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°°Coppia Vegan-Non Vegan: Realtà o Utopia?°°

Torna l’appuntamento con la nostra Psicologa Sessuologa Ligeia Zauli.
Dopo aver trattato il tema del troppo amore per gli animali, in questo nuovo – nonché secondo – articolo il tema argomentato è la coppia:
una relazione tra persone vegan e non vegan è possibile o è soltanto utopia?


Prima di lasciare la parola all’esperta, voglio arricchire questo post con qualche aneddoto di vita personale. Prendete pure una scodella di pop corn, un gatto in braccio e una copertina di pile. Insomma, mettetevi comodi.


Come saprete, sono diventata vegetariana all’età di 12 anni e successivamente vegan a 21. L’adolescenza, e gli albori dell’attuale età adulta, li ho così vissuti da ragazza già consapevole. La mia estrema sensibilità e l’amore per gli animali si sono spesso interfacciati con la sfera sentimentale. Era inevitabile. Mi adattavo. Ero io quella “diversa”, dall’alimentazione “insolita”, e non pensavo ci fossero molte persone con lo stesso stile di vita. Tra i miei coetanei poi, il deserto, figuriamoci quindi se rientrava tra i miei sogni avere il ragazzo vegetariano/vegano. Anni fa, soprattutto da vegetariana, non davo molto peso alla natura dell’alimentazione del partner. Certo non mi sarei mai sognata di avere come fidanzat(in)o una persona appassionata di caccia o di pesca, oppure che per gli animali provava solo disprezzo. Semplicemente ritenevo che questa differenza di modus vivendi non andasse a ledere il rapporto, fintanto che c’era rispetto reciproco. Col tempo, e con l’accrescere della mia consapevolezza stessa, ho capito che non era possibile instaurare alcun rapporto duraturo e sano con qualcuno che non comprendeva appieno i miei ideali, il mio amore per la vita e dunque il mio rispetto per la natura e i suoi abitanti. Sentivo che non mi era facile amare qualcuno che con la sua assenza di empatia finanziava il massacro delle creature che amo. Chiuse due relazioni importanti, mi presi del tempo per riflettere.
Dopo numerosi tentativi di approccio da parte di ragazzi non vegetariani/vegani, che dapprima dimostravano interesse ed ostentata empatia ma che poi si rivelavano essere attratti solo dal mio aspetto esteriore, ho iniziato ad evitare di frequentare persone che gli animali li apprezzavano uccisi e cucinati. Ho così dato priorità alle conoscenze con miei “simili”, vicini seppur distanti grazie ai social. Metto tra virgolette il termine simili perché alla fine lo si è: simili nel modo di vedere ciò che ci circonda. Simili nel rispetto verso le altre specie. Ma non uguali.
Purtroppo, con le esperienze, ho scoperto che l’alimentazione è una buona base per costruire un rapporto solido, ma non è tutto.
E’ un punto di partenza importante, sì, ma serve ben altro.
Serve rispetto reciproco, intesa, fiducia, onestà, lealtà, volontà di stare insieme, sincerità nell’affrontare la vita in due. Serve il piacersi reciprocamente e una massiccia dose di amore condiviso. Cose che non sempre ho trovato fra le qualità dei ragazzi vegan che ho conosciuto. Anzi. Di alcuni, sebbene li stimi per quante vite risparmiano con la loro alimentazione, non posso certo fare altrettanto per il loro relazionarsi con gli altri esseri umani: forse dimenticano che è importante rispettare gli animali sì, ma anche le persone.
Quanto egoismo, quanto narcisismo.. quanto sentirsi importanti, desiderati e bramati solo per l’esiguo numero di ragazzi in mezzo a tante ragazze, vegan.
Rimasta molto suscettibile e confusa a seguito di diverse conoscenze, ho avuto modo di interfacciarmi nuovamente con una persona non vegana interessata a me che ha fatto mettere da parte le mie difese innalzate.
Che dire… un flop.
Per l’ennesima volta ho trovato un interesse vuoto nei miei confronti e una falsa empatia che camuffava un malcelato desiderio di avere una relazione ad ogni costo, colmando così vuoti sociali alla soglia dei 30 anni.
Le maschere, si sa, non durano sui volti per sempre. Quando una sera a cena, dopo numerose uscite dove vedevo dell’incredibile interesse verso il mio stile alimentare mi sono sentita dire << per una volta posso mangiare normale? >> ho capito che quella non era la mia strada.
Non era il mio percorso.

Sono tornata sui miei passi comprendendo l’importanza di non distogliere lo sguardo da ciò che si vuole veramente. E cosa volevo io veramente?
Una persona al mio fianco tanto sensibile da non mettere la sua pausa pranzo o la sua cena davanti al diritto di esistere altrui. Una persona dall’empatia ben sviluppata, una persona che aveva intrapreso una scelta esistenziale ben precisa, sentita dentro e non subita dall’esterno, giusto per stare con me. Un modo di vivere, di vedere gli animali, di base e necessario per metterci su, mattoncino su mattoncino, quello che serve per una relazione armoniosa.

Tante volte sono stata additata, giudicata e criticata per le mie scelte confuse con la discriminazione verso i ragazzi non vegani. Soprattutto dalle donne. Non si tratta di discriminazione. Si tratta di libertà, e io voglio essere libera di scegliere chi amare. Se per alcune l’amore è cieco, per me non lo è: io gli occhi su ciò che vivono gli animali non li chiudo.
Le scelte poi, chi critica se lo dimentica, devono essere fatte seguendo il proprio istinto, i propri sentimenti e liberamente.

E fidatevi, è bello avere accanto una persona che capisce quanto si possa soffrire nel cercare di sopravvivere in una società basata sulla crudeltà, e a cui non serve specificare cosa mangi né chi non mangi.

Ed eccoci qui.



Cosa ne pensa l’esperta Ligeia Zauli di una relazione di coppia fra persone dallo stile alimentare e di vita opposto?

Ligeia Zauli, Psicologa Sessuologa

Quando si chiede ad una persona vegana se accetterebbe un/a partner onnivor*, la quasi totalità risponde di no a gran voce. Almeno, in teoria (ho notato che il genere femminile è più flessibile, anche semplicemente per una questione numerica, visto che ci sono più donne vegan che uomini).

Chi ha adottato questa scelta, che non è solo alimentare, ma diventa uno stile di vita, fa fatica ad accettare chi non la vive allo stesso modo, perché la motivazione è spesso profonda e radicata, quando è dettata dall’etica.

Quello che però sfugge è questo:
pochissimi/e sono vegani/e dalla nascita; quindi la maggior parte delle persone lo è diventata col tempo e prima di allora era onnivora.
Spesso ce lo dimentichiamo.

Si sa che uno dei modi più efficaci per stimolare un cambiamento è incuriosire dando l’esempio. Allontanando chi vegan non è, non diamo la possibilità a queste persone di riflettere su questa tematica e nemmeno la possibilità di conoscers e di fare “il salto”.
È anche vero che la scelta deve essere personale, ragionata e sentita; nel caso in cui si diventi vegan solo perché il/la partner lo è, è altamente probabile che, in caso di rottura della relazione, si torni ad una alimentazione onnivora.

E quando invece la coppia è già strutturata ed uno dei due vuole diventare vegan?
Si pongono di base dei problemi logistici sul fare la spesa, cucinare piatti diversi e possono anche nascere delle forti discussioni.
Sarebbe più semplice se la decisione fosse presa da entrambe le parti, sarebbe un bel modo di condividere qualcosa di importante, creerebbe un’ulteriore sintonia e un forte stimolo per conoscere ed imparare qualcosa di nuovo.
Quando questo non è possibile e solo uno dei due diventa vegan, si prospettano due scenari.

Nel primo, la coppia non convive.
In questa circostanza, ci saranno situazioni sociali di condivisione dei pasti, ma non sarà la quotidianità.
È la situazione più semplice e gestibile: ognuno fa ciò che vuole senza ledere in alcun modo l’altro.

Di solito, chi è o diventa vegan non riesce a vedere nel proprio frigo tranci di carne animale, che sono a tutti gli effetti pezzi di cadaveri; questo urterebbe fortemente la sua sensibilità.

La seconda possibilità è quella che riguarda una coppia convivente.
Suggerisco in questo caso di cercare dei compromessi, evitando l’inutile conflitto. Non tutte le persone hanno la solita empatia e comprensione, non lo si può nemmeno pretendere.
Però si deve esternare cosa si prova a riguardo, cosa dà fastidio, per trovare insieme il modo più equilibrato di convivere.

La scelta vegan può incontrare degli ostacoli nella socialità, ma se è sentita e dettata da una forte motivazione, sarà facile portarla avanti con determinazione in ogni contesto.


Domande, dubbi, perplessità di coppia da risolvere?
Chiedi informazioni alla Psicologa inviandole una mail.

°° Non è Necessario Togliere la Vita agli Altri Per Continuare la Nostra °°

Qualche giorno fa, recandomi in un supermercato per motivi collegati al blog, sono passata tra i banchi frigo del reparto macelleria ( luogo che non sostengo economicamente da 14 anni, n.d.r ) per osservare i gesti delle persone che abitualmente vanno li per acquistare resti animali.

Per me che amo gli animali tanto quanto amo la mia vita, tutte le volte è come passare in un cimitero. Con la differenza che non ci sono fiori, ma etichette con i prezzi.
Non nascondo il fatto che provo una tristezza infinita e devo controllare le emozioni per non scoppiare a piangere davanti occhi spenti dentro i quali vedo ancora il terrore e la sofferenza provati negli ultimi istanti di vita,
insieme alla speranza di non morire.

coniglio intero.jpg

Come si possa scrivere “Buona Spesa” su un essere privato della propria vita, non lo so.

Ho visto persone apprestarsi a mettere nel carrello le piccole vittime dell’industria della carne, ho visto altre fare la fila per accaparrarsi il taglio preferito, ho visto individui scrutare, tastare con le mani i corpi privi di vita sigillati nelle confezioni
alla ricerca di chissà quale qualità.

<< Oddio, ha ancora le piume attaccate >> ho detto a mezza voce sperando che un uomo accanto a me, impegnato a girare e rigirare le confezioni con dentro delle galline intere, smettesse per un istante di farlo per rendersi conto di cosa realmente stesse facendo.
Al contrario delle mie speranze, come un automa ha continuato a prendere in mano gli animali impacchettati per controllare le scadenze,
e dopo averne ributtati due sul banco con la stessa noncuranza tipica di quando si getta un fazzoletto usato nel cestino, ha scelto la sua vittima.

gallina intera1

Sul suo volto ancora la straziante espressione di chi è stato colpito a morte

Tutti, e dico tutti, sembravano lontani anni luce, come inglobati in una bolla di sapone al profumo di ignoranza. Ho visto in loro un esserci a metà, con la ragione assopita da chissà quale incantesimo.
E’ stato brutto sentirsi coscienti tra individui dalla coscienza dormiente.
E’ stato come sentirsi soli tra persone che non parlano la tua stesa lingua, e che non vedono ciò che i tuoi occhi vedono.

E allora eccomi qui a scrivere, a continuare a farlo per gli animali, con la speranza che qualcuno lontano dagli impegni e finalmente solo con se stesso, seduto davanti ad un pc, finisca a leggere queste poche righe.

Ci rendiamo conto di cosa sta accadendo fuori dalla nostre case, dentro agli allevamenti, lontano dai nostri occhi?
Decine, centinaia, migliaia, miliardi di animali vengono fatti nascere contro la loro volontà, vengono costretti a vivere una vita fatta di reclusione, privazioni, alimentazione non naturale, negazione dei rapporti sociali, stress, sofferenza fisica e mentale prima di essere condannati a morte.

Riusciamo minimamente ad immaginare l’impatto ambientale che può provocare il far nascere così tanti individui quando in natura non accadrebbe mai una sovrappopolazione del genere?
Riusciamo a quantificare il numero di “rifiuti” scartati da questi corpi privati della loro vita da far smaltire al pianeta?
Stiamo vivendo la più grande mancanza di rispetto per la natura di tutta la storia.

Quello che voglio dirvi è che non è necessario fare del male agli animali, non è indispensabile farli nascere per ucciderli e mangiarli per “sopravvivere” in questo mondo. Non possiamo distruggere il pianeta per il nostro egoism,o.
Dovremmo smetterla di credere a alle teorie di chi afferma che mangiare carne sia una scelta salutistica, perchè la prova schiacciante dell’esatto contrario siamo noi che da anni viviamo senza alimentarci con i corpi di altre specie,senza aver mai perso la salute.
Iniziamo piuttosto a chiederci se questi consigli che vanno contro la vita degli animali siano frutto di un sincero amore per la vostra salute o per altr0.

Non finirò mai di dirlo che abbiamo la possibilità di scegliere qualcosa di giusto per tutti.
E’ per questo che ho aperto il blog che state leggendo: per far scoprire a chi vi accede che l’alternativa alla crudeltà esiste, e che si vive benissimo senza negare nessun diritto al nostro prossimo.

Guardate questo coniglio.

coniglio intero1

Ditemi come si può vederlo immobile, acciambellato dentro ad una vaschetta di polistirolo, scuoiato, con le zampe e le orecchie tagliate via, tutto imbrattato di sangue.
Come si fa?
Come si fa a stabilire che la sua esistenza valga pochi euro e centesimi?
Non riuscite nei suoi occhi spenti ad immaginare gli ultimi attimi di vita di questa vita che sicuramente, come tutti,  non voleva morire?
Io lo immagino, lo immagino eccome, ed è per questo che non potrei mai vedere nei suoi resti un mio ipotetico pasto.

Non è necessario sporcarci le mani di sangue innocente.
La morte degli non determina la nostra vita.

L’unico modo che abbiamo per salvaguardare il pianeta è smettere di allevare i miliardi di animali che vengono uccisi ogni anno.
Per far crollare il business della carne che miete vittime su vittime l’unica soluzione efficace è smettere di finanziarla economicamente.
Scegliere di intraprendere uno stile di vita e alimentare vegan, basato rispettivamente sul rispetto per ogni forma di vita e su una dieta 100% vegetale, è l’unica vera azione concreta che si può fare per tutelare la natura, le altre specie e anche noi stessi.

Ortaggi, legumi, verdure, frutta, cereali, semi .. abbiamo migliaia di opzioni vegetali da combinare insieme realizzare piatti fantastici pieni di vita e non di morte.
Vegetali che forniscono tutti i elementi nutritivi di cui abbiamo bisogno ( vitamine, ferro, proteine ecc).
E la b12?
Ecco, parliamo di questa famosa vitamina sulla quale i contrari all’alimentazione vegan stanno fin troppo giocando come se l’avessero solo loro.

Come spiegato dalla dottoressa Michela De Petris durante la conferenza sull’alimentazione vegetale come prevenzione per i tumori tenutasi al Museo Piaggio di Pontedera (PI) ad Aprile, la vitamina b12 in natura proviene da batteri presenti nel terreno.
Gli animali (erbivori) alimentandosi con vegetali strappati direttamente dal suolo la integrano direttamente brucando.
Abbiamo detto gli animali in natura, liberi di scegliere cosa mangiare, notare bene.
Quelli rinchiusi negli allevamenti, che non vedranno mai la luce del sole e figuriamo ci allora se pascoleranno mai su un terreno erboso, sarebbero i primi ad essere carenti non solo di b12 proprio per il loro esser tenuti lontano da una condizione di vita naturale.
Per far fronte alle carenze esistono molti integratori zootecnici.
Ovviamente la cosa non viene detta con tranquillità.

Per quanto riguarda noi umani, dal momento che laviamo ed igienizziamo tutto e dal momento che ingerire vegetali non lavati (a patto che non siano del nostro orto bio) non è proprio la scelta migliore da prendere se si pensa a quanto è inquinato il suolo, possiamo far fronte al bisogno di b12 scegliendo integratori vegan .

Tra il dare agli animali integratori, farglieli assimilare, ucciderli e mangiarne il corpo per avere nel nostro organismo determinati elementi… mi sembra il minimo saltare il crudele anello della catena alimentare e integrare direttamente noi quel poco che non possiamo avere con la semplice alimentazione.

Chiuso la parentesi b12,
ritorno al discorso principale.
Uccidere gli animali non è un gesto etico accettabile nell’era dell’evoluzione in cui stiamo vivendo.

Vi invito a riflettere su quanto ho scritto.
Se avete a cuore la vita di tutti e se la morte di esseri senzienti non vi lasci proprio indifferenti, prendete in considerazione l’idea di diventare vegan ❤
Trovate tanto materiale informativo scaricabile gratuitamente cliccando qui .

Buona scelta a tutti ❤ .

carmen

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Carmen.

°° Domanda al Popolo Vegan: “Tornereste Mai a Mangiare Animali?” – Le Risposte °°

What's the Pig Deal ?

Ho chiesto alle persone vegetariane e vegan che seguono la mia pagina facebook di rispondere ad una domanda ben precisa: << Tornereste mai a mangiare animali? >>.
Il quesito ha ricevuto decine di risposte, e con questo articolo intendo condividerle con voi perchè le trovo interessanti. Spero arrivino anche a coloro che hanno fatto passi indietro in nome del business economico.


  • << Quando sono diventato vegetariano ho pensato di farlo per salute. Conscio del fatto che la carne fa male avevo deciso di mangiarla una volta all’anno. Poi sono andato a cena con amici e c’erano dei bistecconi da 1 chilo che mi chiamavano a gran voce e mi dicevano “maaangiamiii”… E io ho detto no… Sará stata magari la dimensione di quelle bistecche a ricordatmi che erano pezzi di animali che fino al giorno prima respiravano e provano sentimenti? Non lo so… So solo che da quel momento da vegetariano per salute son passato a vegetariano per etica… E da li non si torna indietro. E sono felice cosí >> Francesco A.

  • << No mai, ci pensavo giusto prima, è la scelta di vita della quale vado più orgoglioso >>
    Enrico S.

  • << Sono diventata vegana da onnivora in un giorno perché quando ho preso coscienza della sofferenza animale ho ricevuto un pugno allo stomaco così forte che non potrei mai tornare indietro. Per me la carne e i derivati non sono proprio commestibili e non capisco veramente come si possa ricominciare a mangiarli se si è fatta una vera scelta etica.>> Luisa S.

  • << MAI.
    Dopo un’acquisizione di coscienza e consapevolezza della realtà e di una concreta evoluzione interiore, non sarà mai possibile tornare indietro.
    Chi lo fa, è perché non conosce ancora le motivazioni del suo cambiamento .. E anche perché non ha compreso proprio nulla, nessuna sensibilità per la Natura e gli animali. >> Frederic I.

  • << Non si può prendere coscienza della più grande ingiustizia di sempre, dimenticarsene e tornare ad esserne complici. Non si può. Chi lo fa semplicemente non ha mai compreso il veganismo e tutto ciò che ad esso é legato. 🙂 e ..personalmente provo disgusto alla vista di carne e pesce, se così vogliamo chiamarli, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello >> Eleonora B.
  • << No mai. Primo perché solo al pensiero di masticare carne mi viene il volta stomaco. Due perché voglio vivere nel modo piú sano possibile e tre perché non voglio essere mai piú complice di stragi di innocenti. >> Roberta A.

  • <<  I migliori anni della mia vita..purtroppo solo da 3 anni..ma sto così bene mentalmente e fisicamente. .mangiarla di nuovo? Mai >> Marino A.

  • << Preferirei morire di fame piuttosto che toccare un pezzo di animale morto ammazzato.>>
    Liuk C.

  • << Mai più… nella carne vedo pezzi di animali morti e l’odore mi infastidisce più della visione.. è una strada di non ritorno >> Simona P.
  • <<  Non si può tornare indietro una volta spalancati completamente occhi e cuore..non si può tradirli una seconda volta. E in questo purifichiamo il corpo e l anima 🙂 poiché ogni volta che uccidiamo o facciamo del male al prossimo lo facciamo di riflesso a noi stessi >>
    Giorgia P.

  • << Mai. Vegana fino alla morte. >> Caterina L.

  • << Non tornerei mai indietro, ma se mai mi capitasse ( non si sa mai) non sarei così ipocrita da pagare qualcuno per uccidere al posto mio.>> Daiana C.

  • << Ma MAI!!! ma non è nemmeno ipotizzabile….nemmeno finissi in un’isola abitata solo da conigli >> Simona R.

  • << Assolutamente MAI. Perché quella non sarei IO… andrebbe contro un valore per me altissimo! E poi… non riuscirei nemmeno a portarla alla bocca, troppo disgusto… >>
    Iolanda O.

  • << Ho oramai sviluppato repulsione. Indietro non si torna.>> Emanuele F. C.

  • << MAI ! ho conosciuto una ragazza che era vegetariana ed è tornata a mangiare carne “ma” ama ugualmente gli animali.
    Incoerenza allo stato puro ! >> Rossella P.

  • << Mai mai e poi mai! Sono Vegan per etica. Lo ripeto sempre a mia figlia di 1 anno vegan dalla nascita. GLI ANIMALI SONO AMICI, NON CIBO!
    Io non tocchero mai più un pezzo di carne, chissà se riuscirò a trasmettere tutto ciò a mia figlia essendo circondata da onnivori che mi vedono come un alieno… E mi chiedono “ma non le darai neanche una fetta di prosciutto?” “Ma è solo una fetta di prosciutto!”. Solo? E’ la coscia di un animale.
    Poi te lo dice chi è più largo che lungo!!! A testimonianza di quanto fa bene mangiare così! Spero che al limite sia vegetariana.. Vedendo gli altri bimbi ho paura che ne venga influenzata >> Marzia T.

  • << Sono vegetariana da svariato tempo,e vegana da quasi un anno…pensare di tornare indietro,e mangiare cadaveri,mi fa venire la nausea.. Pensare che nel mio piatto ci potrebbe essere un pezzo di corpo di un altro essere vivente.. Mi fa venire i brividi..no grazie! Si vive anche, senza mangiare il prossimo! >> Rossana D. M.

  • << Non credo tornerò mai vegetariana ne tanto meno onnivora, mi sembra una cosa assurda! Da quando sono diventata vegana molte cose nella mia vita sono migliorate! Prima di tutto me stessa, da quando sono vegana mi sento felice e libera! Perchè l’idea di non nuocere a nessuno mi da tanta gioia e mi fa essere fiera di me stessa! Secondo il mio stile di vita h fatto avvicinare onnivori che ora sono vegetariani e terzo, non ho piú problemi al corpo, sono spariti tutti! Ed ogni giorno mi alzo pensando ” hey non faró del male a nessun animale innocente e cercherò di avvicinare qualcun altro al mio stile di vita” >> Sonia L.
  • << Io non potrei mai. Provengo da una famiglia in cui il rispetto per gli animali era uno stile di vita. Piano piano io mi sono avvicinata all’essere vegetariana anche per gli insegnamenti avuti da mio padre e mia madre. Uno dei tanti esempi: mio padre era un Primario cardiologo e un suo paziente, a cui aveva salvato la vita aveva un allevamento di boxer e gli disse che gliene avrebbe regalato uno, molto bello con tutte le caratteristiche per essere un campione. Quando mio padre andò all’allevamento per ritirare quello che sarebbe diventato il nostro Dudi vide 2 cuccioli messi in un recinto a parte. Gli chiese come mai e il tipo disse che sarebbero stati soppressi perché non avevano le caratteristiche fisiche per ottenere il pedigree. Mio padre non ci pensò un attimo e tornò a casa con Dudi, Benny e Brett. Direi che non potrei esplicare meglio il fatto che non potrei MAI tornare sui miei passi. >> Raffaella O.

  • << Sono vegana da 5 anni e da 5 anni mi sento una persona migliore, Mai e poi mai riuscirei a mangiare un pezzo di carne, Devo, però, ammettere che a volte ho peccato diventando vegetariana….al ristorante….magari davanti ad una porzione di torta di verdure che comprendeva negli ingredienti uova e formaggio. Ma mai a casa mia e mai carne. Non potrei mangiare una creatura uguale a me. >> Margherita P.

  • << Tenendo conto che per me non basta nemmeno essere vegetariani, direi che è impossibile non essere più vegana. La motivazione è che per me quello non è più cibo, non riesco più a guardare un pezzo di carne senza associarlo a un essere (non più) vivente. Non potrei più tornare onnivora perchè mi sento come svegliata da un lungo sonno, perchè ora mi sento coerente e in pace con me stessa. Da quando sono vegana guardo gli animali (tutti!) con occhi e sentimenti diversi, come se tra noi ci fosse complicità >> Serena S.
  • << Dico sempre che bisogna trovarsi in determinate situazioni x vedere cosa si farebbe, ma stavolta sono assolutamente certa di non averne bisogno… No, non potrei mai e poi mai nutrirmi di animali! In primis perché è uno sbaglio che ho fatto fino a quando avevo 20 anni e ancora me lo devo perdonare. Poi è una cosa che mi fa soffrire anche il vedere gli altri che li mangiano o li cucinano. E per ultimo, ma non come importanza, dopo tanto tempo, ho capito davvero che amare gli animali non riguarda solo occuparsi di cani e gatti, ma il cerchio è molto più vasto. Da quando sono diventata vegetariana mi sento più felice e soprattutto fiera di me, per non parlare poi da quando ho fatto ancora un altro passo e sono diventata vegana! Io non voglio offendere nessuno ma non capisco e non voglio nemmeno capire, chi da vegetariano, torna a mangiare animali…saró dura a comprendere ma la reputo una cosa assurda e non la accetto. Io amo gli animali, non posso cambiare il mondo, ma il minimo che posso fare è non nutrirmi di loro o recargli in alcun modo sofferenza.>> Milena S.

  • << Io penso che se uno fa un passo così importante come il veganismo vuol dire che qualcosa dentro si accende, si accende la compassione, l’empatia che purtroppo molti genitori (colpiti dagli usi e costumi del posto) non hanno e che quindi non hanno insegnato ai propri figli (il caso mio e di molti dei presenti di questa pagina). Le esperienze della vita che ho fatto fin’ora (20 anni) mi ha portato a considerare un cane allo stesso livello di un agnello. Ma non è stata un’autoconvinzione “dittatoriale” che mi sono imposto, semplicemente, come dicevo prima, un giorno ho visto negli occhi di un animale considerato “d’affezione”, gli stessi occhi di un animale considerato “da affettare”, che sia un agnello, un maiale, una mucca e quant’altro. Poi il resto viene da sé. Tornare indietro vuol dire dar ragione a tutti coloro che ci additano come modaioli.
    Chi torna indietro vuol dire che per un po’ ha seguito la moda fregandosene altamente degli animali. Non tornerò mai più indietro, ho imparato grazie a loro (gli animali) che se cerco una mano, spesso, non lo trovo alla fine di un braccio, ma lo trovo all’inizio di una cosa che scodinzola o in un musetto che sorride, qualunque sia la specie.>> Michele M.
  • << NO! Chi fa la scelta veg, come me( vegetariana) non può tornare indietro! Questa importante decisione va studiata bene, valutata e compresa. Allora, e solo allora, possiamo farci un esame di coscienza e chiederci: ” Ma vale la pena tutta questa sofferenza per una fetta di prosciutto?” Se la risposta è si, allora non so che dirvi. Siete senza anima,…indefinibili. Se la risposta è no, allora complimenti ! State iniziando ad abbracciare lo stile di vita stile di vita veg. Già, perché non si tratta solo di alimentazione, ma di un intera filosofia di vita. Personalmente a dieci anni che ho non tornerei mai indietro, so cosa comporta l’essere vegetariana, tutti mi dicono che non durerà , ma amo gli animali e ora finalmente mi sento coerente. VEG PER SEMPRE!!! >> Felice M.

  • << Non potrei tornare indietro, sono consapevole di cosa si nasconde dietro il mercato dei prodotti animali, è ingiusto, se ho smesso di mangiare carne l’ho fatto per loro, scoprendo poi di fare del bene anche a me.
    Se conosci le sofferenze a cui sono posti gli animali secondo me non puoi tornare indietro, se lo fai per loro.
    E se in un caso estremo dovesse succedere non sarò di nuovo così ipocrita da farlo fare ad altri. >> Chiara S.

  • << Io 15 fa ho avuto l’illuminazione. Per me è stato naturale non nutrirmi piu di cadaveri di povere creature innocenti. Non riuscirei a tornare indietro perché quando vedi certe cose hai le prove e acquisisci consapevolezza NON PUOI! >> Miriam F.
  • << Non tornerei mai a mangiare carne e derivati.! Ho scoperto che si può vivere senza uccidere nessuno quindi ben venga. Al lavoro purtroppo sto a contatto con mozzarella,salsiccia,prosciutti,tonno e quant altro e fi tutto questo vedo solamente vite.. escono piadine con salsiccia e broccoletti,tonno fesa di tacchino e fontina e ogni volta che le farcisco penso a loro,a come sono morti.. dei flash continui che mi fanno dire a testa alta “Sono contentissima di aver preso la decisione più bella della mia vita. Fiera di essere vengan!” E credo proprio che rimarrò cosi tutta la vita,sto meglio io,gli animali,il mondo.>> Valentina T.

  • << Semplicemente come non posso scordarmi di camminare non posso tornare mangiatore di carne, una volta appreso è impossibile smettere (situazioni apocalittiche a parte).
    Una cosa che credo succeda a molti è il fatto di sgarrare qualche volta, soprattutto i primi tempi e soprattutto i vegetariani. Ma la cosa è normale, non è semplice cambiare da un giorno all’altro nella confusione di questo mondo.>> Salvatore S.

  • << Fra poco sono 8 anni che non mangio carne e il solo pensiero di ricominciare a mangiarla mi fa sentire male.. Penso che se una persona intraprende questo stile di vita per delle ragioni personali molto forti come la sensibilità e l’amore per gli animali difficilmente torna indietro! Sul fatto che sia normale sgarrare non sono propriamente d’accordo.. Per carità ognuno è libero di fare quello che vuole e non ha firmato un contratto con nessuno.. Ma se decidi di non mangiare carne per amore degli animali non sgarri se lo fai per una questione di salute allora li posso capire.. Un po’ come chi si mangia la pizza durante la dieta >> Cinzia Z.

  • << Nemmeno per sogno. La scelta Veg è fatta con consapevolezza, con sentimento ed empatia verso i nostri fratelli. Non potrei mai tornare ad essere un cannibale perchè è così che mi riterrei! >> Alessio S.

  • << No, mai. Ma credo che dipenda molto da il grado di consapevolezza con cui si fa questa scelta. Se si fa in maniera superficiale o non ci si continua a documentare si rischia di dimenticarci i motivi per cui lo abbiamo fatto. La società non aiuta per niente perché ti ripropongono cadaveri davvero in ogni dove. Per questo pagine come questa sono fondamentali non solo per chi ancora non è vegano, ma anche per chi lo è. >> Moira V.

  • << Sempre dalla parte degli animali! Non si può tornare indietro, sarebbe come mangiare una parte di me! La crudeltà, la sofferenza e l’ ingiustizia non fanno parte del mio vocabolario. Se solo dovessi mettere in bocca un pezzo di carne, vomiterei anche l’ anima…>> Pina C.521
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