°° Supermercati PANORAMA : Con AISM dalla Parte della Vivisezione °°
Con grandissimo dispiacere e sconforto vi informo che la catena di supermercati PANORAMA ( e PAM ), per la quale avevo fatto di mia spontanea volontà una guida agli acquisti vegan paparazzando tutti i prodotti veg in vendita sugli scaffali, di recente sta sostenendo la vivisezione animale.
Panorama infatti è al fianco di AISM
(Associazione Italiana Sclerosi Multipla ) attuando una raccolta fondi attraverso la vendita di braccialetti ( di plastica, quindi pensate un pò che trovata ecologica ).
L’iniziativa è sponsorizzata su tutti i volantini del supermercato.
Ogni braccialetto ha un nome differente, è di colore rosso o verde e costa 0,99 centesimi.
Per chi lo acquista, Panorama devolve una parte del ricavato ad AISM.
Dunque, queste donazioni verranno usate dall’associazione per portare avanti la ricerca sulla Sclerosi Multipla nientepopodimenoche.. SPERIMENTATA SU ANIMALI!
Sul sito di AISM si legge infatti:
” La sperimentazione clinica in genere viene preceduta da una fase pre-clinica, che ricorre invece a modelli in vitro (colture di cellule) o in vivo (animali da laboratorio)“
Per quanto io sia consapevole che la Sclerosi Multipla è una malattia alla quale è indispensabile trovare una cura efficiente, rimango comunque dell’idea che sperimentare su animali è un abominio.
La ricerca scientifica se si prefigge di salvare una vita facendone morire un’altra perde assolutamente credibilità e importanza.
E’ necessario impiegare i fondi per una ricerca sensibile, innovativa, indirizzata alla ricerca concreta di una risposta per risolvere i problemi di salute derivanti dalle malattie e non per l’acquisto, l’uccisione e lo smaltimento di poveri animali che non c’entrano nulla.
Sono per davvero rattristata dalla scelta di Panorama e per questa mancanza di sensibilità e di rispetto nei confronti degli animali.
Essere affetti da sclerosi multipla non è una bella condizione di vita, lo so, ma sfido chiunque a dire che nascere per subire torture per poi essere uccisi sia una condizione nettamente migliore!
Vi invito a non fare acquisti presso i supermercati PANORAMA per tutto il periodo dell’iniziativa.
Personalmente renderò inaccessibile e non consultabile per i lettori la guida agli acquisti vegan presso questa catena di supermercati e se tale catena continuerà a stare dalla parte della vivisezione provvederò alla rimozione totale della suddetta guida dal mio blog .
Non intendo assolutamente portare vantaggio economico e gratuito a chi non lo merita e a chi non ha a cuore LA VITA DI TUTTI.
[ Sperimentazione animale ]
°° Perchè i Vegani Mangiano Prodotti Simili alla Carne ? °°
Domandona da 20 miliardi di euro che ultimamente spopola sui social network.
” Perchè voi vegani mangiate prodotti che hanno lo stesso nome e forma di quelli fatti con animali se poi disprezzate quelli classici? Li rimpiangete?” mi è stato chiesto.
No, non li rimpiangiamo.
E per farvelo capire oggi cercherò di dare una spiegazione su come mai in commercio sono acquistabili alimenti dal sapore simile a quelli prodotti con ingredienti animali, secondo una mia riflessione.
Iniziamo.
I prodotti simili alla carne ma fatti al 99% con ingredienti vegetali sono nati anni fa e non per far fronte alla necessità di alimentare persone vegane.
Un esempio?
Pensiamo a quelli di Valsoia, azienda italiana fondata nel 1990 ( anno in cui sono nata 😀 ) a Bologna.
Valsoia da 24 anni propone alimenti che spaziano dai gelati ai biscotti fino ad arrivare ai sostitutivi della carne ( cotolette, burgers, fettine, polpette) realizzati con quasi il 100% di ingredienti vegetali ( salvo albumina, addensante animale ) per chi ha problemi di intolleranza agli alimenti “classici”.
Pertanto i gelati sono stati dal principio indirizzati ad una fascia di consumatori intolleranti al lattosio e i restanti prodotti realizzati appositamente per chi ha problemi di colesterolo alto ( la carne contiene molti grassi ) .
Di fatti lo slogan del marchio che viene detto a fine pubblicità è
<< No al colesterolo, sì a Valsoia>> .
Mica ” No alla macellazione degli animali, sì alla soia“.
C’è una grossa differenza.
Questi prodotti vegetali quindi , inizialmente messi in mercato per aiutare le persone con problemi di intolleranza che non volevano rinunciare al gusto, sono poi diventati anche oggetto di acquisto per chi li preferiva per un motivo etico piuttosto che salutistico.
La clientela si è allargata inglobando anche vegetariani e vegani, ma ciò non toglie il fatto che questi prodotti siano stati formulati per ONNIVORI con problemi di salute causati dall’ingestione stessa di prodotti contenenti animali e derivati animali.
Col passare degli anni e con l’aumento di vegetariani e vegani in Italia e nel mondo, altre aziende si sono unite a Valsoia producendo alimenti ad hoc per persone con stile alimentare non convenzionale.
Molte di loro, come per esempio KIO ENE, sono state mosse dall’aspetto etico.
Per questo i prodotti che riforniscono alle grandi distribuzioni sono certificati ICEA e hanno la dicitura “Vegan” sulla confezione.
Queste aziende hanno formulato ciascuna i propri alimenti con ricette precise e spesso uniche, in grado di rendere i prodotti differenti dagli altri della concorrenza.

Perchè il sapore è simile?
Semplice: gli alimenti contengono spezie e aromi naturali che possono essere simili a quelli inseriti nei prodotti fatti con la carne ( tra l’altro pieni di additivi per essere “saporiti”).
Il nome attribuito ai prodotti per definire gli alimenti contenuti nell’imballaggio è stato ovviamente quello classico ormai riconosciuto e inserito in tutti i vocabolari.
Affettato vuol dire fatto a fette, quindi che sia di seitan o di maiale, rimane comunque affettato il prodotto!
E’ dunque NORMALE che un alimento simile per la forma di un wurstel venga chiamato WURSTEL. Ovviamente viene specificato che è di farro e soia, come quelli “classici” vengono indicati con il nome dell’animale con il quale sono stati fatti.
E’ normale pure che una cotoletta di soia venga chiamata COTOLETTA.
Unica eccezione per i Burger: non vengono chiamati HAMBURGERS perchè “HAM” significa prosciutto.
La nascita di questi alimenti fatti di carne di forma tonda è forse risalente alla città di Amburgo ( Hamburg ), dove sarebbe stato coniato il termine.
Alle persone che domandano come mai
“noi vegani diamo nomi agli alimenti vegani uguali a quelli fatti con la carne” rispondo quindi che NON SIAMO NOI a dargli quei nomi ma le aziende produttrici.
E se le aziende si avvalgono di scrivere tali nomi è per facilitare la cosa e null’altro.
Dovrebbero forse appellarsi all’Accademia della Crusca per inventare nuovi termini?
Proposta assolutamente sciocca.
Se vogliamo esser fiscali, son proprio gli onnivori ad usare impropriamente termini “vegetali” per indicare cibi animali.
“Insalata di tonno“, “FRUTTI di mare“…
Mah!
Poi…
Perchè mangiamo questi alimenti simili di forma a quelli che mangiavamo da onnivori contenenti la carne?
PER COMODITA‘.
Abbiamo anche noi un lavoro, una vita piena di impegni che spesso ci porta a mangiare alimenti già pronti da cuocere e basta.
Se avessimo la nostalgia della forma degli animali,
punto primo torneremmo a mangiarli, punto secondo faremmo sculture di soia e altri vegetali con la forma degli animali stessa.
Come gli animali vengono affettati, trasformati in altri cibi, anche i nostri vegetali possono subire lo stesso procedimento.
Quindi non c’è assolutamente niente di sbagliato o di incoerente nel mangiare una pallina di verdure fritta chiamata “polpetta“.
Non abbiamo problemi né a mangiare gli alimenti trasformati né a mangiarli senza trasformazioni e dunque allo stato originario ( verdura/ cereali/ legumi interi , per essere chiari ).
Questo invece non avviene per gli onnivori in quanto è ovvio che un animale intero, allo stato originario ( con peli/piume, organi interni ecc ), è impossibile da mangiare.
Le trasformazioni delle materie prime dunque servono molto di più a chi mangia animali che a chi non li mangia.
Si definisce vegana una persona che esclusivamente per etica ha smesso di alimentarsi con carne di animali marini e terrestri e con i loro derivati.
Una persona vegana non ha nessun tipo di interesse a cercare fac simile di alimenti che mangiava quando non era ancora passata alla nuova dieta.
Perchè se abbiamo scelto di cambiare alimentazione, è proprio perchè quei prodotti li ci facevano schifo e/o davano la nausea.
Personalmente non ho nessuna nostalgia di quello che mangiavo.
La carne macinata nel ragù mi dava una noia incredibile.
L’odore dell’uovo era stomachevole.
Sono veramente felice che le mie papille gustative abbiano dimenticato alcuni sapori che non tolleravo e che ero costretta a sentire fino ai 12 anni.
Non ho nessuna intenzione di fare passi in dietro.
L’alimentazione vegan è piena di piatti e ricette gustosissime e gli onnivori nemmeno hanno idea di cosa si perdono.
Si, vi dico io quello che mi sento dire spesso:
Non sapete cosa vi perdete! 🙂
Spero di essere stata esauriente.
Go Veg ! 🙂
°° Lettera di una vegana mai morta nel 2005 °°
Questo articolo è una dedica per tutte le persone che da 12 anni continuano ad avere la stessa identica reazione appena scoprono che non mangio gli animali e i loro derivati.
Carissimi finti interessati e non per davvero preoccupati per la mia B12…
Vorrei spiegarvi una volta per tutte che non c’è niente di anormale nel non mangiare carne e pesce ( che poi è la carne degli animali marini quindi nemmeno si dovrebbe fare distinzione, ma la faccio perchè purtroppo c’è chi non fa il collegamento).
Nel 2002, quando il 19 settembre trovai sui gradini delle scale interne di scuola un volantino LAV sulla macellazione degli animali, mi si aprì un vero e proprio mondo.
E’ stato allora che ho scoperto come venivano fatti nascere, crescere, trasportati e uccisi gli animali.
Quella è stata l’ultima mattina in cui ho mangiato il panino con il salame milanese ( che portavo ogni tanto a merenda la mattina e del quale a volte sento ancora la puzza nei ricordi ).
Fino ai 12 anni dunque sono stata onnariana e quindi so benissimo cosa mangiate,
pertanto la frase “non sai cosa ti perdi!” usatela come slogan per le promozioni al banco ortofrutticolo.
L’unico quesito che mi formulò mia madre appena tornai a casa e le spiegai della mia scelta fu:
“Adesso come ci organizziamo per fare pranzi diversi?“.
Almeno lei dal principio non mi ha fracassato i maroni.
Fortunatamente.
Perchè sfortunatamente chi me li ha fracassati ha fatto capolino nella mia vita qualche mese dopo.
La prima rompiballe : La Savonarola Onnariana.
– Ero ormai vegetariana da un annetto quando la prima Savonarola Onnariana mi si presentò in veste di mamma altrui. Un bel giorno, cucinandosi una bistecca di cavallo per alcuni suoi problemi di salute, ed essendo io rimasta un po’ sconvolta, scoprì dal mio sguardo che non mangiavo carne.
” Come non mangi carne? Devi mangiare un po’ di tutto sennò ti ammali, diventi anemica e poi ti tocca mangiare carne di cavallo come me” mi disse.
Tornai a casa mortificata, ci piansi anche, ma alla fine dopo ore di riflessione la risposta, nonostante i 13 anni, fu
” Fanculo. Se gli altri fumano e sanno che fa male e può portarli a morire e continuano lo stesso, farò altrettanto anch’io. Piuttosto che vivere della morte degli altri, preferisco morire”.
La seconda rompiballe: La Sibilla Coomana.
Ero seduta a tavola quando per la prima volta una parente scoprì che non mangiavo più carne da un po’ di mesi.
“E perchè?” mi chiese all’improvviso fissandomi ferma con gli occhi lucidi e con la bocca che le era diventata piccolissima e tremolante , come se avessi rivelato di volermi gettare da un aereo con un paracadute forato sull’Oceano Atlantico.
” Perchè non voglio mangiare gli animali e costringerli a morire” fu la mia risposta imbarazzata mentre abbassavo gli occhi sul piatto. Mi sembrava così scontato il motivo.
Mi guardò come se avessi detto la cosa più sciocca e banale del mondo.
“Ma gli animali nascono per essere mangiati. Gli animali sono stati messi da Dio sulla Terra per diventare nostro cibo quindi non c’è niente di male se muoiono. Li dobbiamo mangiare.” mi disse.
“Anche se fosse, a me non importa. Io non li mangio” risposi.
Sarà stato forse per il mio essere “andata contro la volontà di Dio”, sarà stata la mia determinazione..
Sta di fatto che la risposta che seguì poco dopo fu un vero e proprio presagio sul mio destino.
” Senza carne si muore. Se continui così puoi vivere al massimo 2 o 3 anni“.
[ Nel frattempo passarono gli anni, superai con successo il mio terzo anno di vita senza morire e diventare fantasma infestante dei mattatoi e arrivai addirittura ad avere abbastanza aria nei polmoni per spegnere le 20 candeline sulla mia torta di compleanno ]
La terza rompiballe: la Laureata in Scienze dell’Alimentazione coi Punti della Ferrero.
Ero da poco diventata vegana quando una tipa , notando che non mangiavo derivati animali, mi fa
“Perchè non bevi il latte e non mangi i latticini? Non li uccidi mica gli animali così”.
Le feci una piccola introduzione sull’allevamento delle mucche da latte, sulla loro condizione di vita e sul gran finale in mattatoio dopo soli 4 anni.
“Si ma le mucche il latte lo fanno lo stesso”, mi disse.
Allora le spiegai che le mucche il latte lo “fanno” solo quando hanno un vitellino da allattare, sennò no, come tutte le femmine di specie animali mammiferi.
“Si ma se non le mungi soffrono, sai che vuol dire?”.
Contai fino a 10 e poi presi coraggio per dirle che se non gli avessero ucciso o portato via il vitellino, non avrebbero sicuramente sofferto per il semplice fatto che allattavano.
“Si ma ne fa talmente tanto una mucca che un pò possiamo prenderne anche noi, visto che ci fa bene e che è indispensabile per le nostre ossa” disse.
“Ne prendiamo un pò? Quasi 10 litri al giorno ti sembrano pochi? E poi è del tutto discutibile quanto bene possa fare il latte di un’altra specie alla nostra, soprattutto in età ormai distante dall’allattamento. Di sicuro alla mucca schiavizzata non fa bene” risposi.
La quarta rompiballe: La Disprezzatrice.
Stavo mangiando il mio panino con burger di verdure quando, vicino a me, una che stava addentando un panino con carne impanata di pollo pensò a voce alta:
“… che poi, non esiste animale più inutile, stupido e sporco del pollo. Scusami se offendo la tua sensibilità eh, ma te lo dovevo dire”. Già, perchè il problema era l’aver urtato la mia sensibilità.
” In realtà i galli e le galline stupidi non sono, e nemmeno sporchi” dissi.
Avrei voluto dirgli che sono alcuni dei pochi animali in grado di difendersi e addirittura uccidere serpenti velenosi.
Avrei voluto dirgli che il gallo è in grado di accoppiarsi con le galline praticando una specie di coito interrotto decidendo poi quale di loro fecondare favorendola come chioccia e dunque quasi sessualmente più in gamba di molti umani, ma non feci in tempo.
“Stupidi, sporchi e inutili” ripeté, addentando ancora una volta quel panino contenente una fetta di corpo di quell’animale così stupido, inutile e sporco ai suoi occhi.
La quinta rompiballe: La Paladina della Giustizia.
Dopo aver espresso la mia volontà di avere in futuro bambini e di alimentarli in maniera vegan, ecco arrivare la Paladina della Giustizia sguainando sguaiatamente la frase “Ma come ti permetti! Sei pazza! Se vuoi morire fai pure ma non coinvolgere innocenti nelle tue scelte innaturali e viziate! Dovrebbero intervenire gli assistenti sociali! Non dovreste avere figli!”.
La quinta rompiballe avrebbe meritato una standing ovation con consegna del premio Nobel per il maggior numero di stronzate pronunciate in 4 frasi e di un premio Oscar per migliore sceneggiatura del film horror ipotizzato essere la vita dei miei futuri figli.
Il sesto rompiballe : L’Aristotelico dell’Alimetazione Vegan.
I galileiani ebbero da lottare e non poco per far capire agli aristotelici che per notare l’evidente bastava alzare il naso e osservare le stelle invece di dare per certo teorie di un essere umano mortale come tutti gli altri.
Stessa tipologia di lotta, seppur in ambito diverso, avviene quotidianamente tra i fissati con l’alimentazione onnivora e i vegani.
” L’alimentazione vegan arreca squilibri, comporta carenze e problematiche fisiche irrecuperabili. L’uomo per natura è carnivoro e una vita senza carne e pesce genera malattie. Non si può vivere per sempre da vegani. Dopo un pò il fisico non regge più e si è costretti a riprendere con la vera alimentazione”.
Ma cazzo, vuoi dire a me, vissuta egregiamente per metà vita senza ovuli non fecondati di gallina, senza secrezione mammaria mixata a pus di mucche e senza tessuti muscolari di mammiferi o ovipari allevati nella merda, stressati, bombardati di ormoni/medicinali/antibiotici che NON SI PUO’ VIVERE SENZA QUESTO ELENCO DI COSE?
Scendi dalla rotella del criceto dove giri e guardati intorno , no?
Sempre più vegetariani e vegani.
Che non trapassano le porte perchè non sono spiriti, mentre gran parte della popolazione non passa dalle porte per quanto si alimenta male.
Sono passati 12 anni dalla mia scelta ( tra l’altro la migliore mai fatta in vita mia ) e ancora c’è qualcuno che osa dire, pensare, dubitare, spettegolare ..
No, non me ne pento.
Non me ne sono mai pentita e mai lo farò.
Diventare vegetariani e poi vegani è una scelta.
A 12 anni per la prima volta ho scelto per davvero.
Nascere, crescere e alimentarsi con quello che ci viene messo nel piatto non è una scelta.
E’ un’accettazione silente e passiva di un’azione mai analizzata.
La scelta si ha quando ci sono almeno due opzioni e di queste se ne preferisce una.
Io mi sono distaccata dal modus vivendi di quelli che mi circondavano e mi sono chiesta, amleticamente,
” uccidere o non uccidere?”. La scelta è ricaduta sulla seconda opzione, ovviamente.
Perchè non sono egoista.
Perchè mangiare carne vuol dire sacrificare mille vite per la propria.
Vuol dire fregarsene dell’inquinamento prodotto che ammala il Pianeta che ci ospita e fregarsene anche della mal distribuzione di risorse tra gli umani che popolano il Mondo ( per produrre 1 kg di carne ci vogliono 15 kg di cereali e 1500 l di acqua. Il 20% della popolazione divora l’80% delle risorse planetarie ).
Diventare vegan quindi, da scelta, ho scoperto essere un DOVERE MORALE E CIVILE.
Nell’età della conoscenza e della libera informazione, rimanere nella propria ignoranza è un CRIMINE.
Un crimine che costa la vita agli animali, alle persone lontane fisicamente da voi e dal vostro cuore, al pianeta che vi ha visto nascere e anche a voi. Ve lo assicuro.
Termino la mia lettera con dei link sui quali dovete assolutamente cliccare.
Aprite le menti, dimenticate gli stereotipi, iniziate ad agire coi sentimenti e non con la fame.
Guarda cosa viene fatto agli animali.
Guarda come potrebbero vivere gli animali se tu non li mangiassi.
Guarda cosa può comportare la tua dieta sbagliata.
Guarda cosa ti stai perdendo mentre continui a cucinarti le stesse cose.
Vegan Till Death.
– Carmen.


















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