Archivio mensile:ottobre 2016

°° Supermercati Esselunga: il latte in vendita vegetale supera quello animale °°

Qualche anno fa ero di passaggio a Lucca. Entrando nella filiale Esselunga del posto nacque una delle mie Guide agli Acquisti Vegan, articoli con foto ideati per essere d’utilità a chi fa spesa etica.
Questa catena di supermercati già all’epoca si contraddistingueva per l’enorme quantità di alimenti vegetariani e vegani proposta.
Ieri, tornando dopo molto tempo nella stessa filiale, ho avuto modo di constatare una bella realtà: i prodotti veg che c’erano quando scattai le foto tra gli scaffali non solo ci sono sempre, ma addirittura sono raddoppiati!

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Banco frigo: burgers, affettati, formaggi, tofu e seitan.

 

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Banco frigo: le opzioni vegetali dello yogurt sono sempre più numerose!

 

Altro dettaglio importantissimo è l’evoluzione dei marchi che da decenni offrivano solo opzioni onnivore.
Pedon, Biffi e tante altre aziende note hanno ampliato la gamma dei loro prodotti aggiungendo varianti vegane 100% vegetali.

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Ricollegandomi al titolo di questo articolo, è stato arrivando nel reparto dedicato al latte che mi sono veramente stupita.
Scaffali interi carichi di confezioni da un litro o mezzo litro, di decine di marchi diversi. Credevo fossero di latte animale e invece erano bevande vegetali!
Latte di soia, di riso, di mandorla, di nocciola, avena, orzo.. alla vaniglia, al cioccolato, al cocco..
Le opzioni vegetali, seppur di poco, SUPERAVANO QUELLE DI DERIVAZIONE ANIMALE.

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Già ero a conoscenza dell’aumento di vendita del latte vegetale (circa +24%) e del crollo delle vendite del latte vaccino (-17% circa, fonte EssereAnimali).
Trovarsi davanti a questo scaffale ne è stata la conferma visiva.

Adesso che il latte vegetale ha conquistato terreno, adesso che il consumo di bevande etiche e salutari sta diventando largamente diffuso, è arrivato il momento di pretendere che l’iva del 22% attualmente imposta scenda al 4% come quella del latte di mucca. Non è possibile che questi drink abbiano la stessa iva di beni di lusso quali Ferrari e Rolex.

Ad avviare una petizione ad hoc ci ha già pensato il vegan attivista Lorenzo Lombardi.
Sono già state raccolte decine di migliaia di firme.
Se non avete ancora firmato, potete farlo cliccando QUI.

Per concludere, sono davvero felice che le cose stiano cambiando.
In un solo decennio ci sono stati dei progressi enormi.
La strada da fare è ancora tanta ma sono sicura che riusciremo a far comprendere a chi ancora ne è ignaro che si può (e si deve) vivere senza sfruttare gli animali.

– Carmen.

 

°° E’ di Madrid la Vetrina con Animali Uccisi che da anni fa indignare il Web °°

Proprio in questi giorni ho avuto modo di rivedere, dopo tanto tempo, una foto che da anni fa il giro del web per l’indignazione che genera la crudeltà in essa contenuta.

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Si tratta di una vetrina, presumibilmente di una macelleria, con esposti su un ripiano di marmo una scrofa di giovane età con 4 maialini da latte: tutti uccisi, morti e disposti in modo da rappresentare la scena di un momento dolce e materno come quello dell’allattamento.

Intorno ai resti integri dei poveri protagonisti, altri animali sezionati.

In molti si sono chiesti dove fosse mai stata scattata la foto e di quale negozio si trattasse. Dopo un’ora di analisi dell’immagine e ricerche in rete posso finalmente darmi e darvi la risposta.

La foto raffigurante questa realtà cruda e violenta è stata scattata in Spagna, esattamente nella città di Madrid.
La Spagna è molto nota in Europa, purtroppo, per la scarsità di rispetto nei confronti degli animali e non solo per le corride. In più luoghi di questo Stato il maialino da latte è un “alimento” tipico, come lo è anche in Italia in paesi ancora eticamente arretrati.

Lo scatto è stato fatto molto probabilmente durante le feste natalizie. Lo indica il cartello “Felices Fiestas” scritto a mano poco più in alto dei maiali.

Individuare il luogo esatto dove è stata fatta la foto è stato possibile modificandola e zoomando sui dettagli delle insegne il cui riflesso è visibile dalla vetrina stessa.

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Clinica Dental Alcalà” sulla destra e “Foto Express” sulla sinistra ed eccoci che ci ritroviamo sulla trafficata Calle de Alcalà a Madrid.

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Se ci si volta per vedere dalla parte opposta della strada possiamo intravedere un negozio chiuso, forse proprio quello della macelleria che ha realizzato questa macabra composizione.

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Lo scatto è stato fatto sicuramente anni fa.
Google Maps e in particolar modo Street View sono aggiornati all’anno 2016.
E’ molto probabile che la “carniceria” dove sono stati esposti questi poveri animali abbia chiuso i battenti, a differenza dei negozi adiacenti che invece continuano ad esistere.

°° UniCoop Firenze e il vergognoso stereotipo delle “Mucche munte per non soffrire” °°

Stasera sfogliando il decimo numero dell’Informatore (mensile di attualità su consumi, cultura, territorio e tempo libero dedicato ai soci di Unicoop Firenze) ho avuto modo di leggere una delle lettere pubblicate nell’apposita rubrica.
Lettera che, scusate il gioco di parole, mi ha letteralmente fatto inturgidire i villi intestinali per il suo contenuto.

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Un socio (Alessio Latini di Castelfiorentino – FI), come potete vedere attraverso le foto pubblicate, ha pensato bene di scrivere alla catena di supermercati Coop per fargli una sorta di predica circa la decisione aziendale di acquistare latte a lunga conservazione da stalle non italiane. L’azienda ha poi risposto che essendoci adesso un calo di richiesta di latte di mucca in Italia provvederanno a ritornare ad acquistare quello prodotto nel nostro Stato.

Ma cosa leggono i miei poveri occhi aperti da 14 anni sulla sofferenza animale?

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Cosa, cosa, cooosa?
I “nostri” allevatori continuano a mungere latte per NON FAR SOFFRIRE LE MUCCHE?
Ma di cosa cazzo stiamo parlando?

Punto primo: è uno schifo che Coop abbia pubblicato una lettera con un contenuto così ignorante e specista senza nemmeno spendere due parole su questo falso mito.
Punto secondo: caro Alessio Latini, posso dirtele due parole?

Sì, te le dico.

 

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Gli allevatori non sono né eroi né benefattori.
Sono esseri umani che vedono negli animali organismi dai quali TRARRE PROFITTO ECONOMICO. Non so quale visione tu abbia circa questa categoria di persone carenti d’etica, ma ti assicuro che l’allevatore non munge la mucca per evitare di farla soffrire.
L’allevatore la munge perchè con il latte che le ruba ci fa bei soldini.
Grazie allo Stato che regala sgravi fiscali e aiuti econimici, grazie a Enel (per esempio) che elargisce sconti sulle bollette.

Se davvero l’allevatore volesse bene a questi esseri viventi non li sfrutterebbe, e invece lo fa perchè non vuole assolutamente bene ai suoi SCHIAVI!
Se ogni mucca allevata arriva a soffrire è perchè le sue ghiandole mammarie non possono dare alimento al proprio figlio.
E sai perchè?
Perchè una volta fatto nascere, il vitellino viene allontanato dalla madre.
Il latte che gli spetterebbe per natura il cucciolo non lo vedrà mai.
E sai perchè?
Perchè verrà prosciugato dalle mammelle di sua madre ogni giorno per finire pastorizzato, impacchettato e messo su scaffale affinché gli umani già allattati e svezzati (magari anche vecchi, canuti e malvissuti) possano acquistarlo e berlo, e tutto questo senza averne il minimo bisogno!

Capito caro mio Alessio Latini?
Hai il coraggio di lamentarti pubblicamente su un mensile perché secondo te gli schiavisti italiani meritano di essere supportati al posto di quelli svizzeri e nemmeno ti interessa dei veri lamenti di chi è vittima della tua indifferenza e dell’egoismo collettivo umano.

Ma come fate a non provare vergogna?
Come si può accettare che delle femmine di specie diversa vengano ingravidate a mano da chi le priva di ogni libertà per pretendere di bere il loro latte?
Come osate permettervi di vedere nelle altre specie dei corpi da abusare e dai quali trarre profitto o materie per soddisfare i vostri VIZI ANTROPOCENTRICI?

Ogni mammifero ha il proprio latte.
Ogni femmina deve allattare il proprio figlio.
Tua madre non è una vacca. Tua madre è un essere umano che ti ha allattato, e se ha smesso di farlo è perchè IL TUO ORGANISMO E’ IN GRADO DI ASSIMILARE NUTRIMENTO DA ALTRI CIBI.

Per arrivare a scrivere una lettera vuol dire che nessuno, da piccolo, ti ha strappato dalle braccia di tua madre per venderti al mattatoio e per usare lei come macchina da produzione di latte.
Perchè, se gli animali non ti hanno riservato questo trattamento, tu fai in modo che essi vivano queste imposizioni mortali?

Perchè si è sempre fatto?
Perchè la nostra specie è superiore alle altre?
Perchè il latte fa bene?

Solo perchè un gesto è da sempre stato messo in atto non significa che sia corretto.
La nostra specie non è superiore alle altre in niente, se non nella crudeltà.
Il latte fa bene, sì, ma solo quello della nostra rispettiva madre e fino al momento in cui non veniamo svezzati.

Ho scritto tutto questo a te con la speranza che possa essere in qualche modo una risposta ad un quesito che non ti sei ancora mai chiesto.
Ho scritto a te ma queste parole valgono per tutti coloro che ancora vivono in uno stato di parassitismo nei confronti delle altre forme di vita animali che vorrebbero vivere su questo pianeta.

Lasciate in pace gli animali.
Lasciateli liberi di esistere.
GRAZIE!


 

Approfondimenti sul latte:

Separazione di una madre dal suo piccolo – Le mostruosità dell’industria del latte

Orfani del latte – Il settore lattiero-caseario

Mucche prese a calci, accoltellate e trascinate presso il produttore DiGiorno

Rai3 – La verità sul latte

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