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°°Aumentano le Vendite delle Bevande Vegetali: il business del Latte perde Miliardi°°

Le alternative vegetali al latte stanno riscuotendo enorme successo in tutto il mondo, lo riporta la rivista Forbes in un articolo pubblicato lo scorso 19 Agosto 2019.

In Inghilterra il 25% della popolazione durante gli acquisti mette nel carrello bevande vegetali. Scelta principalmente messa in atto da giovani dai 16 ai 24 anni.

E mentre le vendite delle alternative vegetali aumentano ovunque (tanto da spingere aziende storiche a rimboccarsi le maniche adattandosi alle richieste), l’industria lattiero-casearia subisce gravi colpi: si parla di una perdita di un miliardo di dollari nel solo anno 2017.

È un dato statistico: ogni nuova generazione beve meno latte di quella precedente.

Il motivo? Un cambio netto delle preferenze dei consumatori. Un numero crescente di persone preferisce il sapore del latte vegetale a quello di derivazione animale. Ma non solo. Anche etica e nutrizione giocano un ruolo importante.

Recenti studi hanno infatti dimostrato come il latte possa indebolire le ossa anziché fortificarle come tanto proclamato per decenni da pubblicità e medici.

In Italia, ricordiamolo, la campagna “più latte fresco” promossa dal Ministero delle Politiche Agricole è stata segnalata dalla LAV e fatta ritirare dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria poiché “il latte non è indispensabile per la salute umana”, come invece proclamava il messaggio diffuso dai testimonial Cracco, Calabrese, Parodi & co.

L’Harvard University T. Chan School of Public Health ha reso noto che il latte può causare cancro alle ovaie e alla prostata. L’alto contenuto di grassi saturi può aumentare il livello di colesterolo cattivo (LDL) portando le persone al rischio di ammalarsi.

Oltre per motivi di salute, in moltissimi scelgono le bevande vegetali poiché prive di lattosio e contenenti meno calorie.

E questo è un bene per i tanti, troppi animali allevati e ridotti a macchinari viventi di produzione latte. Creature private della libertà di esistere autonomamente e sfruttate fino alla morte in mattatoio.

Il latte vaccino? Fa benissimo al nostro organismo, ma solo se siamo vitelli.

Carmen Luciano

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°° Supermercati Esselunga: il latte in vendita vegetale supera quello animale °°

Qualche anno fa ero di passaggio a Lucca. Entrando nella filiale Esselunga del posto nacque una delle mie Guide agli Acquisti Vegan, articoli con foto ideati per essere d’utilità a chi fa spesa etica.
Questa catena di supermercati già all’epoca si contraddistingueva per l’enorme quantità di alimenti vegetariani e vegani proposta.
Ieri, tornando dopo molto tempo nella stessa filiale, ho avuto modo di constatare una bella realtà: i prodotti veg che c’erano quando scattai le foto tra gli scaffali non solo ci sono sempre, ma addirittura sono raddoppiati!

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Banco frigo: burgers, affettati, formaggi, tofu e seitan.

 

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Banco frigo: le opzioni vegetali dello yogurt sono sempre più numerose!

 

Altro dettaglio importantissimo è l’evoluzione dei marchi che da decenni offrivano solo opzioni onnivore.
Pedon, Biffi e tante altre aziende note hanno ampliato la gamma dei loro prodotti aggiungendo varianti vegane 100% vegetali.

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Ricollegandomi al titolo di questo articolo, è stato arrivando nel reparto dedicato al latte che mi sono veramente stupita.
Scaffali interi carichi di confezioni da un litro o mezzo litro, di decine di marchi diversi. Credevo fossero di latte animale e invece erano bevande vegetali!
Latte di soia, di riso, di mandorla, di nocciola, avena, orzo.. alla vaniglia, al cioccolato, al cocco..
Le opzioni vegetali, seppur di poco, SUPERAVANO QUELLE DI DERIVAZIONE ANIMALE.

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Già ero a conoscenza dell’aumento di vendita del latte vegetale (circa +24%) e del crollo delle vendite del latte vaccino (-17% circa, fonte EssereAnimali).
Trovarsi davanti a questo scaffale ne è stata la conferma visiva.

Adesso che il latte vegetale ha conquistato terreno, adesso che il consumo di bevande etiche e salutari sta diventando largamente diffuso, è arrivato il momento di pretendere che l’iva del 22% attualmente imposta scenda al 4% come quella del latte di mucca. Non è possibile che questi drink abbiano la stessa iva di beni di lusso quali Ferrari e Rolex.

Ad avviare una petizione ad hoc ci ha già pensato il vegan attivista Lorenzo Lombardi.
Sono già state raccolte decine di migliaia di firme.
Se non avete ancora firmato, potete farlo cliccando QUI.

Per concludere, sono davvero felice che le cose stiano cambiando.
In un solo decennio ci sono stati dei progressi enormi.
La strada da fare è ancora tanta ma sono sicura che riusciremo a far comprendere a chi ancora ne è ignaro che si può (e si deve) vivere senza sfruttare gli animali.

– Carmen.

 

°° Iniziativa #èloradellattevegetale °°

Da quanto si è potuto apprendere dai principali media e dai quotidiani cartacei e online, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in collaborazione con Mipaaf, ha dato il via alla campagna di sensibilizzazione a favore del consumo di latte fresco .
Tale iniziativa è stata dunque presa per rilanciare i consumi di questo alimento che secondo il Ministro Maurizio Martina starebbe alla base della nostra alimentazione.
In un periodo di crisi come questa, le persone possono concretamente “sostenere gli allevatori”, pertanto via con i bombardamenti pubblicitari su tutto il territorio nazionale.

Per invogliare i consumatori hanno accettato di diventare testimonial della campagna quattro personaggi: lo chef che sponsorizza le patatine in busta Carlo Cracco, il nutrizionista (?) Giorgio Calabrese, il quasi dimenticato attore Demetrio Albertini e la giornalista Cristina Parodi.

Nella campagna pubblicitaria i fantastici quattro posano vestiti di bianco tenendo un bicchiere di latte in mano, mentre sulla faccia hanno stampato un bel sorriso naturale quanto la suola sintetica dei miei stivali in similpelle.

La campagna di per sé e la natura dell’iniziativa, atta a stare dalla parte di chi schiavizza e  non di chi viene schiavizzato, ha da subito generato disprezzo e sdegno in coloro che hanno a cuore la libertà di ciascun individuo sulla terra.

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immagine trovata sul web che meritava di essere presente in questo articolo

Ovviamente mi aggrego a chi si è sentito urtato da questa sponsorizzazione.
Che dire?
CHE SCHIFO!
Passi Carlo Cracco che col suo mestiere già vede negli animali “solo” degli ingredienti da cucinare, passi Giorgio Calabrese che poraccio qualcosa ogni tanto deve dire, ma Cristina Parodi?
Dico, Cristina Parodi?
Da femmina qual è non dovrebbe sapere che nessuna femmina ha il latte al seno fino a quando non è gravida?
Ma come può una donna che non saprà mai cosa vuol dire vivere in schiavitù appoggiare lo sfruttamento di esseri senzienti ingravidati artificialmente e costretti a partorire per diventare macchine viventi di produzione del latte?
Ma una dignità Cristina Parodi ce l’ha?
Mi piacerebbe tanto saperlo.

In attesa di una risposta ho dato il via ad una contro-campagna di sensibilizzazione nei confronti degli animali vittime del business del latte.
Un’iniziativa che ho voluto chiamare #èloradellattevegetale per ricordare al ministro Maurizio Martina che il tempo della schiavitù animale sta finendo.
E’ il momento di smettere di vivere da perfetti parassiti nei confonti delle altre specie che vivono con noi su questo pianeta.
E’ giunta l’ora di iniziare a capire che gli animali non sono oggetti e che noi non siamo padroni di niente e di nessuno!

Per le nostre colazioncine mattutine e per le nostre pause merenda nessun vitellino o altro cucciolo di  mammifero deve esser gettato via come un rifiuto perchè degli umani capricciosi vogliono bere il latte di sua madre.
I vegetali ci permettono di creare fantastiche bevande ricche di elementi nutrizionali importanti e dal sapore delizioso.
Vi mostriamo quanti e quali sono nei nostri selfie scattati per schierarci contro lo sfruttamento animale e a favore dell’alimentazione non crudele!

Se anche per voi la vita di un essere senziente vale molto di più di un bicchiere di latte a colazione, unitevi all’iniziativa #èoradellattevegetale .
Basta una foto che vi ritragga insieme alla vostra bevanda vegetale preferita 🙂
Potete inviare i vostri scatti all’indirizzo mail info@carmenluciano.com .
Pubblicateli anche sulle vostre bacheche con lo stesso hashtag e seguite l’evento su facebook cliccando qui.
Le foto ricevute verranno pubblicate nell’ album dedicato.

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°° [Benessere] Dolori durante il Ciclo Spariti Grazie all’Alimentazione Vegan °°

L’alimentazione vegan porta davvero tanti benefici.
Diffidate assolutamente da chi afferma il contrario e dice che ci ha rinunciato perchè “ci si sente male, si hanno carenze e si sopravvive a stento, si diventa verdi (!!) ” perchè probabilmente più che alimentazione vegan ne aveva solo una pessima.

Io, come ho sempre fatto fino ad ora, vi racconterò della mia esperienza perchè credo non ci sia niente di meglio del provare in prima persona per poi poter esprimere un giudizio.

Basare la mia dieta esclusivamente su alimenti di tipo vegetale ( ortaggi, frutta, verdura, legumi, cereali, semi ) è stata la scelta migliore intrapresa nella mia vita.
Inizialmente sono passata dall’alimentazione classica a quella vegetariana ( settembre 2002, 12 anni di età ).
La mia è stata una scelta puramente dettata dall’etica senza alcun fine salutistico, anzi.. tutti mi dicevano che sarebbe stato controproducente, ma io sono andata avanti per la mia strada!
Mai avrei immaginato che un giorno si sarebbe rivelata una soluzione per alcuni problemi… tipo i dolori del ciclo! Esatto.
C’è chi ha perso peso, chi è guarito dall’acne, chi ha smesso di soffrire di altri disturbi e poi c’è chi ha smesso di avere il ciclo doloroso.

Come tutte le persone vegetariane mangiavo formaggi (pochi) e bevevo il latte.
Quest’ultimo, non avendolo mai sopportato sin dalla nascita, lo utilizzavo strettamente unito al muesli al mattino,
ignara del fatto che
1) non faceva bene al mio organismo
2) consumandolo condannavo a morte lo stesso gli animali.

Quando ho realizzato che le mucche non facevano il latte spontaneamente e senza sosta ( nessun mammifero ha le ghiandole mammarie funzionanti senza “motivo”, ovvero senza un figlio da allattare! ) e che quindi bevendolo non facevo assolutamente loro un favore risparmiandogli di esplodere,
erano già passati svariati anni. Troppi.
9 anni trascorsi con la convinzione di esistere al mondo senza ledere gli altri e invece li stavo ledendo eccome.

Il “grande passo” è arrivato nel dicembre 2011,
anche grazie all’esempio di amici vegani conosciuti su facebook ( cito volentieri e ringrazio Davide Maccagnan, dal momento che sul veganismo è stato proprio lui a darmi l’input ).
Inizialmente credevo che senza latte e uova la mia alimentazione si sarebbe ridotta tantissimo dovendo escludere tanti piatti, e invece mi sbagliavo.
Col tempo ho compreso che era tutto realizzabile in chiave vegan e che paradossalmente avevo molte più opzioni di quante non ne avessi da vegetariana!
Cosa poi ancora più importante, non mangiando più formaggi né bevendo il latte vaccino ( sostituito da quello di soia/riso ) stava accadendo in me qualcosa di incredibile che non avrei mai creduto possibile.

E’ stato solo dopo 4 o 5 mesi passati da vegana che una mattina mi sono accorta di non avere più dolori durante il ciclo.
Mi sono chiesta come potesse esser vero dal momento che per anni ( dal 2003 ) avevo vissuto ogni mese almeno due giorni piegata in due dal dolore, col mal di pancia, il mal di schiena, mal di denti, impossibilitata quasi a muovermi senza almeno una bustina di antidolorifico.
Me le ricordo ancora le mattinate a scuola sia alle medie che alle superiori quando il tempo non passava più e io non riuscivo nemmeno a trovare sollievo stando seduta al banco.
L’unico modo, sul serio, era bombardarmi di antidolorifici e stare a pancia in giù sul letto.
Ma questo non sempre era possibile, pertanto di giornate infinite e dolorose ne ho collezionate centinaia.

Svegliarmi quella mattina e realizzare che avevo il ciclo senza aver patito a partire da una settimana prima mi ha lasciata davvero senza parole.
Ricordo di aver aggiornato sulle ultime novità una mia amica vegan fruttariana su facebook che già mi aveva accennato la cosa, ma anche io non avevo preso abbastanza sul serio.

<< Te lo avevo detto, Carmen. Questo è uno dei tanti benefici comuni alle donne che diventano vegan >>.
Così è stato, e così è.

Da quel giorno sono passati quasi 5 anni,
e io vi posso garantire avendolo provato sulla mia pelle ( anzi, sulle mie ovaie ghghgh 😀 ) che non ho più avuto bisogno di una bustina di antidolorifico ( tra l’altro sperimentato su animali! ) e non ho più vissuto quelle ore infernali che solo chi ha il ciclo doloroso può sapere.
A differenza di quanto qualcuno ancora crede erroneamente, il consumo di latte di soia mi ha permesso di avere il ciclo regolare senza interferire o alterare in alcun modo la mia persona. I fitoestrogeni possono aiutare tanto.

Mi sento quindi di consigliare a chi ancora vive giorni, settimane di dolori intensi di provare a smettere di consumare alimenti di origine animale quali il latte e i suoi derivati. Magari anche voi al momento prendete antidolorifici su antidolorifici, o peggio ancora assumete la pillola credendo che i dolori diminuiscano e che il ciclo ( fasullo ) si regolarizzi.
Il mio consiglio è quello di seguire la vostra vera natura di non consumatrici di latte di altre specie animali perchè sono convinta che noterete gli effetti positivi anche voi!

Rimango in attesa di conferme o smentite 🙂

Carmen.


Presenza, autostima, sicurezza: usa il linguaggio del corpo per affrontare le sfide più difficili seguendo i consigli di Amy Cuddy, ricercatrice ed insegnante ad Harvard, racchiusi nel suo nuovo libro Il Potere Emotivo dei Gesti ( 293 pagine, Sperling & Kupfer ) 🙂 .

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