avete la coscienza sporca.
Nemmeno perdere una persona a voi cara vi sta insegnando che la morte non è bella e pertanto non è giusto imporla agli altri?
Spero che tutti possiate un giorno affrontare , in modo fisico o metafisico, coloro a cui avete contribuito a far togliere la possibilità di esistere poichè non volete accettare che si può vivere anche senza cibarsi di carcasse animali.
In realtà chi ironizza sulla morte di qualcuno sono proprio le persone che mangiano gli animali: hanno il coraggio di festeggiare nascite, matrimoni, compleanni ed altri eventi con cene a base di resti di qualcuno che voleva vivere.
Non finirò mai di dirlo che gli animali non sono i vostri schiavi, non sono cibo, non sono abbigliamento, non sono mezzi di trasporto né oggetti ludici per riempire la vita vuota e noiosa di qualcuno.
La loro esistenza non è di proprietà di nessuno e davanti al diritto di esistere in natura ogni legge umana dovrebbe inginocchiarsi.
Al momento questo non avviene perchè la nostra società è ancora antropocentrizzata.
Solo gli umani contano, per molti. Ma questo non significa che sia un pensiero giusto.
Far nascere miliardi di animali per farli vivere un decimo della vita che potrebbero passare sul pianeta, per poi ucciderli è un ABOMINIO che va fermato al più presto.
Finché avrò vita continuerò a stare dalla parte di chi non si può difendere, di chi viene visto come inferiore o solo “qualcosa” da cui trarre benefici e guadagni.
Starò SEMPRE dalla parte degli animali e sempre in opposizione ai miei simili che non rispettano il loro diritto di esistere.
Che vi piaccia o no, il mondo non è vostro, ne siete abitanti come tutti gli altri animali. Siete ospiti, e nessuno vi da il diritto di scacciare con la forza e la violenza altre specie per una misera cena o per tenere in piedi un locale e fare guadagni.
I soldi non valgono la vita di nessuno.
E se per voi valgono più i soldi della vita,abbiate la decenza di non tirare in ballo quella degli animali.
Scoprite i fantastici metodi di uccisione riservati ad ogni specie animale sul sito laverabestia.org .




















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