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[PISA] Caldo Record: Cavalli Costretti a Trainare Carrozze sotto il Sole Cocente

Care lettrici e cari lettori,
ancora una volta porto alla vostra attenzione la triste realtà della subordinazione animale nella città di Pisa, più specificatamente quella dei cavalli costretti a trainare carrozze turistiche.

Come saprete se seguite questo blog e la pagina Facebook a esso connessa, non si contano più le numerose manifestazioni di protesta organizzate in piazza per dire BASTA a questo sfruttamento.
La più recente, è stata organizzata da LAV nel mese di luglio ancora una volta in Piazza Arcivescovado, a pochi passi dalla Torre pendente ma anche dal luogo dove le carrozze stazionano in attesa dei clienti.

foto di archivio


Come stanno riportando alcuni quotidiani e notiziari, nonostante le continue richieste da parte della cittadinanza, le incessanti pressioni per la tutela degli animali delle associazioni animaliste (IHP Italian Horse Protection, A Code Unite, LAV, Animalisti Italiani), nonostante le 8.560 firme raccolte dalla petizione lanciata da me nel 2017 e il recente odg proposto dai consiglieri comunali Luigi Sofia ed Enrico Bruni, il Comune di Pisa con la sua attuale giunta non si è aperto al cambiamento.

Le carrozze stanno continuando a circolare nella città anche con questo caldo eccessivo, con temperature che raggiungono addirittura i 40°C rendendo l’asfalto rovente. E pensare che alcuni vetturini, gli stessi che purtroppo hanno impugnato davanti al TAR l’ordinanza di divieto di circolazione nelle ore più calde emessa nel 2022, da tempo chiedono la riconversione delle proprie licenze per abbandonare le carrozze, cedere i cavalli a rifugi di tutela animale e iniziare a lavorare come tassisti.

Una vergogna enorme per la città di Pisa.

È necessario allora che si continui a fare pressione morale ed etica affinché questo sfruttamento animale finisca, una volta per tutte. È necessario continuare a scrivere, a esternare dissenso, fino a quando il muro di ostilità nei confronti del progresso non si sgretolerà definitivamente lasciando spazio a uno scenario nuovo per la città di Pisa, che merita di stare al passo con altre città nel mondo che hanno abolito i servizi turistici a trazione animale.

Potete difendere i cavalli e unirvi alle nostre azioni inviando una mail di protesta, copiando il testo qui di seguito o scrivendo di vostro pugno mantenendo sempre toni civili ed educati.

Oggetto:
BASTA SFRUTTAMENTO DEI CAVALLI A PISA, RICONVERSIONE IMMEDIATA DELLE CARROZZE!

Testo tipo:

Gentile Comune di Pisa
Gentile sindaco Conti
Gentile assessora Gambini
Gentile assessore Pesciatini

scrivo questa e-mail per esternare tutto il mio disaccordo riguardo alla tristissima situazione dello sfruttamento dei cavalli nella città di Pisa per trainare carrozze turistiche. Dalle varie testate giornalistiche si è appreso che nonostante le richieste avanzate dai vetturini stessi per la riconversione delle licenze, nonostante l’odg dei consiglieri Bruni e Sofia, nonostante le migliaia di firme raccolte dalla petizione lanciata contro l’uso dei cavalli (8.652!!) e le annuali proteste in piazza per dire basta all’uso improprio di questi animali, la vostra giunta non sta né ascoltando né accogliendo il cambiamento. Un cambiamento necessario per ragioni etiche in primis, visto che le altre specie non sono nostre schiave e non devono vivere una vita di subordinazione alla mercé umana.
Cosa si sta aspettando? Il decesso, la vittima animale che – stremata dalla fatica – crolla al suolo priva di vita come è successo nel parco della Reggia di Caserta pochi anni fa? Com’è possibile che nonostante le richieste pervenute da più fronti (non solo dalle associazioni animaliste, ma anche da alcuni vetturini stessi) esse non vengano accolte? Cosa ostacola il cambiamento etico, il progresso nella bella città di Pisa?
Con la presente e-mail chiedo ancora una volta, unendomi a tantissime altre persone, che venga messa la parola fine all’impiego di animali che stanno circolando anche con queste temperature torride. Chiediamo, a gran voce, che la vostra giunta si attivi dando inizio alla riconversione delle licenze per i vetturini che desiderano guidare un taxi e non più un mezzo trainato da un animale schiavo, e la riconversione in mezzi elettrici delle restanti carrozze. Non stiamo chiedendo l’impossibile, anzi. Stiamo chiedendo qualcosa che è già realtà in altre città nel mondo, come accaduto recentemente in Messico a Guadalajara dove lo scorso 31 luglio hanno circolato per l’ultima volta mezzi trainati dai cavalli, ormai sostituiti con carrozze elettriche esteticamente molto belle e folkloristiche.
Basta sfruttamento dei cavalli a Pisa, riconversione immediata delle carrozze!

Distinti saluti.

Nome, Cognome, Città

Da inviare a:

segreteria.sindaco@comune.pisa.it
l.fracassi@comune.pisa.it
giulia.gambini@comune.pisa.it
p.pesciatini@comune.pisa.it
r.tessitore@comune.pisa.it
a.rossi@comune.pisa.it
ufficiostampa@comune.pisa.it


Grazie a chi si unirà a questa richiesta volta a migliorare la vita dei numerosi cavalli usati per trainare carrozze turistiche a Pisa.

19.05.2024: Protesta Contro la Corsa dei Cavalli al Palio di Fucecchio (FI)

Care lettrici e cari lettori,
vi informo che domenica 19 maggio 2024 è prevista una nuova manifestazione di dissenso davanti alla ‘buca’ di Sant’Andrea nel comune di Fucecchio (FI) contro la consueta corsa dei cavalli per il palio delle contrade. Una protesta era già stata organizzata nel mese di settembre nel 2021 a seguito della morte di due poveri cavalli: Ugo Ricotta e Rexy. Quest’ultimi non sono stati i soli a perdere la vita a causa del loro utilizzo per questa manifestazione. Il Palio di Fucecchio ha significato la morte per tanti altri cavalli negli anni passati, creature finite nell’oblio e rimpiazzate da altre compagne di sventura, ma non dimenticate da noi che ne vogliamo la liberazione da queste catene culturali e folkloristiche.



Il presidio – regolarmente autorizzato – è organizzato da Fabrizia Morelli Consigliera Comunale di Fucecchio M5S e Candidata Sindaco alle elezioni di giugno 2024, in collaborazione con il mio blog e con l’appoggio di IHP Italian Horse Protection e Lav Pontedera.

Ancora una volta esprimeremo dissenso verso lo sfruttamento dei cavalli e nei confronti del loro impiego. I cavalli sono animali meravigliosi che meritano rispetto e una vita lontano dalla sottomissione. In libertà vivono in branco passando quasi tutto il loro tempo ad alimentarsi, spostandosi lentamente anche per decine di chilometri al giorno. Fra di loro instaurano amicizie e preferenze. Essendo animali predati, ‘da fuga’, per loro correre rappresenta un’azione dettata dalla sopravvivenza, un gesto estremo del tutto inconsueto.
I loro legami sociali e la loro tranquillità vengono azzerati in un contesto dove essi finiscono dominati dagli esseri umani.

Fatti nascere da selezioni per ottenerne il massimo rendimento, allontanati presto dalle loro madri, domati con coercizione affinché siano obbedienti (la doma altro non è che il piegare l’animale alla volontà altrui, ossia quella dell’animale uomo), venduti, commerciati, comprati, tenuti nei box da soli, sfruttati, ammazzati con l’eutanasia se si feriscono poiché inutilizzabili.

Tutto questo deve finire.
Trattare come merce degli esseri senzienti è un insulto alla natura che ci ha donato la vita.
Coinvolgerli in eventi dove possono farsi del male e finire ammazzati (‘addormentati’ per sempre, per coloro che amano il falso romanticismo) in clinica è un oltraggio alla compassione e all’empatia umana.

Sappiamo bene quanto sia importante dal punto di vista culturale rievocare epoche passate che s’intrecciano col nostro presente.
Questi eventi fungono da momento di aggregazione sociale e da elemento capace di unire le persone; ma come non vengono riproposte scempiaggini commesse nei secoli passati (ad esempio, lotte di schiavi umani con animali carnivori, impiccagioni e roghi di rei in piazza pubblica davanti alla collettività) che oggi troviamo immorali, è doveroso estendere progresso del secolo odierno e tutela anche verso le altre specie.
Gli animali non hanno mai dato il consenso a essere usati, e l’impossibilità di avere un confronto dialogato con loro non deve autorizzare l’umanità ad approfittarsi del corpo e della vita altrui.

Ben vengano le sfilate, i costumi, il ricreare atmosfere di epoche ormai remote, ma lasciamo in pace gli animali che vivono al di là delle usanze, della cultura e del folklore umano.

Sì al palio, ma senza sfruttamento dei cavalli.
Non vogliamo più vedere animali sottomessi.
Non vogliamo più vedere creature senzienti tirate in ballo contro la loro volontà.
Non vogliamo più inorridire davanti a scene raccapriccianti di esistenze ferite, morte sul colpo, uccise legalmente dai veterinari.

Che la Buca di Sant’Andrea a Fucecchio diventi un luogo dedicato a competizioni tra persone libere e consapevoli. Che il palio di Fucecchio diventi un momento di aggregazione sociale senza più vittime. Che questa speranza venga intesa dalle persone giovani che hanno la possibilità di farsi perdonare per il male fatto a queste vite.


Vi aspettiamo dunque domenica 19 maggio 2024, dalle ore 14 alle ore 18, in Piazza Aldo Moro davanti alla buca del palio per difendere assieme i cavalli coinvolti nelle corse.

Per rimanere in aggiornamento in tempo reale, seguite la pagina Facebook dell’evento cliccando QUI



Carmen Luciano

°°[PISA] Ancora Piccioni Intrappolati nelle Reti Dissuasorie di un palazzo a Santa Croce sull’Arno°°

Care lettrici e cari lettori,
a distanza di circa 8 anni vi metto nuovamente al corrente di una situazione incresciosa che vede coinvolto uno degli edifici dove al piano terra è presente il Banco BPM di Santa Croce sull’Arno (PI) e i piccioni.

In data 22.10.2023 ho avuto modo di constatare che le reti dissuasorie installate per tenere lontani questi volatili dai balconi dell’edificio si sono nuovamente deteriorate.
Esattamente come nel 2015, non essendo ben tese, esse si sono trasformate in una trappola mortale per questi animali che vivono nelle città e che cercano riparo dove possono.

Sono ben tre gli esemplari rimasti impigliati, le cui carcasse sono attualmente appese e in fase di decomposizione da chissà quanti giorni.

Come si può vedere dalla foto che ho scattato, le reti sono ben tese solo sul balcone più piccolo sulla sinistra e su quello più grande sulla destra. Quelle dell’ultimo piano sono rovinate, e anziché tenere lontani gli animali che provano ad avvicinarsi ai balconi li portano ad impigliarsi.

Tramite questo scatto più ravvicinato, si può constatare la carcassa in avanzato stato di decomposizione di un piccione sulla sinistra (sono rimaste solo le ali), dei resti al centro e altri due piccioni morti più recentemente sulla destra. Quest’ultimi erano assediati da mosche.

Una situazione indecorosa che fa spazio a tante domande: mi chiedo come sia possibile che il proprietario dell’edificio (a me ancora ignoto nonostante nel 2015 chiesi delucidazioni alla banca) non abbia intrapreso SUBITO un’azione risolutiva del problema che si è manifestato nuovamente come anni fa; mi domando se il Direttore/la Direttrice e i dipendenti del banco BPM si siano mai accorti di qualcosa, mentre i piccioni morivano di stenti all’esterno di uno spazio dove loro lavorano; mi chiedo inoltre dove siano la sensibilità di cittadini e cittadine di questo paese della provincia di Pisa, assieme all’attenzione di chi – per competenza – dovrebbe garantire il pubblico decoro.

Alla segnalazione fatta in data odierna, 23.10.2023 alla Polizia Municipale del luogo è preceduta una mail alla stessa e all’Ufficio Ambiente da parte dell’associazione LAV sede locale di Pontedera. Ci siamo mobilitati affinché chi di competenza provveda.

I piccioni, purtroppo, sono animali generalmente disprezzati dagli esseri umani.
Occorre però non cadere in stereotipi culturalmente costruiti e non peccare di antropocentrismo: queste creature sono estremamente intelligenti, in passato non a caso sono state sfruttate per le loro capacità mnemoniche (es: piccione viaggiatore), ma come ogni essere senziente devono avere il diritto all’esistenza. Le feci che possono lasciare nelle città che abitiamo arrivano sì a sporcare l’arredo urbano, vero, ma é l’arredo urbano stesso, di per sé, una realtà che altera la natura e la sporca con asfalto, cemento, fognature e non solo. Come possiamo giustificare il disprezzo verso queste creature, avvalendoci della scusa delle loro deiezioni, quando abbiamo reso il mondo una discarica a cielo aperto? Come ci permettiamo di ritenere “infestanti” degli animali solo per i loro bisogni fisiologici quando le industrie aperte per profitto impattano sull’ambiente molto di più?
Da esseri umani civili, empatici e rispettosi della vita dovremmo avere a cuore l’esistenza di ogni singola creatura, inclusi i piccioni.
Non è accettabile che nel 2023 ancora succedano questi fatti infelici.

Mi auguro che le istituzioni interpellate si mobilitino affinché venga richiamata la persona proprietaria dell’edificio le cui reti continuano a mietere vittime. Che si provveda celermente al ripristino di questi sistemi di allontanamento, o che si impieghino nuove strategie per tenere al riparo i balconi senza mettere a repentaglio la vita degli animali.

Carmen Luciano


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