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°° Farina di Ceci: Come Usarla per Crêpes Buonissime °°

Avete poco tempo per pranzare o cenare ma non sapete cosa preparare che soddisfi sia il senso di fame che il gusto?
Una crêpe ripiena allora fa al caso vostro!

Per prepararla si possono usare svariati tipi di farina, ma quella di cui parleremo oggi è quella di ceci.

I ceci sono legumi importanti nell’alimentazione che si basa su alimenti vegetali.
Contengono vitamine , carboidrati, fibre e proteine.
La farina di ceci è molto versatile ed oltre a poter essere utilizzata in cucina per preparare la “farinata” ( che ha bisogno però di un tempo di preparazione più lungo ), la si può scegliere appunto anche come ingrediente per fare in casa delle gustosissime crêpes che saranno pronte in pochi minuti!

Farina di Ceci

Voto medio su 27 recensioni: Da non perdere

► Come si prepara una crêpe?

Personalmente utilizzo solo 3 ingredienti, ovvero farina, acqua e un pizzico di sale.
Qualcuno sulla mia pagina facebook mi ha chiesto se sia indispensabile l’olio d’oliva. In realtà si può anche evitare di metterlo e lasciarlo per il ripieno 😉

Prendete 50 g di farina di ceci e versateli in un recipiente da cucina.
Riempite un bicchiere d’acqua ( 120 ml circa ) e unite quest’ultima lentamente alla farina, mescolando con una frusta affinché non si formino grumi.
Il composto deve essere abbastanza fluido ma non liquido.
Quindi non versate troppa acqua e se dovesse sembrarvi troppo denso invece, aggiungetene altra.
Unite al fluido un pizzico di sale e continuate a mescolare ancora un po.

Se preferite, potete anche aggiungere dei semi, come quelli di papavero o di sesamo per rendere la crêpe  più croccante e nutriente.

Non c’è bisogno di mettere a riposo il composto, quindi una volta preparato mettete sul fornello acceso una padella antiaderente da crêpes e attendete qualche istante.

Attenzione: la padella deve essere come questa in foto. Tutte le altre “classiche” non sono adatte e rischierete di far sbriciolare tutto.
Cosa importantissima: la padella antiaderente non va unta d’olio.

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Quando sarà calda a sufficienza versate il liquido facendo in modo che aderisca a tutta la superficie ( aiutatevi con il manico della padella stessa ! 🙂 )

Fate cuocere almeno 4-5 minuti a fuoco moderato il primo lato della crêpe .
Con l’ausilio di un coltello dalla punta tonda ( quello da creme spalmabili ) sollevate con attenzione il bordo di tutta la crêpe . Poi con un mestolo piatto sollevatela e giratela, facendo cuocere l’altro lato per altri 4 minuti o comunque fino a quando non inizierà a diventare solida e croccante.

Nel frattempo potete iniziare a farcire la crêpe su una mezzaluna con ciò che preferitericotta di soia e spinaci, crema di funghi, patate e broccoli con limone, burger vegetale e ketchup, carciofini e spalmabile vegetale…

Una volta cotta, coprite la farcitura con l’altra mezzaluna di crêpe e sarà pronta per essere mangiata!

► Il tempo di preparazione e di cottura in totale è di 15-20 minuti al massimo.

► In 50 g di farina di Ceci troverete:
▬ 176 kcal
▬ 3.3 g  di grassi ( di cui 0.50 g di acidi grassi saturi )
▬ 24,7 g di carboidrati
▬ 4,5 g di fibre
▬ 10,7 g di proteine

…bomba di energia! 🙂

Alcuni esempi direttamente dalla mia cucina ^_^

► Crêpe di ceci con broccoli, olive verdi e limone.

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Crêpe con ricotta di soia e spinaci

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Trovate la ricetta per preparare la ricotta di soia sul mio blog Vegan Lifestyle su Gonews.it .
E buon appetito!!


°° Vegan Street Food : 150 Ricette da Tutto il Mondo °°

Avete mai desiderato viaggiare per il mondo, scoprendo piatti dai nuovi sapori in chiave vegan?
Tra qualche giorno potrete fare il giro del mondo direttamente ai fornelli della vostra cucina!

Save the date!
Tra pochissimi giorni, esattamente il 16 Novembre 2015, uscirà un nuovissimo e interessante libro di cucina vegan : s’intitola
” Vegan Street Food – Il cibo di strada… A casa tua 150 ricette da tutto il mondo “.
Il libro, edito da Macro Edizioni è stato scritto da Valerio Costanzia, che il mondo vegan ha conosciuto già nell’opera ” Il Cucchiaio Arcobaleno “, ed Eduardo Ferrante, esperto di cucina vegan crudista dalle conosceze perfezionate grazie ai numerosi viaggi fatti. Ha inoltre contribuito con una sua personale introduzione Yari Prete, export manager nel settore alimentare, vegan da circa dieci anni.

Questo nuovo ricettario è unico nel suo genere, dal momento che in esso sono contenute ricette per realizzare piatti 100 % vegetali, tipici dei principali paesi di tutto il mondo. Piatti che si possono acquistare principalmente in strada.
Una buona occasione dunque per scoprire i gusti delle tradizioni culinarie straniere e sentire le altre culture più vicine… a portata di fornello!
Dall’Estremo Oriente all’Africa, dalle Americhe all’Europa Continentale raggiungendo poi il Medio Oriente e l’Europa Mediterranea, senza tralasciare le specialità del nostro Paese.
Ben 150 ricette etiche dagli ingredienti assolutamente naturali ( in alcuni casi le ricette originali sono state “rivisitate” in chiave vegan ) che potranno dare ai lettori nuovi spunti in cucina oppure essere d’utilità in caso di ospiti di etnia diversa da stupire!

Non solo ricette!
Vegan Street Food è arricchito con foto a colori degli alimenti proposti, oltre che a numerosi appunti di viaggio nei quali gli autori ci svelano curiosità dei paesi che hanno visitato e dai quali provengono le delizie proposte.

Scopriamo allora insieme quali sono i piatti che potremo preparare a casa seguendo le ricette di questo libro, e da quale Paese provengono:

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Europa Mediterranea

  • Andorra – Botifarra amb mongetes
  • Bosnia ed Erzegovina – Cevapcici, Lepinje
  • Francia – Crêpe suzette, Gallettes de sarrasin, Croque-Monsieur, Rotolino di baguette
  • Grecia – Gyros pita veggie, Spanako pita, Tzatziki
  • Italia – Tegole, Miasse, Gelato banana e melone,  Panissa, Cuculli, Mondeghili,Fritole, Crescione, Gnocco fritto, Castagnaccio, Olive ascolane,Torta al testo, Supplì, Arrosticini, Pizzette fritte, Panzerotti, Nduja, Pane e panelle, Pizzette sarde
  • Macedonia – Tavce Gravce
  • Portogallo – Ginjinha, Pasteis de nata
  • Spagna – Bocadillos piccante, Churros, Tortilla

Europa Continentale

  • Belgio – Waffle
  • Bulgaria – Banitsa, Boza
  • Danimarca – AEbleskiver
  • Georgia – Khachapuri
  • Germania – Bretzel, Currywurst veg
  • Inghilterra – Brownies, Cornish Pasty, Vegan Rolls
  • Irlanda – Jacket Potatoes
  • Norvegia – Pølse Med Lompe, Smørrebrød
  • Olanda – Poffertjes, Vlaamse frites light
  • Polonia – Obwarzanki, Pierogi dolci, Zapiekanka vegan
  • Repubblica Ceca – Smazeny syr
  • Romania – Langosi
  • Russia – Bliny dolci, Mandorle pralinate, Kartoshka, Pelmeni, Pyshki
  • Ungheria – Kürtőskalács, Töltött Káposzta

Africa

  • Egitto – Falafel, Ful Medames, Koshari
  • Ghana – Kelewele
  • Marocco – Bsarra, Kaab el ghazal, Sfenj, Tajine di verdure, Tè verde alla menta
  • Senegal – Mangue vert
  • Sudafrica – Bunny chow, Masala pineapple
  • Tunisia – Leblebi

Medio Oriente

  • Arabia – Baklava
  • Armenia – Lahmacun
  • Cipro – Pourgouri
  • India – Bhel Puri, Chole Bhatura, Dalaut ki Chaat, Dosa, Jalebi, Masala Chai, Pakora, Samosa
  • Iran – Pane lavash
  • Iraq – Kleeja
  • Israele – Succo di melagrana
  • Libano – Man’oushe, Sfiha
  • Turchia – Gözleme, Pilaf, Simit

Americhe

  • Canada – Bonbons aux patates, Pasta salad, Poutine
  • USA – Apple pie, Cacao raw cake, California smoothie, Cheesecake, Donuts, Gingerbread, Hamburger alla californiana, Muffin, Oatmeal raisin cookies, Pancakes, Pumpkin bread, Waldorf salad, Sweet potato pie
  • Argentina – Choripàn con chimichurri
  • Bolivia – Tojori
  • Brasile – Brigadeiro, Coxinha, Pão de queijo
  • Cile – Mote con huesillos,Sopaipillas
  • Colombia – Arepas
  • Costa Rica – Gallo pinto
  • Cuba – Croquetas de boniatos
  • Dominica – Cornsticks
  • Ecuador – Ceviche de chochos
  • Guatemala – Los suchos
  • Isole Vergini – Johnnycake
  • Messico – Tamales
  • Nicaragua – Rosquillas
  • Paraguay – Alfajores, Tereré
  • Perù – Arroz chaufa, Papas rellenas
  • Porto Rico – Horchata de ajonjolí
  • Venezuela – Empanadas

Estremo Oriente

  • Cina – Baozi, Spring roll
  • Corea de Sud – Hotteok
  • Giappone – Okonomiyaki, Takoyaki di tofu, Yaki udon
  • Indonesia – Gudeg
  • Malesia – Char Kway Teow, Ice kacang, Wonton Mee
  • Myanmar – Mohinga
  • Thailandia – Pad Thai, Khao Niaow Ma Muang, Som Tam
  • Taiwan – Zhu Tong Fan, Bao Bing, Douhua
  • Vietnam – Bo Bia

Ricette di base – Maionese vegan, Pasta brisée, Pasta frolla

► In attesa della disponibilità d’acquisto del libro, possiamo gustarci un estratto di esso gratuito scaricabile in pdf al seguente indirizzo → http://cs.ilgiardinodeilibri.it/data/allegati/estratto-libro-vegan-street-food.pdf .

24.21.2015
Finalmente miooo ❤ 🙂

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°° Lo Specismo Reso Sacro Nelle Scritture: Da Dio o Dall’Uomo? °°

Quando il senso di superiorità e di dominio umano sul resto delle specie presenti sulla Terra hanno incontrato il culto, il risultato è stato qualcosa di rovinoso. Sono convinta che molti mali del mondo siano derivati proprio da questa unione.
Tutto è giunto purtroppo fino a noi grazie al tramandarsi di false credenze , date per vere in nome di un antropocentrismo malato assurdamente indicato come “benedetto da Dio“.

Se oggigiorno gli animali continuano ad esser visti come esseri inferiori di cui poter disporre liberamente, lasciando libertà alle persone di appropriarsi della loro esistenza e delle loro caratteristiche fisiche, tutto accade anche grazie a molte religioni in cui credono gli umani.

E io, battezzata ma non credente nella Chiesa né praticante, non posso fare altro che tirare in ballo questa religione ( alla quale appartengo senza che nessuno abbia mai chiesto il mio parere ) proprio perchè involontariamente è quella che conosco un po di più.

Se si pensa  dunque alla religione cristiana e al suo collegamento con lo sfruttamento animale non possiamo non soffermarci sul seguente punto della Genesi dove si parla di creazione, uomo e creato :

“Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra»… Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra»” (Ge 1:26, 28).

Molti continuano a negarlo, ma l’evidenza mostra questo: se tanti soprusi sono accaduti, se tanta violenza viene ancora riversata su degli esseri senzienti diversi nella forma del corpo da noi , è anche a causa di questa frase.

Grazie all’interpretazione di testi scritti millenni fa e considerati sacri per non si sa quale motivo reale, si è considerato sacro anche il messaggio contenuto.
Purtroppo quello racchiuso in questa manciata di parole è tutt’altro che sacro.
Anche se esiste un Dio che ha creato tutto ciò che ci circonda, solo la presunzione umana poteva portare a volere ( e a scrivere ) che quest’ultimo fosse d’accordo sull’affidare agli uomini l’incarico di DOMINARE il resto del creato.

Probabilmente, se i leoni avessero delle scritture sacre, il loro Dio  avrebbe sembianze di felino e a loro sarebbe spettato il compito di dominare sulla savana. 

E se le scritture, viste come sacre, fossero state opera di chi aveva enormi interessi nel diffondere determinate idee?

Secondo Mauro Biglino ( studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo) la Bibbia non parlerebbe di Dio poichè esso sarebbe pura invenzione.
Conferma la sua teoria nella sua nuova conferenza   ” L’Invenzione di Dio – La Bibbia Non è un Libro Sacro “ racchiusa in un DVD , in vendita da domani.

Mauro-biglino“Mi sento davvero di affermare che il Dio biblico, l’idea stessa della sua esistenza, le sue caratteristiche, gli attributi che lo connotano, la sua presunta volontà, i suoi obiettivi, le finalità con cui opererebbe, siano frutto di una invenzione.”   Mauro Biglino

Un’idea che minerebbe le fondamenta di tutte le credenze alle quali ci hanno abituato e che inquadrerebbe per sempre tutte le peggiori azioni umane, anche quelle compiute ai danni degli animali, come volute dall’uomo e non come concesse da un’entità superiore.

Credo che la sacralità dello specismo ( pensiero in cui una specie vale molto di più di altre ) vada una volta per tutte messa in discussione e frenata affinchè possano cessare inutili pretesti per continuare a non avere rispetto per tutte le forme di vita presenti sul pianeta.
Pianeta che potrebbe esser stato creato da qualcuno,
ma che sicuramente non è di nostra proprietà.

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