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°°[Locali Vegan] Bar 4 Amici @ Livorno°°

Oggi pomeriggio, martedì 19 settembre 2017, a distanza di 10 mesi sono riuscita finalmente a visitare un locale 100% vegan situato nella città di Livorno.
Lo avevo trovato indicato nell’elenco dei locali veg in Italia sulla Vegagenda Sonda, ed ero molto curiosa di vederlo di persona, date anche le tante recensioni positive.
Si tratta del bar “4 Amici” situato in via dei Lanzi al numero 11.

Il mio ragazzo ed io abbiamo raggiunto facilmente il locale a piedi dal centro.
Giunti sul posto ci siamo ritrovati in un ambiente molto carino con spazio sia interno che esterno.

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Una volta entrati, ci ha subito colpiti la vetrina sulla destra piena di dolci vegani: cannoli, biscotti, croissant farciti.. Davvero una delizia per gli occhi!
Quando siamo entrati nel locale erano le 15 del pomeriggio e le opzioni erano tante, figuriamoci di prima mattina che bellezza!

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Curiosando tra le proposte abbiano notato che non solo vi erano pezzi dolci, ma anche salati per spuntini o pranzi veloci: panini, pizzette, sandwich e molto altro.
L’angolo caffetteria è molto ampio e sulla destra del bancone sono collocati frutti e ortaggi per gustosi frullati ed estratti.

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Il barista ci ha accolti in modo gentile nonostante stesse servendo altre due persone, e la cosa ha ovviamente fatto molto piacere.

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Abbiamo ordinato cappuccino di soia e due dolci: una pasta sfoglia ripiena, e un cannolo farcito con panna vegetale e granella di cioccolato.

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Siamo rimasti stupiti dalla bontà del cibo e dai prezzi accessibilissimi del bar.
Dolci: da 1 euro a 1.50. Tramezzini: 2 euro. Cappuccini: 1.20 euro. Davvero onesti!
Entrambi abbiamo pensato alla stessa cosa: magari averne uno simile sotto casa!

L’opinione che mi sono potuta fare facendo merenda al 4 Amici è stata molto positiva. Quando mi troverò nuovamente a Livorno non mancherò di ritornarci!
Vi consiglio di farci un salto, se siete di passaggio 🙂

– Carmen

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°°”L’Alimentazione Vegan mi ha Salvato dall’Anoressia” – Intervista a Francesca D’Antonio°°

Una moda, un capriccio scaturito dal “troppo benessere”, una follia del momento, una scelta azzardata, se non addirittura rischiosa.
Una palese esternazione di malcelata ortoressia.

Sono questi alcuni degli stereotipi che sorgono a chi ignora i veri motivi che spingono tantissime persone ad abbandonare l’abitudine di consumare resti animali.

La salute del pianeta,
il rispetto per la vita degli animali,
l’amore per la propria esistenza
.
Sono questi invece i tre cardini della scelta consapevole che porta ad alienarsi dalla crudeltà, portata avanti con violenza e sete di soldi dall’industria dell’allevamento e dello smontaggio animale.

Diventare vegan è la migliore scelta che si possa fare per sé, per le altre specie e per il mondo che ci ospita.
E’ principalmente salvare gli animali, ma spesso, questa scelta arriva a salvare anche noi stessi.

Francesca D’Antonio, una ragazza di Napoli di quasi 26 anni, è l’esempio di come il veganismo possa influire positivamente sull’esistenza delle persone fino a regalare una seconda possibilità. Caduta nel vortice dell’anoressia, Francesca è riuscita a risollevarsi grazie a questa filosofia di vita che ha fatto sua.

Ha raccontato la sua esperienza di cambiamento per Think Green Live Vegan Love Animals, e oggi, in questo articolo, ho il piacere di condividere con voi la sua intervista.

 

 

  • Cara Francesca, come presenteresti a noi la tua persona?
    Domanda difficile! Sicuramente mi definirei una persona a cui piace avere i propri spazi, non amo le situazioni affollate e spesso sto bene da sola. Ma sono anche una persona socievole, quando sono in vena e con le persone che ritengo valide. Non riesco ad essere falsa o a far finta che qualcuno mi stia simpatico, perciò dico sempre quello che penso, o al massimo preferisco star zitta. Nonostante ciò ho bisogno dei miei punti fermi, e per loro farei di tutto: le mie amicizie, i miei familiari, il mio ragazzo.


  • Cosa pensi abbia spinto la tua persona a soffrire di anoressia?
    Sicuramente il mio estremo perfezionismo.


  • Cosa pensavi del tuo corpo durante quel periodo difficile?
    Non ero mai abbastanza. Solo in seguito mi sono resa conto di quanto la visione di me stessa fosse distorta. A volte stavo così male nel mio corpo che rinunciavo a serate tra amici, cose divertenti solo perché mi sembrava che tutti i vestiti mi stessero male

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                              A sinistra: Francesca durante il periodo dell’anoressia.                                  A destra: la sua trasformazione da vegana

  • Hai ricevuto supporto per superare l’anoressia?
    No, l’ho sempre rifiutato. Mia cugina è una nutrizionista, cercava in tutti i modi di aiutarmi, avevo visite fissate ogni mese ma io trovavo sempre il modo di evitarle.
    In seguito i miei genitori hanno tentato la via del supporto psicologico, ma anche lì le cose non sono andate bene. Come ho detto prima, non sono una persona molto aperta, perciò sapevo che parlare con un estraneo non sarebbe mai stato facile per me, e infatti dopo la prima seduta non sono più tornata.
  • Esiste la via d’uscita dall’anoressia?
    Sì, esiste. ma bisogna cercarla da soli. Se non c’è la volontà di guarire non si può andare avanti. Il rimedio all’anoressia è diverso e varia da persona a persona.
    Per me è stato l’avvicinarmi al veganismo.
  • In che modo è accaduto?
    Ricordo di essermi avvicinata alla dieta vegan attraverso una youtuber che seguivo molto all’epoca, Annie Jaffrey. Mi sono subito interessata all’argomento e ho visto il documentario “If slaughterhouses had glasses”, che mi ha davvero aperto gli occhi, insieme a “forks over knives” , “cowspiracy” e ovviamente il discorso di Gary Yourofsky. Ho iniziato a fare ricerca, mi sono documentata, ho studiato, comprato libri e infine ho deciso che ne valeva la pena.

  • Come ti ha aiutato il veganismo a superare l’anoressia?
    È stato come rinascere. Aver scoperto un modo tutto nuovo di mangiare mi ha riportato la voglia di cucinare, sperimentare e soprattutto nutrirmi! Una delle cose più belle di questo stile di vita è stata riuscire sempre a trovare un’alternativa, rivisitare vecchie ricette e farle assaggiare anche agli altri.
    Qui devo ringraziare molto la mia famiglia che ha affrontato la cosa con una mente molto aperta: non mi hanno mai intralciato, anzi guarivo a vista d’occhio, come potevano negare la mia scelta.

  • Come vedi oggi il tuo corpo?
    Mentirei se dicessi che mi vedo perfetta. Purtroppo l’anoressia è una malattia difficile e sono convinta che non si guarisca mai del tutto, ma la cosa importante è continuare a combattere, sempre. Oggi ho un rapporto sanissimo con il cibo, seguo una dieta specifica per lo sport che faccio (powerlifting), sono seguita da un grande personal trainer e mi sento sempre più lontana da quella che ero tre anni fa.

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    Da 0 a 110 kg di stacco da terra in 8 mesi


  • Qual è il tuo piatto preferito?
    Potrei fare un elenco lungo come la divina commedia!
    Adoro l’hummus con crostini, la pizza (da buona napoletana), le patate al forno e il riso, in tutti i modi possibili .
  • Cosa ti senti di dire a chi crede che il veganismo sia un disturbo alimentare?
    Penso che chi crede una cosa del genere non sappia cosa siano i disturbi alimentari in genere. Vorrei dire a queste persone di documentarsi prima di parlare, soprattutto in rispetto a chi soffre e combatte contro veri disordini alimentari. Per citare Oscar Wilde: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.”

 

Ringrazio Francesca per aver deciso di condividere la sua esperienza con i lettori e le lettrici del mio blog. Mi auguro che questo articolo possa essere d’aiuto per chi è in cerca di una motivazione per andare avanti..

– Carmen.

°° VeggieTown: una follower racconta la sua esperienza nel quartiere veg di Parigi °°

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A Parigi, nella capitale della bellissima Francia, esiste un quartiere chiamato “VeggieTown” per l’alto numero di bar, ristoranti
e locali vegan-friendly che ospita.
I locali vegan-friendly sono così definiti per la loro capacità di accogliere clientela etica grazie a opzioni vegan cruelty free inserite nel menù.

Sara V., una ragazza che segue il mio blog, ci ha raccontato la sua esperienza.

Io e mio marito abbiamo alloggiato a Parigi in Rue de Pierre Semard
dal 21 al 27 maggio di quest’anno.
Ci siamo subito resi conto di trovarci nel bel mezzo di tanti locali veganfriendly! La maggior parte di tipo simil fastfood.
Quello che ci è piaciuto tantissimo si trovava proprio alle spalle del nostro albergo, è un vero e proprio ristorantino vegan,bio e raw !!
Dire che lo abbiamo trovato spettacolare è dire poco!
Si chiama 42 Degres . Lo consiglio vivamente.
Trattandosi di un ristorante, è giusto precisare, non è proprio economic:
noi abbiamo speso 50€ in due per un piatto a testa più il dolce.
Ad ogni modo VeggieTown è un quartiere molto aperto alla mentalità veg,
infatti nel nostro pacchetto viaggio era compresa una cena in un ristorante non veg nelle vicinanze ma alla nostra richiesta di avere un menù veg non ci sono stati problemi.
I ristoratori si sono fatti in quattro per crearci sul momento dei piatti apposta che non avevano nulla a che vedere con la solita insalata o le classiche verdure grigliate!
Insomma, quest’esperienza è stata più che positiva!

 

Di VeggieTown è rimasto soddisfatto anche Davide S., che racconta:

Di locali veg in quel quartiere ce ne sono di pazzeschi! Quello che ho visitato io si chiama Hank Vegan Burger e il panino che ho provato (in foto, n.d.r) è l’Allumé!
Ogni tipologia di cibo e bevanda é rigorosamente vegan.
Ci sono anche delle salse incredibilmente buone da poter mangiare no limits insieme al tuo vegan burger.
Il concetto é semplice e veloce. Puoi scegliere à la carte oppure dei menu’ che includono patatine e bevande realizzate con piante biologiche e agrumi (leggermente frizzanti e dissetanti), e poi ovviamente insalate e dolci veg! Ambiente dinamico e frequentato da moltissimi giovani!!!
Sempre bello pieno di gente per mangiare e dialogare nella parte esterna! Atmosfera parigina e cibo di ottima qualità.

davide s.

I locali vegani, vegetariani o veg-friendly
che si possono trovare a VeggieTown sono:

– 42 Dregrés
– VG
– Centre Tout Naturellement
– Eat Me
– My Free Kitchen
– Cafè Pinson
– Mussubi
My Kitch’n
– L’AVF
– Bol
– Le Vegetarien
– Esagel’s Family
Le Veganovore
– Nous Fast Food
– Biocoop Dada
– Cho Cantine
– Le Rycilce Store
– Woodies
– Naan Paris
– Fée Nature
– Soucoupe
Las Vegans

Trovate la cartina completa con le strade sul sito: Vegetarisme.fr

Ringrazio Sara e Davide per aver contribuito alla realizzazione di questo articolo attraverso la loro esperienza.

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