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°°ASL, DIGOS ed Esercito Irrompono al Rifugio Cuori Liberi: NESSUNO TOCCHI GLI ANIMALI!°°

Care lettrici e cari lettori,
arriva un messaggio straziante dal Rifugio Cuori Liberi ODV di Sairano (PV).
Gli attivisti e le attiviste che da giorni presidiano davanti al luogo di pace per gli animali alle 16.00 circa di oggi, venerdì 15 settembre 2023, ci hanno fatto sapere che sono arrivati gli operatori dell’ASL, DIGOS e addirittura l’Esercito.

L’invito è quello a correre sul posto, per chi può, per dare aiuto a chi sta chiedendo a gran voce che non vengano uccisi i maiali rifugiati nel Rifugio Permanente.
Attivisti e attiviste stanno facendo muro per difendere con i propri corpi quelli di queste creature ingiustamente perseguitate da un sistema violento, che le vuole solo schiave e vittime.
Hanno creato delle barricate per rallentare ed evitare questa mattanza.
Attiviste si sono legate alle reti che delimitano il Rifugio.

Chiunque abitasse nella provincia di Pavia corra a dare una mano, vi prego.
→ VIA BELVASCHI 6, SAIRANO (PV)

A tutte le altre persone chiedo di scrivere senza sosta al Sindaco del Comune di Zinasco affinché questo scempio non accada, e alla Provincia di Pavia.




Email da inviare a:
sindaco@comune.zinasco.pv.it
urp@provincia.pv.it

Gentile Sindaco Massimo Nascimbene,
Gentile Provincia di Pavia,
ho appreso dagli appelli disperati degli attivisti e delle attiviste che accudiscono gli animali del Rifugio Permanente di Sairano (PV) che sono arrivati gli operatori ASL, gli agenti della DIGOS e addirittura l’Esercito per uccidere i maiali dell’associazione.
Vi chiedo di bloccare questa inutile mattanza e di ascoltare la richiesta al rispetto per la vita che vi sta giungendo non solo da Rifugi ed Associazioni Animaliste, ma anche dalla parte sensibile della cittadinanza italiana.
Vi chiediamo di agire per il bene e di non ammazzare queste creature, già sottratte alla violenza umana, che meritano rispetto e di poter essere salvate e curate, se possibile.
Non vi stiamo chiedendo l’impossibile, vi stiamo chiedendo di ESSERE UMANI e di far cessare ogni forma di sopruso ai danni di specie non umane che vivono su questo mondo.
Non uccidete i maiali del Rifugio Cuori Liberi! Non uccidete la vostra sensibilità!
Non fate violenza su figli e figlie della natura!

Nome, Cognome, Città



Spero vivamente che questo scempio di vite non accada.
Siamo in lotta, siamo in guerra. I nostri fratelli e le nostre sorelle di specie diversa stanno subendo delle vere persecuzioni. È il momento di far cessare tutta questa vergognosa violenza che caratterizza la nostra specie. Tutta questa crudeltà mossa da cieco interesse economico deve finire!


© Carmen Luciano
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Tutti i diritti riservati

°°Caccia come “Sport”: Il Vergognoso Comunicato della Chiesa S. Michele Arcangelo di Avaglio°°

Care lettrici e cari lettori,
nella giornata di martedì 29 agosto si è letteralmente scatenata l’opinione pubblica contro l’iniziativa di benedire i fucili dei cacciatori organizzata dalla Chiesa di S. Michele Arcangelo di Avaglio (PT).

Sono stati centinaia i messaggi che il parroco, Don Alessio Biagioni, ha ricevuto da parte di persone credenti e non credenti in difesa degli animali e contrari alla benedizione di strumenti di morte.

Alle dieci di oggi, sulla pagina Facebook ufficiale della Chiesa in questione, non è mancato il comunicato del parroco: non meno grave dell’iniziativa stessa.

Secondo Don Alessio Biagioni l’iniziativa sarebbe stata proposta come “momento di preghiera con cui cominciare una attività sportiva a cui sono affezionati molti parrocchiani e tante persone che frequentano il loro territorio“. In poche parole, un momento di preghiera per chiedere protezione al “signore” per quando gli strumenti di morte verranno usati per spargere sofferenza, dolore, violenza e interruzione della vita nei boschi e nelle campagne.
Don Alessio Biagioni nel suo comunicato ha definito più volta la caccia uno “sport“.
Una visione antropocentrica dove gli animali sembrano non essere altro che un bersaglio privo di diritto alla vita.

Trovo queste parole intrise di stucchevole supremazia sugli animali, e carenti di reale rispetto per ogni forma di vita. La caccia NON È UNO SPORT. Lo sport coinvolge sportivi e sportive ed è mirato al benessere fisico e mentale, è un’attività ricreativa dove si può socializzare e star bene.
La caccia è un’attività dove, con l’uso di un’arma da fuoco, si perseguita delle creature innocenti che non possono difendersi con le proprie capacità fisiche naturali.

La caccia è una VERGOGNA della nostra società, e ogni anno arreca danno non solo alle vittime animali, ma anche alle persone.
Nell’anno venatorio 2021/2022 sono morte ben 24 persone, raggiunte da colpi che avrebbero dovuto negare la vita a creature non umane.
Queste 24 persone avevano tutto il diritto di esistere, come lo dovrebbero avere tutte quelle esistenze braccate, perseguitate, sparate, ferite, fatte morire nel peggiore dei modi.

La caccia è una realtà immorale sebbene legale, che non merita alcuna benedizione.
Chiedere protezione ad un dio prima di andare a seminare morte nella natura è un affronto alla ragione umana.

Spero che Don Alessio Biagioni e tutti i suoi fedeli parrocchiani armati che ammazzano animali innocenti imparino presto cosa significa esistere in modo non violento verso il creato.


“Quando un essere umano uccide un animale per mangiarlo, soffoca la propria aspirazione alla giustizia. L’uomo invoca misericordia, ma è incapace di manifestarla agli altri.
Perché allora dovrebbe aspettarsi la misericordia di Dio?
Non è giusto aspettarsi qualcosa che noi stessi non siamo disposti a dare”

Isaac Bashevis Singer ~
Premio Nobel per la Letteratura, 1978




°°Finalmente Riconosciuti come Rifugi Permanenti i Santuari di Animali Salvati°°

Care lettrici e cari lettori,
un importante passo avanti è stato fatto nella lunga strada che porta alla fine dello specismo.

Non più allevamenti, anche se non lo sono mai stati: i Santuari di animali salvati da maltrattamenti e dalla morte sono stati finalmente riconosciuti come rifugi permanenti.
Ne dà notizia la Rete dei Santuari di Animali Liberi, di cui condivido il comunicato pubblicato su Facebook:

𝐒𝐚𝐧𝐭𝐮𝐚𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢!

E’ fatta!
Finalmente possiamo dirlo.
𝐄’ 𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐨 che attendevamo.
Per il quale abbiamo lavorato tanto.
In salita, quando di santuari ancora si parlava poco o niente.
E ci viene un po’ da piangere.
Di gioia e felicità.
Siamo commossi.
E soddisfatti.
Perché avevamo ragione.
Abbiamo sempre avuto ragione.
Fin dall’inizio.

Che i santuari esistessero, era ovvio.
Ma eravamo, nostro malgrado, intrappolati ed etichettati come allevamenti.
Da oltre 10 anni rivendichiamo invece la nostra esistenza ed essenza.
Unica e caratteristica.
La nostra preziosa specificità.

Rimarcando la distanza infinita che ci ha sempre separati dalle anguste categorizzazioni che pretendevano di definirci.
Sbagliando.
Relegandoci in un cassetto, inappropriato, in cui normativa e burocrazia ci avevano intrappolati. Castrati.
Stritolati.

Possiamo finalmente toglierci di dosso il fastidioso vestito che ci avevano affibbiato.

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
𝐍𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢.
𝐍𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐢.

Inizia una nuova era.

Quella dei 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐮𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢.

Così 𝐧𝐞𝐥 𝐃𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟕 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟑, 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝟏𝟔 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐠𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚, 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 “𝐬𝐚𝐧𝐭𝐮𝐚𝐫𝐢”.
Il Manuale Operativo, facendo riferimento al decreto legislativo 134 del 2022, elenca e descrive le diverse strutture che detengono e, nel nostro caso, ospitano, animali.

Ed è a pagina 23, precisamente al punto 12, comma 3, sottopunto C che, tra le sotto voci del “Rifugio per animali diversi da cani, gatti e furetti”,

OPLA’,

si trova e descrive il “𝐑𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞 (𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐮𝐚𝐫𝐢𝐨) che ricovera bovini, equini, ovini, caprini, suini, ecc.”

C’è proprio scritto santuario.
E’ commovente, tutto è capitolato.
Ed, ecco, il mondo sottosopra.
Finalmente.
Si sono arresi anche al termine a quanto pare.

Che dire ora?
Ci attende una manciata di giorni in sospeso prima di adeguare la banca dati.
E poi sarà possibile registrarci in una specifica area dedicata ai santuari.
Certo è ancora la banca dati nazionale degli animali così detti da reddito.

Ma attenzione.

Voilà.

𝐒𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐢𝐧𝐚𝐜, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢𝐚.
Un luogo irraggiungibile.
Dove solo cani gatti e furetti potevano stare.
E, invece, eccoci qui.
Con l’incredibile che diventa possibile.
L’inaudito che va in scena.

Non è tutto risolto, però.

Sarebbe troppo semplice.
Dovremo vigilare e accertarci che i decreti attuativi ci rappresentino.
Siano in grado di descrivere la bellezza dei nostri rifugi.
Sappiamo che non sarà possibile.
E che, probabilmente, saranno inadeguati.
O renderanno, solo in parte, la nostra realtà.
Ma sarà un punto di partenza su cui lavorare e costruire.
Per tradurre in realtà quel piccolo miracolo che i santuari rappresentano.

La speranza.
Di fronte alla desolazione, tutta intorno.
Che ora, più che mai, tra la furia della natura, l’alluvione e l’efferatezza dei maltrattamenti all’ordine del giorno, mostra l’orrore inaccettabile di un sistema produttivo in rovina.

L’agonia di un mondo morente da cui occorre staccarsi e prendere sempre più le distanze.



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