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°° Non è Necessario Togliere la Vita agli Altri Per Continuare la Nostra °°

Qualche giorno fa, recandomi in un supermercato per motivi collegati al blog, sono passata tra i banchi frigo del reparto macelleria ( luogo che non sostengo economicamente da 14 anni, n.d.r ) per osservare i gesti delle persone che abitualmente vanno li per acquistare resti animali.

Per me che amo gli animali tanto quanto amo la mia vita, tutte le volte è come passare in un cimitero. Con la differenza che non ci sono fiori, ma etichette con i prezzi.
Non nascondo il fatto che provo una tristezza infinita e devo controllare le emozioni per non scoppiare a piangere davanti occhi spenti dentro i quali vedo ancora il terrore e la sofferenza provati negli ultimi istanti di vita,
insieme alla speranza di non morire.

coniglio intero.jpg

Come si possa scrivere “Buona Spesa” su un essere privato della propria vita, non lo so.

Ho visto persone apprestarsi a mettere nel carrello le piccole vittime dell’industria della carne, ho visto altre fare la fila per accaparrarsi il taglio preferito, ho visto individui scrutare, tastare con le mani i corpi privi di vita sigillati nelle confezioni
alla ricerca di chissà quale qualità.

<< Oddio, ha ancora le piume attaccate >> ho detto a mezza voce sperando che un uomo accanto a me, impegnato a girare e rigirare le confezioni con dentro delle galline intere, smettesse per un istante di farlo per rendersi conto di cosa realmente stesse facendo.
Al contrario delle mie speranze, come un automa ha continuato a prendere in mano gli animali impacchettati per controllare le scadenze,
e dopo averne ributtati due sul banco con la stessa noncuranza tipica di quando si getta un fazzoletto usato nel cestino, ha scelto la sua vittima.

gallina intera1

Sul suo volto ancora la straziante espressione di chi è stato colpito a morte

Tutti, e dico tutti, sembravano lontani anni luce, come inglobati in una bolla di sapone al profumo di ignoranza. Ho visto in loro un esserci a metà, con la ragione assopita da chissà quale incantesimo.
E’ stato brutto sentirsi coscienti tra individui dalla coscienza dormiente.
E’ stato come sentirsi soli tra persone che non parlano la tua stesa lingua, e che non vedono ciò che i tuoi occhi vedono.

E allora eccomi qui a scrivere, a continuare a farlo per gli animali, con la speranza che qualcuno lontano dagli impegni e finalmente solo con se stesso, seduto davanti ad un pc, finisca a leggere queste poche righe.

Ci rendiamo conto di cosa sta accadendo fuori dalla nostre case, dentro agli allevamenti, lontano dai nostri occhi?
Decine, centinaia, migliaia, miliardi di animali vengono fatti nascere contro la loro volontà, vengono costretti a vivere una vita fatta di reclusione, privazioni, alimentazione non naturale, negazione dei rapporti sociali, stress, sofferenza fisica e mentale prima di essere condannati a morte.

Riusciamo minimamente ad immaginare l’impatto ambientale che può provocare il far nascere così tanti individui quando in natura non accadrebbe mai una sovrappopolazione del genere?
Riusciamo a quantificare il numero di “rifiuti” scartati da questi corpi privati della loro vita da far smaltire al pianeta?
Stiamo vivendo la più grande mancanza di rispetto per la natura di tutta la storia.

Quello che voglio dirvi è che non è necessario fare del male agli animali, non è indispensabile farli nascere per ucciderli e mangiarli per “sopravvivere” in questo mondo. Non possiamo distruggere il pianeta per il nostro egoism,o.
Dovremmo smetterla di credere a alle teorie di chi afferma che mangiare carne sia una scelta salutistica, perchè la prova schiacciante dell’esatto contrario siamo noi che da anni viviamo senza alimentarci con i corpi di altre specie,senza aver mai perso la salute.
Iniziamo piuttosto a chiederci se questi consigli che vanno contro la vita degli animali siano frutto di un sincero amore per la vostra salute o per altr0.

Non finirò mai di dirlo che abbiamo la possibilità di scegliere qualcosa di giusto per tutti.
E’ per questo che ho aperto il blog che state leggendo: per far scoprire a chi vi accede che l’alternativa alla crudeltà esiste, e che si vive benissimo senza negare nessun diritto al nostro prossimo.

Guardate questo coniglio.

coniglio intero1

Ditemi come si può vederlo immobile, acciambellato dentro ad una vaschetta di polistirolo, scuoiato, con le zampe e le orecchie tagliate via, tutto imbrattato di sangue.
Come si fa?
Come si fa a stabilire che la sua esistenza valga pochi euro e centesimi?
Non riuscite nei suoi occhi spenti ad immaginare gli ultimi attimi di vita di questa vita che sicuramente, come tutti,  non voleva morire?
Io lo immagino, lo immagino eccome, ed è per questo che non potrei mai vedere nei suoi resti un mio ipotetico pasto.

Non è necessario sporcarci le mani di sangue innocente.
La morte degli non determina la nostra vita.

L’unico modo che abbiamo per salvaguardare il pianeta è smettere di allevare i miliardi di animali che vengono uccisi ogni anno.
Per far crollare il business della carne che miete vittime su vittime l’unica soluzione efficace è smettere di finanziarla economicamente.
Scegliere di intraprendere uno stile di vita e alimentare vegan, basato rispettivamente sul rispetto per ogni forma di vita e su una dieta 100% vegetale, è l’unica vera azione concreta che si può fare per tutelare la natura, le altre specie e anche noi stessi.

Ortaggi, legumi, verdure, frutta, cereali, semi .. abbiamo migliaia di opzioni vegetali da combinare insieme realizzare piatti fantastici pieni di vita e non di morte.
Vegetali che forniscono tutti i elementi nutritivi di cui abbiamo bisogno ( vitamine, ferro, proteine ecc).
E la b12?
Ecco, parliamo di questa famosa vitamina sulla quale i contrari all’alimentazione vegan stanno fin troppo giocando come se l’avessero solo loro.

Come spiegato dalla dottoressa Michela De Petris durante la conferenza sull’alimentazione vegetale come prevenzione per i tumori tenutasi al Museo Piaggio di Pontedera (PI) ad Aprile, la vitamina b12 in natura proviene da batteri presenti nel terreno.
Gli animali (erbivori) alimentandosi con vegetali strappati direttamente dal suolo la integrano direttamente brucando.
Abbiamo detto gli animali in natura, liberi di scegliere cosa mangiare, notare bene.
Quelli rinchiusi negli allevamenti, che non vedranno mai la luce del sole e figuriamo ci allora se pascoleranno mai su un terreno erboso, sarebbero i primi ad essere carenti non solo di b12 proprio per il loro esser tenuti lontano da una condizione di vita naturale.
Per far fronte alle carenze esistono molti integratori zootecnici.
Ovviamente la cosa non viene detta con tranquillità.

Per quanto riguarda noi umani, dal momento che laviamo ed igienizziamo tutto e dal momento che ingerire vegetali non lavati (a patto che non siano del nostro orto bio) non è proprio la scelta migliore da prendere se si pensa a quanto è inquinato il suolo, possiamo far fronte al bisogno di b12 scegliendo integratori vegan .

Tra il dare agli animali integratori, farglieli assimilare, ucciderli e mangiarne il corpo per avere nel nostro organismo determinati elementi… mi sembra il minimo saltare il crudele anello della catena alimentare e integrare direttamente noi quel poco che non possiamo avere con la semplice alimentazione.

Chiuso la parentesi b12,
ritorno al discorso principale.
Uccidere gli animali non è un gesto etico accettabile nell’era dell’evoluzione in cui stiamo vivendo.

Vi invito a riflettere su quanto ho scritto.
Se avete a cuore la vita di tutti e se la morte di esseri senzienti non vi lasci proprio indifferenti, prendete in considerazione l’idea di diventare vegan ❤
Trovate tanto materiale informativo scaricabile gratuitamente cliccando qui .

Buona scelta a tutti ❤ .

carmen

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Carmen.

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°° L’Essere Umano e la Sindrome di “Mazzarò” °°

[..] “Qui di chi è?”. Sentiva rispondersi: ” Di Mazzarò “. [..] Tutta roba di Mazzarò. Pareva che fosse di Mazzarò perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a rannicchiarsi col volo breve dietro le zolle, e il sibilo dell’assiolo nel bosco. Pareva che Mazzarò fosse disteso tutto grande per quanto era grande la terra, e che gli si camminasse sulla pancia.
[..] Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: ” Roba mia, vientene con me! “.

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Ho voluto iniziare questo articolo con un estratto de “La Roba” ( da Novelle Rusticane1883 ) di Giuseppe Verga per dare il giusto incipit a un concetto che ho formulato e che vorrei condividere con voi.
Come vi avranno già spiegato durante i vostri studi scolastici è possibile constatare attraverso la lettura di quest’opera ( completa la trovate QUI ) quanta avidità è necessaria per accumulare ricchezza e beni materiali.
Oggi invece vorrei far emergere il drammatico antropocentrismo che caratterizza la vita di questo uomo che vive immortale nella novella di Verga e che è tipica di tante, tantissime persone che hanno vissuto e vivono tutt’oggi sulla Terra.

La Sindrome di Mazzarò


Voglio definirlo così quello che a mio avviso è un disturbo che affligge tantissime persone e l’umanità in generale.

Secondo Mazzarò grazie al duro lavoro, al minuzioso risparmio che lo spinge a raggiungere condizioni estreme di scarsa qualità della vita e grazie all’avarizia, è possibile accumulare denaro per acquistare terreni, animali e attrezzi agricoli che portano ad accumulare altra ricchezza.
L’idea che ha Mazzarò è di una vita dove , grazie ai soldi, si possono comprare le cose, sempre più cose fino a non riuscire più a quantificarne il numero.
I beni materiali e il crescente numero di essi è direttamente proporzionale alla soddisfazione di Mazzarò.
L’avidità però lo rende ricco e schiavo della sua ricchezza al contempo, e difatti l’uomo non dando valore a ciò che veramente è un bene prezioso, il tempo per esempio, vede esaurirsi la sua vita e si vede costretto a lasciare tutto ciò che ha accumulato.
La follia della non accettazione del ciclo della vita che si sta per concludere lo porta ad uscire nel cortile per ammazzare gli animali che con i soldi risparmiati ha comprato , nel vano tentativo di ritrovarli tra i beni che non avrà mai nell’aldilà che lo attende.
Mazzarò dunque vive tutta la sua vita con una forma mentis stereotipata dove la natura e gli animali possono divenire proprietà dell’uomo e sono a sua disposizione.

Ed era qui che volevo arrivare.
Proprio questa forma mentis è la prerogativa della Sindrome di Mazzarò.
Nella nostra società di persone che ne sono affette ce ne sono in numero sproporzionato e possiamo dire che questa Sindrome l’uomo se la trascina dietro da secoli. La Storia lo dimostra.
Credere di poter  fare proprio qualcosa che ci circonda è tipico dell’Uomo.
Un dettaglio negativo del nostro essere che dovremmo cercare con tutte le forze che abbiamo di allontanare da noi, dalla nostra mente e dalle nostre abitudini.
In realtà, che vi piaccia o no, niente di materiale ci appartiene in questo mondo.
Perfino il nostro corpo non è nostro, ma solo un mezzo datoci in prestito dalla natura per poter esistere materialmente e che dalla natura nasce e nella natura tornerà di nuovo dopo la conclusione della nostra vita.
E invece crediamo follemente che i beni materiali possano appartenerci, e insieme agli oggetti inanimati da fare “nostri” , materialisti come siamo,  ci buttiamo nel mezzo anche la vita degli altri.
“Il MIO gatto”, “MIO marito”, “i MIEI amici”..
Usare l’aggettivo MIO e ripeterlo troppe volte può essere paragonato a delle braccia che da aperte si chiudono fino a cingere il nostro torace: un segno di totale chiusura ed egoismo celato che secondo me porta a tanti risvolti negativi.
Dovremmo invece iniziare a comprendere che il gatto che abbiamo come animale domestico non è NOSTRO ma è semplicemente un essere vivente che condivide la sua vita con noi.
Stessa cosa per il marito, per gli amici, per i figli..
Nessun essere vivente è nostro o appartiene a noi, semplicemente condivide con noi tempo ed esperienze per sua volontà.
Credere fermamente il contrario porta alla non accettazione del distacco degli altri e a reazioni negative, perchè il distacco può avvenire in qualsiasi momento dato che è strettamente collegato alla volontà altrui che può anche non durare per sempre, che lo vogliamo o no.
Porta ad odiare gli altri che decidono di non far più parte della nostra quotidianità, per esempio.
Altro esempio, il rifiuto di una persona che non vuole essere nostra ( partner/amica ecc): porta a disprezzo, all’allontanamento, all’odio, alla mancanza di stima, alle critiche e altri fattori estremamente negativi che ledono gli altri e noi stessi.
In casi estremi il vedere gli altri come qualcosa di nostro o qualcosa che deve diventare nostro perchè lo vogliamo porta alla distruzione mentale o fisica dell’oggetto in questione ( quante se ne sentono? omicidi, stalking, violenze fisiche e mentali ).

La soluzione è quella di iniziare a vedere noi stessi come tutt’uno con ciò che ci circonda. Niente è nostro ma siamo noi ad appartenere al tutto.
Abbandonate l’idea dei confini della proprietà privata, i confini immaginari del paese dove vivete, di quelli della regione, di quelli dello Stato dove siete nati e del continente dov’è situato quest’ultimo, che non fanno altro che allontanarvi ancora di più dai vostri simili.
Iniziate a vedervi come persone appartenenti al Pianeta Terra, semplicemente.
Terrestri. Solo terrestri, perchè è quello che siamo.
Persone circondate da altre persone che devono essere rispettate.
Iniziamo a non essere più morbosamente attaccati a beni materiali ( l’auto, il pc, la casa , lo smartphone, il tablet ) mettendoli quasi ai primi posti della classifica di ciò che per noi è importante lasciando magari gli ultimi posti alle persone.
Includiamo nell’armonia che dobbiamo crearci con la stessa importanza con cui costruiamo una casa dove vivere per sempre tutti gli altri abitanti del Pianeta che con noi condividono la natura.

Gli altri abitanti del Pianeta sono proprio gli animali.
Da millenni vengono in maniera malsana visti dall’uomo come merce, beni messi a disposizione da una figura divina che a volte pare essersi inventato a suo piacimento e a sua immagine e somiglianza per dare motivo o attenuante a tanti abusi e soprusi.

Non c’è niente di più arrogante e presuntuoso del termine “bestiame“, per esempio, che si può ritrovare e leggere nei testi storici o sentire alla tv quando si parla di possesso di animali.
“Bestiame”, insieme di bestie. Termine quasi dispregiativo che non tiene di conto dell’importanza del singolo individuo che vive sulla terra ma al suo numero.
Gli animali, come le persone, non sono di nostra proprietà.
Siamo talmente antropocentrici, meschini ed egoisti da crederci la migliore delle specie presenti sulla Terra e ci siamo presi con la violenza il diritto di violentare tutto ciò che ci circonda e chi ci circonda trasformando esistenze in qualcosa di non più animato da una vita solo per soldi.
Distruggiamo le mucche per il latte, forza lavoro, per avere carne e per ricoprire divani e sedili delle auto;
Distruggiamo le oche per strappargli via le piume e per avere quei cazzo di giacchetti o piumini leggeri o per avere un crostino di merda di patè fatto con il loro fegato ingrossato;
Distruggiamo i roditori, i gatti, i cani e le scimmie per trovare cure a malattie che ci andiamo a cercare con la vita malsana che conduciamo;
Distruggiamo gli uccelli che con il loro canto riempiono il silenzio del mondo perchè ci fa sollazzare vederli stramazzare al suolo colpiti da un pallino di piombo o perchè non abbiamo un hobby migliore;
Distruggiamo tutto e a tutto diamo un ruolo, un compito o un tipo di utilità a noi apparentemente necessaria.
Ma noi, che negli altri vediamo solo cose di cui disporre e di cui beneficiare, che diavolo di beneficio portiamo agli altri?
Nessuno.
Solo schiavitù, dolore e morte per le nostre smanie di potenza.

Una pecora non apparterrà mai e poi mai ad un pastore anche se lui con i soldi dice di averla comprata. I soldi sono invenzione umana ( che ci ha rovinato, maledizione ) e davanti alla natura NON VALGONO NIENTE.
Che non valgono niente non ve lo dico io, ma è un dato di fatto: ad un terremoto, ad un vortice, ad una tempesta esplose e volute dalla Natura non importa nulla delle vostre auto o di quanto valga la vostra villa che verrà danneggiata irreparabilmente.
Credere quindi che un animale sia nostro perchè abbiamo dato dei soldi ad un umano nostro simile che lo ha visto nascere e che crede di possederlo è un abuso. Credere e pretendere che una vita sia nostra è un abuso!
Una violenza che dobbiamo smettere di perpetrare perchè è anche giunto il momento di evolverci.
Evolverci per davvero e non per finta.

Raggiungeremo l’evoluzione solo quando metteremo da parte le cose non importanti alle quali adesso diamo priorità dando nuovamente importanza a ciò che veramente ne ha.

Se avete come Mazzarò la visione dei beni materiali come qualcosa con un costo da ottenere a tutti i costi discostatela dalla mente.

Io in prima persona sono entrata ormai in una visione delle cose che prima non avevo.
Sono nata nell’era del consumismo e ho vissuto secondo i dettati del consumismo per anni.
Ho lavorato per accumulare e poi comprare beni materiali per diverso tempo, e quei beni mi facevano sentire apparentemente appagata.
Ma era appagamento insensato, dovuto molto probabilmente al senso di accettazione che l’essere umano necessita di avere e che crede di raggiungere grazie agli oggetti per sentirsi qualcuno e che lo avvia rovinosamente all’essere uguale agli altri.

Quello che ho realizzato da qualche anno invece è che essere diverso non è assolutamente qualcosa di negativo ma anzi, è un privilegio, è una qualità che dovremmo raggiungere tutti.
Essere uguali vuol dire non apportare niente di positivo in chi ci incontra, essere diversi vuol dire condividere il nostro essere e poter arricchire gli altri e ricevere arricchimento interiore da loro.
Avere beni materiali non vuol dire essere ricchi. Molto spesso avere troppo vuol dire non apprezzare niente.
La vera ricchezza è altro, e non può essergli attribuito valore in moneta.

Ed è questo a cui dovremmo dar maggior peso: alle esperienze, alle idee, ai concetti, ai pensieri, alle sensazioni e alle emozioni condivise con noi stessi o con gli altri.
Immaginate l’esistenza di una libreria vuota dentro di voi e iniziate a ricercare le opere  che vi circondano (persone, animali, luoghi, conoscenze ) e che inserirete con gli anni una accanto all’altra, dando vita al vostro archivio di ricchezze personali.

Chiudete gli occhi e sentitevi parte del mondo, della natura, dello spazio e dell’infinito universo.
Andate alla ricerca di voi stessi esplorando la vostra mente.
Date importanza a ciò che non è palesemente visibile, perchè davvero ” l’essenziale è invisibile agli occhi”.

db


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°° Diventare Vegan: Una Scelta Importante Che cambierà la Tua Vita °°

Questo articolo è dedicato a tutte le persone che, in punta di piedi, dopo anni vissuti nella Stanza delle Bugie hanno trovato la porta socchiusa della Camera della Ricerca della Verità ed esitano ad entrarvi.

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Perchè diventare Vegan?
Beh, in realtà la domanda migliore da porsi è ” Perchè non diventare vegan? “.

Diventare vegan permette di varcare la soglia di una dimensione nuova. E’ normale aver timore di intraprendere qualcosa di diverso, al quale non siamo abituati.
L’abitudine da tranquillità e sicurezza. Ma siamo sicuri che quella sicurezza sia basata sul giusto?
Purtroppo no.
Crescere costretti a credere che mangiare gli animali sia giusto non mette in gabbia solo loro, ma anche le nostre menti.
L’uomo ha una capacità incredibile di elaborare idee, concetti, pensieri..
Siamo anime infinite limitate da un corpo.
Siamo tutt’uno con ciò che ci circonda se lo vogliamo,
ma chi ha deciso di fare della nostra preziosa vita qualcosa che genera business materiale non ci vuole in grado di ragionare.
Non ci vogliono grandi pensatori.
La storia dell’umanità lo insegna: tutti i grandi filosofi sono sempre stati perseguitati, rifiutati, torturati. Solo secoli dopo sono stati compresi, perchè le loro idee erano avanti centinaia di anni.
Ma forse non erano loro avanti, erano tutti gli che li circondavano ad esser rimasti in dietro.

Tornando al veganismo, diventare vegan vuol dire per la prima volta fare una scelta.
Dalla nascita infatti viviamo di non-scelte.
Scelgono gli altri per noi, e questo non è giusto perchè limita il nostro essere.
Fino a quando non siamo in grado di alimentarci da soli e di camminare sulle nostre gambe le scelte altrui possono essere accettate come aiuto, ma poi no. Dopo basta.

Quando ho scelto di diventare vegetariana a 12 anni per me è stato come rompere le catene che avevo ai polsi.
Stavo attraversando la fase di passaggio, importantissima, dalla vita da bambina alla vita da adolescente. Per me il mondo degli adulti era da sempre stato visto come una meta importante da raggiungere e ne avevo stima.
Scoprire con la forza della volontà e della curiosità cosa mi veniva nascosto è stato un trauma. Non lo nego.
Non credevo che i bambini venissero presi così tanto in giro.

E’ sbagliato prendere in giro i bambini, trattarli da stupidi, modificare la realtà per fargli credere cose che non esistono. Capiscono benissimo e sono molto più avanti di noi.
Dovremmo smettere di credere che più passano gli anni dalla nascita più ci avviciniamo a uno stato evoluto. Per me è esattamente l’opposto: più anni passano dalla nostra nascita, più ci allontaniamo dalla natura, dal vero.
Ed è li che dobbiamo tornare, è li che dobbiamo rimanere aggrappati.

Io ho vissuto credendo che gli animali morissero di vecchiaia e quindi a 8 anni, periodo in cui ho iniziato a voler capire di più su ciò che mi circondava, mistificavo la loro morte.
Io credevo che il loro non esistere più permettesse a me di esistere.
Ero grata a loro ma vivevo di antropocentrismo forzato.
Il sapore dei loro corpi non mi piaceva e lo rifiutavo ed è stato questo disgusto innato, questo tener presente delle sensazioni che ha smosso tutto.
Ho passato 4 anni seduta per ore a tavola masticando quell’ammasso di cellule sotto i denti, senza riuscirle a deglutire.
Quando ho scoperto poi che quei poveri animali non morivano di vecchiaia ma venivano uccisi dopo aver vissuto nemmeno 1/10 della loro esistenza nella più totale schiavitù mi sono ribellata.
Mi sono sentita una bambina schiacciata dalle bugie dei grandi che non aveva intenzione di rimanere a terra. Non avevo intenzione di diventare adulta così. Piuttosto avrei preferito non diventare mai adulta.
Ho reagito, ho pianto, ho riflettuto e ho scelto.
Sembra difficile da credere ma è così: a 12 anni ho preso la decisione più importante della mia vita.

Quando arriviamo a scegliere veramente qualcosa che vogliamo, la sensazione che si prova è di libertà mista a leggerezza.
Decidere di non ingerire più esistenze ti fa sentire una persona migliore, e lo sei per davvero!
Quei corpi martoriati che portiamo alla bocca purtroppo hanno dentro energie negative, contengono sofferenza, tristezza, terrore, dolore.. e noi ci alimentiamo di tutto questo.

Che tu ci creda oppure ancora no, non siamo qui sulla Terra per governare sugli altri animali.
Siamo abitanti del pianeta come tutti gli altri. Ospiti.
Non c’è niente di più bello del condividere la vita e le esperienze che si possono fare con altri, qualsiasi sia la loro specie di appartenenza.
Gli animali sono compagni di viaggio speciali e da loro possiamo imparare tanto.
Vivono sotto una specie di incantesimo che li costringe a vivere prevalentemente di istinto, ma sono esseri paradisiacamente perfetti.

Vivono la loro vita senza arrecare nessun tipo di inquinamento alla natura che li ha generati.
Dell’esistenza di ciascun animale niente deturpa la Terra.
Dalla Natura essi nascono e nella Natura essi muoiono, tornando a far parte del Tutto.
E io voglio far parte del Tutto!

Se mi paragono a una bellissima gazzella mi sento in forte minoranza:
la mia esistenza lede al pianeta a causa di tutte queste invenzioni anche frivole umane di cui io dispongo. La realtà è che vorrei sbarazzarmi di tutto e tornare a stare a stretto contatto con la natura.
Mi rendo conto però che per arrivare a questo è necessario che passi del tempo.

Come è passato tanto tempo che ha permesso all’uomo di denaturizzarsi, dovrà passare altro tempo per permettergli di capire che gran parte di ciò che ha fatto è vano e che deve ritrovare il legame con ciò che lo circonda.

Il veganismo quindi è un processo di iniziazione del ritorno alle origini.
Diventare vegan oltre a permetterti di scegliere per la prima volta qualcosa, ti permette di vivere in maniera diversa.
Ne giova il tuo fisico: meno appesantito e più vitale;
Ne giova la tua mente: più libera grazie all’assenza di preconcetti;
Ne giova l’ambiente: meno inquinato dai rifiuti derivati dalle industrie che avvelenano l’ecosistema;
Ne giovano gli animali: hanno il diritto di esistere esattamente come te e la loro vita è sacra esattamente come la tua.

Sicuramente passeranno tanti anni prima che l’uomo impari a rispettare il pianeta che lo ospita, ma quello stadio evolutivo di ritorno alle origini arriverà solo se iniziamo da oggi a cambiare.
Il cambiamento è necessario se non vogliamo condannare all’estinzione la specie umana e tutte le altre che vivono con noi su questo Pianeta .
Stiamo distruggendo tutto ed è ormai noto a chiunque cosa abbiamo combinato, di quali crimini ci siamo macchiati la coscienza.
Non dobbiamo per forza abbandonare le strumentazioni di cui disponiamo: basta accostarle a energie rinnovabili e fonti con zero impatto ambientale.

Non è mai troppo tardi per riparare i danni che abbiamo fatto.
ma dobbiamo partire da adesso, da ora, da questo istante.

Il consumo di carne ha distrutto vite innocenti e sta distruggendo anche il paradiso terrestre che avremmo dovuto apprezzare e non stravolgere.
Smettendo di alimentarci con i corpi degli altri animali diminuirà vertiginosamente l’inquinamento che riversiamo sulla Natura che, dopo millenni, non è più in gradi di sostenere.
Si parla di miliardi di animali uccisi ogni anno. MILIARDI.
Ti sei mai chiesto dove vanno a finire i litri di sangue che scorrono nelle vene di ogni singolo animale appartenente a quei miliardi di vite macellate?
Fiumi di sangue, cataste di ossa e spoglie seppellite sotto la Terra.
Abbiamo distrutto un equilibrio perfetto creato da nemmeno si sa quale Genio, e la pagheremo a caro prezzo.
Forse tutte le lacrime che verseremo nemmeno arriveranno a lavare le nostre coscienze sporcate per sempre.

Io ho già deciso un decennio fa di far parte della schiera di umani intenzionati a farsi perdonare e a cambiare per continuare a far vivere questo Pianeta. Non siamo pochi, siamo tanti, sempre di più.

Tu da che parte stai?


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