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°° Voglia Lounge : Un Nuovissimo Bar Vegano a Cervinara ( Av ) °°

Si chiama “ Voglia Lounge ” il bar di Cervinara ( Avellino ) che oggi vi presento.
Aperto nel mese di Luglio di quest’anno in Via Variante 68, il locale ha una caratteristica speciale :
è vegano !

In una regione come la Campania dove tra allevamenti e tradizioni culinarie dove gli ingredienti animali non mancano mai, questo bar segna una svolta positiva dal punto di vista alimentare e salutistico per i clienti che non solo possono gustare colazioni e snack leggeri, ma possono anche imparare a cucinare vegan grazie ai corsi di cucina che lo stesso locale organizza. Tutto questo portando benefici anche agli animali.

voglia lounge

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di parlare con il titolare, Pietro,per una breve intervista telefonica.

<< Ho aperto Voglia Lounge Bar dopo un anno di veganismo.
Ai clienti offriamo prodotti vegan per fare colazione, dal cornetto ai biscotti, e non mancano svariati tipi di latte vegetale : di soia, di avena ecc.
E’ capitato di sentirmi dire da chi è abituato ai croissant fatti con latte di mucca, uova e burro
” Cornetto Vegano? Quindi dentro non c’è niente? ” e poi vederli mangiare soddisfatti la pasta.
Manca la consapevolezza che ci si può alimentare in modo sano e naturale, ed è proprio questa che vorrei diffondere.

Da novembre infatti in collaborazione con Arianna Dall’Occo, Vegan Chef e volontaria Lav, Voglia Lounge offre la possibilità di partecipare a corsi di cucina vegana dove tutti possono imparare a cucinare con soli ingredienti vegetali.
L’idea è quella di creare un laboratorio per aiutare le persone anche dal punto di vista salutistico: l’alimentazione vegan offre molti benefici e purtroppo non tutti ne sono a conoscenza.
In molti iniziano a conoscere la presenza in vendita dei vari semi come quelli di lino, chia, bacche di goji, ma non tutti ne sanno le proprietà nutrizionali e benefiche per l’organismo.
Presso i nostri corsi i partecipanti possono imparare come si consumano.
Abbiamo anche in vendita i germogliatori ..>>.

Qualche foto del corso.

corso di cucina corso di cucina3corso di cucina1

Per chi fosse interessato a partecipare a una delle lezioni o all’intero corso, ecco le date con gli appuntamenti con la cucina vegan presso Voglia Lounge Bar.

corso vegan
Per rimanere aggiornati con le iniziative del bar seguite la Pagina Facebook cliccando QUI .

Amici vegan o vegan-friendly della Campania , non perdetevi l’occasione di gustare qualche dolce 😀
Io aspetterò impaziente che arrivi Agosto per farci colazione e per fare i complimenti di persona al titolare.
Nel frattempo, go vegan ! ❤

°° Antiveganismo, Non Sarà Una Nuova Moda? – In Risposta a Elisabetta Ambrosi Vanity Fair °°

Ieri sono andata a curiosare nello spassosissimo gruppo “Perle Onnivore” su Facebook e mi sono imbattuta nell’articolo di Elisabetta Ambrosi ” Veganesimo, Non Staremo Esagerando? “ .
Così mi sono precipitata a leggere per constatare quale fosse la chicca sull’alimentazione vegan.

Dopo un’attenta lettura sono arrivata a scrivere questo articolo di risposta, e non un banale commento nella sua pagina, perchè di cose da dire (e da mostrare) ce ne sono tante.

Beh? Cosa dire?
Ormai dire che il veganismo è una moda, E’ DIVENTATA UNA MODA.
Se poi lo si dice attraverso un articolo pubblicato su Vanity Fair, genera anche un interessante tornaconto economico.. la signora Ambrosi lo saprà bene!

Quello che voglio dire e ribadire ancora una volta è che il Veganismo può anche essere per alcuni una moda, ma la maggioranza delle persone è vegan per motivi etici.
Sarà una moda per chi già segue mode, ovvero per chi non ha personalità e carattere e deve dunque aderire a quello altrui per sentirsi accettato ( tipico poi degli onnivori).
Ai vegani invece non importa essere accettati dalla società perchè la società si erge sul consumismo e sulla schiavitù animale.
Parlando di me personalmente, non mi importa essere accettata da persone che vivono sulla morte degli altri. Vivo assolutamente bene lo stesso.. anzi!

Tornando all’articolo, ho notato con molto fastidio l’aggettivo “volgare” ripetuto più volte per indicare gli animali o il latte.

Cosa avrà voluto dire , Elisabetta Ambrosi?
Avrà scritto “volgare mucca” per indicare ” comunissima mucca”, “mucca del popolo” o una mucca magari sporca da disprezzare?

Se è questo il messaggio che si vuol mandare, è totalmente contorto.

Noi vegani non beviamo latte di mucca non perchè disprezziamo le mucche o perchè è una pratica popolana, ma è proprio perchè le mucche le adoriamo e le rispettiamo !
E’ impensabile , per noi, accettare che una femmina viva 4 anni quando ne potrebbe vivere 20, confinata dentro un capanno dalla luce artificiale, munta anche 8-10 ore al giorno.
E’ impensabile usare il frutto del suo sfruttamento per divertirsi a fare una torta in casa col proprio figlio ( tra l’altro, fortunato ad esser nato da una femmina umana e non da una mucca sennò sarebbe vissuto solo 3 mesi al massimo ).

Ma la signora Ambrosi lo saprà?
Lo sa che le mucche vengono ingravidate a mano con una siringa piena di sperma e costrette a partorire 4 volte in 4 anni per essere più “produttive” ?
Si può accettare, da una donna che ha già vissuto l’esperienza del parto, la totale assenza di sensibilità e rispetto per la gravidanza di femmine di altre specie animali del Pianeta? Si può?

got misery

mucche

http://bit.ly/1tFvdH7 ]

..E pensare che io che metto sullo stesso livello la signora Ambrosi e una mucca verrò sicuramente vista da lei come estrema.
Ma estrema per cosa?
Per nutrire lo stesso rispetto per la vita di entrambe?

Scendiamo da quel cazzo di piedistallo e iniziamo a tornare coi piedi per terra.
L’essere umano non è superiore a nessuno. Non siamo superiori a nessuno!
Siamo esseri viventi mortali esattamente come tutti gli altri, e se riflettiamo bene, al massimo siamo inferiori agli altri.
Già, inferiori, perchè nonostante predisposti a ragionare non lo facciamo!
Nonostante siamo in grado di scindere il bene dal male, preferiamo sempre quest’ultimo in nome dell’interesse e del tornaconto personale!
Se da un momento all’altro gli animali sparissero dal Pianeta, la grande maggioranza della popolazione umana si definirebbe spacciata perchè non avrebbe di che vivere.
Questo vuol dire che siamo solo dei parassiti.
Non mi importa se crede follemente che un DIO di invenzione umana ha messo gli animali qui per noi.
Non sono qui per noi, sono qui per loro stessi.
Esistono, meritano di esistere e nessuno deve osare imporgli la morte.

Le assicuro, signora Ambrosi, che il vero estremismo sta nell’accettare che una vita non possa vivere per realizzare la sua torta.

Quella Sacher raw fatta con pasta di mandorle e cocco le sembrava costosa? 15 euro è un prezzo alto?
Questo è un insulto anche a chi si fa il mazzo a lavorare nei campi per permetterle di avere in casa, nella dispensa, cocco e mandorle.
Mi dispiace provocarle del panico ma gli operai da un bel po di decenni non sono più paragonati agli animali da sfruttare gratuitamente ma vengono pagati per il loro lavoro.
Se la torta è costata 15 euro forse è perchè ha ingredienti buoni.
Mi preoccuperei molto di più delle torte fatte con secrezione mammaria di mucca, grasso di maiale, gelatina di pesce e ovuli non fecondati di gallina che possono costare molto, molto di più.

Lei pensa che l’alimentazione trendy vegana sia costosa?
E pensare che ci sono onnivori che spendono decine di euro per formaggi pieni di vermi!

Qualsiasi alimentazione può essere costosa, se finanziamo marchi di cui paghiamo il nome.
Basta un pò di auto produzione e la spesa si riduce drasticamente.
Glielo posso garantire mostrandole alcune torte fatte in casa con pochi euro di spesa di ingredienti, ingredienti non animali ovviamente.

Torta Coconut Heart

torta morbida vanigliata e marmellata di fragole

Per terminare, vorrei che sapesse che non mangio animali dal 2002 e quindi da quando avevo 12 anni.
Ho appena superato metà della mia vita senza nutrirmi con la morte di altri esseri viventi.

Le dico questo in risposta alla sua perplessità sul nostro corpo e se ne ha veramente bisogno.
Pensi che io sono stata meno fortunata di Margherita Hack.. lei non ha mai mangiato carne o pesce sin da neonata e credo sappia bene pure lei che la cosa non le ha compromesso né la crescita né lo sviluppo mentale.

Ci rifletta!

Saluti.

Sbarellababy

°° L’Essere Umano e la Sindrome di “Mazzarò” °°

[..] “Qui di chi è?”. Sentiva rispondersi: ” Di Mazzarò “. [..] Tutta roba di Mazzarò. Pareva che fosse di Mazzarò perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a rannicchiarsi col volo breve dietro le zolle, e il sibilo dell’assiolo nel bosco. Pareva che Mazzarò fosse disteso tutto grande per quanto era grande la terra, e che gli si camminasse sulla pancia.
[..] Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: ” Roba mia, vientene con me! “.

Rosa-Bonheur-Oxen-Pulling-a-Cart

Ho voluto iniziare questo articolo con un estratto de “La Roba” ( da Novelle Rusticane1883 ) di Giuseppe Verga per dare il giusto incipit a un concetto che ho formulato e che vorrei condividere con voi.
Come vi avranno già spiegato durante i vostri studi scolastici è possibile constatare attraverso la lettura di quest’opera ( completa la trovate QUI ) quanta avidità è necessaria per accumulare ricchezza e beni materiali.
Oggi invece vorrei far emergere il drammatico antropocentrismo che caratterizza la vita di questo uomo che vive immortale nella novella di Verga e che è tipica di tante, tantissime persone che hanno vissuto e vivono tutt’oggi sulla Terra.

La Sindrome di Mazzarò


Voglio definirlo così quello che a mio avviso è un disturbo che affligge tantissime persone e l’umanità in generale.

Secondo Mazzarò grazie al duro lavoro, al minuzioso risparmio che lo spinge a raggiungere condizioni estreme di scarsa qualità della vita e grazie all’avarizia, è possibile accumulare denaro per acquistare terreni, animali e attrezzi agricoli che portano ad accumulare altra ricchezza.
L’idea che ha Mazzarò è di una vita dove , grazie ai soldi, si possono comprare le cose, sempre più cose fino a non riuscire più a quantificarne il numero.
I beni materiali e il crescente numero di essi è direttamente proporzionale alla soddisfazione di Mazzarò.
L’avidità però lo rende ricco e schiavo della sua ricchezza al contempo, e difatti l’uomo non dando valore a ciò che veramente è un bene prezioso, il tempo per esempio, vede esaurirsi la sua vita e si vede costretto a lasciare tutto ciò che ha accumulato.
La follia della non accettazione del ciclo della vita che si sta per concludere lo porta ad uscire nel cortile per ammazzare gli animali che con i soldi risparmiati ha comprato , nel vano tentativo di ritrovarli tra i beni che non avrà mai nell’aldilà che lo attende.
Mazzarò dunque vive tutta la sua vita con una forma mentis stereotipata dove la natura e gli animali possono divenire proprietà dell’uomo e sono a sua disposizione.

Ed era qui che volevo arrivare.
Proprio questa forma mentis è la prerogativa della Sindrome di Mazzarò.
Nella nostra società di persone che ne sono affette ce ne sono in numero sproporzionato e possiamo dire che questa Sindrome l’uomo se la trascina dietro da secoli. La Storia lo dimostra.
Credere di poter  fare proprio qualcosa che ci circonda è tipico dell’Uomo.
Un dettaglio negativo del nostro essere che dovremmo cercare con tutte le forze che abbiamo di allontanare da noi, dalla nostra mente e dalle nostre abitudini.
In realtà, che vi piaccia o no, niente di materiale ci appartiene in questo mondo.
Perfino il nostro corpo non è nostro, ma solo un mezzo datoci in prestito dalla natura per poter esistere materialmente e che dalla natura nasce e nella natura tornerà di nuovo dopo la conclusione della nostra vita.
E invece crediamo follemente che i beni materiali possano appartenerci, e insieme agli oggetti inanimati da fare “nostri” , materialisti come siamo,  ci buttiamo nel mezzo anche la vita degli altri.
“Il MIO gatto”, “MIO marito”, “i MIEI amici”..
Usare l’aggettivo MIO e ripeterlo troppe volte può essere paragonato a delle braccia che da aperte si chiudono fino a cingere il nostro torace: un segno di totale chiusura ed egoismo celato che secondo me porta a tanti risvolti negativi.
Dovremmo invece iniziare a comprendere che il gatto che abbiamo come animale domestico non è NOSTRO ma è semplicemente un essere vivente che condivide la sua vita con noi.
Stessa cosa per il marito, per gli amici, per i figli..
Nessun essere vivente è nostro o appartiene a noi, semplicemente condivide con noi tempo ed esperienze per sua volontà.
Credere fermamente il contrario porta alla non accettazione del distacco degli altri e a reazioni negative, perchè il distacco può avvenire in qualsiasi momento dato che è strettamente collegato alla volontà altrui che può anche non durare per sempre, che lo vogliamo o no.
Porta ad odiare gli altri che decidono di non far più parte della nostra quotidianità, per esempio.
Altro esempio, il rifiuto di una persona che non vuole essere nostra ( partner/amica ecc): porta a disprezzo, all’allontanamento, all’odio, alla mancanza di stima, alle critiche e altri fattori estremamente negativi che ledono gli altri e noi stessi.
In casi estremi il vedere gli altri come qualcosa di nostro o qualcosa che deve diventare nostro perchè lo vogliamo porta alla distruzione mentale o fisica dell’oggetto in questione ( quante se ne sentono? omicidi, stalking, violenze fisiche e mentali ).

La soluzione è quella di iniziare a vedere noi stessi come tutt’uno con ciò che ci circonda. Niente è nostro ma siamo noi ad appartenere al tutto.
Abbandonate l’idea dei confini della proprietà privata, i confini immaginari del paese dove vivete, di quelli della regione, di quelli dello Stato dove siete nati e del continente dov’è situato quest’ultimo, che non fanno altro che allontanarvi ancora di più dai vostri simili.
Iniziate a vedervi come persone appartenenti al Pianeta Terra, semplicemente.
Terrestri. Solo terrestri, perchè è quello che siamo.
Persone circondate da altre persone che devono essere rispettate.
Iniziamo a non essere più morbosamente attaccati a beni materiali ( l’auto, il pc, la casa , lo smartphone, il tablet ) mettendoli quasi ai primi posti della classifica di ciò che per noi è importante lasciando magari gli ultimi posti alle persone.
Includiamo nell’armonia che dobbiamo crearci con la stessa importanza con cui costruiamo una casa dove vivere per sempre tutti gli altri abitanti del Pianeta che con noi condividono la natura.

Gli altri abitanti del Pianeta sono proprio gli animali.
Da millenni vengono in maniera malsana visti dall’uomo come merce, beni messi a disposizione da una figura divina che a volte pare essersi inventato a suo piacimento e a sua immagine e somiglianza per dare motivo o attenuante a tanti abusi e soprusi.

Non c’è niente di più arrogante e presuntuoso del termine “bestiame“, per esempio, che si può ritrovare e leggere nei testi storici o sentire alla tv quando si parla di possesso di animali.
“Bestiame”, insieme di bestie. Termine quasi dispregiativo che non tiene di conto dell’importanza del singolo individuo che vive sulla terra ma al suo numero.
Gli animali, come le persone, non sono di nostra proprietà.
Siamo talmente antropocentrici, meschini ed egoisti da crederci la migliore delle specie presenti sulla Terra e ci siamo presi con la violenza il diritto di violentare tutto ciò che ci circonda e chi ci circonda trasformando esistenze in qualcosa di non più animato da una vita solo per soldi.
Distruggiamo le mucche per il latte, forza lavoro, per avere carne e per ricoprire divani e sedili delle auto;
Distruggiamo le oche per strappargli via le piume e per avere quei cazzo di giacchetti o piumini leggeri o per avere un crostino di merda di patè fatto con il loro fegato ingrossato;
Distruggiamo i roditori, i gatti, i cani e le scimmie per trovare cure a malattie che ci andiamo a cercare con la vita malsana che conduciamo;
Distruggiamo gli uccelli che con il loro canto riempiono il silenzio del mondo perchè ci fa sollazzare vederli stramazzare al suolo colpiti da un pallino di piombo o perchè non abbiamo un hobby migliore;
Distruggiamo tutto e a tutto diamo un ruolo, un compito o un tipo di utilità a noi apparentemente necessaria.
Ma noi, che negli altri vediamo solo cose di cui disporre e di cui beneficiare, che diavolo di beneficio portiamo agli altri?
Nessuno.
Solo schiavitù, dolore e morte per le nostre smanie di potenza.

Una pecora non apparterrà mai e poi mai ad un pastore anche se lui con i soldi dice di averla comprata. I soldi sono invenzione umana ( che ci ha rovinato, maledizione ) e davanti alla natura NON VALGONO NIENTE.
Che non valgono niente non ve lo dico io, ma è un dato di fatto: ad un terremoto, ad un vortice, ad una tempesta esplose e volute dalla Natura non importa nulla delle vostre auto o di quanto valga la vostra villa che verrà danneggiata irreparabilmente.
Credere quindi che un animale sia nostro perchè abbiamo dato dei soldi ad un umano nostro simile che lo ha visto nascere e che crede di possederlo è un abuso. Credere e pretendere che una vita sia nostra è un abuso!
Una violenza che dobbiamo smettere di perpetrare perchè è anche giunto il momento di evolverci.
Evolverci per davvero e non per finta.

Raggiungeremo l’evoluzione solo quando metteremo da parte le cose non importanti alle quali adesso diamo priorità dando nuovamente importanza a ciò che veramente ne ha.

Se avete come Mazzarò la visione dei beni materiali come qualcosa con un costo da ottenere a tutti i costi discostatela dalla mente.

Io in prima persona sono entrata ormai in una visione delle cose che prima non avevo.
Sono nata nell’era del consumismo e ho vissuto secondo i dettati del consumismo per anni.
Ho lavorato per accumulare e poi comprare beni materiali per diverso tempo, e quei beni mi facevano sentire apparentemente appagata.
Ma era appagamento insensato, dovuto molto probabilmente al senso di accettazione che l’essere umano necessita di avere e che crede di raggiungere grazie agli oggetti per sentirsi qualcuno e che lo avvia rovinosamente all’essere uguale agli altri.

Quello che ho realizzato da qualche anno invece è che essere diverso non è assolutamente qualcosa di negativo ma anzi, è un privilegio, è una qualità che dovremmo raggiungere tutti.
Essere uguali vuol dire non apportare niente di positivo in chi ci incontra, essere diversi vuol dire condividere il nostro essere e poter arricchire gli altri e ricevere arricchimento interiore da loro.
Avere beni materiali non vuol dire essere ricchi. Molto spesso avere troppo vuol dire non apprezzare niente.
La vera ricchezza è altro, e non può essergli attribuito valore in moneta.

Ed è questo a cui dovremmo dar maggior peso: alle esperienze, alle idee, ai concetti, ai pensieri, alle sensazioni e alle emozioni condivise con noi stessi o con gli altri.
Immaginate l’esistenza di una libreria vuota dentro di voi e iniziate a ricercare le opere  che vi circondano (persone, animali, luoghi, conoscenze ) e che inserirete con gli anni una accanto all’altra, dando vita al vostro archivio di ricchezze personali.

Chiudete gli occhi e sentitevi parte del mondo, della natura, dello spazio e dell’infinito universo.
Andate alla ricerca di voi stessi esplorando la vostra mente.
Date importanza a ciò che non è palesemente visibile, perchè davvero ” l’essenziale è invisibile agli occhi”.

db


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