Archivi giornalieri: 15 agosto 2016

°° Boom di vegetariani: i colossi della carne si piegano al nuovo mercato °°

Cosa spingerà mai le aziende che da decenni e decenni guadagnano sulla vendita di prodotti derivati dall’organismo di animali a formulare alternative vegetariane??

L’Italia è sempre più veg. La popolazione vegetariana e vegana è in continua crescita. Stime indicano cifre come 8 milioni di individui, ma rimane difficile indicare davvero quante siano le persone che hanno abbandonato l’abitudine di mangiare resti animali.
Sta di fatto che ci siamo, siamo sempre di più e con la nostra presenza e con le nostre scelte il mercato sta cambiando.
Qualche giorno fa, in un supermercato Carrefour, ne ho avuto ulteriore conferma.

I Fratelli Beretta, che dal 1812 vendono alimenti a base di animali, hanno improvvisamente scoperto di avere un cuore verde.
Per questo hanno pensato di ideare e vendere burgers 100% vegetariani in più varianti.
Nelle foto vi mostro quella agli spinaci e quella ai peperoni, davvero simile agli hamburger di carne.

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Che dire poi di Wuber, colosso della vendita di wurstel fatti con il corpo dei suini?
Anche questa azienda ha introdotto una alternativa vegetale proponendo wurstel vegetariani che non contengono carne.

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La stessa idea è venuta anche a Citterio, altra azienda nota per affettati, che ha ideato dei wurstel agli spinaci.

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Foto trovata in rete

 

L’idea di  vendere anche alimenti del genere nasce da un lavoro non di poco conto: prima di intraprendere iniziative del genere penso che le aziende si siano almeno documentate su quanto la richiesta di alimenti veg sia aumentata per attivarsi sull’ideazione della ricetta, sulla realizzazione del prodotto e la sua messa in vendita.

Questo fa riflettere davvero molto.
Colossi della produzione di alimenti a base di carne che arrivano ad intraprendere queste scelte fanno pensare che sul serio le cose stiano cambiando, e anche tanto!

Io personalmente non acquisterò nessuno dei prodotti che vi ho mostrato in questo articolo. Sono intollerante alla crudeltà sugli animali e alle uccisioni ingiustificate, e purtroppo sia Citterio, sia Wuber che Fratelli Beretta continuano a mietere vittime.
Si parla di migliaia di esseri senzienti ogni anno i cui resti finiscono lavorati e impacchettati sugli scaffali.
Non li acquisterò mai perchè sarebbe come comprare le verdure dal macellaio.
Mi auguro però che col tempo tutte le aziende che adesso continuano a lucrare sulla morte degli animali possano convertirsi al 100%. Solo allora ne diventerò cliente.

Voi, ovviamente, siete liberi di scegliere di agire come me o al contrario ❤

 

 

°° I tatuaggi possono essere vegan? La risposta di un tatuatore °°

Non capita raramente di sentirsi dare degli incoerenti se si è vegani e tatuati da parte di persone che cercano il puntiglio pur di screditare l’etica altrui.
C’è chi ancora pensa che negli inchiostri ci siano ingredienti animali o che essi siano per forza testati su animali, anche se non gli importa molto delle altre specie.

Per chiarire la questione e mettere fine a questa infinita diatriba ho pensato di intervistare un tatuatore che di sicuro saprà esserci d’aiuto.

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Michele Paolillo Tattoer è un ragazzo vegano di 27 anni.
Ha intrapreso il percorso del rispetto per gli animali 3 anni fa, diventando infine vegan.

Per un anno e mezzo ho avuto alti e bassi, mi nascondevo dietro la scusa della “salute” poi quando ho capito realmente come stavano le cose e ho preso coscienza ho deciso di eliminare totalmente carne e pesce. A gennaio di quest’anno ho eliminato tutto, inclusi i derivati animali, perché mi so reso conto che essere vegetariano non era abbastanza ed è una scelta incoerente se lo fai per etica

Michele oltre alla passione per gli animali ha quella per i tatuaggi, tanto da aver fatto dell’arte del tatuare il suo mestiere.

  • Quando è nata la tua passione per i tatuaggi? 

    <<Eh… questa è una passione che mi porto dietro sin da piccolo, da quando mio padre è tornato a casa con il suo primo tatuaggio. Ne sono subito rimasto affascinato.
    Avevo all’incirca 9 anni, adesso ne ho 27. Fate un po’ il conto… 😊😊😊 >>

  • Si dice spesso che i tatuatori in fase di apprendimento provino a tatuare sulla pelle dei maiali. In parte è vero, in parte no. Tu come hai fatto pratica? 

    <<Purtroppo accade ma non sempre. Adesso esiste la pelle sintetica che è molto più comoda, non sporca e non puzza! Quando ho iniziato a tatuare non avevo ancora abbracciato lo stile di vita vegan ( solo adesso me ne pento tantissimo) e quindi le prime prove le ho fatte sulla cotenna dei maiali. Ho davvero i sensi di colpa. Non nascondo che mi faceva molto schifo la cosa. Poi diventando vegan ho iniziato ad utilizzare la pelle sintetica ed ho proseguito con quella.>>michele paolillo 1

  • Spesso chi è vegan e ha tatuaggi viene definito incoerente. Negli inchiostri ci sono ingredienti animali? 

    <<Chi dice ciò, purtroppo non sa di cosa parla ed è ,ahimè, un ignorante.
    C’è chi parla tanto per buttare fuori aria. Oggigiorno sempre più brands utilizzano ingredienti di origine vegetale!
    Io dico sempre che in un’epoca come questa, l’ignoranza è una scelta.
    Non ci vuole niente a fare delle ricerche per informarsi meglio
    e tutti le possono fare!>>

    michele paolillo4

  • Quali inchiostri usi? Puoi mostrarci l’etichetta? 

    <<Io uso gli inchiostri neri “Panthera Ink“, quelli a colori “Eternal” ed “Intenze“. Per quando riguarda le etichette, non ho capito perché, non mostrano nessuna dicitura Vegan. Ho eseguito delle ricerche e sui loro siti ufficiali invece dichiarano che tutti i colori sono vegan-friendly, tranne il marchio “Panthera ink” che ha il sito in costruzione. Proprio per questo motivo ho inviato una mail per chiarire questo dubbio e mi hanno garantito che gli ingredienti sono 100% vegetali.
    Dietro al contenitore c’è la dicitura “non testato sugli animali”.
    Oltre ai colori consiglio ai lettori di stare attenti alla crema che si usa durante l’esecuzione del tatuaggio. Solitamente si usa vaselina ma oggi ci sono prodotti vegan come “Hustle Butter Deluxe“.
    Bisogna stare attenti anche alla crema per trasferire lo stencil: io uso “Stencil Stuff” e sul contenitore c’è la dicitura vegan-friendly.>>

Insomma, si può tranquillamente decidere di decorare per sempre la propria pelle senza arrecare sofferenza agli animali.
L’importante è controllare sempre le etichette dei prodotti e soprattutto affidarsi a professionisti etici del tatuaggio.

Ringrazio Michele Paolillo Tattooer per la disponibilità concessa e vi invito a visitare la sua pagina ufficiale cliccando QUI . 🙂

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