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[Ovodda] Carnevale degli Orrori: Pecore scuoiate e Teste Mozzate di Animali appese ai Carri

Care lettrici e cari lettori,

non c’è pace per gli animali, vittime dell’arroganza, della presunzione, del violento dominio e dell’ignoranza umana. Nemmeno a Carnevale.

Nel comune di Ovodda, in provincia di Nuoro (Sardegna), sembra essersi tenuta una sfilata con dettagli raccapriccianti di cui sono protagonisti dei poveri animali. Le foto, pubblicate candidamente da un uomo del posto in sostegno del vergognoso evento, mostrano una sfilata tenutasi nel paese dove sono stati costretti a marciare tra le persone e il chiasso dei poveri asini e addirittura un cammello. Alla sottomissione non è mancato, purtroppo, nemmeno il massacro di innocenti: alcuni carri erano ‘addobbati’ con pecore scuoiate e insanguinate, mentre altri con teste mozzate di esseri senzienti.

Una scena agghiacciante se si pensa che nello stesso anno, l’attuale 2025, e nello stesso paese, l’Italia, in altre regioni si sfila con meravigliosi carri frutto di mesi di intenso lavoro d’artigianato per realizzare delle vere e proprie opere d’arte. Perché a Ovodda non si prende esempio dalla città di Viareggio?

Le foto hanno scatenato immensa indignazione, non solo da parte di persone di altre regioni, ma anche da parte di persone sarde che non sostengono affatto lo specismo e la violenza sugli animali.
Si rimane senza parole davanti a scene così raccapriccianti e prive di decoro.

È triste constatare come una parte dell’umanità viva letteralmente a discapito di altre esistenze, arrivando a festeggiare e a gioire nonostante la morte inflitta a esseri indifesi.
Una realtà che mette i brividi, che sembra frutto del ritardo di un’evoluzione necessaria in ambito di rispetto per la vita in ogni sua forma.

Ci auguriamo con tutto il cuore, per il bene dell’umanità ma in primis degli animali, che si smetta di portare avanti queste usanze barbare, incivili, vergognose, imbarazzanti, vomitevoli e grette dove gli animali finiscono per essere vittime ostentate senza pietà.

Le altre specie non sono cibo, non sono mezzi, non sono oggetti, non sono materia inanimata, bensì individui unici, irripetibili, con una dignità da rispettare.

Basta violenze!

[PROTESTA] “Su Puddu”: la Vergognosa Gara Sarda a Colpire Galline a Cavallo

Care lettrici e cari lettori,

nonostante l’umanità di cui facciamo parte stia vivendo i primi mesi dell’anno 2025, in alcuni angoli di mondo alcuni nostri simili sembrano essere rimasti al Paleolitico più inoltrato.

Foto: La Nuova Sardegna


In Sardegna, nel comune di Sedilo, anche quest’anno andrà in scena l’orribile usanza definita “Su Puddu”, che in sardo significa pollo. In occasione di questo evento definito “manifestazione storica e culturale” (provo un certo imbarazzo dal punto di vista antropologico a riportare le parole pubblicate sul sito internet del comune), uomini addosso a cavalli schiavizzati si diletteranno a colpire delle povere galline appese a un cavo. Fino a pochi anni fa tale triste, imbarazzante usanza contemplava l’uso di animali VIVI, che appesi a testa in giù venivano colpiti senza pietà dagli esseri diversamente empatici dal volto coperto da una maschera bianca. Quest’anno, stando a quanto riportato da La Nuova Sardegna, l’usanza ha subito una variazione: gli animali non saranno più vivi, ma già ammazzati precedentemente previo parere – pensate un po’ – veterinario.

Mi chiedo spesso quali emozioni, quali paure e quanto terrore attraverserebbero i nostri corpi se di punto in bianco gli animali decidessero di farcela pagare per tutto il male che gli abbiamo riversato addosso in millenni di efferato dominio. Cosa penseremmo se una specie a caso appendesse degli esseri umani per i piedi a un cavo e iniziasse a picchiare forte fino a quando quei corpi non risultano smembrati? Brandelli di pelle, capelli, sangue, tessuto muscolare che cade mentre le ossa diventano visibili.
Proveremmo sicuramente sdegno, orrore e disgusto.
Perché dunque se il soggetto è di altra specie animale e non di quella umana, osiamo definire tutto ciò “manifestazione storica culturale”? Non è forse un oltraggio al concetto stesso di cultura?

Dal punto di vista antispecista, questa becera tradizione – che merita di morire e di essere dimenticata dall’umanità sana di mente – non è altro che un insulto al decoro, al rispetto per la vita e per la natura che genera ogni esistenza, non solo la nostra.

I cavalli non sono mezzi di trasporto né corpi da sovrastare a piacimento.
Le galline non sono esseri da ammazzare e da usare come bersaglio.
In sunto, gli animali non sono nostri schiavi e non devono stare alla mercé umana.

Dire che tale manifestazione sia stata contestata dagli animalisti corrisponde al falso: chiunque, dotato di morale integra e priva di corruzione, rabbrividisce dallo sdegno e dall’orrore al pensiero che in occasione del carnevale vada in scena un abominio simile.
Basta leggere i commenti di biasimo e rimprovero lasciati dalle persone in commento alla notizia apparsa sui social.

Scrive Francesca Z.
“Cara mia Sardegna, EVOLVIAMOCI!!! Ma che esempio di luogo retrogrado e di cattiveria diamo al mondo intero??? NON POSSO CREDERE CHE NELLA MIA TERRA ESISTANO ANCORA QUESTE “TRADIZIONI” TROGLODITE!!! Dobbiamo davvero svilupparci mentalmente perché tante cose in Sardegna oggi denotano cattiveria e mancanza di sensibilità! Amo la mia terra ma su tante tradizioni orribili prendo le distanze e spero in una nuova versione moderna e umana nel rispetto degli altri esseri viventi e senzienti del mondo Animale (N.B. con la A maiuscola)!!!”

È arrivato il momento di finirla con queste pagliacciate di pessimo gusto, che non fanno altro che dimostrare quanto poco rispetto per la vita vi sia in alcuni popoli attaccati alla tradizione ma incapaci di smettere di tormentare esseri senzienti. Che si vergognassero le istituzioni retrograde che ammettono tutto ciò per far sollazzare una comunità di persone prive di empatia.

Vi invito dunque a scrivere una mail di protesta sia alla prefettura, che ha dato l’ok per la messa in scena di questo abominio, sia al comune stesso di Sedilo che lo ritiene evento culturale.

Messaggio tipo:

Gentile prefettura,
Gentile comune di Sedilo,
apprendo con sdegno che anche quest’anno andrà in scena l’orribile tradizione definita ‘su puddu’ dove delle povere galline verranno colpite da esseri umani intenti a sovrastare dei cavalli schiavizzati. Poco cambia se anziché essere vive quelle povere esistenze verranno uccise prima e legate per le zampe già morte, con il vergognoso benestare di un veterinario: quale esempio di civiltà volete dare all’umanità intera?
Veramente trovate ‘culturale’ un gesto così barbaro e privo di senso e di ragione?
Cosa accadrebbe se gli animali iniziassero a riservarvi lo stesso trattamento, cavalcandovi per prendere a bastoni alcuni esemplari umani appesi per i piedi a una corda?
Non sarebbe forse un atto di efferata violenza, becera e inutile violenza?
Mi unisco dunque, con la presente email, alla campagna di sensibilizzazione nei vostri confronti e nei confronti della gente del vostro posto promossa dal blog antispecista Think Green • Live Vegan • Love Animals, affinché sappiate che questa vostra usanza fa letteralmente rabbrividire la gente dotata di rispetto, empatia e morale sana.
Che si smetta di portare avanti usanze che non meritano affatto di essere perpetuate, ma che al contrario, andrebbero abolite in segno di civiltà e progresso etico e morale!
Gli animali non sono nostri schiavi e meritano di vivere la loro vita lontano dalla nostra inutile violenza!
NO AL ‘SU PUDDU’! No alle tradizioni retrograde e speciste! Lavorate per una Sardegna capace di far parlare bene di sé e non di far inorridire!

Distinti saluti.

Nome, Cognome, Città


Da inviare a:
pessalva1972@gmail.com, info@comune.sedilo.or.it,
protocollo.prefor@pec.interno.it

in CCN:
carmen.veganblogger@gmail.com

Con posta PEC:
protocollo@pec.comune.sedilo.or.it


Grazie a chi darà voce a chi, schiacciato e oppresso dalla violenza di taluni umani, non può difendersi.


Carmen Luciano

[Lanusei] Pena Esemplare per l’Animalicidio del Gattino lanciato dal Ponte

Care lettrici e cari lettori,
come avrete purtroppo appreso dai vari giornali qualche giorno fa in Sardegna, più precisamente a Lanusei (provincia di Nuoro), si è compiuto un atto di inaudita efferatezza nei confronti di un animale.

Vittima innocente di antropocentrica violenza, ignoranza e follia, un gattino è stato lanciato da un ponte da un giovane essere umano – se umano si può definire – mentre altri due ragazzi lo incitavano e lo filmavano durante il vergognoso animalicidio.
Successivamente, le nauseanti immagini del lancio della povera creatura sono state diffuse dai tre ingrati alla vita, probabilmente nello scriteriato tentativo di guadagnare becera popolarità e approvazione.



Grazie proprio ai fotogrammi del filmato circolato in rete, l’identità dei tre vergognosi esseri sarebbe stata individuata. Scatterebbe adesso per loro la denuncia per maltrattamento di animali.

Non è la prima volta che delle persone disdicevoli di giovane età si macchiano di azioni così vili.
La cronaca pullula di notizie simili dove poveri animali soccombono nelle sudicie mani di ragazzini che ancora non hanno imparato come si vive.
Affinché anche questo vergognoso atto non finisca nel dimenticatoio, facendola passare liscia a chi si è permesso di giocare con la sacralità della vita, è necessario fare pressione sulle istituzioni affinché prendano provvedimenti seri e infliggano pene esemplari.

Chiediamo dunque al Sindaco di Lanusei di intervenire prontamente affinché i suoi tre, vergognosi cittadini che hanno compiuto un atto così violento e incivile vengano puniti, e assieme alle famiglie – che hanno palesemente fallito nella corretta educazione morale della prole – vengano rieducate.

Scriviamo numerosissime email.

Mail tipo (testo modificabile, gentilmente suggerito da Alessia Degli Albizzi, volontaria antispecista che salva animali):

Gentile Sindaco Davide Burchi,
Gentile Vicesindaco Maria Tegas (ufficio Cultura e Ambiente)
Gentile Assessore Sandra Eresu (ufficio Istruzione)

Avendo appreso con sgomento dell’animalicidio compiuto nel vostro Comune che ha visto come vittima un gattino lanciato vergognosamente da un ponte da tre giovani cittadini,
con la presente, chiedo che il Comune di Lanusei adotti misure immediate e concrete per:

1) Condannare pubblicamente l’atto di violenza e manifestare il proprio impegno nella lotta contro il maltrattamento degli animali.
2) Collaborare con le autorità competenti per identificare e perseguire i responsabili di questo atroce gesto.
3) Rafforzare le iniziative di sensibilizzazione ed educazione della cittadinanza riguardo al rispetto e alla protezione degli animali.
4)Implementare un piano di controllo e monitoraggio per prevenire futuri episodi di maltrattamento animale.

Io ed altre persone che vi stanno contattando siamo fiduciose che sotto la vostra guida, il Comune di Lanusei possa dimostrare una chiara volontà di agire contro tali atti di violenza e promuovere un ambiente più sicuro e rispettoso per tutti gli esseri viventi.

Resto in attesa di un Suo riscontro e di conoscere le azioni che verranno intraprese in merito.

Distinti saluti,

Nome, Cognome, Città

Da inviare a:
sindaco@comunedilanusei.it
info@comunedilanusei.it


Grazie a chi spenderà due minuti del proprio tempo per difendere una vita a cui è stata negata l’esistenza.


______

Ps: corre voce in rete che si sarebbero individuate le identità delle tre persone coinvolte, e che la madre di una delle tre avrebbe indicato che il micio era morto.
Anche se così fosse, urge ribadire che i corpi di creature trapassate si seppelliscono con rispetto, esattamente come i propri parenti e amici, e non si lanciano come sassi!

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