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Archivi giornalieri: 14 ottobre 2019

°°Amadori e gli Hamburgers quasi Vegani°°

Mentre facevo un giro in un supermercato Carrefour alla ricerca di alimenti vegani già pronti, l’attenzione mi è caduta su una confezione atipica che spiccava tra le altre contenenti carne.
Packaging verde scuro, carote, insalata, quinoa raffigurate sulla superficie.
Ma poi il marchio: AMADORI.

Per un istante mi si è azzerato il livello di B12 dall’incredulità


Per tutti i panetti di tofu insapore, Amadori ha fatto i burgers vegetali?!” mi sono chiesta mentre aprivo lo sportello del banco frigo e avvicinavo la confezione ai miei occhi.
Lo stupore è durato poco: in mezzo agli ortaggi e a tutto quel fogliame da far invidia ad Adamo ed Eva in cerca di vegetazione per coprirsi ho intravisto un piccolissimo simbolo raffigurante un pollo.

<<Fonte di Fibre>>
<<63% di ingredienti vegetali>>

Ma arriviamo al dunque.

E’ interessante notare come un’azienda storica come quella Amadori, che da anni smonta animali, abbia deciso di proporre ai clienti un alimento che per oltre la metà è vegetale.
E’ molto interessante constatare la volontà di tale marchio di proporre qualcosa di nuovo senza stravolgere il consueto impegno nel massacrare galline. A differenza sua invece altre aziende hanno puntato su alimenti vegetariani o 100% vegetali (come Findus, Fratelli Beretta ecc).
E’ interessantissimo che la scelta dei colori e delle immagini per presentare il prodotto sia ricaduta su verdure verdi e carote arancioni.
Non una traccia di rosso, rosso come il sangue che fuoriesce ai corpi degli sventurati protagonisti di tali hamburgers.
Forse non c’era spazio

Ma non erano i prodotti vegani, alternative alla carne, ad avere confezioni e rappresentazioni così simili ai rivali “classici” da poter generare confusione nei clienti? 😉

Chissà cosa ne pensa Matteo Lenardon (autore dell’articolo “perché non c’è niente di etico nella vita di un vegano” pubblicato su The Vision nel 2017) nello scoprire che la tanto demonizzata quinoa non la usano solo quei cattivoni dei vegani.

E chissà cosa ne pensano gli animali costretti a morire per diventare parte integrante di un alimento che potrebbe avere altre fonti proteiche.
Animali mercificati, ridotti a mera materia organica inanimata da un business che non risparmia nessuno, che non chiude mai un occhio sulla sofferenza altrui nonostante un numero spropositato di animali chiuda gli occhi per sempre.


Carmen

Dettaglio di una confezione di carne di pollo, marchio generico.

Possiamo Salvare il Mondo, Prima di Cena
Perché il clima siamo noi

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°°Top in Pelle di Agnello: La Risposta di Intimissimi°°

Siete stati in tanti ad aderire all’invio di messaggi di sensibilizzazione al brand Intimissimi a seguito della decisione di produrre e vendere abbigliamento realizzato con materiali di derivazione animale, in questo caso pelle di agnello.

Il marchio ha risposto al mio messaggio con il testo che segue, che pubblico a titolo informativo.

Cortese Carmen,

grazie per averci contattato.

Siamo dispiaciuti per questa sua esperienza negativa.

Le confermiamo che tutte le segnalazioni che riceviamo sono fondamentali al fine di migliorare sempre l’esperienza di acquisto dei nostri clienti.

Capendo il suo disappunto confidiamo che questo episodio non comprometta la sua fiducia in modo definitivo nei confronti del nostro Brand.

Anticipatamente grazie per la comprensione,
cordiali saluti,
 
Vincenzo – Intimissimi Customer Care Team

Prima di esprimere il mio parere in merito, tengo a dire che alcuni di voi hanno invece ricevuto messaggi da parte di Intimissimi dove l’azienda informerebbe di utilizzare solo pelle di quegli animali che vengono usati per fini alimentari. Una pelle “scarto”, tanto per intenderci.

“Gentile Paola,

abbiamo letto con attenzione il Suo messaggio e ci teniamo a rassicurarLa segnalandoLe che il Gruppo Calzedonia, per la realizzazione dei propri capi in pelle, sceglie esclusivamente materiali provenienti da allevamenti finalizzati unicamente alla vendita della carne per uso alimentare.
Ciò premesso, nella consapevolezza che tale argomentazione può non essere condivisa, è per noi importante sentire la voce dei nostri Clienti per permetterci nuove riflessioni su questi rilevanti temi, anche al fine di poterla prendere seriamente in considerazione nelle nostre future valutazioni e scelte aziendali.
Grazie per aver condiviso con noi il Suo pensiero”

Dominik – Intimissimi Customer Care Team



The same old story.
Quante volte ce lo siamo sentiti dire.

Trovo davvero assurdo che in un momento storico come questo un’azienda così importante vada nella strada opposta a quella della sensibilità collettiva verso la vita degli animali. Pelle scarto? Nessuna vita merita di essere violentemente uccisa per cedere il proprio essere fisico. Nessuna.
Del corpo degli altri non dovrebbe “avanzare” niente, perché la sua funzione naturale è quella di rimanere addosso al legittimo proprietario.

E’ allucinante.

La domanda di proposte realizzate con materiali ecologici, a basso impatto ambientale e soprattutto non di derivazione animale è in costante aumento, e così di conseguenza l’offerta.
Quale passaggio ha perso Intimissimi?

Personalmente mi sento di dire al signor Vincenzo (e rivolgendomi a lui, anche a tutto il brand) che spero vivamente sia solo un episodio raro e triste questo al quale stiamo assistendo.

Se Intimissimi decidesse di realizzare altri capi d’abbigliamento di questa fattura, degni di donne nostalgiche dei bei momenti di vita passati nella valle di Neander, senza alcun dubbio non comprerei mai più altro nei loro negozi.

Come sempre, a ciascuno di voi la libertà di scelta.


Carmen.

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