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°°[Bando] Servizio Civile Universale 2024 al CRAS “Liberi di Volare” ODV°°
Care lettrici e cari lettori,
vi informo di una bella iniziativa per aiutare gli animali, remunerata mensilmente dallo Stato per il servizio prestato. Si tratta del Servizio Civile Universale 2024 che si potrà svolgere presso il CRAS dell’associazione “Liberi di Volare” ODV.

Ragazzi e ragazze, dai 18 ai 29 anni non compiuti, potranno candidarsi per i quattro posti vacanti presso questa struttura situata a Trieste che è alla ricerca di persone amanti degli animali che desiderano aiutare nel concreto le creature che soccorre il centro.
Liberi di Volare ODV si occupa del recupero di rondoni, rondini e balestrucci in difficoltà soprattutto nei mesi in cui questi animali migrano.
La durata del servizio è di 12 mesi, per un monte ore complessivo di 1145 ore e una retribuzione mensile pari a 507,30 euro netti.
In base alla facoltà universitaria intrapresa, il servizio prestato può essere riconosciuto come crediti formativi.
Il bando è stato pubblicato sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale https://www.politichegiovanili.gov.it e sul sito www.scelgoilserviziocivile.gov.it.
Gli/le interessati/e devono presentare la domanda entro le ore 14,00 del 15 febbraio 2024, utilizzando la piattaforma “Domande on line“, allegando anche possibilmente il proprio curriculum vitae.
Per tutte le informazioni sul programma dell’associazione potete contattare il numero
345 5273513 o scrivere una mail a : liberidivolare.info@gmail.com
Silvana di Mauro, responsabile dell’associazione Liberi di Volare, scrive:
Coraggio, ragazzi! Vi aspettiamo per nuove esperienze ricche di significato, che insegnano ad amare, rispettare la natura e i suoi habitat!
A chi ci legge, preghiamo di condividere il più possibile. Ogni anno le nostre attività sono sempre più intense, sempre più emergenze e richieste di aiuto e di ricoveri e soprattutto durante la stagione migratoria il nostro lavoro è incessante e non conosce tregua! Abbiamo bisogno di mani abili che ci aiutino in vari momenti della stabulazione, in varie attività. Abbiamo bisogno di ragazzi appassionati e volenterosi di dare una mano a quel popolo migratore che può giungere a noi bisognoso di un piccolo o grande aiuto per poter proseguire la sua rotta e ritornare al suo spazio infinito!

Il Servizio Civile è veramente un’opportunità unica che merita di essere vissuta.
Ho avuto la possibilità di svolgerlo in una biblioteca ed è stata un’esperienza formativa bellissima!
Anche a contatto con gli animali non può che essere un impegno lodevole, che permette di fare volontariato e anche di ricevere un simbolico riconoscimento economico per la propria obiezione di coscienza.
Spero che aiuterete Liberi di Volare ODV a far arrivare lontanissimo questo appello.
Grazie.
°°[LUCCA] Cavallo Spaventato da un Petardo: Interviene Sonny Richichi Presidente IHP Italian Horse Protection°°
Care lettrici e cari lettori,
in merito all’incidente che ha visto protagonista un cavallo spaventato da un petardo esploso, accaduto il 2 gennaio scorso a Lucca, si è espressa l’associazione IHP Italian Horse Protection attraverso un comunicato stampa consultabile sul sito ufficiale.

Il Presidente Sonny Richichi ha così commentato il triste episodio:
“I cavalli non devono stare a tirare carrozze in città. Lo diciamo da sempre e l’episodio accaduto a Lucca è l’ennesima dimostrazione del fatto che abbiamo ragione. Ripetiamo ancora una volta: i cavalli, per le loro caratteristiche etologiche, non dovrebbero stare a tirare carrozze in città per il divertimento degli esseri umani, è una forma di sfruttamento anacronistica che non tiene in alcuna considerazione le loro esigenze primarie. I cavalli in natura sono prede: perciò al segnale di pericolo mettono in atto la loro reazione naturale che è la fuga. E fuggono con tutta la veemenza di animali grossi e potenti. Per fortuna questa volta è andata bene e nessuno si è fatto male. Ma questo incidente è l’ennesima prova lampante di cosa può accadere quando si sottopongono questi animali al disagio continuo di stare fuori contesto e privati dei loro bisogni naturali: i cavalli hanno bisogno di muoversi in grandi spazi, pascolare e vivere in compagnia dei loro simili. Costringerli a fare altro mette a repentaglio la sicurezza loro e degli esseri umani che li circondano”.
Due anni fa a Firenze si verificò un episodio analogo quando, in piazza della Signoria, un cavallo spaventato iniziò a fuggire al galoppo trainandosi dietro la carrozza che si schiantò contro l’auto dell’allora ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.
“Anche in quel caso l’animale venne spaventato dal contesto inadeguato nel quale era costretto a stare. Anche in quel caso, fortunatamente, la carrozza danneggiò l’auto ma nessuno si fece male.
I cavalli non si ‘imbizzarriscono’: questo termine suggerisce che impazziscano d’improvviso ed è completamente fuorviante, frutto di scarsa conoscenza. In realtà si spaventano: per natura e per storia evolutiva le prede davanti al pericolo scappano. Quindi i cavalli si limitano a comportarsi da cavalli. Nulla di pericoloso potrebbe accadere se fossero dove dovrebbero stare, cioè liberi in un pascolo”.
Il Presidente di IHP Sonny Richichi, è stato anche intervistato dal TG Noi Lucca e Valle.
Ai microfoni dell’emittente ha espresso:
L’incidente accaduto a Lucca dove un cavallo, probabilmente preso dal panico, ha iniziato a galoppare, trascinandosi dietro la carrozza alla quale era attaccato, andando a sbattere prima contro una macchina e poi contro una panchina, è solo l’ennesima dimostrazione di ciò che noi diciamo da sempre, cioè che i cavalli in un contesto del genere, in pieno centro urbano, con una carrozza attaccata dietro per far divertire dei turisti, sono animali fuori contesto.
Il cavallo ha delle precise caratteristiche etologiche che per fortuna oggi, a differenza che in passato, sono conosciute. Per essere in situazione di benessere deve stare in grandi spazi dove muoversi liberamente, deve stare in compagnia dei propri simili e possibilmente pascolare.
Detto tutto ciò, immaginare un cavallo, o vedere un cavallo, attaccato a una carrozza in città è la negazione di queste sue esigenze primarie. E siccome sono animali, tra l’altro, evoluti come prede, reagiscono a degli stimoli di paura fuggendo, e sono animali possenti che fuggendo possono fare dei danni a sé stessi e agli altri, la domanda è: perché dobbiamo aspettare l’incidente veramente drammatico per capire che questa cosa va abolita?
Non più carrozze trainate da cavalli ma mezzi ecologici che fanno divertire tutti senza sfruttare nessuno.
Il mio invito, come sempre, è rivolto a tutte le persone che realmente sono interessate al rispetto per la libertà degli animali: non sostenete nessun servizio che tiri in ballo la loro vita.
È solo in questo modo che finirà la loro sottomissione.

Leggi anche: °°Perché ho lasciato il mondo dell’Equitazione: Intervista a Emanuele Corrente°°
°°Parla Kim Bizzarri, Ex Titolare di un Locale Non più 100% Vegan: “Il Veganesimo non è un’Opzione”°°
Care lettrici e cari lettori,
nello scenario del mondo della ristorazione vegan in Toscana, precisamente negli ultimi mesi dell’anno che si è appena concluso, si è manifestata una situazione a dir poco spiacevole.
Un locale vegan, aperto appena nel 2022 sul litorale toscano in un contesto particolarmente suggestivo, ha fatto dietrofront riguardo all’offerta 100% vegetale nel menu.
I titolari rimasti infatti hanno introdotto piatti contenenti derivati animali quali uova, latte e formaggi di varie specie mammifere. Il motivo di questa amara e non etica scelta?
“La voglia di sentirsi autentici“, ampliando dunque l’0fferta con piatti vegetariani.
La triste svolta del locale, che dal giorno di apertura era diventato meta di moltissime persone vegan contente di avere un “porto sicuro” in più dove mangiare senza pensieri, ha destato sconcerto e indignazione in coloro che vedono negli animali fratelli e sorelle di specie diversa, e nel cibo non solo materia organica, ma vero nutrimento per l’anima.
Un nutrimento che non può, e non deve, tirare in ballo l’esistenza di creature non umane costrette a vivere una non-vita per cedere fluidi, ovuli ed infine l’intera fattezza fisica all’industria alimentare che le tratta come oggetti.
Dopo qualche settimana, Kim Bizzarri, attivista animalista ed ex titolare che ha dato vita al progetto, ha deciso di dare una risposta ai tanti dubbi che aleggiavano attorno a quel luogo dove era riposto il suo sogno di offrire una ristorazione empatica con menu ricercati e senza sofferenza.

Kim ha scritto un lungo post sul suo profilo social, che riporto con piacere sposandone appieno la posizione e il suo pensiero:
𝐈𝐋 𝐕𝐄𝐆𝐀𝐍𝐄𝐒𝐈𝐌𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐔𝐍𝐀 ‘𝐎𝐏𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄’
Nelle ultime settimane ho ricevuto molti messaggi su vari canali e sui social, tra cui anche gruppi animalisti, chiedendomi a proposito della scelta di un noto ristorante vegano sulla costa toscana, che ideai nel 2021 e che aiutai a realizzare nel 2022, di diventare vegetariano, ma di continuare ad offrire ‘opzioni vegane’. La scelta, a quanto dichiarato dai gestori, sembra essere stata motivata, almeno in parte, da considerazioni etiche, ossia dal desiderio di rendere il locale più ‘inclusivo’.
Colgo dunque l’occasione per precisare, a coloro che non ne erano al corrente, che sono uscito a tutti gli effetti dal progetto alla fine del 2022. Da allora, dunque, non ho più nulla a che fare con questo progetto, la sua gestione o con i suoi titolari.
Come vegano e come attivista antispecista, oltre che ideatore del progetto originale, il quale mirava a promuovere uno stile di vita compassionevole nei confronti degli animali e consapevole nei riguardi dell’ambiente, non posso condividere questa scelta in alcun modo. Sono state, infatti, differenze inconciliabili come questa che mi hanno portato a lasciare il progetto.
Sebbene, dunque, non condivida il cambio di rotta, sono al contempo dell’opinione che qualunque attività dovrebbe riflettere i valori di chi si trova al timone. Lasciar capitanare un progetto vegan da chi vegano o antispecista non è, ha poco senso e rischia di essere irrispettoso nei confronti di coloro che, al contrario, di quei valori ne ha fatto una scelta di vita.
È importante capire, per coloro che non sono vegani, che il vegetarianesimo non è in alcun modo vicino al veganesimo. Il veganesimo pone al suo centro la compassione verso tutti gli esseri viventi, indiscriminatamente dall’appartenenza di specie. Non predilige gli animali agli umani, ma li riconosce come eguali, e come tali si prefigge di riconoscergli il diritto alla vita, e sicuramente ad una vita dignitosa.
Il vegetarianesimo, invece, si limita a non mangiare gli animali, ma acconsente al loro sfruttamento ed alla loro uccisione. L’industria del latte e delle uova è tra le industrie più crudeli, e ben più crudele dell’industria della carne, anche quando biologica e non intensiva, ed è intrinsecamente legata alla produzione e consumo della carne stessa – dove pensiamo che vadano a finire le mucche da latte e le galline da uova alla fine del ‘ciclo produttivo’? E dove pensiamo che finiscano i vitellini ed i pulcini anche nelle fattorie bio? Se non ne siete convinti, vi invito a guardare uno dei tantissimi video disponibili su YouTube.
Per essere davvero inclusivi bisognerebbe aumentare le opzioni senza glutine e senza zucchero, per accogliere anche i ciliaci ed i diabetici, ma il denominatore comune resta comunque il veganesimo, poiché chiunque (vegetariani ed onnivori) può mangiare una dieta vegetale.
Quello che mi rattrista, tralasciando la questione animalista, a cui non tutti purtroppo sono sensibili, è come, nonostante siano passati più di trent’anni dall’Earth Summit di Rio, dove il cambiamento climatico fu riconosciuto come la più grande minaccia planetaria, il veganesimo sia ancora considerata una ‘opzione’, sebbene rappresenti l’unica strategia per noi cittadini/consumatori di ridurre del 30% le emissioni di gas responsabili per il cambiamento climatico senza dover attendere che lo facciano governi o la grande industria. Questo sarebbe sufficiente per debellare il cambiamento climatico. Nessun’altra singola azione sarebbe capace di fare altrettanto.
Alcuni di noi hanno preso questo impegno con grande serietà, oltre che abbracciate uno stile di vita compassionevole, modificando conseguentemente le proprie abitudini e le proprie scelte di vita e rendendosi, spesso, bersaglio di critiche e di derisioni.
Purtroppo, in un sistema economico in cui il consumatore regna assoluto, il senso civico non è altro che una ‘opzione’.
Non nego dunque la grande tristezza e la delusione nel vedere questo progetto fare un passo indietro in un momento storico in cui dovremmo fare tutti un grande salto in avanti.
Resto fiducioso, nonostante ciò, che nuovi progetti vegan emergeranno sul territorio e non vedo l’ora di farne parte!
Grazie a tutt* per aver letto fino a qui
Kim Bizzarri
Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a tutte e tutti voi esternato qualche articolo fa:
sosteniamo i locali vegani gestiti da persone che hanno a cuore la vita degli animali e non offrono opzioni realizzate con ingredienti che ne hanno comportato la schiavitù negli allevamenti.
Ricordiamoci che anche essere clienti di punti ristoro etici è fare attivismo.
Locali dai/dalle titolari che non scendono a compromessi sono l’esempio di come si possa unire il mondo del commercio alla lotta per il riconoscimento dei diritti delle altre creature della Terra.
Grazie.
Carmen Luciano











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