°° E’ Giusto Smettere di Essere Vegan per Amore se il Partner è Onnivoro ?
Pubblicato da Carmen Luciano
Nella società odierna ci sono tantissime belle personalità vegan che hanno avuto la fortuna ( o è destino? 😉 ) di incontrare un partner con gli stessi ideali formando insieme una coppia unita sia dall’amore reciproco che da quello per gli animali.
Molte di queste coppie sono un esempio positivo per tutti, dal momento che si ergono su solide componenti fondamentali quali sono il rispetto, la fiducia, l’empatia e la libertà.
Purtroppo però , cosa dovuta al fatto che i vegani sono in numero minore rispetto a chi non lo è, non tutti riescono a trovare facilmente un compagno o una compagna che abbia lo stesso modo di vedere il mondo e lo stesso modo etico di trattare i suoi abitanti.
Non è un evento raro infatti imbattersi in coppie dove solo uno dei due è vegan mentre l’altro/a segue tutt’altro stile alimentare.
C’è chi dice di trovarsi bene lo stesso e che l’importante è il rispetto reciproco. C’è chi dice che l’amore vince su tutto.
Nel migliore dei casi l’amore per gli animali di uno riesce a smuovere l’altro dandogli il giusto input
necessario al cambiamento.
Capita frequentemente l’abbandono graduale dell’alimentazione onnivora stando a contatto appunto con chi non mangia carne, pesce e derivati animali.
Solitamente sono più le donne a far “convertire” gli uomini, che non viceversa.
Nel peggiore dei casi però capita anche che l’elemento vegan della coppia inizi a vacillare a causa delle troppe differenze personali e delle tensioni che possono andare a crearsi sopratutto a tavola.
E qui purtroppo sono ancora le donne ad avere il primato.
Addirittura, c’è chi per “amore” mette da parte gli ideali in cui ha creduto per anni per tornare su un cammino lasciato tempo a dietro: quello dello scarso rispetto per gli animali.
Ma è giusto smettere di essere vegan in nome dei sentimenti che proviamo, se il nostro partner è onnivoro?

La risposta è.. NO.
No che non è giusto.
Se l’assenza di volontà di andare avanti su questo cammino nasce da dubbi personali o dalla poca convinzione che si ha,
è un conto.
Resta una cosa spiacevole e triste ( e per me incomprensibile ), ma può accadere.
Porre invece fine ad una decisione presa autonomamente che portava benefici agli animali e al nostro organismo solo per sentirsi più vicini ad una persona a cui non va bene è inaccettabile.
Inaccettabile perchè chi ci ama ci accetta così come siamo;
Perchè essere vegan non è un difetto, o un aspetto di sé da migliorare ma una qualità (anche) da condividere e non da ostacolare;
Perchè il nostro percorso evolutivo mentale e spirituale non deve essere alterato o interrotto da agenti esterni, anche se si trattasse della persona che più amiamo al mondo.
Personalmente, trovo assurdo e impensabile l’idea di mettere da parte l’amore per tutti gli animali per preferire quella nei confronti di una persona sola.
Come si può?
E’ come se qualcuno ci chiedesse di smettere di amare i nostri genitori, i nostri fratelli.
E’ come se ci venisse chiesto di far morire una parte di noi per far prevalere una volontà altrui assolutamente ingiustificata.
Può mai una richiesta simile derivare da una persona che ci ama?
Forse qui non si parla di amore..
Decidere di tornare ad un vecchio stile alimentare non solo è una decisione che lede agli animali ( che torneranno vittime sacrificali dei nostri pasti ) e all’ambiente, ma lede anche direttamente chi la prende.
Amare troppo qualcuno dimenticandosi dell’amore universale per la Natura e per noi stessi è un grave danno che facciamo alla nostra persona.
Dovremmo ricordarci sempre che dobbiamo amarci e rispettarci più di quanto possano fare gli altri che ci circondano, e che piuttosto che stare con chi ci ostacola dovremmo spendere il nostro prezioso tempo per stare a contatto con chi invece ci apprezza e ci sostiene.
Se pensate che stare insieme ad una persona “onnivora” che vi chiede di prepararvi una fiorentina sia una strana e ironica coincidenza della vita , iniziate a pensare piuttosto che ciò possa essere un segnale ben preciso.
Spesso le relazioni “sbagliate” ci aprono gli orizzonti e ci permettono di imparare a capire cosa realmente NON vogliamo nella nostra vita.
Perchè non sempre ciò che vogliamo è ciò di cui abbiamo bisogno.
Come spiega Gian Marco Bragadin, autore del libro ” I Segni e le Coincidenze dell’Amore “ ( edito da Sperling & Kupfer )
«L’Universo ci porta in continuazione messaggi che dobbiamo imparare a comprendere. È come se avessimo vicino un suggeritore che ci consiglia che cosa fare di fronte a ogni situazione che viviamo. Ecco perché è entusiasmante imparare a leggere i segni e le coincidenze, trovare le chiavi che ci svelano il loro significato nascosto, compiere il viaggio sicuri di arrivare dove vogliamo. Un viaggio alla scoperta di noi stessi, attraverso gli amori della nostra vita.»
Che l’Universo allora vi consigli sempre che l’amore per gli animali meriti vita eterna. ❤
Pubblicato su °° Libri °°
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°° A Natale Puoi… [ Immagini Forti ] °°
Pubblicato da Carmen Luciano
Inizia così il gingle di una delle tante pubblicità televisive di aziende che invogliano gli spettatori a preferire i loro prodotti in occasione delle festività natalizie.
Nelle immagini che scorrono sullo schermo tutto viene esaltato, fatto passare per bello, carico di sentimenti e di bontà.
” A Natale siamo tutti più buoni “, continuano a ripetere da anni come fosse un mantra le persone,
magari per auto-convincersi, visto che non è proprio così.
La realtà infatti è ben diversa.
Natale, ancora per troppi, è il periodo per eccellenza dove egoismo, specismo, indifferenza, assenza di empatia un pizzico di cattiveria trovano posto nelle case delle persone.
Soprattutto in cucina.
Proprio per spingere a riflettere chi ha ancora non lo ha mai fatto sono qui a ricordare cosa c’è dietro ai principali “classici” natalizi.
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A NATALE PUOI…
…permettere che milioni di galline passino la loro breve esistenza in capannoni sovraffollati, o peggio ancora dentro minuscole gabbie ( gli allevamenti in batteria esistono ancora in Italia, n.d.r ) , sfruttate come macchine di produzione uova. In natura, libere, ne deporrebbero 22. In allevamento vengono indotte a deporre almeno un ovulo al giorno.
Puoi permettere anche che vengano fatte schiudere svariate uova per far nascere pulcini femmina, ovvero nuove sostitute ovaiole, mentre i maschi vengono tritati vivi o gettati nell’immondizia dal momento che sono improduttivi e dunque inutili.
Si parla di milioni di esserini fatti nascere per esistere solo pochi giorni. Piccole esistenze che in frazioni di secondi tra le lame dei macchinari perdono la vita nel peggiore dei modi.



Puoi permettere tutto questo semplicemente comprando anche solo uno dei panettoni e pandori “classici”, che contengono uova, in vendita nei supermercati o in pasticceria.
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A NATALE PUOI…
…disinteressarti completamente della schiavitù in cui riversano migliaia di mucche, confinate dentro le quattro mura delle stalle dove di anno in anno. Tanto che ti frega? Mica ci stai tu, no?
Ingravidate manualmente partoriscono vitellini che verranno portati via da loro e che vengono uccisi pochi mesi dopo o
buttati via direttamente , essendo “merce” di scarto.
Una vita da “mucca da latte” fatta di privazioni, violenze fisiche , sofferenza, isolamento. Una vita straziante che termina con una morte precoce, al mattatoio.
Il tuo disinteressamento totale nei confronti della loro prigionia ti permetterà di accaparrarti al supermercato il cioccolato che tanto adorano i tuoi figli.
Cioccolato realizzato col cacao probabilmente sottopagato coltivato da popolazioni meno abbienti e fatto sicuramente con il latte che spettava ai figli di qualcun altro.


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A NATALE PUOI…
…anziché di un dito, prenderti direttamente tutto il braccio di qualcuno!
Di un maiale, per esempio.
Maiale nato dentro un allevamento dove sua madre lo ha allattato confinata e immobilizzata dentro una gabbia e dove ha vissuto pochi mesi prima di essere trasportato in tir verso il mattatoio.
Maiale che probabilmente è morto annegato dentro la vasca d’acqua bollente, dal momento che non sempre l’elettronarcosi e il colpo di pistola in fronte portano l’imminente decesso dell’animale.
Una vita passata a mettere su peso affinché tu possa avere quell’arto che tanto desideri da esibire con fierezza sulla tavola, adornato di lenticchie.
Perché festeggiare senza la zampa mozzata a qualcuno è roba da plebei, e tu che devi seguire la tendenza non puoi permetterti una mancanza del genere.



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A NATALE PUOI…
… permettere che uno degli animali acquatici più intelligenti che ci siano ( forse più intelligenti di chi li pesca! ) venga sbattuto con la testa su una superficie dura fino alla morte.
Proprio perché tu senza il polpo il menù del cenone non riesci nemmeno a ipotizzarlo.

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A NATALE PUOI…
… sostenere la cattura o l’allevamento di animali che verranno tenuti dentro teche di vetro con le chele legate, senza mai più essere alimentati, fino a quando non passerai al banco pescheria dove previo pagamento acquisterai la loro vita per qualche decina di euro.
Come se la vita di qualcuno avesse un valore economico.
Dopo poche ore li butterai vivi dentro una pentola d’acqua bollente. Tanto le loro grida mica le senti chiudendo il coperchio.
Bello morire ustionati, vero?
Fantastico.

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A Natale puoi decidere di continuare a esistere sulla morte degli animali portandone in tavola specie diverse per “festeggiare” questa data, ma sei sicuro/a che VUOI? Sicuro/a che DEVI per forza??
Puoi al contrario optare per una scelta più consapevole e rispettosa: quella di preparare un menù gustoso dove nessun essere vivente è stato ucciso per diventarne protagonista da morto.
Gli animali non sono cibo
e festeggiare per religione la nascita di qualcuno togliendo la vita a qualcun altro è un crudele controsenso.
Una festività da passare in famiglia non può contare più dell’esistenza di animali che sul serio non ci hanno fatto niente di male per essere trattati e uccisi così, senza pietà.
Il mio augurio sta nello sperare che possiate tutti capire veramente quanta violenza si nasconde dietro gli alimenti derivati dallo sfruttamento animale che buttate con leggerezza d’animo nel carrello della spesa.
Una violenza che dovreste, per sentirvi “più buoni”, evitare di sostenere economicamente.
Ci sono infiniti piatti da realizzare e da portare in tavola per pranzi e cene natalizi fatti interamente con ingredienti vegetali ( ortaggi, verdure, cereali, legumi, semi ).
Questo Natale cambiate menù e lasciate agli animali il diritto di esistere.
Scarica il menù di Natale Vegan di AgireOra cliccando QUI oppure consulta l’opuscolo Introduzione alla Cucina Vegan con 60 ricette complete .
Pubblicato su ° Critiche °
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°° Gnocchi alla Sorrentina con Chicca Fumé °°
Pubblicato da Carmen Luciano
Ci sono piatti della cucina mediterranea che davvero fanno invidia alle altre tradizioni culinarie nel resto del mondo.
Gli gnocchi alla Sorrentina, per esempio.
Morbidi gnocchi di patate o di pasta, corposa passata di pomodoro, soffice mozzarella e foglioline di basilico ( o di menta ) sono i protagonisti di questo piatto famosissimo soprattutto nel sud Italia.
Ricreare questo primo in chiave 100% vegetale cruelty free è davvero facilissimo grazie a uno dei formaggi di riso vegan Verys: la Chicca Fumé.
Si possono preparare in casa gli gnocchi oppure decidere di acquistarne una confezione di già pronti nel banco degli alimenti freschi, dove sicuramente nei migliori supermercati troverete la linea completa Verys.
Preparare gli gnocchi alla Sorrentina vegan dunque è alla portata di tutti:
Dopo aver fatto pensato al sugo di pomodoro, mettete a cuocere gli gnocchi per pochi minuti in acqua bollente salata.
Nel sugo potete già inserire dei pezzettini di Chicca Fumé lasciando che si sciolga e insaporendo quindi ancora di più il pomodoro.
Una volta cotti gli gnocchi, prendete delle ciotoline di terracotta e versatevi dentro un po di sugo. Aggiungete altri pezzettini di Chicca Fumé Verys e poi disponete sopra gli gnocchi, alternandoli ad altri pezzetti di Chicca Fumé. Coprite tutto con un altro po’ di sugo di pomodoro e guarnite il piatto con altri pezzetti del formaggio di riso affumicato Verys.
Cuocete in forno a 200° per una decina di minuti, il tempo necessario che ci vorrà per far fondere la Chicca Fumé Verys.
Una volta cotti gli gnocchi, mettete pure qualche fogliolina di basilico o di menta come tocco finale.
Il risultato sarà un piatto davvero invitante e delizioso, grazie al gusto delicato del formaggio di riso affumicato a marchio Verys.

Ho preparato gli gnocchi alla Sorrentina vegan in questi giorni e sono piaciuti a tutta la famiglia.
Li consiglio anche in occasione delle cene di Natale!
Sono sicura che apprezzerete anche voi la rapidità di preparazione del piatto e il successo che riscuoterà a tavola con parenti e amici , vegani oppure no 🙂 .
Trovate altre idee in cucina sul sito Verys.it e sulla pagina ufficiale dell’azienda.












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