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°°[San Miniato] Maialini Morti in Palio con la Pesca delle Trote°°

Care lettrici e cari lettori,
mi segnalano un’iniziativa davvero triste in località La Serra nel comune di San Miniato (PI) che coinvolge due specie animali.
Come sapete, San Miniato non eccelle in empatia nei confronti delle altre forme di vita presenti sul pianeta: fra il grande macello situato in Via Guerrazzi – dove ogni settimana arrivano camion carichi di povere creature che vengono ammazzate e fatte a pezzi-, la sagra del “cunigliolo fritto” di luglio/agosto e il palio del papero, non si sa riguardo a cosa rimanere basiti per prima.

L’ennesima iniziativa con animali come infelici protagonisti è la “garissima alla trota più grossa“, ossia una gara di pesca di povere trote organizzata dal Lago Santa Barbara Enjoy Park. Un parco dove individui dalla dubbia sensibilità possono divertirsi a stressare dei pesci che non gli hanno fatto nulla di male. La gara, aperta a chiunque, consiste nello sfidarsi a pescare (senza limiti di cattura, a quanto pare) le trote presenti nel lago per aggiudicarsi il primo, secondo e terzo premio.

Come primo premio, per non farsi mancare lo specismo che già abbonda, è previsto un cucciolo di maiale morto, mentre per il secondo premio un prosciutto e come terzo premio un salame.

Scene veramente tristi, quelle raffigurate nelle fotografie pubblicate dal locale: sornioni di ogni età che tengono gli animali strappati all’acqua fra le mani, che li sorreggono agganciati alle dita per le branchie, o messi direttamente sui tavolini.
E poi lui, il povero cucciolo di pochi mesi di vita, inserito dentro un sacchetto di plastica mentre colui che si è aggiudicato il suo corpo privo di vita sorride tenendo in mano un cartello con scritto “1° il maialino”.


Tutta questa gratuita sofferenza imposta agli animali avviene ogni domenica.


Trovo davvero triste che degli uomini che potrebbero spendere il loro tempo in modo più costruttivo e socialmente utile, accettino di sfidarsi a strappare via dall’acqua delle creature che non esistono per stare alla loro mercé.
Quale individuo dotato di profonda empatia può arrivare a fare questo?
Hanno idea di cosa vivano questi animali, presi con l’inganno e issati con un amo metallico che fora la loro pelle?
Tutto questo “divertimento” ai danni di esseri senzienti per cosa? Per vincere un cucciolo ammazzato? Un cucciolo di pochi mesi di vita messo in un sacchetto come un oggetto? E altre creature i cui corpi sono stati processati per diventare alimenti nemmeno salutari?
Ma questa gente che partecipa, sa cosa vuol dire rispettare la sacra esistenza di chiunque?

Dove va a finire la compassione?
Cosa penserebbero questi eroi della domenica se qualche altro animale, o forma di vita aliena, iniziasse a fare agli esseri umani ciò che certi esseri umani fanno agli animali?

Come sempre viene tirata in ballo la banale scusante della “legalità” nell’uccidere gli animali: rispondo che legale non è sinonimo di morale, e che ciò che oggi è vietato dalla legge un tempo era autorizzato dalla stessa legge!
Le leggi sono lo specchio della società, e se quelle vigenti permettono alla nostra specie di continuare a tormentare figlie e figli della natura, è perché siamo ancora distanti dall’essere una razza evoluta. Ci illudiamo di essere superiori, ma dimostriamo di esserlo solo in crudeltà, e i fatti lo dimostrano.

Invito tutte le persone di San Miniato e paesi limitrofi a non prestare il fianco a tale iniziativa e di disertare tutte quelle attività dove gli animali non si possono difendere. Trascorrete il vostro tempo con la famiglia, andate nei musei, fate passeggiate nella natura, portate a spasso i cagnolini abbandonati nei canili, fate volontariato, leggete, riposatevi ma.. lasciate in pace gli animali!

Ai gestori del locale auguro al più presto una presa di consapevolezza, perché a 2024 iniziato non è possibile continuare a proporre attività ludiche del genere.



••
Chi desiderasse dare voce agli animali, può inviare una mail – dai toni educati e civili –
alla struttura all’indirizzo: enjoypark@libero.it

Testo tipo:
Gentile Santa Barbara Enjoy Park
sarebbe bello se il vostro parco potesse essere ‘enjoyed’ da chiunque, umani e animali.
Purtroppo, a quanto vedo dalla vostra pagina, vengono spesso organizzate gare di pesca di trote
con in palio dei maialini morti e altre parti corporee di suini uccisi.
Trovo questa iniziativa davvero sgradevole: sfidarsi a infastidire e ferire delle trote per poi
cercare di vincere altri animali a cui è stata negata la vita.
Mi chiedo come facciate ad organizzare eventi simili, a sapere che gli animali acquatici
presenti nel laghetto vicino la vostra struttura vengano afferrati con ami alla bocca e strappati
via dal loro ambiente. Mi chiedo come facciate a mettere in palio dei cuccioli di maiale, nati da pochi mesi e già vittime dell’inaudita sofferenza che solo gli umani sanno infliggere.
Con questa email prendo le distanze dalle vostre iniziative, che non reputo affatto sportive né divertenti. Potrete anche marciare sulla scusante della legalità di tale azione, ma fra legale e morale ne corre. Prendo altresì le distanze dalla vostra struttura e fino a quando il bel contesto verde del parco verrà usato in questo modo, sarà mia premura non esserne MAI cliente.
Spero che possiate presto sensibilizzarvi lasciando in pace gli animali, perché gli animali non vi hanno fatto nessun torto e noi esseri umani non siamo nessuno per tormentarli.

Saluti.

Nome, Cognome.

°°Se Un’Attività Vegan Introduce Animali o Derivati nelle Offerte°°

Care lettrici e cari lettori,
in questo articolo desidero affrontare un tema molto importante che riguarda in modo diretto gli animali.

Come sappiamo, nel mondo del commercio sono sempre più numerose le attività che offrono opzioni 100% vegetali e animal-free, che sia nel settore dell’abbigliamento, della cosmesi o della ristorazione. Le attività commerciali simili sono veramente un bellissimo esempio che dimostra in che modo il mondo del lavoro e dei servizi può combaciare in modo armonioso con l’etica e il rispetto per la vita degli animali e per la salute dell’ambiente.

Cosa succede però se un’attività nata vegan, rispettosa delle altre specie, di punto in bianco modifica la propria filosofia aziendale introducendo derivati corporei animali o addirittura corpi animali nelle proprie offerte? Cosa succede se si inizia a “giocare con la sacralità della vita”, citando parole di Percy Bysshe Shelley?

Per qualsiasi ragione accada, una tale scelta è sempre un passo indietro verso l’amore per la giustizia, per la libertà e per la tutela delle altre creature, sempre.
Ma è anche un messaggio pericolosamente sbagliato per altre attività e per la clientela stessa.
Un’attività che da rispettosa per la vita scende a compromessi dimostra che con l’esistenza delle altre specie che vivono sulla Terra si può scendere a compromessi.
Un pensiero del tutto antropocentrico che grava su esistenze innocenti e le condanna alla prigionia, alla sofferenza e alla morte. A una non-vita, in sintesi.
Un’attività che per motivi commerciali passa dall’offrire dei beni o servizi privi di sofferenza a beni e servizi che contengono la sofferenza di qualcuno (che per giunta non può difendersi), giustifica la supremazia umana sulle altre specie e la normalizza.
Un’attività dove regnava l’empatia che retrocede, tacitamente mostra che in nome del business e degli introiti economici si può calpestare la vita di chi non gode di nessun diritto.

Per questi motivi una mente razionale e un animo sensibile non possono che provare estrema lontananza da decisioni simili.

Chi accetta, accoglie o addirittura sostiene l’inversione di rotta lo fa a discapito di quelle creature che, confinate dentro allevamenti che lasceranno solo il giorno della partenza al mattatoio, non possono esprimere il loro giudizio o gridare “lasciateci in pace! lasciateci vivere! ci avete voluto far nascere con la forza, non obbligateci a soffrire!

Trovo molto più decoroso per un’attività etica che non riesce ad andare avanti o non va come vorrebbe, riflettere su nuove strategie per avvicinare nuovi clienti o, se non ci sono speranze, nel cambiare settore lavorativo.

Valentina Muscas scrive:
“Ho avuto per 5 anni una gastronomia vegana a Cagliari… le cose non andavano bene.. tutti mi consigliavano di cambiare menù e includere almeno i prodotti vegetariani…ma come avrei potuto guardare negli occhi i miei clienti vegani affezionati ?! Alla fine ho preferito chiudere…”
Valentina Muscas


Raffaella Pestarino scrive:
“Mi dispiace per tutte le persone che ci hanno creduto e hanno aperto gastronomie, ristoranti, agriturismi vegani e che adesso devono chiudere. Lo dico col cuore. È così difficile, almeno dalle mie parti, trovarne uno (anche solo una pizza, non parliamo dei dolci. Le brioche vegane sono una chimera e, a volte, non hanno nemmeno il latte vegetale) che quando quelli che ci sono, anche se lontani, chiudono è veramente un dispiacere. Spero che troviate la vostra strada in altri settori. Penso sia giusto non scendere a compromessi ma ci vuole coraggio e siete da ammirare per aver scelto di chiudere piuttosto che integrare con prodotti non vegani.”



Fino a quando metteremo i soldi al primo posto, i soldi verranno al primo posto di ogni cosa: non solo degli animali, degli ideali e della compassione.

Personalmente, con una clientela già consolidata, ho smesso di rappresentare un’azienda di prodotti cosmetici vegetali quando in una linea secondaria è stato introdotto “collagene marino“, detto in modo più onesto e preciso, grasso proveniente dal corpo dei pesci. Il mare infatti non ha collagene, mentre alcuni suoi abitanti sì.
Ho dato importanza a quanto guadagnassi e ai miei benefici?
No. Nemmeno un secondo.
Ho dato importanza a quelle creature nelle quali mi sono immedesimata: fatte nascere dentro allevamenti “biologici”, ammazzate senza pietà e commerciate non solo per i loro resti ma anche per le loro componenti organiche.
Farei altre mille volte quella scelta, dettata dal rispetto per ogni forma di vita, vita che mai e poi mai dovrebbe essere impiegata a uso commerciale umano.
Ho messo al primo posto l’amore per gli animali: il denaro può arrivare da altre fonti.
Non credo nei compromessi, e non scendo a compromessi, quando vanno a discapito di chi non ha colpe.


Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che sostengono quelle attività dai sani principi etici che li portano avanti con passione e determinazione: queste realtà meritano tutto il nostro appoggio.

Sappiano tutte le attività che hanno a cuore gli animali, la loro difesa e la difesa dell’ambiente, che avranno sempre il mio totale, gratuito appoggio attraverso il mio blog e i miei canali social.
I contatti per far conoscere la propria realtà sono presenti sulla colonna a destra.



Carmen


°°[ATTIVISMO] 7 Modi per Diffondere Messaggi di Empatia e Gentilezza verso gli Animali°°

Care lettrici e cari lettori,
avevo promesso da tempo questo articolo e finalmente eccomi qua a suggerirvi sette modi per diffondere messaggi di empatia e gentilezza verso gli animali. Sette azioni che io per prima metto in atto quotidianamente e che ripagano quasi sempre con la consapevolizzazione di chi viene coinvolto.

Viviamo in una società che è stata diseducata al rispetto vero verso le altre creature, facciamo parte di un sistema umano antropocentrico dove le altre specie sono collocate al di fuori della fittizia scala gerarchica di importanza, schiacciate dal peso degli stereotipi che ricadono su di loro. La normalità della sopraffazione umana e del dominio della nostra specie è una costruzione culturale che viene naturalizzata e rinnovata nell’idea ogni giorno.
Per liberare veramente gli animali dobbiamo partire da un gesto fondamentale: informare le persone. Risvegliare le loro coscienze.

Ci sono esseri umani che ignorano totalmente quanta manipolazione mentale sia stata fatta per arrivare a credere che sia normale, giusto, naturale far soffrire le altre creature della Terra per i nostri capricci, ammazzandole nei peggiori modi. Nei confronti di chi non ha realizzato appieno questo macabro disegno proposto come verità, non dobbiamo provare astio, odio, disprezzo. So bene che dalle loro azioni – fintamente libere – dipenda la sofferenza degli animali e la nostra ma, credetemi, hanno solo bisogno di risvegliarsi dal sonno della ragione e dell’empatia che ha reso dormienti anche noi prima della presa di coscienza.

Chi sono le persone che possono e meritano di essere aiutate?
Sebbene sia una persona estremamente ottimista e positiva nei confronti del cambiamento umano e dell’evoluzione della nostra specie – definitemi pure un’utopista Shelleyrata – con l’esperienza ho notato che ci sono individui che non potranno mai cambiare: sono coloro devoti alla sofferenza animale, che lucrano sulla morte delle altre specie, che diffondono perverse idee sul trattamento delle restanti forme di vita del pianeta e che, macabramente, godono dei supplizi delle altre creature.
Se vi imbattete in elementi simili, non sprecate energie: probabilmente saranno utili al pianeta solo quando saranno sotto, e non sopra la terra. Ma anche di questa utilità non vi è certezza.
Chi sono allora le persone che possiamo veramente sensibilizzare?
Sono coloro che, ingannate dal sistema, credono di fare cosa giusta nel seguire ciecamente alcuni dettami: sono quelle che bevono latte perché pensano che le vacche lo facciano lo stesso, sono quelle che non credono sia possibile vivere di ‘soli’ vegetali, sono quelle che dentro di sé sanno di far soffrire gli animali ma il gusto dei cibi animali – (in)sapientemente artefatto – le attanaglia.

Oltre al dialogo diretto con queste persone (ricordatevi che non è mai tempo perso quello impiegato per confronti costruttivi) sono, a mio avviso, utili per diffondere messaggi chiari anche sette metodi indiretti:

1) Indossare magliette con frasi empatiche/animaliste:
la nostra società è bombardata di messaggi non positivi su abbigliamento, cartelloni, pubblicità ecc.
Anche se non prestiamo particolarmente attenzione, i messaggi vengono recepiti dalla nostra mente e ‘immagazzinati’. Indossare magliette con messaggi positivi è utile perché chi si imbatte nella nostra persona con tale abbigliamento, ha modo di leggere qualcosa di costruttivo e di riflettere.
Spesso mi è capitato di fare la spesa con t-shirt animaliste ed ho notato che le persone leggevano eccome quanto avevo stampato sul petto: qui subentra la curiosità umana che comporta poi il messaggio ricevuto.



2) Usare shoppers con slogan animalisti o immagini contro lo sfruttamento animale:
oltre all’abbigliamento può lanciare messaggi positivi anche la borsa riutilizzabile che usiamo per fare la spesa. Ci avete mai pensato? Anche appoggiata nel carrello con i nostri acquisti etici, o indossata in spalla mentre siamo al mercato a fare compere, il messaggio viene recepito da chi per caso la guarda. Visitate l pagine dei vari rifugi di animali, ce ne sono tante in vendita e acquistandole non solo lancerete messaggi positivi ma aiuterete anche nel concreto questi luoghi di pace che ospitano animali sottratti alla crudeltà.

La mia shopping bag in cotone biologico di Ohana Animal Rescue Family

3) Attaccare adesivi sull’auto:
l’auto che usiamo per andare a lavoro, a scuola, a fare acquisti, per viaggiare e spostarci dove dobbiamo andare può diventare veicolo anche di messaggi positivi! Da quando ho acquistato la mia l’ho personalizzata con l’adesivo “Vegan” cromato affiancato da una zampa animale. Si possono attaccare tantissimi adesivi antispecisti acquistandoli da associazioni animaliste e rifugi.
Molto carini sono quelli dell’attivista illustratrice ViolinoViola, che trovate QUI sul suo sito.

4) Attaccare adesivi sul bidoncino della spazzatura se si ha raccolta porta a porta:
oltre a permettervi di riconoscere subito qual è il vostro, chiunque passerà in strada lì vicino avrà modo di leggere e sensibilizzarsi. Ottimo, no?
Noi abbiamo personalizzato tutti i bidoni con adesivi diversi! 🙂
Questo in foto è quello dell’umido, dove ovviamente per la nostra alimentazione non finisce come rifiuto nessuna creatura senziente!

Questo adesivo è di ViolinoViola Illustrazioni


5) Inviare materiale informativo se si vendono oggetti su app di compravendita usato:
adoro letteralmente questo modo! Dal momento in cui amo dare una seconda vita agli oggetti, oltre a regalarli mi capita spesso di venderli sui siti appositi. Nel pacchetto che confeziono, oltre all’immancabile bigliettino profumato con i ringraziamenti per aver dato una seconda opportunità a un oggetto, unisco sempre materiale informativo sull’alimentazione vegetale e sui diritti animali che acquisto dal sito AgireOra Edizioni. Posso assicurarvi che le persone apprezzano, e si informano!

6) Lasciare opuscoli e libri antispecisti nelle librerie di strada aperte a tutti:
è bellissimo sapere che ci siano angolini dedicati ai libri che possono essere lasciati o presi da chiunque lo desideri. Queste meravigliose realtà che impreziosiscono l’arredo urbano sono luoghi perfetti dove lasciare letture antispeciste come libri, guide, ricettari sull’alimentazione vegetale & co.
Mi è capitato di lasciare materiale di questo tipo ed è stato preso con piacere!

7) Lasciare opuscoli nelle lavanderia self service:
se prevista la pubblicità, è molto utile lasciare materiale informativo in questi luoghi aperti al pubblico dove spesso le persone rimangono per diverso tempo. In attesa di una lavatrice in azione, o dell’asciugatrice in funzione, le persone possono trovare gli opuscoli, leggerli o portarli a casa.
Chiedete in caso ai gestori della lavanderia più vicino casa vostra se ha il piacere di ospitare il materiale che desiderate portare. La gentilezza ripaga sempre 🙂


Spero di avervi dato qualche spunto positivo per contribuire nel vostro piccolo – che piccolo non è mai! – per diffondere consapevolezza e aiutare gli animali a liberarsi dalla loro condizione di schiavitù.


Se avete domande, suggerimenti ecc potete lasciare un commento all’articolo o scrivermi a
info@carmenluciano.com


Carmen

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